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Celebrato il National Day degli Emirati Arabi Uniti a Expo Milano 2015
Il Paese è già al lavoro per l'Esposizione Universale di Dubai 2020

ROMA (Italy) - Martedì 20 ottobre gli Emirati Arabi Uniti hanno celebrato il loro National Day a Expo Milano 2015. Prima della celebrazione ufficiale, è stato inaugurato presso l'Open Plaza dell'Expo Centre la riproduzione di un villaggio tipico arabo, accessibile a tutti i visitatori. Hanno partecipato alla cerimonia dell’alzabandiera Federica Guidi, Ministro dello sviluppo economico,Giuseppe Sala, Commissario Unico Delegato per Expo Milano 2015, Reem Al Hashimy, Ministro di Stato e CEO Dubai 2020, Sultan bin Saeed Al Mansoori, Ministro dell'Economia, e Saqer Nasser Ahmed Abdullah Alraisi, Ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti in Italia. Al termine della cerimonia, il pubblico ha potuto assistere a un’esibizione dal vivo di disegni e figure eseguiti con la sabbia, seguite da performance culturali che hanno accompagnato le delegazioni lungo il Decumano. Chiude il percorso espositivo l’invito a Dubai 2020. Il sito espositivo è in costruzione a metà strada tra Abu Dhabi e Dubai, per favorirne la raggiungibilità per via aerea. Il tema toccherà tre filoni: sostenibilità, opportunità e mobilità. Per saperne di più, l‘appuntamento è tra cinque anni.


Gli Emirati Arabi Uniti lavorano in vista di Expo Dubai 2020 - Il Ministro Guidi si è complimentata con gli Emirati Arabi Uniti per l’apporto al tema della sicurezza alimentare e per l’organizzazione della prossima Esposizione Universale. “Il Padiglione, dal design unico, mostra progetti e soluzioni innovative per risolvere i problemi del Pianeta. Grazie all’approccio di condivisione delle conoscenze, gli Emirati diffondono soluzioni che potranno essere utilizzate anche da altri Paesi. E pensando al dopo Expo Milano 2015, il Padiglione verrà smontato e ricostruito ad Abu Dhabi”. Reem Al Hashimy ha aperto il suo intervento annunciando al pubblico che esattamente fra cinque anni da oggi aprirà l’Expo di Dubai 2020. “Di questa Esposizione Universale rimarrà un lascito concreto attraverso la Carta di Milano, che rappresenta un impegno per incoraggiare una sostenibilità reale e globale. Nel nostro Padiglione mostriamo l’orgoglio del passato e il lavoro presente per costruire una vita migliore e di pace. Nel desiderio di connessione con il mondo, abbiamo iniziato da due anni il lavoro in vista di Expo 2020, con voglia, creatività e originalità. Vi aspettiamo il 20 ottobre 2020 a Dubai”. La delegazione degli Emirati Arabi Uniti è stata accolta in seguito a Palazzo Italia dove ha partecipato al pranzo ufficiale.

Visita al Padiglione degli Emirati Arabi Uniti. Tra le dune del deserto per scoprire l’importanza di acqua e datteri - È uno dei Padiglioni più facilmente riconoscibili di Expo Milano 2015: le dune del deserto che contraddistinguono la struttura degli Emirati Arabi Uniti attira l’attenzione fin da lontano. D’altronde, l’architetto che ha progettato il Padiglione è il prestigioso Norman Foster, dell’omonimo studio britannico Foster&Partners. L’archi-star non si è semplicemente lasciata ispirare dalle dune del deserto: queste sono state fotografate e riprodotte nei minimi dettagli in una struttura in resina in grado di trattenere il fresco. E anche il pavimento della rampa verso l’auditorium è lievemente ondulato: ai visitatori sembra di attraversare le gole desertiche degli Emirati. Questa particolarissima costruzione ha già un futuro: la notte del 31 ottobre sarà smantellata e trasportata a Masdar, una delle smart city più avveniristiche al mondo. Un simile dispiego di forze ha un fine preciso: il Paese vuole mostrare le sue grandi capacità in vista della prossima Esposizione Universale, che si terrà a Dubai nel 2020 con il tema Connecting Minds, Creating the Future.

Nel Novembre 2013 Gli EAU. Si sono aggiudicati l’organizzazione dell’Esposizione Universale del 2020 a Dubai. Sarà la prima volta che un’Esposizione Universale avrà luogo nella regione che include Medio Oriente, Nord Africa, e Sud Asia (MENASA). Il tema scelto per l’Esposizione Universale di Dubai è ‘Unire le Menti, Creare il Future’, riecheggia lo spirito di collaborazione e cooperazione che ha portato gli EAU al successo nell’esplorazione di nuovi percorsi di sviluppo e innovazione. Attraverso questo tema, In Programma dal 20 Ottobre 2020 fino al 10 Aprile 2021.

Theme Expo Dubai 2020: Opportunity - Unlocking new possibilities for people and communities to become successful contributors to the future. Mobility - Creating smarter and more productive physical and virtual connections. Sustainability - Pursuing our hopes of progress without compromising the needs of future generations

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Giornata Mondiale dell'Alimentazione, Expo di Milano ospita il segretario generale dell'ONU
La Fame nel mondo amplificata dalla vergognosa ricerca dei profitti a tutti i costi

ROMA (Italy) - L’impegno per un’alimentazione accessibile e sostenibile si dà oggi appuntamento all’Expo di Milano, dove si svolgeranno le cerimonie ufficiali della Giornata mondiale dell’alimentazione voluta dalla Fao che si celebra oggi. “Protezione sociale e Agricoltura per spezzare il circolo della povertà” è il tema di quest’anno. All’Expo sarà presentata al segretario generale dell’Onu la Carta di Milano.

La Giornata è stata lanciata nel 1979 e quest’anno “giunge al momento giusto, dopo il Vertice di settembre 2015 e prima della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP21), offrendo un’occasione unica per mandare un messaggio forte ai giovani, la Generazione Fame Zero, sull’Agenda di sviluppo sostenibile 2030 e per coinvolgerli nella sfida per l’eliminazione sostenibile di fame e povertà nei prossimi 15 anni”. Un messaggio che anche il Papa ha voluto diffondere citando il profitto a tutti i costi.


Fra i momenti più importanti di oggi ci sarà la presentazione ufficiale al Segretario Generale dell’ONU della Carta di Milano, un manifesto che mira a coinvolgere tutti i cittadini nella lotta alla sottonutrizione, alla malnutrizione e allo spreco, e contemporaneamente a promuovere la sostenibilità e la parità di accesso alle risorse naturali. Sarà inoltre presentato un altro documento che costituisce una delle eredità di Expo 2015, il Urban Food Policy Pact (Patto sulle politiche alimentari urbane), con cui sindaci da tutto il mondo si impegnano a coordinare le politiche alimentari internazionali. Con questo Patto le città aderiscono a quattro principi: garantire cibo sano per tutti; promuovere la sostenibilità del sistema alimentare; educare il pubblico a una sana alimentazione, ridurre gli sprechi.

