Giorgio Esposito

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Viaggi, Napoli: un reportage nella città ... "decantata quale più bella del mondo"
Il golfo, all'ombra del Vesuvio, abbraccia anche Procida, Ischia e Capri


Napule è mille culure, Napule è mille paure, Napule è a voce de' criature che saglie chianu chianu e tu sai ca' non si sulo ... Napule è nu sole amaro, Napule è addore e' mare, Napule è na' carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a' sciorta ... Napule è na' camminata int'e viche miezo all'ate ... Napule è tutto nu suonno e a' sape tutto o' munno, ma nun sanno a' verità ... Sono le melodiche strofe dell'indimenticabile Pino Daniele a presentare questo nutrito "biglietto da visita" di Napoli, con la sua storia, paesaggi, personaggi, luoghi, curiosità e la succulenta gastronomia. Un reportage giornalistico che racconta le sue mille facce e i suoi mille colori ... proprio camminando nei vicoli in mezzo alla gente.

Napoli - Partiamo dal presupposto che la città (immensa come una galassia) è difficilmente descrivibile - se non "vissuta intensamente" - come solo un napoletano riuscirebbe a fare. Io stesso non sono in grado di abbracciare l'intera galassia (oggi Napoli) nata nel IX secolo avanti Cristo per mano dei greci provenienti da Rodi e battezzata Parthenope (la sirena da cui sfuggì Ulisse). Una Parthenope poi evolutasi in Palepolis (città vecchia) e ancora in Neapolis (città nuova) che, a conti fatti, oggi spegnerebbe (anno più ... anno meno) 2500 candeline. Una galassia che oggi proveremo a raccontare "con i cinque sensi dei napoletani" citando la sua storia, i paesaggi, la gastronomia, la musica e i personaggi che l'hanno "decantata quale città più bella del mondo".

Storia - Come un anfiteatro sul mare, abbraccia il Vesuvio, le isole di Capri, Ischia, Procida e Nisida. La sua prima colonizzazione risale a 3000 anni fa quando "mercanti e viaggiatori greci, anatolici ed achei, si affacciarono nel golfo per dirigersi verso gli empori minerari dell'alto Tirreno" e fondarono Parthenope nell'area che include l'isolotto di Megaride (l'attuale Castel dell'Ovo) e il Promontorio di Monte Echia (l'odierna Monte di Dio e Pizzofalcone). Successivamente, Parthenope fu abbandonata e prese il nome di "Palepolis"(città vecchia). Nel 475 d.C. grazie agli abitanti di Cuma, fu fondata Neapolis (città nuova) nella parte orientale della città originaria. La storia poi racconta dei Romani che colonizzarono l'intera "Campania Felix" fino all'arrivo dei tanti conquistatori di turno, innamorati da sempre di questi luoghi da sogno: Bisanzio, d'Angiò, Aragonesi, Austriaci, Borboni, Napoleone, Garibaldi, Tedeschi ... e finalmente nel 1945 la città ritornò ai napoletani.

Luoghi ed itinerari - Non esiste l'itinerario perfetto se non quello che si decide di percorrere per interessi personali. Storico-culturale, gastronomico e curioso, sono quelli che proponiamo in questo reportage ricco di informazioni e consigli "vissuti e sperimentati in prima persona". Scarica la mappa completa dell'itinerario >>>


I trasporti a Napoli consentono di spostarsi celermente da quartieri diversi, anche lontani tra loro.
Lo stradario della città infatti non agevola gli spostamenti privati per una serie infinita di motivazioni, prima fra tutte la morfologia cittadina che vede una quantità enorme di stradine e viuzze a fronte di un enorme traffico che spesso diventa caotico. La rete pubblica di Treni, Metro, Funicolari, Autobus, Filobus, e Tram, viene quindi in soccorso permettendo di raggiungere i nostri punti di interesse da visitare. Anche per le escursioni fuori città esiste la rete di ferrovia: Cumana che da Napoli porta verso Pozzuoli, la Circumflegrea che dal capoluogo raggiunge Licola e la Circumvesuviana che raggiunge tutti i comuni interni e costieri dell'area vesuviana nonchè Sorrento in meno di un'ora. Scarica mappa trasporti >>>


Itinerario Centro Storico, 7-8 km divisibile anche in 2-3 giorni -
Il primo potrebbe partire dalla Stazione Centrale di Piazza Garibaldi (immancabile il caffè con sfogliatella del Bar Mexico, mitico 'stop and go' dei viaggiatori seriali, ndr) per dirigersi verso Piazza del Mercato con una approfondita visita alla basilica dedicata al cult religioso dei napoletani: la Madonna del Carmine, celebrata il 16 luglio con riti, processioni e feste all'insegna delle grida di speranza dei fedeli: ’A maronna d’o Carmene ce fa a grazia!”. Scenografico, ogni 15 luglio sera alle ore 22, il famosissimo "incendio (con fuochi artificiali) del campanile" (foto sotto) alto ben 75 metri, che rievoca la rivolta contro gli spagnoli ad opera di Masaniello che proprio nella basilica fu ucciso il 16 luglio 1647. L'itinerario prosegue in direzione Piazza Municipio, semmai utilizzando Corso Umberto I "il rettifilo per i napoletani" e godersi la marea di negozi che costeggiano questo chilometrico corso. Una dovuta sosta a metà percorso, per ammirare la sede dell'università Federico II, la più antica statale del mondo, fu infatti fondata il 5 giugno 1224 dal Re di Sicilia Federico II di Svevia. Giunti in Piazza Municipio, sarete immersi nella mecca del turismo cittadino con una batteria di siti che da soli portano via una giornata intera, se non di più: Maschio Angioino, Teatro San Carlo, Galleria Umberto I, Palazzo Reale, Piazza Plebiscito. Si parte con l'immancabile visita a "Castel Nuovo - Maschio Angioino" castello per eccellenza, con torri, merli e fossato come pochi esistono al mondo. La fortezza e residenza reale risale al 1279 ad opera di Carlo d'Angiò e fu chiamata "Castel Nuovo" per distinguerlo dai vecchi Castel dell'Ovo e Castel Capuano. Informazioni Castel Nuovo (Maschio Angioino) (foto sotto): castelnuovo.comune.napoli.it/ .


