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Redazione
Regeni, la Procura di Roma chiude le indagini sulle sevizie, torture e omicidio in Egitto

Omicidio di Giulio Regeni, Egitto: "Nessun processo, accuse italiane senza prove". La Procura di Roma, lo scorso 10 dicembre, ha chiuso le indagini sul caso dell’omicidio Regeni rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto, contestando a quattro 007 il reato di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate. Per le autorità del Cairo, invece: "'Attualmente non esiste una base per procedere con un procedimento penale sull'omicidio, il rapimento e l'omicidio di Giulio Regeni''. Nella nota della procura egiziana, si afferma che gli autori del crimine restano sconosciuti dopo aver ''ascoltato 120 testimoni''. I sospetti e le accuse mossi dalle autorità italiane non sono accompagnati da prove, e che il pubblico ministero ha ritirato le accuse nei confronti di quattro agenti e di un poliziotto dell'agenzia di sicurezza nazionale. Inoltre, il comportamento di Giulio Regeni ''non era consono al suo ruolo di ricercatore" ecco perchè era posto sotto sorvegliana ma nessuno dei 5 poliziotti indicati dalla procura italiana ha avuto un ruolo nel sequestro, nelle torture e nella sua uccisione. Dura la reazione di Amnesty International che lo definisce "attacco alle istituzioni italiane".

Regeni, "seviziato e torturato per giorni fino a morte". Per la Procura di Roma i responsabili sono agenti dei servizi di sicurezza egiziani. Scattano le prime proteste italiane: la Camera dei Deputati taglia i rapporti con il Parlamento del Cairo e Corrado Augias restituisce una onorificenza francese 'concessa anche' al presidente egiziano. "Credo che il presidente Emmanuel Macron in questo caso abbia fatto una cosa ingiusta. Dove e quali sono i meriti del presidente Al-Sisi?". Questa la lettera per l'ambasciatore francese: "Le rimetto le insegne con dolore, ero orgoglioso di mostrare il nastrino rosso all'occhiello della giacca. Però non mi sento di condividere questo onore con un capo di Stato che si è fatto oggettivamente complice di criminali. L'assassinio di Giulio Regeni rappresenta per noi italiani una sanguinosa ferita e un insulto, mi sarei aspettato dal presidente Macron un gesto di comprensione se non di fratellanza, anche in nome di quell'Europa che - insieme - stiamo così faticosamente cercando di costruire". >>>

Regeni, "seviziato per giorni fino a morte". La Procura di Roma ha chiuso le indagini sul caso dell’omicidio Giulio Regeni, il ricercatore friulano rapito, torturato e ucciso nel 2016 in Egitto. A quattro 007 egiziani della National Security viene contestato il reato di sequestro di persona pluriaggravato, concorso in omicidio aggravato e concorso in lesioni personali aggravate: "Per motivi abietti e futili e abusando dei suoi poteri, con crudeltà, cagionava a Giulio Regeni lesioni" e "la perdita permanente di più organi, seviziandolo con acute sofferenze fisiche, in più occasioni ed a distanza di più giorni" attraverso strumenti taglienti e roventi "con cui gli cagionava con numerose lesioni traumatiche a livello della testa, del volto, del tratto cervico dorsale e degli arti inferiori; attraverso ripetuti urti ad opera di mezzi contundenti (calci, pugni, strumenti personali di offesa, bastoni, mazze) e meccanismi di proiezione ripetuta del corpo dello stesso contro superfici rigide ed anelastiche".


La Procura di Roma pronta a chiudere le indagini in relazione al rapimento, alle torture e all'omicidio di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso nel febbraio 2016 al Cairo. Coinvolti cinque agenti della National Security egiziana. Il presidente del consiglio italiano Conte lo avrebbe comunicato nella telefonata di ieri al premier egiziano Abdel Fattah al-Sisi, che si è sempre detto pronto a collaborare. Regeni, scomparso al Cairo il 25 gennaio, era stato ritrovato morto il 3 febbraio 2016 in un fosso lungo la strada tra la capitale e Alessandria. Il ricercatore friulano fu rapito, torturato e ucciso forse per mano delle autorità di sicurezza del paese. Era in Egitto per motivi accademici, studiando per il dottorando in economia dell’università di Cambridge, al dipartimento di politica e studi internazionali, e lavorava su una tesi in politica economica. La passione di Regeni lo aveva portato a mettersi in mostra già nel 2012 anche al concorso Europa e giovani promosso dall’Istituto regionale di studi europei del Friuli Venezia Giulia.

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