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Stefania Verrecchia
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Estate, viaggi e vacanze 2020: Italia nel cuore #ioviaggioinitalia
Alla riscoperta di quello che è considerato "il paese più bello del mondo"


“Anche un viaggio di mille miglia comincia con un solo, primo, piccolo passo”. Forse questa volta di primi passi ne occorreranno molti di più ma come il proverbio ricorda, per quanto difficile sia il cammino, ciò che conta è cominciare e fare questi passi alla riscoperta del nostro paese.

Questo inizio d’anno ha catapultato l’umanità intera in una realtà inimmaginabile o quanto meno non immaginabile nella misura in cui la stessa ha segnato il modo di vivere nostro e di tutti gli altri paesi nel mondo. La paura di Covid-19 ha cambiato le abitudini sociali e di relazione, di tutti gli abitanti della terra e letteralmente azzerato l’idea di poter viaggiare o programmare un viaggio con la dovuta serenità, prima sanitaria ma, poi, anche organizzativa ed economica. I progetti di viaggio di oltre 40 milioni di italiani, che mediamente avrebbero dedicato alle vacanze della prossima stagione estiva, un periodo di 10 giorni, sono stati drasticamenti modificati dalla pandemia e dalla paura che il viaggiare in tempi di convivenza con il coronavirus, portano con sé. È difficile pensare che si possano programmare viaggi che portino in destinazioni lontane e al di fuori dei confini del proprio paese, così come sarà difficile vedere turisti stranieri affollare le nostre località turistiche. I prossimi mesi saranno un banco di prova per tutti i governi di tutti quei paesi a prevalente vocazione turistica, inclusa l’Italia. Ci dovrà essere uno sforzo comune tra le parti coinvolte per sviluppare programmi e pacchetti di viaggio, sempre nel rispetto delle norme sanitarie che saranno previste e nella massima sicurezza, per non veder svanire risorse essenziali per l’economia del nostro paese. Salvare il turismo deve essere una prerogativa più che una speranza, soprattutto in vista dell’imminente stagione estiva, periodo nel quale l’intero settore legato agli spostamenti e all’accoglienza “made in italy” ha un fatturato di 40 miliardi di euro e dà lavoro a ben 1,5 milioni di persone.

L’Italia è una terra ricca di meraviglie ed è proprio per questo, che Italia News Press Agency ha concentrato gli sforzi nella proposta redazionale di dedicare il massimo spazio alla tematica di “Viaggi & Turismo” in quello che è considerato il “Paese più bello del mondo”. Sarà un nuovo modo di viaggiare quello che ci accompagnerà nei prossimi mesi, ma la spinta emotiva di una ritrovata libertà post quarantena e il bisogno di ritornare a piccoli passi verso la normalità, ci condurranno alla riscoperta di luoghi e città italiane delle cui bellezze abbiamo spesso lasciato fossero solo i turisti stranieri a riempirsi gli occhi e l’anima. (Stefania Verrecchia, italian communicator)



Giorgio Esposito

Viaggi e Turismo - La Sicilia, reportage nella terra di Sciascia, Pirandello e ... Montalbano
Un lungo tour tra le beltà di questa fantastica terra che accoglie milioni di estimatori da tutto il mondo


ROMA (Italy) - La Sicilia è un museo a cielo aperto mixato da cultura, natura, storia, avventura, tradizione, sapori e paesaggi suggestivi. I siciliani, poi, sono squisitamente ospitali e fieri di vivere una terra che concede la migliore ospitalità a milioni di viaggiatori e turisti per l’intero anno solare. Eccone le ragioni nel reportage tra l’inebriante calore e i fantasmagorici colori della fortunata “Trinacria” amata da millenni e citata anche da Omero nell’Odissea. La Sicilia attrae turisti da tutto il mondo e lo fa tanto bene che ben in 15 milioni sbarcano attraverso porti e aeroporti. Tra gli stranieri spiccano i francesi seguiti da tedeschi e poi americani, inglesi e russi. Da Palermo fino a Taormina, passando per Agrigento, Ragusa, Siracusa, Isole Egadi ed Eolie, in un approfondito reportage giornalistico.


La Sicilia, con i suoi 1.000 km di coste e ben 7 siti patrimonio dell'Unesco, attrae turisti da tutto il mondo e lo fa tanto bene che in 15 milioni sbarcano attraverso porti e aeroporti. Tra loro francesi, tedeschi, americani, inglesi e russi. Spicca poi tra le regioni italiane sia per le bellezze naturalistiche che per la squisita gastronomia e accoglienza che rende questi luoghi unici in tutto il mediterraneo. In quasi tremila anni di storia, si sono avvicendati in queste terre ben 15 popolazioni, che hanno lasciato impronte indelebili: dalla preziosa archeologia sino alle tradizioni che dopo millenni rivivono ancora in molti paesi dell'isola. Nel nostro reportage abbiamo seguito l'itinerario: Tindari, Cefalù, Palermo, Monreale, San Vito lo Capo, Isole Egadi, Agrigento, Porto Empedocle, Pozzallo, Ragusa, Modica, Noto, Marina di Ragusa, Scicli, Isole Eolie, Siracusa, Palazzolo Acreide, Ferla, Riviera dei Ciclopi, Taormina, Giardini Naxox, Etna, Alcantara.