A pochi passi dal Castello si trova Piazza Trieste e Trento con lo splendido Teatro San Carlo, il teatro lirico di Napoli fondato nel 1737, che resta il più antico teatro d'opera del mondo ad essere tuttora attivo. Prezioso tanto da essere stato inserito dall'Unesco tra i patrimoni dell'umanità, ma anche citato da Stendhal che nel 1817 scriveva: "... Non c'è nulla in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo teatro, ma ne dia la pallida idea. Gli occhi sono abbagliati, l'anima rapita...". Informazioni Teatro San Carlo (foto sotto): www.teatrosancarlo.it/it/pages/visite-guidate.html .
Proprio di fronte al teatro, le scale della "Galleria Umberto I", nata in onore di Re Umberto alla fine del 1800 quale salotto cittadino. E da allora mantiene la sua maestosità ed eleganza grazie ai monumentali 4 ingressi, le statue e dipinti ammirati ogni anno da milioni di turisti (foto sotto). Alla sua inaugurazione nel 1890 coincise anche quella del "Salone Margherita" emblema della "Belle Époque napoletana" ospitato proprio in galleria.


All'uscita, sulla stessa Piazza Trieste e Trento, si para davanti il duplice simbolo storico della città: Piazza del Plebiscito sulla quale si affaccia Palazzo Reale, residenza dal 1600 prima dei vicerè e poi dei Borboni quali Reali di Napoli. E proprio in mano ai Borboni Palazzo Reale progredì con sontuosi ampliamenti che lo portarono ad essere il vero centro di potere del sud Italia e non solo. Oggi, a distanza di 400 anni mantiene il suo carattere nobile con interni prestigiosi che di sicuro valgono una visita. Informazioni su Palazzo Reale (foto sotto): palazzorealedinapoli.org/info-visita/ . Davanti ad esso si apre in tutta la sua immensità Piazza del Plebiscito che con i suoi 25mila mq avvolge un pezzo della storia di Napoli (foto sotto). La piazza, nata come "Foro Gioacchino" su indicazione di Gioacchino Murat, governatore della città sotto Napoleone, ospita sia la basilica di San Francesco con il suo enorme portico di 50 gigantesche colonne, posto all'ombra del quartiere Pizzofalcone, che due statue equestri raffiguranti rispettivamente Re Carlo III di Borbone e suo figlio Re Ferdinando I delle sue Sicilie, nonchè ... una leggenda. Una credenza che parte dalla "maledizione della Regina Margherita" che durante il suo regno, una volta al mese, prometteva libertà ai prigionieri che fossero riusciti a percorrere "bendati" i 170 metri tra Palazzo Reale e il centro della Piazza passando obbligatoriamente tra le due statue equestri realizzate dal Canova. Ancora oggi è una impresa impossibile!!! Lo sanno bene i tantissimi turisti che da tutto il mondo arrivano in piazza cimentandosi bendati ... quindi, provare per credere. Suggestiva, poi, la possibile visita alla sotterranea "Galleria Borbonica" voluta da Ferdinando II di Borbone nel 1853 per il transito delle truppe dal Palazzo Reale fino al porto militare in zona Piazza Vittoria. Sono previsti vari fantastici itinerari che faranno la gioia di adulti e ragazzi. Informazioni: www.galleriaborbonica.com/it/


Da Piazza del Plebiscito (fermata quasi obbligatoria per mitico caffè e sfogliatella da Gambrinus, ndr) - varrebbe la pena gustarsi per qualche ora la meravigliosa Via Chiaia, ricchissima di negozi per uno shopping di pregio - l'itinerario intrapreso percorre in leggera salita Via Toledo (già Via Roma) con il lato sinistro interamente abitato dai "quartieri spagnoli". La zona, oggi occupata dai quartieri San Ferdinando, Avvocata e Montecalvario, nel 16esimo secolo vedeva accampate le truppe dei Re spagnoli durante l'occupazione. Raggiungiamo l'intersezione con Via Maddaloni > Via Capitelli che ci porteranno a Piazza del Gesù Nuovo (il cui esterno in "pietre appuntite" è famoso per essere stato raffigurato sulle 1.000 lire) per ammirarla insieme al Basilica (monastero) di Santa Chiara con il suo meraviglioso chiostro maiolicato (foto sotto). Questi sono i luoghi dai quali parte la centralissima "Spaccanapoli", ossia un itinerario che dal Vomero porta sino a Piazza Garibaldi (ideato dal viceré Pedro de Toledo per collegare la parte bassa di Napoli con quella alta) e che noi, da adesso in poi, percorrermo nella sua interezza. (A pochi passi dopo Santa Chiara il consiglio è una sosta presso "La Pastiera", per degustare una, se non la migliore pastiera napoletana, ndr). Ci si avvia quindi verso San Domenico Maggiore (meravigliosa e coloratissima Basilica che ospita anche 40 feretri di reali e nobili legati al casato d’Aragona) nei cui pressi è sita una delle meraviglie più ricercate di Napoli se non dell'Italia intera: "il Cristo velato". Il Museo Cappella San Severo si presenta da solo: una serie infinita di statue immortali, macchine anatomiche, pavimenti marmorei multicolore, dipinti paradisiaci ... sono infatti quelli che accolgono i milioni di visitatori che restano estasiati da questo magico luogo. Al centro, circondato dai monumenti, "il Cristo velato" splende nella sua insuperabile bellezza. Una statua di marmo scolpita a grandezza naturale, rappresentante Nostro Signore Gesù Cristo morto, coperto da un sudario trasparente realizzato dallo stesso blocco della statua. Un'opera impossibile da immaginare, se non vissuta con i propri sensi, ma che l'artista napoletano Giuseppe Sanmartino realizzò magistralmente nel 1753. Info su visite alla Cappella (foto sotto) : www.museosansevero.it