La giornata, che ha visto la partecipazione di numerose personalità, come Sua Maestà la Regina Letizia di Spagna, il Presidente della Slovenia, Borut Pahor, il Ministro degli Affari Esteri, Paolo Gentiloni, si è aperta con la visita a Padiglione Zero del Segretario Generale delle Nazioni Unite, accompagnato dal Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015, Giuseppe Sala. Nel pomeriggio ecco la sessione di lavoro “Finance for food”, alla quale ha partecipato anche il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Pier Carlo Padoan. Ban Ki Moon, in compagnia della moglie Yoo, ha poi visitato altri padiglioni, come Palazzo Italia, gli Emirati Arabi e l’area Kinder+Sport, dove ha incontrato il campione di calcio Roberto Baggio, ambasciatore della Fao, e il Presidente di Ferrero, Francesco Paolo Fulci.

Alla vigilia dell’odierna Giornata la Fao ha inoltre pubblicato il Rapporto sullo stato dell’alimentazione e dell’agricoltura 2015. La protezione sociale – evidenzia lo studio – sta emergendo come uno strumento fondamentale nella lotta per sradicare la fame, ma la stragrande maggioranza dei poveri che vivono nelle aree rurali del mondo non ne è ancora coperta. Il rapporto fa notare che “nei paesi poveri, i regimi di protezione sociale – come trasferimenti in denaro, alimentazione scolastica e lavori pubblici – offrono un modo economico per fornire alle persone vulnerabili opportunità per uscire dalla povertà estrema e dalla fame e così migliorare la salute, l’istruzione e la vita dei loro figli. Tali programmi al momento beneficiano in vario modo circa 2,1 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo, riuscendo a mantenere 150 milioni di persone fuori da situazioni di povertà estrema. Espandere questi programmi nelle zone rurali – spiega la Fao – e collegarli a politiche di crescita agricola inclusive è decisivo per raggiungere l’impegno di fame zero”.

Riguardo al tema della fame nel mondo ci sono tre informazioni che tutti dovrebbero avere per comprendere meglio il problema. La prima è che il numero delle persone che soffrono la carenza di cibo è in aumento. Oggi se ne stimano quasi un miliardo su scala mondiale: praticamente una persona su sette (solo quattro o cinque anni fa erano circa il 20% in meno) è denutrita. Ed è bene sottolineare che questa preoccupante crescita non è causata (solo) dalla attuale crisi economica, che ha inciso per circa 40 o 50 milioni di individui, ma è il risultato nel nostro modello di sviluppo, lo stesso che adesso cerchiamo di difendere a tutti i costi. Seconda informazione riguarda la localizzazione del problema a livello geografico. E sono due le aree in assoluto più critiche: l’Africa Subsahariana (in particolare i paesi del Sahel, che sono a ridosso del Sahara) e l’Asia meridionale (ossia i paesi compresi tra il subcontinente indiano e l’altopiano iraniano). Al di là degli sforzi delle agenzie delle Nazioni Unite, delle ONG e delle varie organizzazioni umanitarie, è chiaro ormai che la soluzione del problema della fame è prima di tutto nelle mani dei governi, e delle loro politiche.

Eppure il cibo prodotto a livello planetario sarebbe sufficiente a nutrire quasi il doppio degli attuali abitanti del mondo. Mondo che, soprattutto in alcune aree, è in forte crescita demografica e decrescita economica. La povertà economica si traduce in povertà alimentare. Dove non c’è cibo a sufficienza non c’è vita dignitosa, viene meno il diritto alla salute e alla pacifica convivenza. Ma basterebbe guardarci meglio attorno per vedere che il cibo si nega anche qui, se è vero che in Italia ci sono oltre 6 milioni di poveri, gran parte dei quali hanno bisogno di assistenza alimentare perché non hanno accesso al cibo. Il cibo negato è un’ingiustizia. Ma la sfida per sconfiggere la fame passa, preliminarmente, per l’eradicazione della povertà.


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Expo Milano 2015 celebra il World Humanitarian Day
L'evento organizzato dal WFP e OCHA in attesa della Giornata Mondiale dell'Alimentazione del 16 ottobre

ROMA (Italy) - Alti funzionari dell’ONU, leader delle organizzazioni della Società Civile di tutto il mondo e grande pubblico si sono dati appuntamento a Expo Milano 2015 per celebrare il World HumanitarianDay. In linea con il tema dell’Esposizione Universale “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, la Giornata Mondiale Umanitaria delle Nazioni Unite, quest’anno, ha scelto come argomento “Ispirare umanità nel mondo”. Raccontare le storie di operatori umanitari e gli sforzi per soccorrere le popolazioni in difficoltà.

Organizzato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) e dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (World Food Programme), in collaborazione con i governi di Italia e Svizzera, il World HumanitarianDay è una delle tre Giornate Ufficiali ONU a Expo Milano 2015, insieme alla Giornata Mondiale dell’Ambiente (World Environment Day) dello scorso 5 giugno e alla Giornata Mondiale dell’Alimentazione (World Food Day), in programma per il 16 ottobre.


Alla cerimonia di apertura dei lavori – che si è tenuta nel pomeriggio al Media Centre - hanno preso parte il Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala, il Commissario Generale di Expo 2015 Bruno Antonio Pasquino, il Direttore dell’OCHA di Ginevra RashidKhalikov, l’Ambasciatore Manuel Bessler Delegato del governo svizzero per l’aiuto umanitario e Capo dell’aiuto umanitario svizzero (CSA) e il Vicedirettore Esecutivo del World FoodProgramme Barbara Noseworthy.

A scandire il programma del World HumanitarianDay la campagna social #ShareHumanity, protagonista della parata tenutasinel pomeriggio. Rappresentanti dei Paesi e delle Organizzazioni della Società Civile – tra cui Don Bosco Internationalis, LionsClubs International, ActionAid, Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, Save The Children, Cesvi, Caritas, Fondazione Triulza e Associazione Mondiale Agronomi (WAA) – hanno sfilato lungo il Decumano, dall’Expo Centre fino al Padiglione della Svizzera, portando insieme alcune parole chiave - Solidarity, Inspire, Dignity, Compassion, Life-saving, Engagement, Commitment, Impartiality, Unity, Responsibility –, per sensibilizzare il pubblico sull’importanza dell’aiuto umanitario e la necessità di sostenere le sue attività.