La gastronomia siciliana spicca per colori e profumi mediterranei. A San Vito lo Capo, il piatto tradizionale è il couscous ma superlativo è anche il "pani cunzato" e le fantastiche "linguine agli anemoni di mare". A Palermo, nei mercati di Ballarò e Vucciria, "pane con le panelle" e "pani câ meusa" (pane con la milza di vitello). La "pasta alla norma" è specialità di Catania. Ma anche "le arancine" sono tipiche siciliane. "La caponata" è un saporito piatto (melanzane, patate e peperoni tagliati a pezzi grossi e fritti, conditi poi in agrodolce con salsa di pomodoro, olive, capperi, sedano e cipolla e a volte mandorle). Immancabile un solido "aperitivo siciliano" (nella foto sotto) e poi involtini di sarde e l'eccellente "Tonno" in tutte le sue versioni. Squisito il vino Marsala che viene dalla Sicilia sud occidentale, così come il Nero d'Avola da quella sud orientale. I dolci, poi, cannoli, cassata, gelato caldo freddo e granita con la brioche ... (foto: cannolo di "Crema & Cioccolato" di Porto Empedocle)


Palermo
è distesa in un'ampia insenatura ed è una delle più amate mete turistiche italiane. Fondata dai Fenici, è stata vissuta anche culturalmente da Bizantini e Arabi. La cubica struttura della chiesa di San Giovanni degli Eremiti, infatti, è araba. La cattedrale, maestosa e importante, ospita la Cripta, il tesoro con la corona di Costanza d'Aragona e la tomba dell’imperatore del regno di Sicilia Ruggero II. Nelle vicinanze Palazzo Reale o Palazzo dei Normanni, con la meravigliosa Cappella Palatina che da sola già merita una visita esclusiva.

Il percorso ideale si snoda poi nel mercato di Ballarò con irreali venditori di frutta, verdura, carni, bancarelle varie e … provare per credere! Via Maqueda è la via Principe di Palermo con una passeggiata incredibile tra le beltà del capoluogo con il Teatro Politeama. A pochi chilometri, vale la pena una granita nella piazza di Monreale e una accurata visita alla cattedrale in stile Normanno che nasce nel 1174 mixando cultura islamica, bizantina e romana in un raro gioiello di grande valore artistico. I mosaici in oro zecchino di artisti orientali e veneziani, raccontano scene del nuovo testamento. Vale la pena un caffè sulla bianchissima spiaggia di Mondello vero modello di spiaggia cittadina.


Tre chilometri di sabbia dorata e attrezzata. Un lungomare vivo ma tranquillamente adatto a famiglie e giovani in cerca di tintarella a 360°, San Vito lo Capo (foto in alto) è un vero “paradiso dei mari del sud” al centro di una zona turistica spartita tra le province di Palermo e Trapani. Da borgo di pescatori, è divenuto uno dei siti turistici più richiesti della Sicilia e alle quattro case sulla spiaggia ora si sono aggiunti piccoli alberghi, ristoranti, bar e negozi. Abitanti e ospiti la sera si incontrano sul corso principale animato da una continua offerta culinaria con al centro “il pescato del giorno” così come i forni sempre aperti che vantano il migliore “pane cunzato” della zona. Le gelaterie, non da meno, servono lo squisito gelato “caldo freddo” con l’alternativa della “granita e brioche”. Il tutto mixato dalla presenza di negozi di valore e una straordinaria organizzazione alberghiera con numerosi hotel e B&B per soddisfare le numerose richieste provenienti da turisti di tutto il mondo.

Abbiamo usato San Vito quale “hub” ideale per esplorare questo versante nord-ovest della Sicilia, anche attraverso i preziosi consigli dello staff di gestione del nuovissimo Hotel Artemide che offre agli ospiti eccellenti servizi alberghieri. La struttura, all'ingresso di San Vito lo Capo e a pochi passi dal centro, è dotato, infatti, di un ampio e panoramico terrazzo sul quale è sita una piscina attrezzata e con idromassaggio. La terrazza panoramica è anche la location mattutina per la ricchissima prima colazione a buffet. Comodo, poi, il vicinissimo parcheggio convenzionato. Disponibile il servizio spiaggia. (Recensione indipendente non pubblicitaria)

La zona, per essere vissuta ed apprezzata, merita tutta una settimana, includendo anche qualche perido di relax sulla candida spiaggia cittadina attrezzata con varie soluzioni sia per giovani che per famiglie. La prima tappa non può essere che la “Riserva dello Zingaro” incantevole per la sua aspra bellezza. Le bianche calette e il mare turchese, spiccano nello sfondo della macchia. Gli ingressi sono da San Vito direzione Scopello oppure il contrario. Sette chilometri di agevole trekking (due ore circa) in una natura tenuta rigorosamente salvaguardata dalle Guardie forestali, con continue calette: Cala Grottazza, Cala dell'Uzzo, Cala Marinella, Cala Beretta, Cala della Disa, Cala del Varo, Cala Capreria, Cala Mazzo di Sciacca, nelle quali godersi sole cocente e mare cristallino. Alla fine del tragitto, la meraviglia che ripaga: Scopello con i suoi faraglioni e il turchese del mare che invita ad un tuffo ristoratore.

