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Viaggi e turismo - Indonesia
La "isola degli dei" ti accoglie con l'eterno sorriso stampato sulla bocca dei balinesi

ROMA (Italy) - L’Indonesia, con i suoi quasi 2 milioni di chilometri quadrati, è collocata geograficamente quale confine tra l’emisfero boreale e quello australe distanziandosi, infatti, dalle terre australiane solo 150 chilometri. Bali, in particolare è ampiamente nell'emisfero australe e gode del clima equatoriale tutto l'anno. Gli appassionati di viaggi, che studiano questa regione del mondo per passarvi qualche settimana sulle sue bellissime coste o nelle sue intricate foreste del Borneo e di Papua, si rendono subito conto della incredibile spettacolarità del suo enorme territorio che spazia tra Oceano Indiano e Pacifico.


Una delle mete turistiche più ambite di questo paese è sicuramente rappresentata dal isola di Bali meglio conosciuta come “l’isola degli dei” o “isola del sorriso” le cui motivazioni sono evidenti sia per le diverse migliaia di simulacri religiosi e templi sparsi sul territorio. La storia racconta che gli olandesi furono i primi europei a raggiungere Bali, nel 1597; nel 1849 la occuparono e la governarono fino al 1938. Nel 1946, dopo l'occupazione giapponese dell'isola nel corso della seconda guerra mondiale, Bali ritornò agli olandesi ed entrò a fare parte degli Stati Uniti dell'Indonesia.

Bali è un’isola così compatta che in poche ore si può passare dalle spiagge di sabbia del sud allo spettacolare bordo di un vulcano attivo a 1.500 metri sul livello del mare. Il suo suolo vulcanico è fertilissimo. I monsoni gli assicurano abbondanti piogge da dicembre ad aprile, e splendido sole nel restante periodo, coprendola di un verde manto rigoglioso. Gli abitanti hanno fatto di tutto per trarre vantaggio da questa benedizione naturale, per cui anche le rive più scoscese sono state trasformate in risaie e terrazzate trasformando i pendii vulcanici in immensi giardini. I credo religiosi, i riti e le feste, guidano la gente di Bali dalla nascita alla morte e nel mondo ultraterreno. E’ la religione a stabilire la pianta di una città, il disegno di un tempio, la struttura di una casa, la distribuzione delle varie responsabilità all’interno della comunità. Così come le vacanze, i divertimenti. Tutto ciò che riguarda la vita sociale, viene fissato dal calendario religioso, fornendo una vita di infiniti festeggiamenti e uno sfogo al loro grande talento artistico. Quindi, è alquanto normale assistere, in ogni momento, a cerimonie di offerte di doni agli dei tramite le innumerevoli statue a loro dedicate (altarini) sparse in tutti i luoghi dell’isola o direttamente lasciati alle onde del mare che riveste, per gli induisti, un sostanziale elemento di vita. Il popolo indonesiano è diviso in “5 caste” che pregiudicano, essenzialmente, la loro vita.

Le località più gettonate vanno dalle soavi spiagge di Nusa Dua e Sanur ai centri ricchi di “movida” quali Kuta, Legian e Seminyak. Quindi, lunghe e spettacolari spiagge nella parte meridionale, montagne e vulcani maestosi ricoperti da una fitta giungla nel nord, fertili colline terrazzate dove prosperano le risaie e l'agricoltura nel centro. E ovunque, una cultura viva e autentica e una popolazione che si contraddistingue per gentilezza, serenità e ospitalità. Imperdibili: Alas Kedaton per la foresta delle scimmie e dei pipistrelli; Tanah Lot per il tempio sullo sperone di roccia e relativo tramonto; Taman Ayun e Mengwi per i templi reali; cena d'aragoste, sotto le stelle, al villaggio pescatori di Jimbaran; trattamenti di massaggi, bellezza e salute indi; la squisita cucina balinese.

Bali è un paradiso che viene ogni anno visitato da milioni di viaggiatori e turisti che ne rimangono immancabilmente affascinati. E, nonostante il boom turistico che rappresenta ormai la maggior fonte di ricchezza dell'isola, essa mantiene la sua autenticità e il suo fascino. Chiaramente, la parte del leone viene svolta dalle presenze australiane e, a seguire, giapponesi e asiatiche in genere, mentre, è quasi impossibile incontrare europei nonché italiani se non in viaggi di nozze. L’isola dei templi, in cui pullula la vita di tuniche bianche e musiche sussurrate, di giorno e di notte. Templi di fedeli e turisti, a raffigurare una vita di devozione e fedeltà che si suggella in ogni momento della giornata attraverso piccoli rituali. Templi sacri ai piedi dei vulcani, templi nei villaggi, templi in ogni dimora. Già, in ogni dimora, poiché ogni casa ha il suo piccolo altare per le preghiere e le offerte. Miriadi di cestini colorati: un segno di preghiera continua, di devozione continua. Un ringraziamento ed un’implorazione agli spiriti buoni.

Ora, alcuni dati “turistici” che meglio possono far comprendere le regole di vita dei balinesi e degli indonesiani in genere.

Gli indonesiani sono musulmani mentre i balinesi sono induisti e tra loro non c’è un buon rapporto; a Bali la guida è a destra e il senso di marcia è a sinistra, inoltre, le regole stradali sono quasi inesistenti e il panorama motoristico è quasi completamente occupato dai più di tre milioni di moto e motorini che invadono i centri urbani; la moneta è la Rupia con cui si pagano i modesti stipendi (insegnante 3 milioni di rupie), (medico 4 milioni di rupie) che equivalgono a 300 e 400 €uro che servono a vivere dignitosamente; non sono segnalati pericoli per la criminalità anche alla luce delle rigidissime pene riservate a chi commette reati che portano anche alla pena di morte; particolarmente grave è l’importazione e l’uso di droghe; in ingresso e uscita dal paese viene richiesto il pagamento di una tassa turistica di 40 €uro che convalida il passaporto.

Bali si raggiunge da Roma e Milano via Hong Kong con 18 – 20 ore di volo che, se trascorse con piena comodità come quella offerta da Catay Pacific, Singapore Airlines e Garuda Airlines, possono non rappresentare un eccessivo peso. (Giorgio Esposito)


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