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L'assoluzione di Hosni Mubarak sconvolge l'Egitto!
Gli studenti indignati scendono in piazza per protestare

ROMA (Italy) - Arrestato nel 2011 e dichiarato colpevole nel giugno del 2012 con la accusa di corruzione e complicità per l'omicidio di 239 manifestanti in piazza Tahrir, l'ex presidente Hosni Mubarak il 29 novembre è stato prosciolto dalla Corte d'Assisi del Cairo con l'attenuante: “non doveva essere processato quindi, non sarà ne assolto ne condannato”. Il tribunale ha prosciolto anche i due figli di Mubarak, l'ex ministro dell'interno Habib al Adly e sei funzionari della sicurezza dello stato.

L'assoluzione del ex presidente egiziano ha suscitato molta rabbia in Egitto, la gente non ha dimenticato i trent'anni in cui l'ex rais ha governato come un despota e in particolare la popolazione non ha scordato nella mente e nel cuore le vittime della rivoluzione del Nilo nel 2011. Per denunciare l'attuale regime corrotto, molti studenti universitari il 30 novembre sono scesi nelle piazze di varie città della Repubblica Araba tra cui Alessandria e Assiut per fare sentire la loro voce, la voce di un popolo stanco di essere tradito dal proprio Governo.


È stata una sentenza che ha tradito le aspettative che nutrivano le famiglie di centinaia di vittime della rivolta egiziana, madri e padri, fratelli e sorelle che invano, soli con il proprio dolore per tre anni hanno atteso che fosse fatta giustizia. Il responso della Corte lascia sconvolti e allibiti, indignati di fronte a una cosi chiara disonestà e abuso da parte del regime, questo verdetto non fa altro che lanciare ancora più ombre su un sistema governativo che già non godeva di buoni consensi.

Nel 2011, quando la pressione dei militanti era unita e forte, il consiglio supremo allora reggente non aveva potuto far altro che cedere alle richieste popolari e mettere sotto processo Mubarak, i suoi figli e alcune autorità politiche. Significativo è che l'ex presidente, insieme ai suoi uomini è stato prosciolto nel momento in cui la rivoluzione si attenuata e ha perso corpo dopo il golpe del luglio 2013. Molti sono stati i giovani oppositori, che dopo aver contribuito a rovesciare ex leader dell'esecutivo sono stati condannati a dure e lunghe pene detentive per aver sfidato la rigida legge sulle proteste al governo del nuovo presidente Abdel Fattah al Sisi, che nei fatti si sta dimostrando più brutale del suo predecessore.

Molti vedono in questo assoluzione una cocente sconfitta, un tradimento per i tanti che il 25 gennaio di tre anni fa hanno perso la vita per difendere un ideale, per realizzare un sogno che vedeva il paese delle piramidi e dei faraoni affermarsi come un stato di diritto e un sistema libero, democratico.

Dopo l'appello, soprattutto nelle università si sono attivate e organizzati dei movimenti di protesta giovanili. Il 30 novembre gli studenti egiziani sono accorsi numerosi in piazza in varie città, al Cairo tremila persone hanno marciato su piazza Tahrir e su piazza Abdel Riad dove hanno trovato la polizia che con l'utilizzo di gas lacrimogeni, idranti e fucili a pallettoni ha cercato di smorzare la contestazione. Si contano due morti e l'arresto di almeno 85 persone, con l'accusa di aver violato la legge che vieta le manifestazioni non autorizzate con il minimo di tre giorni di anticipo.

Da più di due anni il Paese è sprovvisto di un parlamento, infatti nel giugno del 2012 la corte suprema ha sciolto l'assemblea eletta l'anno precedente e le prossime elezioni legislative non sono previste fino a marzo del 2015. L'attuale regime di Al Sisi ha esercitato e tuttora esercita un potere legislativo e esecutivo totale ed esclusivo che in ogni Stato di Diritto spetta al popolo. Finchè continuerà a persistere questo stato di corruzione è difficile pensare che le contestazioni cessino nel breve periodo. (Chiara Chiricò)


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Egitto: Hamas è fuorilegge. Il movimento islamico palestinese è messo al bando
Court bans activities of Islamist Hamas in Egypt

ROMA (Italy) - Il Tribunale per gli Affari Urgenti del Cairo ha messo al bando tutte le attivita' di Hamas in Egitto, e ha disposto la confisca dei suoi uffici e il congelamento dei beni posseduti in territorio egiziano dal gruppo radicale palestinese, che amministra la vicina Striscia di Gaza.

La decisione della magistratura egiziana fa seguito al bando dei Fratelli musulmani come gruppo terroristico, e alle accuse ad Hamas di contribuire ai numerosi attentati che hanno fatto seguito alla destituzione del presidente islamista Morsi del 3 luglio scorso. Attentati compiuti da gruppi jihadisti che hanno base nel Sinai, il cui confine con la Striscia di Gaza è sotto stretta sorveglianza da parte egiziana, che tenta di arginare i continui traffici illegali di armi e altre merci. Lo scorso 23 settembre un Tribunale del Cairo aveva decretato che anche i Fratelli Musulmani, vicini ad Hamas, fossero fuorilegge in Egitto.