L’isola di Favignana è una delle perle dell’arcipelago delle Egadi. Il piccolo porto è collegato a Trapani da varie compagnie di navigazione. Lo sbarco nel piccolo porto offre subito un ritratto di semplicità e genuinità. I turisti, prima di perdersi lungo le stradine, ammirano subito l'800esca “Villa Florio” attuale sede del Municipio e gli antichi edifici della tonnara costruiti proprio dalla famiglia Florio vera benefattrice di questi luoghi. L’isola, ricca di servizi alberghieri, offre ai tanti estimatori di queste spiagge immacolate, servizi e ottime strutture ricettive. Percorribile in bicicletta perché pianeggiante, le mete balneari più conosciute sono Cala Azzurra, Lido Burrone, Cala Rossa e Cala del bue marino tutte ricche di anfratti e grotte scavate nelle cave. Levanzo, è una piccola isola non distante da Favignana notissima per i “graffiti paleolitici” che si possono ammirare nella Grotta del Genovese. Offre poi, specialmente in estate, un turismo “semplicemente godibile” attraverso la tranquillità estrema rotta solo dall’arrivo dei traghetti che più volte al giorno la collegano a Trapani e Favignana.


Solo ad Agrigento si trova il più importante sito dedicato ai resti monumentali della Magna Grecia. La valle dei templi, infatti, ospita le antiche strutture dedicate agli dei che gli antichi greci prima (nel 580 a.C.) e i Romani poi (210 a.C.), realizzarono in questa meravigliosa zona cui diedero il nome di Akragas, una delle allora più grandi città greche del Mediterraneo. Il Tempio della Concordia è forse il simbolo della “Valle”, che ogni anno raccoglie visitatori e consensi da ogni parte del modo. La Valle dei Templi, poi, è riserva anche di una ricca zona di necropoli greche, romane e paleocristiane visitabili insieme ai resti dei tantissimi altri templi disseminati nell’area di 1300 ettari dichiarata Patrimonio mondiale dell’Umanità dall’Unesco. L’accesso è consentito tutti i giorni orari: 8.30-19.00 con ticket 10-15 euro.

Vale una passeggiata il capoluogo Agrigento con le sue ripide strade che portano alla Cattedrale posta in cima alla città. Deliziosa la "granita limone e menta" servita ai tavolini della strada principale Via Atenea per un relax dalla calura. Ai piedi della collina agrigentina, Porto Empedocle già “Marina di Girgenti” e paese natio di Luigi Pirandello e Andrea Camilleri, papà del più famoso Commissario Montalbano. L’attuale bella cittadina, dal cui porto salpano i traghetti per Lampedusa, possiede un simpatico centro storico che, raggruppato nella strada principale Via Roma, offre relax e belle serate all’aperto. Immancabile, anche un “selfie” insieme alla statua in bronzo del Commissario Montalbano, abbinandolo semmai ad una degustazione nella gelateria-pasticceria “Crema e Cioccolato” (di fianco alla statua) con i cannoli più squisiti della zona. Famoso, infatti, il detto “Se il cannolo squisito vuoi assaggiare, da Lelluccio devi andare”. Provare per credere!

Ma Porto Empedocle possiede anche uno dei lungomari più imponenti del territorio con chilometri di spiagge che accolgono italiani e stranieri per quasi l’intero anno. A sud, notissima San Leone ricca di locali notturni, chioschi in riva al mare, piano bar e "caffè concerto". Il tutto attrezzato con alberghi, B&B e tre camping internazionali a pochi metri dalle spiagge e un porticciolo turistico. A nord, invece, altra chilometrica spiaggia: Marinella, che posta a pochissima distanza dalla città, offre lidi attrezzati sia in versione “beach” che in quella puramente serale e notturna. Consigliatissimo l’Hotel Villa Romana che sorge direttamente sulla immensa spiaggia alla fine di Lido Marinella. Offre eccellenti servizi in piscina e spiaggia e un’ottima cucina del territorio e non solo.
(Recensione indipendente non pubblicitaria)

E proprio dalla rinomata spiaggia di Marinella, si snoda il percorso che in 20 minuti vi porterà a raggiungere una delle meraviglie naturali più seguite e visitate d’Italia: “la scala dei turchi” (foto in alto) che, posta nel territorio di Realmonte, attrae sulle sue candide bianchissime scogliere in gesso, centinaia di migliaia di appassionati l’anno. Tale è la bellezze di questa struttura naturale, sulla quale il vento e la pioggia hanno scavato una gradinata, che ne è stato chiesto l'inserimento nell'elenco dei siti UNESCO Patrimonio dell'Umanità. A far da contorno poi a questo sperone di roccia candida, vi sono le immense spiagge che le si allungano ai fianchi: Giallonardo, Pergole, Pietre Cadute, Lido Rossello. Quest’ultimo è il sito raggiungibile anche in auto dal quale si può godere meglio “la scala dei turchi” con una visione panoramica ma dal basso verso l’alto.

Nella Sicilia inferiore, vi è una città e il suo comprensorio che forse raccoglie più consensi internazionali che non gli apprezzamenti dei cittadini italiani. Parliamo di Ragusa e del magnifico e interessante territorio che la circonda. In verità di Ragusa ve ne sono ben due. La città, infatti, dopo il distruttivo terremoto del 1693 fu trasformata in una parte completamente nuova in cima all’altopiano “Ragusa Superiore”, lasciando la zona vecchia orientale di “Ragusa Ibla” libera di divenire un gioiello barocco iscritta nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO. Il cuore di Ragusa è rappresentato dalla scalinata di Santa Maria delle Scale che, con i suoi 340 gradini, collega le due zone della città. Ma è l'antica Hybla Heraia, cosi denominata in onore alla dea Era protettrice dei campi, ad offrire ai visitatori una vasta scelta di itinerari e panorami apprezzati dai turisti di tutto il mondo con viuzze, scalinate, vicoli che si inerpicano fino alla cima dove si trova il Duomo di San Giorgio e la attigua piazza con in caratteristico “circolo cittadino” frequentato amabilmente da dame e notabili del capoluogo.