A San Domenico Maggiore una curiosità tutta partenopea. Quì ha sede 'l'Università Stradale Matematica d'Italia' con consegna della Laurea in soli tre minuti. Il Rettore è il poliedrico 70enne Giuseppe Polone, per autodefinizione "un genio matematico da record". Sul muro perimetrale di questa "fantastica università" campeggia un cartello: "ogni 2000 anni nasce un genio. 2000 anni a.C. Pitagora. 2000 anni d.C. Leonardo. Dal 2000 al 4000 Polone!" Un cartellone che la dice lunga su questo genio campione anche di 'Napoletanità'. Nato a Napoli, ha trascorsi di imprenditore per poi diventare avventuriero in giro per il mondo. Dalle Americhe poi ritorna 15 anni fa nella città di Pulcinella portando con se "strane formule matematiche" - elaborate nella foresta amazzonica durante un mese di isolamento per colpa di un uragano - che sottopone ai passanti di San Domenico Maggiore. Bizzarra è poi la eventuale consegna di una laurea (sempre con 110 e lode) con tanto di nominativo, data e firma del Rettore Giuseppe Polone.


Il percorso ora si snoda su Via San Biagio dei librai, caratteristica strada stracolma di negozietti, bancarelle e posti curiosi che attirano continuamente l'attenzione ad ogni metro che si percorre. Qualche centinaia di metri ed ecco incrociare altro mito del centro storico: Via San Gregorio Armeno (la strada dei presepi) anche questo uno stracult per i milioni di turisti che in ogni stagione dell'anno l'affollano. La stretta viuzza è colma di botteghe che espongono materiali natalizi, presepi, statue e statuine delle figure storiche del mondo intero (foto sotto). In questo 2022 spiccheranno di certo la Regina Elisabetta, Zelensky e Putin che prenderanno posto sui presepi di tutti gli italiani. Affollata ad ogni ora del giorno, l'intera zona diventa "impraticabile" e non godibile nel periodo pre-natalizio e fino alla Befana. Il consiglio migliore, quindi, è di recarvisi nei giorni feriali dal lunedì al giovedì. Molto interessante, anche, la Napoli Sotterranea visitabile proprio da queste parti. Proseguendo infatti fino alla fine di San Gregorio Armeno, ci si imbatte nella Piazza San Gaetano con la Basilica di San Lorenzo Maggiore e l'ingresso per Napoli Sotterranea della "Associazione" con i percorsi ufficiali che si snodano per chilometri nella "città segreta" a 40 metri di profondità. I primi manufatti di scavi sotterranei risalgono a circa 5.000 anni fa. Nel III secolo a.C., i Greci aprirono le prime cave sotterranee per ricavare i blocchi di tufo necessari alle mura e ai templi della loro Neapolis. Nel 1987 Enzo Albertini, speleologo e presidente dell’Associazione Napoli Sotterranea, riportò alla luce una cava greca a circa 40 metri di profondità avviando una prima attività conoscitiva de sottosuolo di Napoli. Informazioni (foto sotto) : www.napolisotterranea.org/ .


Ritornati su Via San Biagio dei librai, la passeggiata folcloristica sfocia su Via Duomo, e prima di imboccare Via Forcella per la parte finale di Spaccanapoli, proseguiremo in salita per arrivare al vero tesoro di Napoli: San Gennaro e la sua dimora, il Duomo della città. Il Duomo di Napoli, noto anche come cattedrale di Santa Maria Assunta, è il luogo in cui tre volte l’anno (il primo sabato di maggio, il 19 settembre e il 16 dicembre) è possibile assistere al rito dello scioglimento del sangue di San Gennaro, il Santo patrono di Napoli. Il complesso del Duomo nasce nel 1313 su un sito dedicato al Dio Apollo e attualmente comprende sia la Basilica di Santa Restituta del '400 d.C. insieme al battistero di San Giovanni in Fonte, che la cappella del Tesoro di San Gennaro che conserva le reliquie del Santo. Ma chi era San Gennaro? Nel 300 d.C. San Gennaro (forse nato Procolo di nome e Gennaro di cognome, il 2 aprile 272 d.C.) era vescovo di Benevento e durante un viaggio a Pozzuoli fu arrestato e condannato ad essere sbranato dai leoni ma, la storia vuole che i felini si inginocchiarono al cospetto del 33enne vescovo. L'allora Governatore romano Dragonzio ne ordinò quindi la decapitazione, che avvenne il 19 settembre del 305. Ed è esattamente in questa data che si celebra il Santo con feste in tutta la città, anche alla luce della quasi scontata "liquefazione del sangue" che avviene nel Duomo. Incredibile ma vero: nello stesso momento, la pietra sulla quale fu decapitato San Gennaro nel 305, conservata nella chiesetta a lui dedicata davanti alla Solfatara di Pozzuoli, diventa rosso sangue (ne sono stato personalmente testimone da vicinissimo, ndr). Immancabile, poi, la visita alla Reale Cappella del Tesoro di San Gennaro, cioè un inestimabile patrimonio di oggetti di devozione in oro, argento, bronzo e pietre preziose, donate nel corso dei secoli al culto del Santo dai sovrani napoletani e stranieri, dai papi e dal popolo.


