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Stefania Verrecchia
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Italia delle meraviglie, il Veneto gioiello assoluto tra città d'acqua e splendori del Palladio
Da Venezia a Treviso, Lago di Garda, Verona, Vicenza, la regione conquista appassionati da tutto il mondo
Numeri da record assoluti: sono 20 milioni gli arrivi annuali con 70 milioni di presenze turistiche

Il Veneto è una delle mete turistiche più conosciute al mondo. La regione, infatti, è prima assoluta in termini di presenze turistiche in Italia, raccogliendo ben 70 milioni di entusiastici estimatori. Grazie al suo patrimonio culturale, al suo paesaggio e alla varietà di ambienti ed ecosistemi, è in grado di soddisfare un ampio ventaglio di esigenze e di presentare ai visitatori numerose offerte. Città d'arte, mare, montagna, terme, laghi e parchi. Una Regione nella quale è racchiusa la bellezza nelle più splendide scenografie naturali: la tranquillità del Lago di Garda, le Dolomiti Bellunesi, la fascia collinare pedemontana, la movida lungo gli attrattivi litorali di Venezia, la città di Romeo e Giulietta, il Palladio vero tesoro di Vicenza, la città più osannata del mondo Venezia e la splendida Treviso vero gioiello di vivibilità.

Treviso è città d'acqua, una piccola Venezia, ricca di arte, cultura, musei, natura e paesaggi mozzafiato che si dispiegano a perdita d’occhio lungo la “strada del prosecco”. Un percorso che nella sua principale variante, da Conegliano a Valdobbiadene, attraverso l’Alta Marca Trevigiana, conduce alla scoperta di una delle zone più suggestive e attraenti del nord Italia, tra colline e vigneti, abbazie, castelli e le famose dimore storiche, le Ville Venete che costituiscono un patrimonio unico al mondo, tutelate dall’Unesco come Patrimonio dell’Umanità. Là dove il Sile e il Cagnan s’accompagna ….il fascino e la particolarità di Treviso, piccola città storica cinta da mura ancora ben conservate, con porte medioevali, palazzi rinascimentali, stradine di mattoni e pietra rossa, che si snodano e intrecciano lungo piccoli canali e corsi d’acqua, non passarono inosservati neanche agli occhi del sommo poeta Dante Alighieri, che la citò in uno dei canti del Paradiso. E un viaggio alla scoperta dei segreti e delle bellezze della città capoluogo della Marca, non può che iniziare dal Ponte di Dante, detto anche il Ponte dell’impossibile, per le numerose difficoltà incontrate durante la sua costruzione. E’ in quel punto che si trova la confluenza tra le acque limpide e tranquille del Sile e quelle più turbolente e terrose del Cagnan, citate dal poeta. Su quelle stesse rive vi erano gli Squeri, i tipici cantieri per la costruzione delle imbarcazioni a remi di piccole dimensioni, utilizzate per gli scambi commerciali con Venezia. Anche se negli ultimi decenni, la presenza degli squeri lungo il Sile e la loro attività sono notevolmente diminuiti fino a quasi scomparire, restano a testimonianza del forte legame che ha sempre unito Treviso a Venezia, anche a livello paesaggistico l'una richiama l'altra in un qualche modo. E Forse proprio la vicinanza con la Serenissima, meno di 30 minuti in treno, ha portato Treviso ad essere a lungo trascurata come meta turistica.


Negli ultimi anni, tuttavia, è stata riscoperta, diventando una destinazione di straordinario interesse, per la grandezza e varietà di possibilità che ha da offrire a coloro che sono disposti a esplorarla nei suoi angoli più intimi e romantici. Dal Ponte di Dante al Quartiere Latino, un tempo sede del vecchio ospedale della città ma che oggi, dopo il restauro che ha permesso di recuperare i vecchi edifici mantenendone lo stile originario, ospita il polo universitario, si arriva nel cuore del centro storico. Ogni strada o percorso che si sceglie e districa tra le stradine all’interno delle mura storiche, conduce ad un luogo di interesse storico o paesaggistico e sono davvero molte le attrazioni che Treviso offre al viaggiatore curioso. A iniziare dalla Loggia dei Cavalieri, uno dei simboli più rappresentativi della città. Una struttura quadrangolare a padiglione con un colonnato di granito a sostenerne il tetto e archi e sottarchi variamente decorati da affreschi di cavalieri al galoppo, figure di uccelli, cicogne, pellicani, galli pavoni, rameggi e stemmi del Collegio dei Nobili. Una piazza coperta, costruita nel 1200 e concepita come luogo di ritrovo all'aperto per i nobili e i cavalieri della città. Dopo un periodo di abbandono e degrado, quando Treviso fu conquistata da Venezia, e dopo i danneggiamenti subiti durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale, fu ricostruita con il materiale originario. E il restauro ha restituito alla città un luogo di straordinaria bellezza, spesso utilizzato per organizzare convegni, mostre ed eventi culturali. Dalla loggia ci si può incamminare verso la piazza principale della città, Piazza dei Signori e il Palazzo che su di essa si affaccia, Palazzo dei Trecento. Sede del Consiglio Comunale e adiacente alla Prefettura; una delle architetture più importanti del centro storico e suddivisa in due piani, al piano terra la bellissima loggia e al piano superiore, un magnifico salone spesso usato per mostre ed esposizioni.