La piccola cittadina di Marina di Ragusa è una ricercata location di mare in quanto ideale centro di vacanza per famiglie e giovani offrendo il massimo in quanto a relax e divertimento. Situata a pochi chilometri dal capoluogo, ha saputo negli anni rinnovarsi sempre di più nella qualità dei servizi offerti e nel rispettare l'ambiente tanto da ricevere innumerevoli volte la "Bandiera blu". I turisti, in particolare, apprezzano la vivacità del suo enorme lungomare aperto a lidi attrezzati, ristoranti, pub, e infiniti negozi per il miglior shopping della riviera. Una località marina rinomata anche per la breve distanza dai luoghi top del territorio raggiungibili tutti in breve tempo. Tra questi, forse il più famoso perché reso celebre dalla penna di Camilleri che ha collocato l’ideale casa del commissario Montalbano, Punta Secca, piccolo borgo marinaro frazione di Santa Croce Camerina, dista pochi chilometri da Marina e offre una simpatica accoglienza ai tanti che la scelgono sia per la sua piccola spiaggia dominata dal grande faro alto 35 metri sia per una foto ricordo “alla casa di Montalbano” dalla piazzetta prospiciente "il terrazzo" (nella foto sotto a destra) sul quale notoriamente si gode il caffè oppure accoglie gli ospiti. Altrettanto caratteristico, poi, il ristorante in spiaggia nel quale il Commissario si bea tra i saporiti piatti che offre. (Foto sotto). La location scelta quale "hub" per esplorare la il territorio Ragusano e Siracusano, è stata Pozzallo, che ci ha sorpresi per la cura degli spazi cittadini ordinati dedicati sia ai residenti che ai tanti turisti che la scelgono per poi visitare le scenografiche zone del comprensorio.

Nella Sicilia sud-est, la nosta scelta per i servizi alberghieri è ricaduta sullo splendido Cambiocavallo Unesco Area Resort con i suoi compiacenti giardini e l'eccellente staff pronto a dedicarsi con attenzione e dinamismo alle esigenze degli ospiti. A farla da padrona, un'avvolgente quiete naturale che caratterizza la struttura moderna e confortevole. Situato nella Val di Noto, la residenza comprende una piscina attrezzata circondata da uliveti e agrumeti, sotto i quali viene servita la deliziosa prima colazione a buffet, pranzo e cena, intervallati da gustosi happy hour. Giova rammentare che l'hotel dispone di un proprio nutrito orto nel quale sono coltivati moltissimi dei prodotti serviti nella ristorazione. (Recensione indipendente non pubblicitaria)

I luoghi di Montalbano La fortunata serie tv che ha fatto conoscere il personaggio dei romanzi di Andrea Camilleri “Il Commissario Montalbano”, ha fornito un profondo spaccato del territorio nel quale il celebre commissario svolge le sue investigazioni. Ma il vivere “embedded” questi stessi luoghi, è tutt’altra cosa. “Il commissariato” in verità è il municipio di Scicli mentre la casa si trova a Punta secca frazione di Santa Croce di Camerina. Molte scene, poi, sono girate anche nella barocca Ragusa Ibla.

Il ristorante che frequenta Montalbano è sito sulla spiaggia di Punta Secca. Ecco il suo piatto preferito: "la pasta ‘ncasciata". Ingredienti: 600 gr. maccheroncini; 200 gr. caciocavallo fresco; 200 gr. carne tritata; 50 gr. mortadella; 2 uova sode; 4 melenzane; 100 gr. pecorino grattugiato; salsa di pomodoro; mezzo bicchiere vino bianco; basilico, olio, sale e pepe. Preparazione: Tagliate le melenzane a fette e friggetele. Soffriggete il tritato in un tegame, sfumate col vino, aggiungete 2-3 cucchiai di salsa di pomodoro. Lessate la pasta e conditela con la salsa di pomodoro. In una teglia ben unta, spolveratala di pangrattato e versatevi la pasta alternandola con la carne tritata, le melanzane fritte, il formaggio grattugiato il basilico, le uova sode, il pecorino e la mortadella tagliata a fette. Ultimo strato di melanzane, salsa e pecorino. Passate al forno caldo per circa 20 minuti formando una crosta dorata.



Modica, la capitale mondiale del cioccolato vanta tradizioni secolari. Tipica produzione della città è la famosa cioccolata, prodotta seguendo un'antica ricetta azteca, da cui deriva la ricetta modicana che, sulla base della documentazione rinvenuta presso l'Archivio di Stato, risale al 1746, quando la Sicilia dipendeva ancora dal Regno di Spagna. Ma Modica è anche una città patrimonio dell’Unesco e meta di migliaia di visitatori che rimangono incantati dal suo fascino e dalla sua storia, stregati dai paesaggi e deliziati dalla sua gastronomia. In egual misura a Ragusa Ibla, la chiesa principale è intitolata a San Giorgio con il Duomo spesso indicato come simbolo del barocco siciliano, inserito nella lista mondiale dei beni dell’umanità dell’UNESCO, che troneggia sulla sommità della città.