"E' una decisione che nuoce all'immagine dell'Egitto e al suo ruolo nei confronti della causa palestinese", ha commentato da Gaza il portavoce Sami Abu Zuhri. "Rispecchia una forma di ostilita' contro la resistenza palestinese". Il verdetto ha concluso un procedimento che era stato innescato l'anno scorso da una denuncia, presentata da un collegio di avvocati locali, nella quale si chiedeva di porre Hamas fuori legge e di proclamarlo un'organizzazione terroristica al pari dei Fratelli Musulmani, con cui la fazione palestinese ha da sempre stretti rapporti: al punto che nel 2012, quando ancora era al potere il presidente islamista Mohamed Morsi, poi deposto tramite il colpo di stato militare del 3 luglio 2013, Hamas tenne proprio in Egitto le sue elezioni interne, peraltro coperte dal piu' assoluto segreto. Al Cairo vive tuttora uno dei suoi dirigenti principali, Musa Abu Marzouk, adesso a rischio di arresto.

Lo scorso 23 settembre un Tribunale del Cairo aveva decretato che anche i Fratelli Musulmani, vicini ad Hamas, fossero fuorilegge in Egitto, ordinando la confisca di tutti i beni dei loro membri. Già al bando sotto il regime di Hosni Mubarak, che però ne tollerava la partecipazione al Parlamento come indipendenti, i Fratelli Musulmani erano riconosciuti come organizzazione non governativa dal marzo dello scorso anno. Il loro riconoscimento era andato di pari passo con l'elezione alla presidenza dell'Egitto dell'islamico Mohammed Morsi, deposto lo scorso 3 luglio dai militari. I rapporti tra Hamas, che controlla la Striscia di Gaza dal 2006, e le autorità egiziane sono peggiorati dalla deposizione di Morsi nel luglio scorso. Il governo ad interim sostenuto dai militari ha infatti accusato il movimento palestinese di sostenere i miliziani che, nel dopo Morsi, hanno intensificato i loro attacchi contro le forze della sicurezza egiziana nella Penisola del Sinai. Hamas ha ripetutamente negato qualsiasi coinvolgimento negli attentati.

Le tensioni tra il movimento islamico e le autorità egiziane si sono esacerbate anche in seguito alla campagna avviata dall'esercito del Cairo per la distruzione dei tunnel che permettono il trasferimento di beni e carburante ai 1,7 milioni di palestinesi che nella Striscia di Gaza vivono sotto l'assedio imposto da Israele dal 2007, oltre che per la frequente chiusura del valico di Rafah.
Le autorità egiziane accusano inoltre i membri di Hamas di essere coinvolti in una serie di evasioni dalle carceri egiziane durante la rivoluzione del 25 gennaio 2011 che ha portato alla deposizione del regime di Hosni Mubarak. L'ex presidente Morsi, inoltre, sta affrontando un processo con l'accusa di spionaggio a favore di Hamas, oltre che dell'Iran. Anche in questo caso, il movimento islamico palestinese ha negato di aver collaborato illegalmente con Morsi o di avere un ruolo nelle evasioni. (Redazione - 4 marzo 2014 ore 17.00)

Islamist militants based in Egypt's Sinai region, which has a border with Gaza, have stepped up attacks on police and soldiers since Mursi's political demise. Hundreds have been killed by an insurgency that has spread to other parts of Egypt, the largest and most populous Arab country. Since seizing power in Egypt last summer, Egypt's military has crippled the Gaza economy by destroying most of the 1,200 tunnels used to smuggle food, cars and weapons to the coastal enclave, which is under an Israeli blockade.

Egyptian officials say it could take years to undermine Hamas. But they believe working with Hamas's main Palestinian political rival, the Western-backed Fatah movement, and supporting popular anti-Hamas activities in Gaza will weaken the group, several security and diplomatic officials said. In early January, Cairo publicly hosted the first conference of a new anti-Hamas youth group called Tamarud "Rebel"), the same name used by the Egyptian youth movement that spearheaded last year's mass protests against Mursi.

Members of the Palestinian Tamarud stood with the Palestinian flag wrapped around their necks to highlight what they called Hamas's crimes against activists in Gaza. Hamas seized control of the Gaza Strip in 2007 after a brief civil war against Fatah, which is led by Palestinian President Mahmoud Abbas. Egyptian officials said Hamas would now face growing unrest in Gaza similar to that in Egypt which has overthrown two presidents since the Arab Spring in 2011. Cairo plans to support opposition activism in Gaza to try to cripple Hamas.