L'itinerario di "Spaccanapoli" prosegue discendendo Via Duomo e imboccando Via Forcella, l'acerrima e tristemente nota strada che fino agli anni '80 era classificata quale "zona camorristica per eccellenza". Ora, invece, il tempo ha anche cancellato quei tristi ricordi rendendola "la parte finale del nostro itinerario" che riporta al punto di partenza in Piazza Garibaldi. E a Forcella merita una sosta la Real Casa dell'Annunziata, realizzata nel 1304 e che comprendeva una chiesa, un ospedale, un convento, un orfanotrofio e un ritrovo per le ragazze senza dote. E proprio sul muro dell'ospedale la Regina Sancia di Majorca, moglie del Re di Napoli Roberto d’Angiò, fece costruire nel 1353 una ruota girevole in legno conosciuta come “rota dei gittatelli”, che serviva per accogliere i neonati che solitamente erano abbandonati dai propri familiari. Una volta all’interno della struttura venivano poi lavati e battezzati. Da quel momento diventavano i cosiddetti “esposti”, da qui il "cognome Esposito" molto diffuso a Napoli e poi nel mondo intero. La ruota fu abolita nel 1875 ma è sempre visitabile. Oggi l'ospedale pedriatico, seppure con soli due reparti operativi, continua a svolgere il suo ruolo di amore e solidarietà verso i bambini e le loro famiglie. PS " ... è questo il luogo dove un 30 gennaio sono venuto alla luce io ... accolto dagli splendidi occhi azzurri di mia madre Concetta".


Itinerario mare e collinare
- L'itinerario (a piedi e/o in auto) porta da Santa Lucia a Fuorigrotta abbracciando la zona collinare della città. Il primo tratto riguarda il quartiere di Chiaia, Mergellina e Posillipo tutte posizionate sullo splendido lungomare partenopeo. Si può partire da Piazza Plebiscito lungo la luccicante Via Chiaia per arrivare a Villa Pignatelli e poi scendere verso la Riviera di Chaia per godersi una rilassante passeggiata nella chilometrica Villa Comunale costeggiata dall'incredibile lungomare di Via Caracciolo e Via Partenope. E' questa la zona che ospita le bellezze naturali di Mergellina, della collina di Posillipo e della "finestrella" di Marechiaro, ma anche per raggiungere Castel dell'Ovo non lontano dalla magnifica Santa Lucia. Sempre da Chiaia si può salire a Castel Sant'Elmo e visitare la Certosa di San Martino per godere l'ineguagliabile spettacolo del golfo. Per gli appassionati di calcio non può mancare una visita allo Stadio Diego Armando Maradona a Fuorigrotta. Scarica la mappa dell'itinerario >>>


Itinerario museale -
Decisamente più lontano resta invece Capodimonte con il suo rigoglioso e immenso Bosco e il piacevole Museo raggiungibile anche dal centro città proseguendo dopo Via Toledo su Via Enrico Pessina. Sull'itinerario si incontra il Museo Archeologico di Napoli con l'intera area dedicata alle Belle Arti con l'Accademia, la Chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e la Galleria Principe di Napoli. Dopo alcuni chilometri in salita, arrivati a Capodimonte, meritano una sosta le Catacombe di San Gennaro (foto sotto). Sempre in questa zona si trova la meravigliosa location del Cimitero delle Fontanelle nel quartiere Sanità. Il cimitero è un sito unico al mondo con il suo immenso ossario di 3mila mq. L'origine risale al XVI secolo ed è legata alla storia e soprattutto alle disgrazie del popolo napoletano. Questo luogo ospita infatti nelle cosidette "Navate" (Navata dei preti, Navata degli appestati, Navata dei pezzentelli) le centinaia di migliaia di deceduti di 5 eruzioni del Vesuvio, terremoti, pestilenze e rivolte popolari. Ingresso completamente gratuito!!! Informazioni (foto sotto): www.cimiterofontanelle.com/it/