Siracusa
racconta più di 3 millenni di storia della civilizzazione e presenta un patrimonio culturale straordinariamente variegato. L'architettura raggruppa gli stili di diverse epoche (greca, romana, barocca). La città di Siracusa, fondata nel 734 a.C., nel V sec. a.C. divenne la capitale della Magna Grecia rivaleggiando con Atene prima e Roma dopo. Declamata da Cicerone come la più grande e la più bella di tutte le città greche, ha rappresentato il centro di un fermento culturale ricco anche di tradizioni, enogastronomia e folkore. Oggi è sicuramente una delle città più belle del mondo e turisticamente una delle più importanti. Il suo territorio non è da meno con siti di eccezionale interesse storico e naturalistico. Una città che però trova in "Ortigia" (l'isola siracusana che non c'è, nonchè centro storico cittadino) il suo massimo splendore essendo il vero e proprio contenitore delle antiche vestigia territoriali. Il "Teatro Greco" resta il faro turistico del territorio - soprattutto per le Rappresentazioni Classiche offerte dalla "fondazione Inda" - sito all'interno del "parco della Neapolis" che ospita anche "l'Orecchio di Dionisio", "Anfiteatro Romano", "latomia del paradiso", "Ara di Ierone" e "grotta dei Cordari". E un tour cittadino non può che partire dal "Tempio di Apollo" fino a Piazza Archimede per ammirare la splendida "Fontana Diana". Si prosegue per il "Tempio di Minerva" e la sontuosa "Piazza Duomo" contornata dal "Palazzo Vermexio" sede del Comune, l'Arcivescovado, il "Palazzo Borgia del Casale" e la "Chiesa di Santa Lucia alla Badia" che custodisce il quadro del Caravaggio "Il seppellimento di S. Lucia". Immancabile la visita alla "Fonte Aretusa" con successiva passeggiata sullo scenografico "Lungomare Alfeo", ricco di ristorantini, per una immancabile visita al "Castello Maniace". E' raccomandabile lo stesso percorso in ore serali per ammirare le ricchezze siracusane con luci e sensazioni diverse. Ulteriori info su "Siracusa Turismo promozione" info@siracusaturismo.net (presidente dott. Seby Bongiovanni) Scarica la mappa di Siracusa ...


Quale Hub e punto di partenza per il reportage nel territorio siracusano, abbiamo preferito il sito di "Fontane Bianche" a 10 minuti da Siracusa. Una tranquilla località marina scelta da tantissimi siciliani quale sede ideale per lo loro "ville al mare". Tra gli hotel abbiamo dato preferenza al "White Bay Resort Spa" direttamente sulla bella spiaggia, che con le sue "4 stelle Superior" ha garantito un eccellente soggiorno in un contesto di ottimi servizi. La location Fontane Bianche ha avuto un fulgido exploit negli anni 70 quando è scoppiato il boom economico, e di quel periodo ha ereditato una infinità di "ville vacanze medio-lussuose" della borghesia siciliana, che ancora oggi godono di relax e buone collegabilità con i maggiori centri del territorio.

Di sicuro è la regina del barocco siciliano e non solo. La città di Noto è divisa tra bassa “monumentale” e alta “residenziale”. Nella parte bassa vi è la maggiore presenza di monumenti siti quasi tutti lungo la straordinaria e vivacissima strada principale Corso Vittorio Emanuele che inizia a Porta Reale e che “accompagna” i turisti fino alla splendida scalinata sulla cui cima è posta la cattedrale dedicata a San Nicolò di Mira. Caratteristica della città sono le “traverse ripidissime” del corso principale tra le quali spicca via Nicolaci dove, nella terza domenica di maggio, si celebra l'infiorata. La strada per tutta la sua lunghezza, viene ricoperta da un tappeto di fiori composto da 16 disegni realizzati a mano e decorati appunto con ogni tipo di fiore, secondo il tema dell'anno. Ma Noto è anche un celebre centro culturale che nella stagione estiva ospita eventi internazionali di spessore radunando visitatori da tutto il mondo che accorrono per “vivere” qualche giorno lo splendore del barocco in tutte le sue forme.

Marzamemi è un borgo marinaro situato sulla costa orientale. Il paesino, nonostante la grande notorietà di questi ultimi anni, è riuscito a mantenere la sua identità con tipiche case di pescatori ed una splendida tonnara. In estate, poi, il suo lungomare pullula di ristorantini dove si può gustare del buon pesce fresco. Caratteristica è la sua piazza principale allestita con tavoli all’aperto per trascorrere delle belle serate nella spensieratezza di una piacevole vacanza siciliana. I luoghi di Montalbano – La fortunata serie tv che ha fatto conoscere il personaggio dei romanzi di Andrea Camilleri “Il Commissario Montalbano”, ha fornito un profondo spaccato del territorio nel quale il celebre commissario svolge le sue investigazioni. Ma il vivere “embedded” questi stessi luoghi, è tutt’altra cosa. “Il commissariato” in verità è il municipio di Scicli mentre la casa si trova a Punta secca frazione di Santa Croce di Camerina. Lo stesso ristorante che frequenta Montalbano è sito sulla spiaggia di Punta Secca. Molte scene, poi, sono girate nella barocca Ragusa Ibla.