“Share Humanity – ha spiegato il Vicedirettore esecutivo del Programma Alimentare Mondiale (WFP) Barbara Noseworthy non è mai stato così importante come nella situazione attuale. Proprio in questo momento gli operatori umanitari sono sul posto, fornendo assistenza in sei diverse emergenze nel mondo. L’assistenza alimentare è una risorsa vitale dopo disastri naturali come inondazioni, terremoti e siccità o nel caso di epidemie. Cosa fa sì che gli operatori umanitari stiano in prima linea? Credo che al di là della disperazione e delle tragedie di cui sono testimoni, vedono anche il potenziale e i progressi che possono essere fatti, e si sono fatti, grazie all’aiuto umanitario”.
Giova rammentare che anche il Direttore del WFP Cousin si era espressa - in linea con il Segretario ONU Ban Ki-Moon - sulla opportunità di rinforzare le strategie per raggiungere l'obiettivo di "Fame zero" entro pochi anni.

“Ispirare l’Umanità del Mondo – Se la fame è un’arma, il cibo è strumento di pace” è il titolo della Tavola Rotonda organizzata al Padiglione svizzero, cui hanno partecipato – insieme all’Ambasciatore Bessler, a Barbara Noseworthy e a RashidKhalikov–l’Assistente del Segretario Generale dell’ONU e Coordinatore umanitario per la Crisi del Sahel TobyLanzer, il Capo Unità per l’Africa Orientale, Occidentale e Australe della Direzione generale per gli Aiuti Umanitari della Commissione europea (ECHO) CornelisWittebrood.Sono intervenuti, inoltre, rappresentanti del World FoodProgramme, di Save The Children, di Casa Don Bosco/VIS, del Lions Clubs International e di Archivio Disarmo, che hanno raccontato la propria esperienza sul campo.

“Il World HumanitarianDay – ha dichiarato il Commissario Unico delegato del Governo per Expo Milano 2015 Giuseppe Sala - rappresenta un’altra tappa chiave della lunga e fruttuosa collaborazione tra le Nazioni Unite ed Expo. Grazie alla parata e agli eventi collaterali organizzati, oggi Expo Milano 2015 celebra le persone e le attività intraprese in tutto il mondo per portare aiuto, alleviare le sofferenze e offrire supporto alle popolazioni in pericolo. Nel fare ciò, celebriamo ancora una volta la forza della collaborazione e della condivisione di sapere e di idee, che è l’obiettivo principale delle Esposizioni Universali, piattaforme aperte a tutti. Oggi tutti i visitatori hanno l’opportunità di avere maggiori informazioni sul supporto umanitario. E questo è certamente qualcosa che arricchirà e completerà il valore della loro esperienza sul tema di Expo”.

“Grazie alla mia esperienza come Responsabile dell’Ufficio Interventi Umanitari e di Emergenza del Ministero degli Affari Esteri ha raccontato il Commissario Generale di Expo 2015 Bruno Antonio Pasquino, ho capito e sperimentato in prima persona come la cooperazione internazionale abbia bisogno del supporto e delle attività umanitarie per raggiungere i propri obiettivi. Non a caso, l’articolo 1 del Diritto Internazionale – ha ricordato Pasquino – sancisce l’obbligo di ‘salvare la vita’”.

“Oggi – ha affermato il Direttore dell’OCHA di Ginevra RashidKhalikov celebriamo lo spirito che ispira l’azione umanitaria nel mondo. Oggi onoriamo tutti gli eroici operatori dell’aiuto umanitario che hanno dato la loro vita per aiutare le popolazioni più indifese e vulnerabilidel mondo”.

“Essere un operatore umanitario non è solo un lavoro – ha precisato l’Ambasciatore Manuel Bessler Delegato del governo svizzero per l’aiuto umanitario e Capo dell’aiuto umanitario svizzero (CSA) -. È più una vocazione, una professione che ti mette alla prova ma ti gratifica. Sono circa 450mila le persone che nel mondo lavorano come operatori umanitari. Per questo motivo, oggi, in occasione della Giornata Mondiale Umanitaria, vorrei ricordare ancora una volta che ‘proteggere gli operatori umanitari nei luoghi di conflitto armato è un obbligo riconosciuto dalla legge umanitaria internazionale. I rappresentanti degli Stati - e non - devono rispettare e proteggere il personale umanitario così come gli strumenti da loro utilizzati per portare aiuto. L’obbligo di rispettare e proteggere il personale di rilievo umanitario è riconosciuto dall’articolo 71 del Protocollo Aggiuntivo I delle Convenzioni di Ginevra”.

“Celebrare il World HumanitarianDay a Expo – ha commentato il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali Maurizio Martina conferma l’evento di Milano come grande piattaforma di dialogo tra popoli. Il tema ‘Ispirare umanità nel mondo’ richiama immediatamente alle questioni della sicurezza alimentare, della lotta alla fame, dello sviluppo più sostenibile che assicuri il diritto al cibo ad ognuno. Principi che abbiamo voluto racchiudere nella Carta di Milano, chiedendo impegni concreti ai cittadini come alle istituzioni, per realizzare un vero cambiamento. Da Expo rilanciamo con forza questi impegni, al fianco delle tante organizzazioni che partecipano all’Esposizione. Insieme a loro vogliamo celebrare il lavoro di centinaia di migliaia di operatori umanitari, che a ogni ora danno un contributo per fare del mondo un posto migliore”.

Visualizza le attività operative delle United Nations sul territorio italiano


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La Terra non è stata ereditata dai padri ma presa in prestito dai figli
Il marchio italiano soffocato tra le importazioni, gli sprechi, e gli sfruttamenti

ROMA (Italy) - Australia, Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Ecuador, Francia, Grecia , Medio Oriente, ma anche Messico, Paesi Bassi, Spagna, Stati Uniti, Sudamerica, Turchia, Thailandia, Ucraina. Pasta, carne, zucchero, pesce, legumi. I cibi apparecchiati sulle tavole degli abitanti della penisola costano al pianeta e all’umanità tonnellate di petrolio, quintali di anidride carbonica, sfruttamento della manodopera, abbattimento delle foreste, allevamenti intensivi, sommati alla denutrizione, all’obesità e alle malattie dell’alimentazione, per un totale di miliardi di morti.

Continuando a sfruttare le risorse, a produrle, esportarle ed importarle sconsideratamente, che ne sarà del pianeta? Un’alimentazione ecosostenibile è indispensabile non solo per se stessi, ma anche per i propri simili e soprattutto per i propri successori. In fondo questo mondo non è stato ereditato dai padri ma preso in prestito dai figli.


C’era una volta il tempo del primo dopoguerra, dell’istruzione facoltativa, del lavoro minorile, gli anni delle donne avvolte negli scialli, e degli uomini sul calesse; gli anni dei piatti della tradizione, del cibo genuino. Poi due bombe atomiche e tanti trattati e accordi internazionali anche sulla nutrizione. Oggi, ciò che gli Italiani masticano proviene da ogni parte della terra; attraversa gli oceani, i confini geografici, le frontiere politiche e culturali. I cibi di adesso parlano tante lingue, e il marchio italiano si è lentamente sbiadito. L’Italia infatti, attualmente, è impossibilitata a produrre la quantità di nutrimento necessaria a sfamare la popolazione. Il fabbisogno dei cittadini è nettamente superiore a quello che viene prodotto, e le industrie necessitano spesso delle materie prime, importate dai paesi esteri soggetti a sovrapproduzione. Così, l’illusione del prodotto interamente italiano è svanita; e a volte capita addirittura che nonostante i vari marchi di certificazione, i cibi italiani, siano costituiti di materie prime importate da oltreoceano.