Il golfo di Napoli -
"Niente potrà apparirmi più magico, delle albe sul golfo di Napoli vissute il primo gennaio da via Petrarca". Una dedica che rivolgo con nostalgia alla mia gioventù "in bianco e nero", fatta di Amici veri e passioni semplici, come quella di aspettare l'alba dell'anno nuovo sul golfo affacciati a Via Petrarca, degustando caffè e sfogliatella calda. Il viaggio nel Golfo "più bello del mondo" da Pozzuoli a Sorrento inizia alla Solfara di Pozzuoli descritta come "inferno in terra" e prosegue lungo i caotici e affollati corsi che delimitano le litoranee cittadine di San Giovanni a Teduccio, Barra, San Giorgio a Cremano (dove si può ammirare il Museo Nazionale delle Ferrovie di Pietrarsa (foto sotto a sinistra), un percorso nel tempo passato con oltre 55 treni d'epoca). Ma da San Giorgio si snoda anche l'itinerario "Il miglio d'oro" delle "Ville Vesuviane", quel tratto di fascia costiera che dai quartieri napoletani di San Giovanni a Teduccio e Barra conduce a Torre del Greco attraverso San Giorgio a Cremano, Portici ed Ercolano, tra il Vesuvio e il Golfo di Napoli. Il "Miglio d'Oro" racchiude ben 122 sontuose ville e vasti giardini, in stile rococò e neoclassico, realizzate dalla corte dei nobili a seguito dei Borbone che proprio in zona costruirono la Reggia estiva. Informazioni "Ville Vesuviane": www.villevesuviane.net/le-ville/altre-ville/

Una considerevole attenzione merita "la parata dei Gigli di Barra" (in analogia a quelli di Nola) che si festeggia l'ultima domenica di settembre. Una processione che vede impegnati giganteschi obelischi di legno, rivestiti secondo le scelte degli organizzatori, alti 25 metri portati a spalla da "una paranza" di ben 128 persone ognuna. Il percorso caotico, scenografico e musicale lungo le strade e vicoli, sia di giorno che di notte, tende a divenire una gara tra i "gigli" stessi, anche se poi un vincitore vero non c'è. Assistere significa anche partecipare metro dopo metro con il cuore ed il corpo alla scenografica "ballata dei gigli". Quest'anno "la parata" in onore di Sant'Antonio e Sant'Anna ha celebrato i 200 anni di storia.

Proseguendo sul corso principale della litoranea arriviamo a Portici, già sede fal 1738 della Reggia di Portici quale dimora estiva dei Re Borbone. Ma Portici resta anche nel guinnes per aver dato alla luce nel 1839 la prima ferrovia tra Portici e Napoli. Ripartendo, a pochi minuti ci ritroviamo ad Ercolano, comune che ospita una delle due cittadine sommerse dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Il sito archeologico degli "Scavi di Ercolano" è concentrato ma curato e tenuto in ordine rendendo la visita non stancante.

Da Ercolano a Torre del Greco il passo è breve, ed è proprio dalla famosa città del "Corallo Rosso" che parte il miglior itinerario per il Vesuvio (foto sotto a destra). Una arrampicata durissima prima in auto e poi a piedi che giunge dopo 1277 metri fino al cratere del "vulcano sonnecchiante" largo 400 metri e profondo 300. L'appellativo nasce per definire questo vulcano "inattivo" ma che si estende nel sottosuolo fino ai Campi Flegrei e alla Solfatara di Pozzuoli. La cura di questo "gigante di fuoco", con i suoi 400mila anni di età e che nel 1944 ha avuto la sua ultima eruzione, è affidata al Parco Nazionale del Vesuvio, amministratore del "territorio vesuviano" nei 18 comuni ospitanti. Informazioni: www.parconazionaledelvesuvio.it/


Lasciata Torre del Greco si può percorrere l'autostrada fino a Pompei per la dovuta visita agli scavi che tutto il mondo invidia. Gli "Scavi di Pompei" (foto sotto) sono infatti un colossale sito archeologico riconosciuto "Patrimonio Mondiale dell’Umanità" che "racconta" la città romana distrutta dall'eruzione del Vesuvio il 25 agosto del 79 d.C. insieme ad Ercolano. Unica differenza tra loro e dato dal tempo necessario a visitarne i resti, che sono alcune ore per Ercolano, ma quasi una giornata intera per Pompei, visti i tre lunghi itinerari principali di 2, 3 e 5 ore. Gli scavi, iniziati nel 1748, hanno portato alla luce un centro urbano che rappresentava il potere dell’Impero romano nel sud della penisola. Una città fiorente di 20mila abitanti che vivevano di commerci, ma anche di agricoltura e pastorizia. Pompei era poi ricca di ville lussuose per i nobili dell'Impero in vacanza, approfittando degli splendidi paesaggi e del clima salubre. Informazioni: pompeiisites.org/

Da Pompei si prosegue in direzione Castellammare di Stabia per imboccare la "S.S. Sorrentina" che in circa 2 ore ci porterà sulla Penisola Sorrentina, (foto sotto) uno dei luoghi più ricercati dai turisti di tutto il globo visto che condivide sia il paradisiaco Golfo di Napoli che quello di Salerno con Positano e Amalfi in prima fila. Sorrento rimane, quindi, l'hub ideale dal quale partire per tutte le esplorazioni (anche di Napoli) visto che si raggiunge sia con Aliscafo in 40 minuti che con treno in meno di 1 ora. Da Sorrento poi si parte anche per Ischia, Procida, Capri, Positano, Amalfi e numerose località attraverso "le vie del mare". Ma prima della "Divina costiera" sarebbe meglio passare qualche giorno di relax in questa "vera Perla" della quale è facile innamorarsi come se fosse una "Sirena incantatrice". Mare da favola nel quale si specchiano paradisiaci panorami, la rendono vivibile per tutto l'anno con indubbi benefici per la salute mentale e corporea. Provare per credere ...


Isole del Golfo -
Le ho sempre definite le "isole dei cinque sensi" ... perchè solo vivendole ci si può invaghire dei loro colori, sapori, rumori, odori e sensazioni che trasmettono. Le "isole dell'Amore", quelle con la "A" maiuscola, sono Capri, Procida e Ischia, anzi secondo Edoardo Bennato (che la decanta in un suo famoso testo musicale) esiste anche " l'isola che non c'è: Nisida". L'isolotto, infatti, è ora collegato con una strada alla collina di Posillipo e non è accessibile in quanto ospita un carcere minorile.