Un'altra pietra preziosa del siracusano, è Palazzolo Acreide che racchiude in pochi spazi tesori inestimabili, tanto da essere stato riconosciuto dall'Unesco quale sito Patrimonio dell'Umanità. Il Borgo arroccato sui "monti iblei" offre infatti: itinerari archeologici, naturalistici e architetture sia medievali che barocche, che lo pongono al vertice delle richieste turistiche di tutto il mondo. Un percorso ideale che si snoda sia lungo le belle e curate strade cittadine ricche di sontuosi palazzi nobiliari, che sulle impervie viuzze delle zone più alte che portano al "Castello", dalle quali si stagliano panorami mozzafiato. Immancabile poi il percorso nell'area archeologica che conduce sino al "Teatro greco di Akrai". Preziosi per il nostro reportage, i consigli di Stefano e Masha Gallitto guide esperte e professionali di Valdinototours tel. 320.0442329 che ci hanno accompagnato in questo splendido viaggio. Ma Palazzolo è anche una serena meta per gli amanti del relax mattutino e serale che qui trovano accoglienza e prelibate degustazioni gastronomiche. Noi abbiamo provato con vera delizia "la Taverna di Bacco" - sito nella strada principale - con i suoi appettitosi piatti esclusivamente del territorio. Tel. 320.6442851 - www.trattorialatavernadibacco.com


Ubicato alle pendici del Monte Rigoria nella Val di Noto, Ferla è un piccolo paese, immerso nei ricchi boschi dei "monti iblei", a poca distanza dalla notissima "Necropoli di Pantalica". Ferla nel suo contesto è una perla - presente a buon titolo anche nel circuito dei "borghi più belli d'Italia" - che raccoglie consensi turistici soprattutto per la sua offerta sia archeologica che architettonica, con la presenza sul suo minuscolo territorio di una breve "via sacra" ospitante ben cinque edifici religiosi e non lontano anche una antichissima chiesa bizantina. La prima è detta "la chiesa del Carmine" intitolata a Santa Maria del Carmelo del '700, San Sebastiano, la chiesa Madre, la chiesa di Sant’Antonio e la chiesa di Santa Maria già utilizzata quale convento, scuola e carcere. Ferla è anche l'anticamera della "Necropoli rupestre di Pantalica" - spesso collegata alla preistorica Hybla - risalente all'età del bronzo-ferro e attualmente riconosciuta Patrimonio dell'Umanita dall'Unesco.

Il cristallino mare del siracusano possiede una vera e propria "oasi di pace" con 7 km di sabbia fine e insenature rocciose: la Riserva naturalistica di Vendicari che rappresenta il vero gioiello per milioni di appassionati che per l'intero anno scelgono queste zone per l'osservazione naturalistica o solamente per crogiolarsi al sole e tuffarsi nelle sue acque verdi-azzurre con fondale sabbioso e poco profondo, da sempre premiate da Legambiente. La Riserva ha una serie di percorsi per poter poi raggiungere i diversi siti marini che spaziano da "Lido di Noto" fino a "Reitani". L'ingresso principale si trova sulla strada provinciale SP19 che va da Noto a Pachino e porta alla "Spiaggia Vendicari" e alla "Tonnara con Torre Sveva". Altre spiagge: "Calamosche", Eloro, Marianelli e San Lorenzo a sud, e Fontane Bianche a nord, con la presenza di lidi sia liberi che attrezzati.

Italia News Press Agency ringrazia per la collaborazione il Sindaco di Siracusa Francesco Italia per aver accolto ed aperto ai propri operatori le meraviglie della sua città. Un riconoscimento, poi, anche al sua voglia di portare avanti la Vision di un Turismo di qualità, responsabile, sostenibile ed inclusivo.

"Ringraziamo i lettori di Italia News Press Agency - www.italianews.org che da ben 143 paesi del mondo nutrono interesse per la nostra splendida Sicilia ed in particolare per le importanti ed interessanti iniziative che proponiamo nel nostro meraviglioso territorio siracusano. Ci auguriamo che sempre più viaggiatori tornino a visitare la nostra città e i suoi splendidi monumenti, per una viaggio in assoluta sicurezza e tranquillità.
dott.ssa Bernadette Lo Bianco presidente "Associazione Sicilia Turismo per tutti" .

L’arcipelago delle Eolie è formato da sette isole vulcaniche: Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Alicudi, Filicudi e Vulcano, ma solo quelli di Stromboli e Vulcano sono ancora attivi. Il capoluogo è Lipari con 9mila abitanti ed è la più grande delle Eolie. Collegata con Milazzo, Messina, Reggio Calabria (estate), Palermo (estate) e Napoli.

Lipari accoglie i turisti nei suoi due porti per poi proporsi nella sua bellezza originale lungo le stradine che si inerpicano fino alla sommità dalla quale si gode un panorama mozzafiato. Numerosissime le botteghe artigiane e negozi che unitamente a quelli di ristorazione, allietano la calura che d’estate diventa possente. Il visitatore si può amabilmente perdere tra le meravigliose insenature che si affacciano su un mare cristallino oppure proporsi in un magnifico tour dell’isola tra le numerose offerte in motorino e bicicletta. Di sera, poi, sui due lungomari, un aperitivo e un’ottima cena con una ricca grigliata di pesce, da accompagnare con uno dei vini bianchi di Sicilia.

Vulcano, (foto in basso a sinistra) a soli 2 km da Lipari, da cui è facilmente raggiungibile, offre anche collegamenti diretti con Milazzo. La terra delle fumarole offre subito ai viaggiatori la sua bocca eruttiva del cratere raggiungibile senza troppa fatica e grandi pericoli se non l’onnipresente odore/puzza di zolfo. Raccomandabile l’escursione al Gran Cratere che in un'ora vi porta in cima a 400 metri e il bagno nelle acque termali del porto dove attraccano i traghetti. L’isola è piccola e con solo mille abitanti offre l’essenziale in tutto, dai trasporti ai servizi di ristorazione e a quelli in spiaggia. Interessante anche un tour a Vulcanello. L’attività vulcanica degli anni precedenti ha portato alla progressiva creazione di bizzarre forme rocciose nate dalla lava sapientemente scolpita dai venti provenienti dal mare: stiamo parlando della Valle dei Mostri.