Il grano, il riso, i legumi, le carni bovine, il latte, lo zucchero e il pesce, sono alcuni tra i prodotti maggiormente acquistati dall’estero, ed anche se l’importazione non è sempre sinonimo di scarsa qualità, è auspicabile consumare oltre ai prodotti di stagione, ciò che resta dei prodotti italiani come le uova, il pollame, il vino e i pomodori, che Expo Milano 2015 sta tentando di difendere. Così facendo ci si potrebbe facilmente riappropriare delle proprie tradizioni, delle sane abitudini, della Dieta Mediterranea e degli stili di vita salutari, per evitare lo sfruttamento della manodopera minorile, l’inquinamento atmosferico, e lo spreco di cibo.

Acquistare i viveri di cui ci si nutre, esclusivamente nel posto in cui si vive, adattandosi così al susseguirsi delle stagioni, è sinonimo di riduzione del rilascio di sostanze tossiche nell’ambiente, perché non si spreca carburante per esportarle, evitando inoltre di incentivare l’abuso della forza lavoro dei paesi meno evoluti, e la produzione eccessiva di cibo che causa il consumo sconsiderato di prodotti nei paesi più ricchi, e la malnutrizione nei paesi sottosviluppati. Nutrirsi al meglio, con le giuste quantità (attualmente il numero degli obesi sta superando il numero dei denutriti) non è solo un diritto di tutti gli abitanti della pianeta ma anche un dovere dei cittadini della Terra. Continuando a sfruttare le risorse, a produrle, esportarle ed importarle sconsideratamente, che ne sarà del pianeta? Un’alimentazione ecosostenibile è indispensabile non solo per se stessi, ma anche per i propri simili e soprattutto per i propri successori. In fondo questo mondo non è stato ereditato dai padri ma preso in prestito dai figli. (Anita Ricco)

La dieta mediterranea quale fonte di salute e benessere - Per ribadire ulteriormente la sanità del regime alimentare mediterraneo, il Ministero della Salute, in occasione di Expo 2015, ha realizzato una campagna pubblicitaria tramite un video virale. Due donne, che seguono stili alimentari opposti, sono messe a confronto attraverso i fotogrammi che illustrano il cambiamento del viso con il passare degli anni. Ebbene, è evidente che chi segue la dieta mediterranea invecchia meno e meglio rispetto a chi si alimenta male e fa poca attività fisica. Nonostante le differenze locali, esiste un trait d'union tra le varie versioni della dieta mediterranea, ed è costituito dal consumo di vegetali, frutta, legumi, frutta secca, olive, olio d'oliva, vino, pollame, uova, yoghurt, pesce ed alcuni formaggi - alimenti che apportano migliaia di micronutrienti, antiossidanti, vitamine, minerali e fibre che aiutano a proteggere dalle malattie croniche - e il consumo (moderato) di vino rosso.

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L'Esposizione Universale 2015 riceve sempre più consensi e visitatori
A cinquanta giorni dall'apertura a Milano sono già 4 milioni quelli che ne hanno varcato i cancelli

ROMA (Italy) - Anche se è presto per fare bilanci, l'Expo comunica i dati di affluenza del primo mese: circa 3 milioni hanno fatto visita ai Padiglioni raccolti tutti insieme nella kermesse milanese.

Fare il giro del mondo in poche ore? Si può! È iniziato ormai da più di un mese l’Expo di Milano e sono già tantissimi i milioni di visitatori da tutto il mondo che hanno affollato i numerosi padiglioni allestiti a Rho fiera, come tantissimi sono i visitatori previsti per i prossimi mesi, e allora... Com’è realmente questo Expo? Ogni mattina alle ore 10.00 si aprono le porte di un mondo, un micro mondo, per l’esattezza in cui si respira subito un’atmosfera festante e quasi “magica”, dove, al di là del tema “nutrire il pianeta”, in 110 ettari si ha la possibilità di sentir parlare decine di lingue diverse e conoscere nuove culture: migliaia di persone da ogni parte del mondo sono lì, insieme a te, a vivere la tua stessa avventura.


I padiglioni dell’Expo sono una meraviglia da guardare, sicuramente l’elemento che resterà nelle memorie dei più, soprattutto dei bambini che poco ricorderanno di percorsi interattivi, e proposte sostenibili per il futuro. Eppure, nonostante ogni Paese abbia dato il meglio di sé per catturare la propria essenza attraverso l’architettura, l’Esposizione Universale è un’esperienza da “gustare”, da vivere e comprendere al 100%. Come fare? Bisogna appunto prendersi il tempo di capire le scelte, le proposte, di leggere le illustrazioni (per lo più in inglese), guardare i video e ascoltare le guide. Chi vuole visitare tutti gli 80 padiglioni, dunque, non potrà sicuramente prendere un solo biglietto giornaliero. Per chi, invece, può andarci solo una volta il consiglio è uno: non soffermarsi sui Paesi più “comuni”, esplorare le zone culturalmente più lontane da noi, più nascoste e sconosciute perché sapranno regalare emozioni uniche, che andranno oltre il topic della nutrizione.

Il cibo è il tema di questo evento. Ogni paese, attraverso percorsi mirati, video, foto, ha esposto il suo punto di vista per il futuro. Alcuni possono sembrare “strani”, forse perché troppo lontani dal modo in cui siamo abituati a pensare, ma proprio per questo vale la pena conoscerli. Un errore comune, però, potrebbe essere quello di aspettarsi assaggi di cucina tipica all’interno dei padiglioni: nulla di più sbagliato. Expo è un’esposizione, e il suo scopo è promuovere proposte sostenibili per nutrire il pianeta. Al centro dell’attenzione sarà il futuro, saranno le nuove sfide adattate alle specificità dei diversi territori. Escludendo il tour culinario, cosa mangiare? L’enorme spazio dedicato a “Eataly” ripropone, in venti ristoranti, la cucina tipica di ogni regione d’Italia. La sera a cena, invece, i padiglioni chiudono e aprono le cucine e a quel punto, davvero, si può avere in una sola serata l’opportunità di scegliere qualsiasi angolo del mondo per cenare. Non pensiamo che Expo sia una prerogativa dei più ricchi. Superato il costo del biglietto per cui, per altro, esistono varie agevolazioni e pacchetti, con i dovuti accorgimenti le spese all’interno dell’esposizione saranno minime. Per i pasti, accanto ad “Eataly” di fascia medio bassa, e ad i ristoranti di fascia alta, si possono trovare valide alternative assolutamente accessibili a tutti.