Capri affascina il mondo intero all'insegna dell'eleganza e della raffinatezza. Con la sua Piazzetta, i Faraglioni, la passeggiata su via Camerelle o via Krupp, si può anche godere della luce caprese dallo splendido sito di Villa Jovis, da dove Tiberio governò l’Impero romano. Nella deliziosa Anacapri si possono ammirare, dall'alto del Monte Solaro, i golfi di Salerno e di Napoli. Qui si può visitare Villa San Michele, che ospita la casa museo con testimonianze della vita e dell'opera del medico e scrittore svedese Axel Munthe, tra i tanti intellettuali che elessero quest'isola a proprio buen retiro. Punto di riferimento dai tempi del Grand Tour di intellettuali, scienziati, artisti e viaggiatori, l’isola è divenuta un centro cosmopolita di relazioni e connessioni internazionali. È un classico la sosta sotto la Torre dell'Orologio della Piazzetta per respirare l'atmosfera fascinosa dell’isola. Dalle eleganti vetrine di via Camerelle si prosegue fino alla fine di via Tragara dove, affacciandosi sul belvedere, si gode della spettacolare vista dei Faraglioni, picchi di roccia che emergono dall'azzurro dell'acqua cristallina per un'altezza media di 100 metri. Che si venga qui per un solo giorno o per un soggiorno più lungo, Capri consegna ad ogni ospite il suo charme e la sua magia intatta nel tempo.

Capri per antonomasia è il "sogno trasformatosi in realtà". Basta approdarci per capire il perchè resta il mito turistico del mondo intero. Dai Faraglioni al Salto di Tiberio, passando per Marina Piccola e Marina Grande e ancora: la Grotta Azzurra ma anche la Piazzetta e l'intero universo di viuzze e giardini. Tutte le sue paradisiache bellezze invitano a una vita dolce e suadente. L'isola è suddivisa in 2 comuni: Capri e Anacapri, con spettacolari paesaggi. Anacapri è deliziosa con il suo centro storico colmo di stradine nelle quali perdersi amorevolmente. E poi Monte Solaro in funivia e le acque turchesi con le terrazze situate nelle rocce di Punta Carena con l'immenso Faro. A Capri: i tre Faraglioni sono Stella, Saetta e Scopolo, immensi massi rocciosi che si ergono dalle acque blu del mare. Saetta è alto ben 109 metri, Stella invece è traforato da una grotta naturale, mentre Scopolo è noto per la sua 'lucertola azzurra' mimetizzata con i colori di cielo e mare. Immancabile anche un giro in barca nella Grotta Azzurra che estasia per i suoi scintillanti riflessi. Villa Jovis (già villa romana dell'Imperatore Tiberio) vi stupirà per i suoi ambienti insieme alla notissima Via Krupp lastricata di punti di osservazione. E' facile anche raggiungere gli splendenti Giardini di Augusto con vedute mozzafiato. Il tour ideale termina sempre in Piazzetta, vero cult della bella vita caprese. A Capri ci si arriva via mare da Napoli, Sorrento, Ischia ed in estate anche da Salerno, Positano e Amalfi.

Ischia " ... a primma vota ca nce sò venuto ‘ncopp’ a stu scoglio d’oro illuminato, senza parola sò rimasto ..." scriveva Totò in una sua poesia. Non aveva torto. La notissima "isola verde" ha infatti tutti i connotati della perfezione ... dalla vivibilità ai paesaggi fino alle proprietà salutistiche che offrono le sue acque marine e termali. Nata nel 1300 da una eruzione vulcanica, è sempre stata sotto dominio di varie potenze che se la contendevano proprio per la sue eccellenti salubrità. Il territorio è condiviso da sei comuni: Forio, Lacco Ameno, Casamicciola Terme, Ischia, Barano d'Ischia e Serrara Fontana, con i loro 20mila residenti. Naturalmente le centinaia di migliaia di turisti che affollano l'isola hanno ben da spaziare con tutte le meraviglie offerte: Il Castello Aragonese a Ischia Ponte collegato alla terraferma da un istmo in pietra (foto sotto al centro), fatto realizzare da Alfonso V d’Aragona; i Giardini Poseidon Terme a Forio, l’ideale per trascorrere una splendida giornata immersi nel verde rigoglioso della collina di Punta Imperatore, con ben 22 piscine; Negombo a Lacco Ameno che oltre a parco termale, è anche location per concerti e spettacoli teatrali; Sant’Angelo è uno splendido borgo dai colori pastello. Il suo porticciolo e la piazzetta con boutiques e ristoranti, lo fanno spesso paragonare a Capri. Da non far mancare un tour in barca circumnavigando l'isola. A Ischia ci si arriva via mare da Napoli, Pozzuoli, Procida, e solo d'estate anche da Salerno, Amalfi, Positano, Sorrento, Capri e Formia.

