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United Nations - Day: Gender Balance an Women's empowerment
La donna e i suoi tanti aspetti. Il 68° anniversario delle Nazioni Unite celebra la donna nella parità di genere


BRINDISI (Italy) - Si celebra anche nella città di Brindisi la Giornata Mondiale delle Nazioni Unite. Ogni anno viene abbracciato un importante tema sociale e questa volta il tema dominante è quello "paritario" della donna. “È una giornata - ha detto il Prefetto Nicola Prete - che richiama l'attenzione di tutti su temi quali la violenza e l'uguaglianza. Quello che emerge oggi è uno spirito che deve permeare la società e i suoi valori”.

A fare gli onori di casa, Mr. Kipling Perkins manager del UNGSC di Brindisi e la inseparabile-insuperabile Liaison Maria D’Aprile - con il fantastico staff di GSC vera mente organizzativa dello splendido evento – che ha salutato i partecipanti con vero e vivo calore alla luce, anche, del suo prossimo fine mandato di metà novembre. La mattinata celebrativa è stata sapientemente presentata dal giornalista Antonio Celeste che ha mixato gli interventi di tutte le componenti istituzionali nonché delle associazioni partecipanti all’evento.

A differenza di molte altre celebrazioni sulla figura femminile, però, questa ha una portata diversa, non solo perché mondiale ma soprattutto perché ad essere presa in considerazione è una donna vista sotto luci diverse, non la classica bellezza stereotipata, non la classica perfetta madre delle pubblicità, non la classica donna vittima di violenze e succube degli uomini, ma una donna comune che lotta ogni giorno per affermare la propria personalità e le proprie passioni e per ricordare al mondo le proprie potenzialità.


"Gender Balance an Women’s empowerment" è lo slogan del 68 UN Day studiato dalla neonata associazione “Io sono bellissima” che da quasi un anno si occupa di abbattere gli standard di bellezza e elaborare un modello personale che ciascuna in totale libertà possa seguire. Ma l'associazione non si ferma qui, i temi che tratta toccano, infatti, ambiti quali la violenza e la sottomissione psicologica della donna che, spesso, non ha autostima in se stessa e che invece dovrebbe ricordarsi di essere “bellissima”. In Italia su 100 persone 52 sono donne, la maggior parte delle quali, oggi, disoccupate. Fino a qualche anno fa, il nostro paese, era al 74esimo posto nella classifica delle pari opportunità tra uomo e donna mentre, oggi, nel 2013 è sceso all'80°. Cosa c'è alla base di tale gap? Forse la cultura, l'etnia, i diversi valori sociali? La domanda è una sola, ma le risposte possono essere molteplici. Una prima ce la offre Francesca Montemagno, vice presidente di “Pari o Dispare”. “Noi nasciamo pari ma cresciamo dispare” afferma. E il motivo maggiore è imputabile ai media che oggi offrono un'immagine sbagliata di donna. “Non vogliamo vestire le modelle o essere bigotte - dice chiaramente - ma è importante dare un giusto messaggio”. Niente più donne strumentalizzate, impacchettate, pronte alla vendita dunque.

L'altra faccia della medaglia ce la mostra Stefano Peveri, Manager del World Food Programme. “I nostri comitati in tutto il mondo sono gestiti da donne. La differenza tra uomo e donna la creiamo noi, definendo cos'è uomo e cosa donna. Bisogna smettere di parlare di diversità e questa non ci sarà più”. Che ci sia o meno una reale disparità nell'immaginario collettivo dovuta all'arretratezza culturale, al ruolo dei media, al pionierismo di certe figure femminili, il messaggio da lanciare è uno solo: una donna di qualunque religione, etnia, classe sociale sia è pur sempre donna. Lo hanno spiegato bene le due sfilate che si sono succedute durante la celebrazione: la prima, organizzata dall'Istituto Morvillo Falcone di Brindisi, ha raccontato in passerella il diverso modo di vivere la moda nelle varie epoche sottolineando anche il diverso ruolo sociale che la donna ricopriva e la seconda ,invece, ha mostrato attraverso gli abiti tipici di culture diverse come, sotto stoffe, veli, kimono, colori e collane batta un solo cuore, quello di una donna.

”Come forza civile difendo la patria e la pace. Sono due sostantivi di genere femminile e mi piace pensare che siano due grandi donne che servo. Pensare che siamo così lontani, come Italia, dal creare la parità fa pensare che c'è ancora tanta strada da fare. Sicuramente è fondamentale formare i giovani alla consapevolezza” afferma il colonnello pilota Andrea Aiello attuale comandante della base aerea di Brindisi. E infatti, il contributo dei ragazzi oggi è stato fondamentale; ogni scuola presente (Morvillo Falcone, Giorgi, Carnarno, Marconi-Flacco-Belluzzi, Kennedy di Brindisi) ha prodotto un proprio elaborato come simbolo di solidarietà e interesse nella causa.

“Oggi i ragazzi hanno ricevuto tanti nuovi stimoli per riflettere su se stessi e sui propri atteggiamenti. Questo li aiuterà a capire che cambiare si può” ha detto la preside dell'Its Carnaro, Clara Bianco. Il messaggio che alla fine di tutto conta e che va gridato a gran voce è che una donna è tale in quanto essere umano e quando si parla di esseri umani non esistono generi maschili o femminili ma esistono solo valori comuni e diritti comuni. Diritti come quello alla “vita e al cibo”, come dice Enzo Pirato, presidente regionale Wfp-Italia. “Il Programma Alimentare Mondiale già da tempo riesce nel suo intento, ovvero abbattere questa disparità. Siamo molto avanti in questo senso e continueremo a far valere questi due diritti fondamentali”. (Marika Del Zotti - Giorgio Esposito - 25 ottobre 2013 ore 18.00)


Brindisi ospita la Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (WFP-UNHRD)
e la Base Logistica delle Nazioni Unite (GSC) a sostegno delle operazioni di pace

La Base Logistica delle Nazioni Unite (GSC) a sostegno delle operazioni di pace è operativa dal 1994. E' stata scelta per le sua straordinaria collocazione geografica, la rete di infrastrutture di comunicazione (porto, aeroporto, ferrovia e strade di grande comunicazione) e i servizi disponibili sia a livello di telecomunicazione che generali. È la prima base mondiale permanente aperta dalle Nazioni Unite. Compiti principali della base sono quelli di ricevere, immagazzinare, ispezionare e ridistribuire il materiale secondo le direttive ONU, mantenere una sorta di “kit di primo intervento” che può essere predisposto in brevissimo tempo ed è sufficiente ad iniziare una nuova missione in qualunque parte del mondo, gestire il centro satellitare di telecomunicazioni che connette 23 operazioni di peacekeeping, molte agenzie e quartieri generali dell’ONU, fungere da centro di formazione per mantenere e sviluppare le capacità tecniche e manageriali della base.

Il World Food Programme (WFP), dal primo giugno 2000 ha spostato la sua base da Pisa a Brindisi usufruendo cosi di una serie di strutture più ampie per dare sostegno con gli aiuti umanitari alle popolazioni bisognose. Sulla stessa base è sito anche il braccio operativo del WFP, l'Humanitarian Respons Depot - (UNHRD) che è in grado di inviare aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo entro 24-48 ore.

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