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Università di Bari e WFP Italia, Mediterraneo: sicurezza e solidarietà
Tavola rotonda sulle criticità umanitarie del "mare nostrum"

ROMA (Italy) - Nell'odierna mattinata, nell’ambito delle celebrazioni della Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2013, il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro ed il World Food Programme Italia hanno dato vita alla tavola rotonda: Mediterraneo, sicurezza e solidarietà. Intervenute autorità di spicco e tantissimi studenti dell'ateneo barese.

Una preziosa occasione per comprendere dalla bocca e dalle esperienze di tanti esperti, la seria problematica legata alle migrazioni che - tutti i giorni - affolla le rive del nostro Mediterraneo. Migrazioni che lasciano sul percorso una lunga scia di sangue che porta i nomi di donne, bambini e loro congiungi, alla ricerca dell' "isola felice" che - per tutti - rappresenta prima l'Italia e successivamente gli altri paesi europei.


Una inconsueta tiepida giornata dicembrina, ha accolto oggi gli ospiti che si sono avvicendati alla tavola rotonda organizzata dall'università di Bari in sinergia con il WFP Italia. Una mattinata che anche i tantissimi studenti e semplici cittadini appassionati della tematica in discussione, hanno voluto trascorrere nell'aula intitolata allo statista salentino Aldo Moro. Il convegno di oggi era incentrato sulle migrazioni ed esattamente: Mediterraneo: sicurezza e solidarietà. Un palco che ha annoverato - sotto la poliedrica moderazione di Luca Basso - gli insigni docenti Nicola Neri e Michela Pellicani del dipartimento di Scienze Politiche, amministratori cittadini, Croce Rossa, Caritas ma, soprattutto, titolati delle problematiche umanitarie del calibro di Vincenzo Pirato, rappresentante nazionale WFP Italia, Stefano Peveri Manager WFP-UNHRD, Cosimo Lacirignola presidente IAM e l'ambasciatore presso le Nazioni Unite Gianni Ghisi.

La location di partenza di questo incontro dedicato alla Giornata Mondiale dell'Alimentazione e alle criticità umanitarie del Mediterraneo, non poteva che essere Lampedusa. L'isola maculata che viene osannata dai tour operator mondiali (possiede la spiaggia ritenuta la più bella del mondo, ndr) e maledetta da chi, per tante e diverse ragioni, vi approda da "testimonial del terrore". Quindi, spenta l’eco della commozione ed esaurite le preghiere e le inutili polemiche politiche esplose mentre ancora sulla banchina isolana si contavano e si raccoglievano i cadaveri dei migranti africani annegati, è necessario trarre degli insegnamenti da queste tragedie. Lo spunto, appunto, ce lo concedeno gli ospiti che si sono avvicendati nella trattazione di questo terribile tema legato all'ancora diseguale redistribuzione economica nel Mondo. (Giorgio Esposito - 12 dicembre 2013 ore 18.00)


Il primo argomento di discussione ha riguardato la posizione del Mediterraneo nel passato e nel presente: se fino alla scoperta dell'America esso ha avuto l'assoluta centralità, da quel momento in poi l'asse si è spostato sull'oceano Atlantico e più recentemente sul Pacifico. Successivamente, l'attenzione si è focalizzata sull'equazione sicurezza-solidarietà considerando il Mediterraneo come un bacino di relazioni tra gruppi, comunità ed esperienze. I due termini dell'equazione, pur essendo correlati, non sono omogenei. Per sicurezza in ambito alimentare si intende la situazione in cui tutte le persone sono in grado di accedere ad alimenti sicuri per il soddisfacimento dei bisogni primari. Accanto alla sicurezza è necessaria la solidarietà, che non sia soltanto formale ma effettiva, tanto da divenire una vera e propria testimonianza dell’emancipazione culturale per la quale organizzazioni locali e internazionali operano. In particolar modo il WFP, col sostegno delle istituzioni statali e con programmi volti all'adozione di una agricoltura sostenibile, si è impegnato nel preservare la biodiversità. In questo scenario quasi drammatico, il compito più importante spetta ai giovani i quali devono riuscire a preservare la loro sobrietà per combattere la sempre più crescente "globalizzazione dell'indifferenza"; a superare qualsiasi tipo di barriere culturali per favorire l'integrazione; a non perdere la speranza puntando sullo sdegno per guardare in faccia alla realtà, e sul coraggio per cambiarla, per dirla con Neruda! (Carla Capobianco, Serena Brescia, Rossella Ciaccia)

Visualizza anche: L'Organizzazione delle Nazioni Unite - Il World Food Programme Italia in Puglia


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