Procida è stata dichiarata "capitale della cultura italiana 2022" (foto sotto a destra). L'isola accoglie i visitatori con le sue casette multicolore nel variopinto porto di Marina Grande, ma vanta una consistente serie di location d'interesse: il Palazzo Montefusco, la Chiesa di Santa Maria della Pietà, il borgo fortificato di Terra Murata con il Palazzo D’Avalos e l’abbazia di San Michele Arcangelo. Altro borgo interessante è quello di Casale Vascello, ai piedi di Terra Murata. Rinomate, poi, le sue spiagge: della Chiaiolella, Chiaia, il Ciraccio, del Pozzo Vecchio ... quest'ultima oramai conosciuta quale "spiaggia del postino" resa celebre dall'omonimo film di Massimo Troisi. La storia isolana è legata a quella dei Campi Flegrei in quanto nata vulcanica, e al capoluogo Napoli sia per le origini abitative che per le numerose occupazioni militari. Procida è una isola minima con i soli 3,7 kmq che ospitano i suoi 10mila abitanti. Sul territorio praticamente è assente il traffico veicolare, anche per la inutilità di automobili, mentre è ricca di biciclette, motorini e tricicli, ideali mezzi di trasporto di residenti e turisti che per tutto l'anno accorrono ad affollare questo ameno luogo per visitare le ben 14 chiese e i 20 palazzi nobiliari presenti. A Procida si arriva via mare da Napoli, Pozzuoli e Ischia.


Napoli curiosa
- I partenopei sono curiosi di natura e questo ha sviluppato il mito, appunto, delle "stranezze napoletane" ... Napoli è quindi la patria mondiale delle curiosità: fate un giro nei mercati di Porta Nolana e Porta Capuana e ne vedrete di belle ... Ecco una carrellata di quelle più note: A Via San Biagio dei librai esiste l'unico "Ospedale delle bambole" al mondo. "Le fermate dell'arte" della Metropolitana linea 1 con particolare riguardo a"Toledo". La "sedia della fecondità" in Vico Tre Re a Toledo, 13 ai Quartieri Spagnoli. Napoli è solo 5^ nella classifica mondiale dei residenti napoletani: 1 posto per San Paolo (Brasile), 2 Buenos Aires (Argentina), 3 Rio de Janeiro (Brasile), 4 Sydney (Australia), 5 Napoli (Italia), 6 New York (USA), 7 Londra (GB), 8 Toronto (Canada), 9 e 10 Berlino e Monaco di Baviera (Germania)."Le cravatte di Marinella" sono state indossate da John Kennedy, Gianni Agnelli, Luchino Visconti, Aristotele Onassis, Winston Churchill, Daniel Craig, James Bond, ed è esposta anche al Museum of Modern Art di New York. Da provare "la sfogliatella fritta" di Cuori di Sfogliatella portabandiera della sfogliatella nel mondo. I giganteschi "Murales" di Maradona, Che Guevara e lo scugnizzo Niccolò a Scampia; San Gennaro a Forcella; Pasolini e Angela Davis alla Metro di Via Gobetti; Maradona a Via Taverna del Ferro a San Giovanni a Teduccio; Parco dei Murales a Ponticelli; Troisi-Benigni al Palasport di San Giorgio a Cremano. "Farmacia degli Incurabili", annessa all’ospedale rinascimentale di Santa Casa degli Incurabili, a pochi passi da Spaccanapoli, la Farmacia è un vero e proprio gioiello barocco. Le immense scalinate di Napoli: "La Pedamentina di San Martino" scende impervia dal piazzale antistante la Certosa di San Martino e arriva, con 440 gradini, fino a Spaccanapoli. La scalinata fu costruita a partire dal XIV secolo e attraversa orti e altri spazi verdi appartenuti un tempo alla Certosa. Altra scalinata scenografica è "il Petraio" che collega Castel Sant’Elmo con Chiaia, è situata proprio dietro la stazione della funicolare di Montesanto. Santa Patrizia "protettrice dei single" ogni 25 agosto si liquefa il sangue nella chiesa a San Gregorio Armeno. Gli "Acquaiuli" nei loro chioschi offrono bevute rinfrescanti di "limonata a cosce aperte". Anticamente l'acquaiuolo era un venditore ambulante e girava per la città con grandi anfore di creta chiamate “mummare” che riuscivano a tenere l'acqua in fresco fino a 12 ore. Ecco gli attuali chioschetti più rinomati: Lello Delle Granite in Via Casanova. Aurelio alla Riviera di Chiaia, 61 e Via Gian Lorenzo Bernini, 38. Carmela ’Acquafrescaio' in Via dei Tribunali, 30. Chiosco in Via Luca Giordano, 130. Oasi Chiaia in Via Chiaia, 154. Chalet dei Platani in Piazza Sannazzaro, 199. Aquaiuolo in Piazza Trieste e Treno, 4. E ancora: Napoli sotterranea, Cimitero Fontanelle, Sangue di San Gennaro, Mistero di Piazza Plebiscito.

"Uno stile di vita" Made in Naples. Napoletani ci si nasce e non ci si diventa per un atto del Comune o per una benemerenza. Lo sanno bene i personaggi che nei secoli hanno arricchito il "Made in Naples" con le loro arti e scienze: Scarlatti, Paisiello, Cimarosa, Di Giacomo, Sannazzaro, Giordano Bruno, Caruso, Giambattista Vico, Salvo D'Aquisto, Pino Daniele, Luciano De Crescenzo, Eduardo e Peppino De Filippo, Tina Pica, Nino Taranto, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Matilde Serao, Lina Sastri, Bud Spender, Giuseppe Moscati, Torquato Tasso, Antonio De Curtis (Totò), Massimo Troisi, Luigi Vanvitelli, Edoardo Bennato, Patrizio Oliva, Fratelli Abbagnale ... E poi c'è Diego Armando Maradona (!!!) che ha regalato alla città gioie infinite restando nel cuore di tutti.