Sicuramente uno degli aspetti più magici di Expo è che non ci si annoia mai. Anche la sera, quando i padiglioni si chiudono e cala il buio gli show cooking, i balletti, gli spettacoli teatrali per tutte le età e tutti i gusti allietano e divertono i visitatori. Ed ecco che, conclusi anche gli spettacoli, chiusi i battenti, dopo che la metro ha percorso la sua ultima tratta giornaliera, Rho è già pronta ad accogliere altre migliaia di visitatori, perché, anche con le sue criticità, Expo è e rimane un’esperienza da vivere. (Marika Del Zotti)

A nord del Sito Espositivo si trova la Lake Arena, uno dei quattro punti cardine agli estremi del Cardo e del Decumano: un bacino d’acqua circondato da gradinate per circa 3.000 spettatori seduti, e tutto intorno una piazza di circa 28.000 metri quadri, capace di accogliere 20.000 persone e circa 100 alberi disposti su tre file concentriche. Sul fondo del bacino un manto di ciottoli scuri crea un effetto specchio, mentre al centro si trova un sistema di fontane e l’Albero della Vita.

Qui si può assistere a show diurni, della durata 3’.30", e notturni, della durata 12’.30”: spettacoli emozionanti fatti di giochi di luci, effetti speciali, fuochi e musiche. Di giorno si possono ascoltare cinque brani italiani contemporanei particolarmente significativi, mentre di sera la “Tree of Life Suite”, appositamente composta dal Maestro Roberto Cacciapaglia.

La presenza ONU nella Lake Arena - L’acqua è anche un elemento indissolubilmente legato alla produzione di cibo. Buttare cibo significa anche sprecare acqua. Basti considerare, per esempio, che gettar via mezzo hamburger corrisponde allo stesso consumo di acqua di una doccia di un’ora. Per questo la Lake Arena ospita, delle 18 installazioni dell’Itinerario ONU, quella dedicata al quinto elemento della Sfida Fame Zero: Zero perdite o sprechi di cibo. Qui sono illustrati, tra gli altri, i progetti delle Nazioni Unite per migliorare la disinfestazione, gli impianti di stoccaggio e delle filiere di approvvigionamento alla base delle perdite di cibo. Inoltre qui l’ONU sensibilizza i visitatori sul gigantesco quantitativo di cibo che viene sprecato sia a livello individuale e familiare che nella vendita al dettaglio e nella ristorazione. L'ONU è presente con 18 installazioni multimediali caratterizzate da un grande cucchiaio blu. Questi Spazi ONU si trovano in varie aree di Expo e danno vita all'itinerario dedicato al tema "Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile".


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Expo, "American Food 2.0: Uniti per Nutrire il Pianeta"
Il Padiglione si ispira a un tradizionale granaio americano e si sviluppa come una struttura aperta su più piani L’elemento distintivo del Padiglione è la grande ‘fattoria verticale’, da cui si otterrà un raccolto quotidiano

ROMA (Italy) - Gli Stati Uniti presentano un Padiglione dinamico che mostra il ruolo unico dell’America nel futuro del cibo in tutto il mondo e crea una discussione globale sulla sfida di nutrire più di 9 miliardi di persone entro il 2050. Con il tema "Cibo Americano 2.0: Uniti per nutrire il Pianeta” il Padiglione racconta la storia del cibo americano – della sua innovazione, diversità e imprenditorialità - attraverso temi che includono la sicurezza alimentare e la politica, le relazioni internazionali, la scienza e la tecnologia, la nutrizione e la salute, oltre alla cultura culinaria. Progettato dal premiato architetto James Biber, il Padiglione USA rende omaggio alla ricca storia agricola dell'America con una struttura aperta delimitata da una grande zona agricola verticale da cui si otterrà un raccolto tutti i giorni. L'edificio, completamente sostenibile, dispone di una passerella in legno recuperato che proviene dal lungomare di Coney Island, di un’imponente video-installazione, di aree espositive interattive, di una terrazza panoramica, di spazi per i VIP e per la vendita al dettaglio.


Il Padiglione USA è basato su un concetto aperto, che ricorda le linee di un tradizionale granaio americano. Il Padiglione Americano mostra come la leadership americana in ambito alimentare globale sia responsabile e diversificata, la sostenibilità ottenuta attraverso la scienza, la tecnologia, l'innovazione e il libero scambio. Ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la passione per la cucina americana, i cuochi, i produttori e i prodotti; valorizzare il talento americano, la spontaneità e l'imprenditorialità e gli Stati Uniti come destinazione privilegiata per il business e il turismo; mettere in contatto persone e aziende negli Stati Uniti, in Italia, e in tutta Europa, basandosi su forti legami storici; e offrire a tutti un’esperienza divertente, coinvolgente, informativa e piacevole.

Dai campi alla tavola, nelle comunità locali e nel mondo globale, gli Stati Uniti stanno affrontando i temi della sostenibilità, della sicurezza alimentare, dell'accesso al cibo, della nutrizione, e dello spreco. La collaborazione tra il mondo del business e delle scienze statunitensi è schierato in prima linea per la sostenibilità e l’innovazione in ambito alimentare e in agricoltura per contribuire a nutrire il mondo e si stanno impegnando in questa direzione con l’Italia e in tutta Europa.

Il programma e gli eventi del Padiglione comprendono “Food Truck Nation”, una serie di furgoncini che servono innovativi cibi e bevande regionali americani; il ristorante James Beard nel centro di Milano, spettacoli di cucina americana grazie a un programma di talenti culinari americani che si rinnova periodicamente; e, infine, un programma per Studenti Ambassador grazie al quale 120 studenti universitari americani sono diventati le guide e i docenti per il Padiglione, gli eventi culturali e le conferenze. Gli Amici del Padiglione USA Milano 2015 - una collaborazione tra la James Beard Foundation e l'International Culinary Center, in collaborazione con la Camera di Commercio Americana in Italia – è stato selezionato dal Dipartimento di Stato americano per organizzare la presenza degli Stati Uniti a Expo.


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Expo 2015 apre i battenti, oggi la cerimonia di inaugurazione
Poche ore e si alza il sipario sull’Expo 2015. Tra polemiche, ritardi burocratici e lavori infiniti,
il sito è finalmente operativo e i Padiglioni pronti ad accogliere oltre 20 milioni di visitatori

ROMA (Italy) - Da domani Milano sarà al centro del mondo. Mancano poche ore, infatti, all’apertura di EXPO 2015, l’evento più controverso e dibattuto dell’anno. Scetticismo, scandali, discussioni e rivolte sono stati al centro dei mesi antecedenti questo 1° maggio.