Stromboli, (foto in alto a destra) “la perla nera” del mediterraneo, è un vulcano attivissimo e perennemente in eruzione seppure minima e controllata dagli esperti. Di notte, i bagliori intermittenti del cratere di Stromboli si possono scorgere a grande distanza e fin dall'antichità era denominata "Faro del Tirreno". Appena sbarcati si ha subito una sensazione di essere approdati in un "luogo infernale" sia per le spiagge nerissime che si tuffano in un mare blu intenso, che per l'alto cono vulcanico che disperde fumo e cenere. Una strada ripida porta direttamente al centro abitato con negozietti caratteristici e trattorie per una degustazione locale. Volendo, un tour in compagnia di esperti scalatori accompagna i volenterosi in una lunga e faticosa scalata di circa due ore fino a dove i crateri, con la continua attività eruttiva, dominano tutto l’apocalittico scenario. Per l’ospitalità, gli abitanti, detti “Iddu”, mettono a disposizione B&B e ristorazione nel piccolo agglomerato urbano, avvolto da un’ atmosfera unica di relax e di pace.

Taormina "la splendida". Nessun appellativo potrebbe riassumere meglio la cittadina che, a suon di dati turistici, resta il vero vanto internazionale della Sicilia. In molti la citano ma in pochi veramente hanno saputo cogliere le sue essenze in termini di accoglienza, cultura e gastronomia. Un territorio arricchito anche da veri e propri "emblemi" della meravigliosa Trinacria, quali "la signora per antonomasia": Etna, la riviera dei Ciclopi, l'Alcantara con le sue entusiasmanti "gole", ed i magnifici scenari che si aprono agli occhi dei viaggiatori già alle prime luci dell'alba, dai tanti belvedere cittadini. Un successo turistico dettato dai 3 milioni di estimatori che per l'intero anno giungono su questo promontorio, grazie anche al suo ricchissimo calendario di eventi culturali. Consigliabilissimo il "Taormina Park Hotel" che con la sua Spa ed ottimi servizi si affaccia direttamente sulla baia di Taormina e Giardini Naxos.

La cittadina è a ridosso del mare con l'Etna in primo piano. Il suo territorio si estende da Capo Sant’Andrea a Capo Taormina, dove si trovano le belle ed organizzate spiagge, come Isola Bella (foto in alto a destra) ai piedi del promontorio e Playa SoleLuna a Mazzeo, un eccellente lido attrezzato anche quale "dog beach" 347.9459571. Vale poi la pena una visita, anche per le vedute spettacolari, Monte Tauro, Teatro Greco (foto in alto a sinistra), Chiesa della Madonna della Rocca, Castello. L’origine di Taormina riporta a Greci, Romani, Normanni e Bizantini. Il centro storico è di origine medievale e tutte le intricate strade portano alle sue "porte": Messina, Catania e "di mezzo". L'itinerario consigliato parte dal simbolo di Taormina: il Teatro Antico scavato direttamente su un lato della montagna, semmai utilizzando la efficientissima funivia che collega la "base cittadina" di Isola Bella al borgo antico. Corso Umberto resta l'arteria principale e turistica del centro città che collega Porta Messina a Porta Catania. Nel mezzo, una via ricca di monumenti, ristoranti, souvenir, bar, gelaterie per le ottime granite e negozi di eccellenza tra i quali trovate "Aria di Sicilia" due profumerie che vi ospiteranno per condurvi in un viaggio esclusivo nelle essenze più desiderate del momento. Il direttore "Mario" per info e consigli, al numero 52 ed al 123 di Corso Umberto - www.ariadisicilia.com

Una serie infinita di attrazioni fanno poi da corollario a Taormina sia sotto il profilo turistico che esplorativo vero e proprio. E se la Sicilia è un simbolo della più bella Italia, l'Etna resta il gioiello più autentico della Sicilia stessa. Amata ed odiata, "la signora" Etna offre paesaggi inimmaginabili, immersa nel suo mantello verdeggiante a base di Castagni in fiore e Ginestre colorate. L'esperta guida Roberto di www.etnasicilytours.it - tel. 340.6747194 - che ci accompagna in questi esclusivi tours "fuori strada" su Etna e "Gole dell'Alcantara", ci spiega i mille motivi per i quali "il vulcano più grande d'Europa" è amatissimo, in netto contrasto con gli irregolari comportamenti pericolosi che ogni tanto mettono in pericolo il territorio. Intanto l'Etna offre centinaia di migliaia di posti di lavoro attraverso la sua eccezionale fertilità in termini agricoli. I flussi turistici, poi, sono senza sosta per l'intero anno. Non ultimo il suo ruolo naturalistico che resta una fonte di benessere inesauribile sia per gli abitanti dei comuni etnei, sia per la fauna che in questo territorio beneficia di paradisi ineguagliabili. Una per tutte, vale la pena citare il ruolo che svolgono miliardi di Api nella produzione dell'eccellente miele dell'Etna. La riprova è Zafferana Etnea che dalle pendici del vulcano svolge il ruolo di "Capitale italiana del miele". Il famoso "oro etneo" trova infatti proprio in queste zone ricchissime di pollini vari, la più grande concentrazione di apicultori dediti alla produzione del miele più buono del mondo. Noi ne siamo rimasti convinti dopo una accurata visita con eccellenti degustazioni di miele, vino e olio presso la "Oro d'Etna - Azienda Agricola Costa" sita alle porte di Zafferana: www.orodetna.it - +39 095.7081411. Di contro, invece, la storia parla di eruzioni distruttive che nei secoli hanno più volte cambiato il paesaggio vulcanico. L'ultima, veramente rimasta nei ricordi dei tanti, del 1991-93 durò infatti ben 473 giorni con gravissimi danni al comprensorio. Ma giova anche rammentare che l'Etna insieme a Stromboli, è sempre attivo con la sua vetta a 3.350 mt. permanentemente colorata di fumo. Gli attuali tour giungono a 2mila metri con visite ai tanti coni vulcanici, oppure fino alla cima con spettacolare vista del cratere principale.