La gastronomia napoletana - Dal classico e insuperabile "Ragù napoletano" alle "Salsicce e Friarielli" passando per le mitiche "Sfogliatelle" e "Pastiere" fino all'inimitabile "Caffè", la tavola dei napoletani è sempre apparecchiata e non ha eguali al mondo. Centinaia di portate classiche troneggiano durante tutto l'anno a seconda delle celebrazioni e festività, ma anche solo per il pranzo domenicale, che inizia verso l'una e potrebbe anche terminare con il tg delle 20. Minestra maritata, Zuppa di cozze, Capretto, Casatielli, Pizze chiene, Tortano, Carciofi e Fave, Fellata, Pastiera e liquori vari ... a Pasqua. Minestra maritata, Sartù di riso, Lasagne, Vermicelli e vongole, Manfredi e ricotta, Brasciole, Insalata di rinforzo, Frutti di mare, Baccalà, Stocco, Capitone, Salsicce e friarielli, Scarola mbuttunata, Frutta secca, Struffoli, Roccocò, Pastiera, Nocillo ... a Natale e Capodanno. E la domenica? Ruoto di maccheroni, Polpettone, Capretto con patate, Polpette al ragù, Pesce di tutti i tipi, Peperoni e Melanzane mbuttunate, Melanzane a fungtiell, Frutta secca, Sfogliatelle e Liquore fatto in casa con onnipresente caffè ... Per i giorni feriali, invece, gran successo per Genovese, Pasta e patate con e senza provola, Gnocchi, Soffritto, Fagioli con le cotiche, Trippa, Baccalà, e soprattutto le rimanenze della domenica ... Buon appetito !!!


Informazioni su Napoli:
seppure spesso è indicata come una città pericolosa, non vi è motivo di visitarla e viverla con la continua paura che accada qualcosa di terrorizzante. Come tutte le città metropolitane italiane, è di sicuro caotica, chiassosa e spesso irritante per traffico e assembramenti di persone ma, con le dovute e obbligatorie cautele, non offre spunti peggiori di tante altre. Ecco i migliori consigli della Polizia di Stato >>>

Soggiornare a Napoli (Indicazioni indipendenti non pubblicitarie - free non-advertising review): nei dintorni della Stazione Centrale è presente l'eccellente "Huna Hotels" in Piazza Garibaldi 10. In Piazza Municipio è interessante il "Mercure Hotel". Sul lungomare Caracciolo si trovano le storiche le presenze del "Royal Hotel" e del vicino "Hotel Excelsior".

Pranzare e cenare a Napoli (Indicazioni indipendenti non pubblicitarie - free non-advertising review): La Locanda Gesù Vecchio, Via Giovanni Paladino 26 (Università Federico II). Trattoria Don Vincenzo, Via San Biagio Dei Librai 60. Trattoria Da Concetta, Via Speranzella 19 (Quartieri Spagnoli). Trattoria da Nennella, Vico Lungo Teatro Nuovo, 103/104/105. La Mattonella, Via Giovanni Nicotera 13 (Chiaia). L'Osteria, Via Santa Maria in Portico 57A (Riviera di Chaia). Trattoria da Giovanni, Via Soprammuro 9 (Porta Nolana). Antica Trattoria da Carmine, Via Tribunali 330 (San Gregorio Armeno). Cantina del Gallo, Via Alessandro Telesino 21 (Rione Sanità). Pizzeria Sorbillo, Via dei Tribunali 32 - Via Partenope 1 - Via Palepoli 8. Antica Pizzeria da Michele, Via Cesare Sersale 1. Pizzeria Starita, Via Materdei 27/28.

Arrivare a Napoli: eccellenti i collegamenti aerei dall'aeroporto internazionale di Capodichino che trasporta quasi 8 milioni di viaggiatori in tutta Europa e non solo: www.aeroportodinapoli.it/. Napoli è servita anche dal treno ad alta velocità che la unisce alle maggiori città d'Italia in pochissime ore. Le autostrade che passano dalla città sono la A1 Napoli - Milano, la A2 - A3 per Reggio Calabria e la A16 per la Puglia e l'Adriatico. Napoli ha anche un'ottima Tangenziale che la collega ai quartieri e paesi limitrofi.

(Reportage giornalistico e comunicativo senza recensioni commerciali - Journalistic and communicative reportage free from commercial reviews). La nostra gratitudine a Raimondo De Giorgio per l'apprezzata supervisione. Si ringrazia il Comune di Napoli per i contributi informativi e fotografici.

Il Clima - Il clima di Napoli è di tipo mediterraneo, soleggiata e con temperature miti. La presenza del mare vicino provoca alcuni episodi di pioggia nelle stagioni più fresche. Le stagioni più piovose sono autunno e inverno, in particolare i mesi di ottobre e novembre, seguita dai mesi invernali. Il soleggiamento a Napoli è molto buono in estate, buono a maggio e settembre per complessive 2.400 ore di sole all'anno. I periodi migliori per visitare Napoli vanno da aprile a giugno e da settembre ad ottobre, ma vanno messe in conto alcune giornate piovose, soprattutto da metà aprile a metà maggio e da metà settembre a inizio ottobre. Luglio e Agosto sono mesi affollati soprattutto sulle isole del golfo e penisola sorrentina - amalfitana. In questi due mesi si possono trovare molte giornate soleggiate e non eccessivamente calde ma anche caldo e afa che possono rendere non piacevoli le passeggiate cittadine.

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