Lo stesso Giuseppe Sala, commissario unico dell’evento ha espresso la propria preoccupazione circa le recenti proteste dei No Expo, “ma stiamo lavorando con la prefettura e le forze dell’ordine per essere pronti anche a questo - rassicura - e speriamo che non succeda niente. Expo è un evento fatto soprattutto per le famiglie e per i ragazzi”. Ad aggravare il sentimento di incertezza, però, sono stati i ritardi nella consegna dei padiglioni e i cantieri ancora in alto mare a pochi giorni dalla consegna. In realtà trenta dei cinquantaquattro paesi titolari avevano da tempo ultimato i propri padiglioni. Erano invece rimasti in ritardo Turchia, Russia, Indonesia, Italia e Nepal (l’unico che non è stato completato a causa dei recenti eventi che hanno scosso il paese).


“C’era scetticismo - continua Sala - ma il mondo crede in noi. La prova: 10 milioni di biglietti venduti, un record nella storia delle esposizioni universali. Non è mai successo prima di un’apertura che un numero così grande di persone avesse dichiarato la propria fiducia”. E sembra dunque che questa fiducia possa essere ripagata poiché a poche ore dall’inaugurazione Rho Fiera sembra essere pronta al taglio del nastro. Nonostante qualche rifinitura in meno e qualche semplificazione nell’architettura, infatti, Palazzo Italia aprirà regolarmente la mostra (a scapito dell’auditorium che dovrà aspettare ancora qualche giorno). La posa dei prati è stata ultimata e sono stati piantati oltre 40 mila tra alberi e arbusti. Anche l’Open Theatre da undicimila posti che ospiterà il Cirque du Soleil è finito.

La cerimonia d’inaugurazione avrà luogo questa sera, Giovedì 30, alle ore 21.15 e sarà trasmessa in diretta su Rai 1. Paolo Bonolis e Antonella Clerici condurranno l’evento in cui è previsto il concerto, in Piazza Duomo, di Andrea Bocelli mentre, poco più tardi, arriverà anche il saluto del Papa. Nel complesso, Expo 2015 sembra dare i suoi risultati, almeno per quanto riguarda i biglietti venduti. 20 mila ingressi assicurati, per ora e una ricaduta di 2 miliardi nell’indotto del turismo in territorio lombardo. Sembra che in arrivo ci siano un milione di cinesi e 8000 statunitensi.

A fare da protagonista sarà l’Organizzazione delle Nazioni Unite.
“Nutrire il pianeta. Energia per la vita”, infatti, è uno degli aspetti più importanti in cui l’ONU opera. 20 agenzie tra cui FAO, WFP e IFAD saranno presenti dal 1° maggio al 31 ottobre sotto la guida del Direttore Generale della FAO. “L’ONU è orgogliosa di essere qui a promuovere il tema della sicurezza alimentare” ha sottolineato il Segretario Generale Ban Ki-moon. Obiettivo primario della presenza di questi colossi della lotta alla fame nel mondo è instillare nei visitatori la fiducia nella possibilità di sconfiggere questo problema. “Tutti hanno un ruolo da svolgere, a partire dall’impegno a cambiare semplici gesti e pratiche quotidiane. Se lavoriamo insieme possiamo farcela”, continua il massimo rappresentante delle UN.

Proprio per la vicinanza del tema all’operato delle Nazioni Unite, per la prima volta nella storia delle Esposizioni Universali, non avranno un padiglione fisso ma una presenza orizzontale così da lanciare un messaggio diffuso in tutto il sito. 18 grandi installazioni, infatti, si articoleranno per raccontare i cinque elementi della Sfida Fame Zero che le agenzie in questione combattono ogni giorno. “Grandi cucchiai blu segnalano gli Spazi ONU, disseminati su tutto il sito di Expo, a partire dal Padiglione Zero, principale porta di accesso dove si prevede l’ingresso di circa il 40 per cento dei visitatori. Dei pannelli, anche chiamati ‘Stele ONU’, saranno presenti in tutto il Padiglione Zero e informeranno i visitatori, con una narrazione semplice, sul legame tra i contenuti ONU e quelli di ciascun’area espositiva. Le ‘Stele’ ONU evidenzieranno la sinergia tra il tema ‘Nutrire il Pianeta. Energia per la vita’ e una delle missioni fondamentali delle Nazioni Unite: garantire a tutte le persone il diritto ad avere cibo sicuro e nutriente per condurre una vita sana e produttiva, senza compromettere i bisogni delle generazioni future. (Marika Del Zotti)


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Al via le selezioni per oltre 5.000 nuove posizioni di lavoro per Expo Milano 2015
Hostess e steward, elettricisti, addetti agli allestimenti stand, camerieri, cuochi, cassieri e addetti alla biglietteria alcuni dei profili ricercati da ManpowerGroup, Official HR Premium Partner di Expo 2015

ROMA (Italy) - ManpowerGroup, Official HR Premium Partner di Expo Milano 2015,ha aperto in questi giorni la ricerca di 5.000 figure professionali per i Padiglioni dei Paesi. L'annuncio è stato dato oggi in occasionedella Expo Press Conference di fine anno organizzata presso l’Expo Gate di Piazza Castello a Milano.

ManpowerGroupsi occuperà della selezione e del reclutamento. Online su www.manpowergroup4expo.it tutte le nuovefigure professionali ricercate per conto delle aziende partecipanti a Expo Milano 2015. Le nuove opportunità di lavoro Addetti all'accoglienza e guida padiglione, Addetti alla cassa, Addetti allestimento stand, Elettricisti, Camerieri di sala, Commis di sala, Cuochi, Hostess e Steward, Pavillion managere vice direttori di padiglioni, Team leader accoglienza visitatori, Addetti alla sicurezza, Addetti biglietteria e controllo accessi/flussi, Autisti, Baristi, Camerieri ai piani, Guide turistiche, Interpreti, Receptionist hotel, Segretari di ricevimento, Sommelier.


“L’annuncio degli oltre 5.000 posti di lavoro rappresenta la dimostrazione concreta di come Expo Milano 2015 sia un’opportunità reale e tangibile per l’Italia, in particolare per i giovani”, sottolinea Stefano Scabbio, Amministratore Delegato di ManpowerGroup Italia e Iberia. “Riteniamo che questi - che sono fatti e non annunci – siano la risposta concreta a chi critica in modo non costruttivo: ManpowerGroup sta mettendo a disposizione le sue risorse migliori per selezionare, secondo un criterio di trasparenza ed equità, le figure che renderanno indimenticabile l’esperienza di Expo. Le 5.000 posizioni ricercate corrispondono a reali opportunità di lavoro, con contratti regolari e stipendi in media con il mercato: ma soprattutto rappresentano l’opportunità unica per coloro che saranno selezionati di vivere un’esperienza internazionale e coinvolgente senza lasciare il proprio Paese”.