Tappa obbligata nella vicina piazza, è la Fontana delle Tette. Si tratta in realtà di una copia della scultura originale, collocata nel cortile di palazzo Zignoli, a Calmaggiore. Si narra che sotto la dominazione veneziana spillasse vino bianco e rosso in occasione di particolari festeggiamenti, e per omaggiare la tradizione il sindaco di Treviso, ha promesso che alla fine dell’emergenza Covid-19, quando la città e l’Italia tutta riaprirà, la fontana diventerà il simbolo della rinascita e spillerà prosecco a volontà per la cittadinanza. All’interno della cornice disegnata dalle mure e dalle porte storiche di accesso alla città, si rincorre un intreccio di suggestivi canali, ricamati dal fiume Botteniga e Cagnan. Corsi d’acqua che si intersecano, apparendo e scomparendo tra le viuzze e i palazzi medievali. Il Canale dei Buranelli, con il ponte omonimo è di sicuro tra quelli più famosi e fotografati della città, tanto caro allo scrittore trevigiano Giovanni Comisso, che lungo questo canale aveva la sua dimora. Poco distante, l’isola della Pescheria, un piccolo isolotto nel letto del fiume Cagnan Grande, collegato alla terra ferma da due ponti, creato per ospitare il mercato del pesce, tutt’oggi ancora presente e teatro di momenti conviviali come “Calici in Pescheria”. Un evento enogastronomico che a settembre anima la città e l’isola trasformando il mercato del pesce in un ristorante a cielo aperto, con buon cibo, prosecco, birra e musica. Cantine e birrifici artigianali della zona, si danno, infatti, appuntamento sull’isola ogni settembre per festeggiare la riapertura della pesca in concomitanza della vendemmia autunnale, richiamando trevigiani e turisti con prodotti locali che accompagnano speciali prelibatezze al sapore di mare e non solo.

Vicino all’isola imperdibile uno dei tanti mulini presenti nel centro di Treviso, tanto che è possibile organizzare un tour, il percorso dei mulini, lungo i fiumi Sile e Cagnan, seguendo una mappa che ne traccia un affascinante itinerario attraverso gli angoli più suggestivi e nascosti della città. Accanto all’isola, sorge Ca’ dei Carraresi, un edificio medievale in mattoni rossi a vista e su via Palestro sotto la facciata si apre un portico con cinque arcate a tutto sesto. Assieme alla vicina Casa Brittoni, ricca di affreschi, ospita mostre d’arte internazionali, seminari e convegni. Ma sono molte altre le ricchezze e i luoghi che meriterebbero di essere menzionati.

Treviso è arte a cielo aperto, basta camminare a Calmaggiore attraversandone i portici e alzare lo sguardo per scoprire nelle volte affreschi ancora ben conservati. Ancora il Duomo, la cattedrale della città, consacrata a San Pietro Apostolo, che si affaccia nella omonima piazza, con le sue imponenti colonne ioniche e la grande scalinata, ai piedi della quale si trovano i due leoni stilofori, in marmo rosso di Verona. Al suo interno il meraviglioso dipinto di Tiziano dell'Annunciazione, conservato nella cappella Malchiostro o dell'Annunziata. Le porte storiche: San Tommaso, Altinia e Santi Quaranta, facilmente raggiungibili a piedi da qualsiasi parte della città e dove è possibile ammirare il Leone Alato di Venezia, a testimonianza dell'importanza di Treviso come avamposto della Repubblica di Venezia sulla terraferma. E tanto altro, basta farsi guidare dalla curiosità e dallo scrosciante rumore dell’acqua che come musica accompagna le giornate dei trevigiani, per ritrovarsi in un angolo nuovo da fotografare e di cui innamorarsi. (Stefania Verrecchia)

Treviso, come tutto il territorio Veneto, ha una succulenta gastronomia che pone alla base una cucina semplice e contadina: Antipasti di salumi d'oca, Bigoli con radicchio o ragù alla trevigiana, Risotto al radicchio di Treviso, Sopa coada trevisana, Trippa alla trevigiana, Baccalà tipico, Soppressa polenta e funghi. Per i dolci: la Fregolotta, il tiramisù che tradizione vuole sia nato a Treviso. Per ottime degustazioni ci si può rivolgere "Da Pino" in Piazza dei Signori (nella foto), "Trattoria all'oca bianca", "Antica torre de reis". Gli hotel sono tutti di ottima qualità tra i quali: Maison Matilda, Hotel Rovere, Hotel Treviso e Hotel San Nicolò. (Recensioni indipendenti non pubblicitarie - free non-advertising review)

Il clima del Veneto è caratterizzato da influenze sia montane che marine con forti propensioni a subire il fenomeno della "acqua alta" in tutte le sue lagune, tra cui spicca quella che si verifica metodicamente nella città di Venezia. In queste influenze, Treviso entra a buon titolo nella fascia moderatamente continentale, con inverni freddi e umidi, ed estati calde e afose. La città si trova nella pianura veneta a soli 20 km da Venezia, ed il suo clima regala spesso giornate ventose essendo esposta sia alla bora (vento freddo e secco da nord-est) che allo scirocco (vento mite da sud-est). I periodi migliori per visitare Treviso ed il suo splendido territorio sono la primavera e l'inizio dell'estate, e in particolare da aprile a giugno con il mese di settembre che riempie le colline con i colori dell'autunno. L'estate con luglio e agosto resta il periodo meno piovoso ma pur sempre molto caldo durante il quale si sviluppano spesso giornate di afa che avvolge la città in uno spesso strato di umidità.

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