Spettacolo nello spettacolo, "le Gole dell'Alcantara" sono certamente l'attrattiva naturalistica principale della omonima "Valle Alcantara" ai piedi dell'Etna. Risalgono a circa 300mila anni fa e devono il loro aspetto alle colate vulcaniche che si sono succedute negli ultimi 8000 anni. Raggiungono un'altezza fino a 25 metri, e sono appunto una formazione di basalto vulcanico, eroso dal fiume Alcantara che ha scolpito un canale di circa 6 km di lunghezza per 5 di larghezza, alimentato dalle acque sia del vulcano che dei Monti Nebrodi. Percorrere questo canyon a piedi nudi nell'acqua fredda a 9°, si resta per pochi minuti raggelati, ma nel contempo affascinati dagli spettacolari effetti, che sia il fiume che le rapide e le cascate, offrono agli occhi dei visitatori. Lo scenario poi dei laghetti "a monte" è veramente fantastico e di sicuro va incluso nella giornata dedicata a questa meraviglie naturali.

Si possono raggiungere le Gole sia da Messina che da Catania attraverso strade statali o autostrade, l’uscita è quella di “Giardini Naxos”. Prendere quindi la SS 114 o la A18, poi dopo l’uscita segui per dodici chilometri la strada in direzione Francavilla di Sicilia. L'ingresso, gestito dal Parco Botanico e Geologico prevede un minimo costo.

I percorsi sono diversi e si dirapano lungo sentieri che costeggiano il fiume Alcantara: i principianti sceglieranno una visita alle piccole Gole, mentre gli abituè delle lunghe passeggiate montane si dirigeranno sul "sentiero del Castello di Calatabiano" o quello che porta a "Castiglione di Sicilia", oppure il "sentiero Gole di Larderia" e quello di "Montagna Grande". Anche gli amanti degli sport e dell’avventura troveranno intrighi e passioni provando diverse attività, come il canyoning, ovvero discese con funi e caschetto all’interno del canyon; oppure attraversare il parco con il quad o il body rafting.

In estate "le gole" fanno il pienone di turisti che si rigenerano nelle acque fredde per poi crogiolarsi al sole sulle diverse spiaggette presenti. Incantevoli e rilassanti sono quelle all'ingresso principale e quella del Platano.

Quella che si stende fra Aci Castello e Acireale è la Riviera dei Ciclopi, nome suggestivo legato ad Omero e a Polifemo, che quì avrebbe staccato dall’Etna gli enormi massi scagliandoli contro Ulisse in fuga dai Ciclopi, creando così i famosi faraglioni di Aci Trezza. Oggi il litorale è una eterna passeggiata che in Estate si popola di turisti. Aci Castello prende il nome dal Castello normanno costruito nel 1076 sulla roccia lavica che si protende sul mare dando il nome al piccolo borgo. A pochi minuti la frazione di Aci Trezza, il villaggio di pescatori dove Giovanni Verga ambientò I Malavoglia, e oggi sito di vacanze per siciliani e stranieri. Acireale era conosciuta già in epoca romana come centro termale e le sue terme sono ancora in uso e frequentate da un certo numero di visitatori abituali. Fu distrutta dal terremoto del 1693, in seguito al quale venne costruita così come la vediamo oggi, con magnifici edifici in stile barocco.



Le stagioni migliori per visitare la Sicilia in generale, sono la tarda primavera e il primo autunno (Aprile - Maggio) e (Settembre - Ottobre), durante le quali la dolcezza del clima consente di visitare i siti di maggiore interesse seppure con qualche brezza e qualche rapido temporale. D'estate, infatti, le spiagge vengono invase da tsunami di vacanzieri arrivati da ogni luogo del pianeta. In alternativa, rimane il periodo più caldo da giugno ad agosto per la vita da spiaggia e le code di turisti per escursioni varie. Il soleggiamento è eccezionale soprattutto in estate con la presenza dei caldi raggi dall'alba al tardo tramonto. Una condizione che permette ai tanti turisti di vivere di più e meglio le occasioni di scoprire "la magica trinacria". I mesi ritenuti piovosi sono novembre, e da gennaio a marzo. Ma bisogna sempre considerare che la Sicilia è in genere una terra arida e "le piogge" sono molto relative.

Si ringrazia per l'assistenza: "Associazione Sicilia Turismo per tutti" e la presidenza associativa: dott.ssa Bernadette Lo Bianco

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