Tra le competenze richieste per le nuove posizioni vi sono dinamismo, iniziativa, capacità di lavorare in gruppo e determinazione, ma anche disponibilità al lavoro su turni (compresi sabato e domenica e festività), conoscenza delle lingue (soprattutto inglese, tedesco e spagnolo ma anche molto richiesto cinese, arabo e russo), ottime capacità relazionali e di gestione dello stress. Per maggiori informazioni e per presentare la propria candidatura, il punto di riferimento è il portale www.manpowergroup4expo.it raggiungibile anche tramite smartphone e tablet. (Redazione)

Elenco in dettaglio delle figure a cui ci si può candidare sul sito www.manpowergroup4expo.it
Dal 19 Dicembre 2014

Addetti all'accoglienza e guida padiglione
Addetti alla cassa
Addetti allestimento stand
Elettricisti
Camerieri di sala
Commis di sala
Cuochi
Hostess/Steward
Pavillion managere vice direttori di padiglioni
Team leader accoglienza visitatori
Da Gennaio 2015

Addetti alla sicurezza
Addetti biglietteria e controllo accessi/flussi
Autisti
Baristi
Camerieri ai piani
Guide turistiche
Interpreti
Receptionist hotel
Segretari di ricevimento
Sommelier

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Expo 2015 a Milano, 147 paesi partecipanti affrontano il tema dominante: nutrire il pianeta
Centrale la partecipazione delle Nazioni Unite attraverso Wfp, Fao e Ifad
Già in vendita i ticket d'ingresso. L'Expo offre occasioni di lavoro riservate ai giovani

ROMA (Italy) - La sfida della “Fame Zero“, lanciata nel 2012 dal segretario delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, non è certo vinta. Lo dimostrano 805 milioni di esseri umani che sono ancora affamati. Oiettivo più prossimo, il dimezzamento entro il 2015 della percentuale di persone denutrite nei paesi in via di sviluppo. A raccogliere tutte queste cifre, la relazione annuale SOFI 2014 sull’insicurezza alimentare, pubblicata ieri da Fao, Ifad e Wfp, le tre agenzie dell’Onu che si occupano di alimentazione. Facile immaginare che il documento rappresenterà la base di partenza per la partecipazione delle Nazioni Unite a Expo Milano 2015.


L’Organizzazione delle Nazioni Unite - L'Onu è un organismo internazionale impegnato nel mantenimento della pace e della sicurezza a livello globale, nello sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni e nella promozione del progresso sociale, di più alti standard di vita e dei diritti umani. Fondata il 24 ottobre 1945, ne fanno parte 193 Stati membri utilizzando quale lingue ufficiali arabo, cinese, francese, inglese, russo, spagnolo.

In particolare, il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) è la piu’ grande Agenzia umanitaria al mondo, con il mandato di fornire assistenza alimentare ed intervenire nelle emergenze umanitarie con l’obiettivo di combattere la fame. Ogni anno, in media, raggiunge oltre 90 milioni di persone in circa 80 paesi.

Al WFP è affidata anche la gestione di UNHRD, un Network di Basi Operative di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite presenti nel mondo (Ghana, Italia, Emirati Arabi Uniti, Malesia, Panama, Spagna). Si occupa di stoccare e gestire beni di prima necessità per conto della comunità umanitaria con scorte strategiche sempre disponibili che UNHRD invia non appena si verifica un’emergenza. Attualmente, UNHRD fornisce supporto logistico e soluzioni per l’approvvigionamento a 59 partner tra cui Nazioni Unite, organizzazioni governative e non governative. Ogni anno, le sei Basi del Network inviano – per conto dei suoi partner – circa 7.000 tonnellate di beni di prima necessità (per un valore pari a 50 milioni di dollari). Creata nel 2000, quella di Brindisi è la prima Base del Network UNHRD e possiede strutture all’avanguardia per la formazione umanitaria in un contesto di simulazione “real life”.

Quest’anno l’Italia ha investito nella Base circa 4 milioni di euro (2 milioni di finanziamento diretto e 1,9 milioni per le operazioni della Cooperazione Italiana allo Sviluppo), risultando il principale donatore della Base brindisina.

Il Programma Alimentare Mondiale ospita presso la propria sede mondiale a Roma il Comitato Italiano WFP (Onlus), l’organizzazione no-profit nata nel 2005 per supportare il WFP attraverso iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi, a sostegno dei progetti di assistenza alimentare e delle operazioni di emergenza umanitaria dell’Agenzia. Cosi’ come il WFP, anche il WFP Italia è finanziato su base volontaria e si rivolge a chi – tra individui, aziende, enti, istituzioni – desidera contribuire attivamente per vincere la Sfida Fame Zero. Un supporto concreto nel raggiungere questi obiettivi è dato dalla Rappresentanza del WFP Italia ospitata presso UNHRD di Brindisi, che contribuisce ad organizzare iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi sul territorio pugliese.

La visione ONU per Expo 2015 - Il tema della partecipazione delle Nazioni Unite a Expo Milano 2015 è “Sfida Fame Zero. Uniti per un mondo sostenibile”. Questo concetto è racchiuso nella "Sfida Fame Zero", lanciata nel 2012 dal Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon. Il sistema delle Nazioni Unite diffonderà questa visione a Expo Milano 2015, dimostrando ai visitatori che è possibile porre fine alla fame nel mondo nell’arco della nostra esistenza, come questo obiettivo si possa raggiungere solo lavorando tutti insieme e come ognuno può e deve essere parte della soluzione. La "Sfida Fame Zero" consiste di cinque obiettivi: Zero bambini con deficit di sviluppo sotto i due anni - 100 % accesso a cibo adeguato, sempre - Tutti i sistemi alimentari sono sostenibili - 100 % aumento della produttività e del reddito dei piccoli agricoltori - Zero perdite o sprechi di cibo.

Il modello di partecipazione ONU - Per la prima volta nella storia delle esposizioni universali l’ONU non avrà un singolo padiglione, bensì una presenza diffusa con contenuti in numerose aree del sito espositivo. Diciotto grandi installazioni a forma di cucchiaio rappresenteranno i cinque obiettivi della Sfida Fame Zero, l’empowerment delle donne, la parità di genere e altri contenuti delle Nazioni Unite relativi alle aree tematiche di Expo. I cucchiai collegheranno i contenuti e gli eventi lungo l’itinerario Fame Zero dell’ONU.

Giornate ONU - Expo - Le Nazioni Unite celebreranno tre Giornate ONU a Expo Milano 2015, durante le quali gran parte dell’area espositiva assumerà i colori e i messaggi delle Nazioni Unite. Ogni Partecipante all’Esposizione Universale sarà invitato a unirsi al sistema ONU nel celebrare: La Giornata Mondiale dell’Ambiente (5 giugno) - La Giornata Mondiale Umanitaria (19 agosto) - La Giornata Mondiale dell'Alimentazione (16 ottobre).

Siete alla ricerca di un lavoro e puntate a Expo 2015? Fate attenzione: c’è un nuovo indirizzo a cui mandare il curriculum. Manpower, che dell’esposizione universale è partner per i servizi di reclutamento, selezione, formazione e gestione delle risorse umane, ha messo online il sito Manpowergroup4expo.it, che servirà a raccogliere tutte le candidature in vista del grande evento. Attraverso la piattaforma verranno prima di tutto assunti 650 lavoratori a tempo determinato e 195 tirocinanti che verranno impiegati sul sito espositivo e all’interno delle strutture della società Expo. Ma da qui passeranno anche le selezioni per le migliaia di posizioni che verranno aperte dai paesi partecipanti, a loro volta in cerca di personale da utilizzare nei padiglioni.

I ticket in vendita - L’annuncio ufficiale della messa in vendita dei biglietti è arrivato questo pomeriggio nel corso di una conferenza stampa nella sede Expo di via Rovello, a Milano. Nell’occasione è stato presentato anche il listino prezzi, che da qui all’inizio dell’esposizione universale (cioè fino al 30 aprile) propone a chi vuole accaparrarsi i primi tagliandi degli sconti. Nello specifico: per un adulto il ticket può costare 32 o 27 euro (a fare la differenza è la scelta di vincolare il biglietto a una data specifica o no), per uno studente 29 0 23 euro, per un anziano 25 o 20. Previsti anche dei “pacchetti famiglia“: per un nucleo composto da due adulti e due bambini il prezzo complessivo può scendere fino a 67 euro, più 10 euro per ogni bambino che si aggiunge. Entrano gratis, infine, gli accompagnatori dei disabili (ai quali sono riservati ticket a 16 o 13 euro) e i bimbi al di sotto dei 4 anni. (Giorgio Esposito)


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Expo Milano2015, al via il conto alla rovescia
Manca un anno all'apertura dell'esposizione universale. Dal 1 maggio al 31 ottobre 2015 Milano ospiterà rappresentanze da tutto il mondo, parola d'ordine: combattere la fame

MILANO (Italy) - Parte il conto alla rovescia per l'Expo 2015. “È possibile assicurare a tutta l'umanità un'alimentazione buona, sana, sufficiente e sostenibile?” Con questa domanda, il prossimo anno, dal 1 maggio al 31 ottobre, il capoluogo lombardo inaugurerà l'Esposizione Universale. Il fil rouge dell'evento saranno le 5 aree tematiche su cui si snoderanno le presentazioni e le esposizioni: alimentazione, sostenibilità, ricerca e sviluppo consentiranno un viaggio esplorativo per sviluppare e sostenere il dialogo sull'alimentazione.

“Nutrire il pianeta, energia per la vita” è lo slogan di questa edizione, che si propone, infatti, di affrontare il problema della nutrizione per l'uomo nel rispetto della terra nella quale vive e dalla quale attinge le sue risorse.


“Invitiamo – ha detto Giuseppe Sala, Commissario Unico per Expo Milano 2015 - tutti i Paesi partecipanti a considerare l’Esposizione Universale come una vera piattaforma di dialogo e scambio, in cui condividere prodotti, tecnologie e servizi, in grado di migliorare la qualità di vita delle persone e dell’ambiente in cui viviamo. Dobbiamo diffondere esperienze positive e di valore.”

Ad oggi i Partecipanti Ufficiali (Paesi e Organizzazioni Internazionali) sono 147 e ognuno porterà le proprie competenze (dall'agricoltura, alla ricerca, all'economia) per trovare modelli di sviluppo e assicurare all'umanità un'alimentazione sostenibile che sia in grado di tutelare l'ambiente. L'Esposizione Universale dunque, si presenta di fondamentale importanza non solo per le idee e i progetti di cui si farà ambasciatrice, grazie anche alla presenza del Wfp e delle altre Ong (Fao e Ifad) che, in Italia, grazie alla Base di Pronto Intervento Umanitario di Brindisi (Unhrd), opera attivamente ogni giorno per combattere la fame nel mondo, ma sarà anche un ottimo trampolino di lancio per le aziende italiane nel rilancio dell'economia.

Tutta la macchina organizzativa, sul lato pratico, aiuterà tanti italiani alla ricerca di un posto di lavoro. “Attualmente - ha affermato Sala - abbiamo 250 dipendenti diretti che nel 2015 diventeranno 800. Il prossimo anno le persone che ogni giorno lavoreranno sull'area saranno settemila, con un impatto sul territorio milanese di circa 60mila nuovi posti di lavoro che complessivamente diventeranno 191mila”. Dove saranno utilizzati questi posti? Principalmente nei settori delle costruzioni e dell'edilizia ma, nei sette mesi di esposizione saranno in svolgimento anche i settori del turismo, della comunicazione e dei servizi. Secondo le stime potrebbero nascere 10.622 nuove imprese tra i settori costruzioni, servizi di alloggio, ristorazione e trasporti. Carlo Sangalli, presidente della Camera di Commercio della città ospitante ha proposto una soluzione affinché queste imprese non siano attive solo nei mesi dell'expo. “Chiediamo agevolazioni fiscali per le imprese che dopo l'Expo manterranno i livelli occupazionali. Inoltre condividiamo la proposta dei sindacati per una cabina di regia per favorire formazione e assunzione”.

Cos'è l'Expo? Contrariamente a quanto possa sembrare, il termine Expo non riconduce ad una fiera, bensì ad una esposizione (dato il suo carattere non commerciale) tenutasi fin dalla metà del XIX secolo, ogni 5 anni, e prevede la partecipazione dei 157 Stati che hanno aderito al BIE ( Bureau International des Expositions), nato da una convenzione internazionale siglata a Parigi nel 1928 che regola la frequenza, la qualità e lo svolgimento di tale evento. Prima dell'accordo del 1928 era prevista un'unica tipologia di Esposizione, quella Universale; con gli anni, poi, si è venuta a creare l'esigenza di distinguere una tipologia di Expo primaria e una secondaria, ossia una Universale e una Internazionale. La prima categoria comprende Expo di più lunga durata (un semestre) e di argomenti più vasti argomenti, mentre la seconda è incentrata su un tema specifico e dura pochi mesi. La prima Esposizione, nel 1851, fu quella di Londra, ma la più conosciuta rimane quella di Parigi del 1889 dove fu presentata la Torre Eiffel. Il carattere architettonico dell'evento è forse uno dei più attesi: bancarelle alte quasi venti metri, merci strepitose, varietà negli stili, tutto incentrato sul carattere scenografico. (L'Italia, all'Esposizione del 2010 a Shanghai, portò una scarpa numero 96). Quest'anno, i padiglioni espositivi saranno ben 60, un record mondiale se si pensa che nel 2010 erano 42.
(Marika Del Zotti)


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