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Egitto, nella guerra fraticida emerge la storia di una ragazza costretta a partorire con le manette
La vicenda di Dahab Abdel Hamid, 19 anni, arrestata dalla polizia nel corso di una manifestazione a pochi giorni dal parto. Alla bimba la giovane mamma ha dato il nome di "Libertà"

ROMA (Italy) - Commuove, indigna e ha già fatto il giro del mondo grazie al web e ai social network, la foto di una ragazza egiziana ammanettata su una barella poco dopo aver partorito. La giovane, Dahab Abdel Hamid, 19 anni, è stata arrestata dalla polizia a margine di una manifestazione al Cairo dei sostenitori del deposto presidente Mohamed Morsi, nonostante fosse ormai prossima al parto. E, proprio mentre era in stato di fermo, ha dato alla luce, con taglio cesareo, una bimba.

Intanto, l'attentato contro il bus turistico costato la vita a 25 coreani in vacanza nel paese delle piramidi, è stato rivendicato da Al Qaeda che ha esordito: “Solo un avvertimento”. Corre su Twitter, infatti, la minaccia del gruppo terroristico egiziano mandante dell’attacco nel Mar Rosso: “I turisti lascino il Paese entro 4 giorni”.


Avanti con la "rivoluzione pacifica". E' l'appello che il deposto presidente egiziano, Mohamed Morsi, ha rivolto ai suoi sostenitori nel corso della seconda udienza del processo che lo vede imputato per l'evasione dal carcere di Wadi Natrun nel 2011. Morsi, che ha lanciato l'appello da dietro le sbarre, è imputato insieme ad altri 130 membri dei Fratelli Musulmani. "Mi rivolgo al popolo chiedendogli di continuare la rivoluzione pacifica - ha detto l'ex presidente Morsi -. Questo processo è nullo e incostituzionale". La difesa di Morsi ha poi chiesto la ricusazione dei giudici. "Gli autori del colpo di Stato saranno giudicati senza pietà", ha detto oggi l'ex presidente egiziano Mohamed Morsi davanti ai giudici nel corso dell'udienza del processo per la sua evasione dal carcere di Wadi Natrun nel 2011. "Le rivoluzioni della primavera araba trionferanno. Ero e continuo ad essere ancora il presidente della Repubblica", ha aggiunto Morsi dalla gabbia degli accusati.

E dopo il terribile attentato all'autobus turistico, i qaedisti egiziani sono protagonisti di una fiammata di attacchi, compresi quelli al Cairo del 24 gennaio scorso, i primi nella storia della capitale. E rimane quanto comunicato dalla Farnesina il 27 gennaio scorso. Sul sito `viaggiaresicuri.it´ resta valido il "warning" dove vengono sconsigliati i viaggi non indispensabili nel Paese con destinazioni diverse dai resort situati nelle località turistiche del Mar Rosso, in quelle dell’alto Egitto ed in quelle della Costa Mediterranea.

"Non sottovalutiamo le minacce, ma siamo in contatto costante con il ministero del Turismo egiziano e abbiamo avuto rassicurazioni che il governo del Cairo sta tenendo sotto controllo la situazione", ha affermato all’ANSA Fortunato Giovannoni, presidente di Fiavet, federazione italiana associazioni imprese, viaggi e turismo, aderente a Confcommercio. "Quello che consigliamo ai turisti è di rimanere nelle strutture e di evitare le escursioni fuori dai resort perché sono pericolose - continua Giovannoni -. Ai nostri clienti chiediamo di proseguire la loro settimana con tranquillità". "Attualmente in Egitto ci risultano essere tra i settemila e gli ottomila turisti italiani - prosegue il presidente di Fiavet -. La maggior parte di loro si trova nelle zone di villeggiatura nel Mar Rosso, nel Sinai, in particolare a Sharm el Sheik, mentre destinazioni sul Cairo attualmente non ci risultano essere". Giovannoni assicura comunque che verrà fornito sostengo ai turisti: "Speriamo che non succeda nulla, ma ripeto, non sottovalutiamo le minacce".

E stando dell’Ente del turismo egiziano lo scorso anno si è registrato un calo del 29,9%, con 504.110 italiani accolti nel Paese nordafricano: numeri - precisa l’Ente - molto inferiori a quelli dell’anno precedente, ma che comunque testimoniano del grande fascino che l’Egitto continua a esercitare sui viaggiatori della Penisola. (Redazione - 24 febbraio 2014 ore 12.00)


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Egitto, esplosione su un bus di turisti alla frontiera con Israele, 5 morti e 30 feriti
Il commando terrorista ha attaccato un gruppo di sud coreani in transito. L'avviso di sicurezza del Ministero

ROMA (Italy) - Sale ancora il bilancio dell’esplosione di un bus turistico nel Sinai, a Taba, al confine tra Egitto e Israele. Fonti militari egiziane hanno riferito che i morti sono cinque, quattro turisti sudcoreani e l’autista egiziano del mezzo, saltato in aria per l’esplosione di una bomba sulla strada azionata con un telecomando o di un’autobomba.

I feriti sarebbero una ventina. Sul bus viaggiavano 33 turisti sudcoreani, reduci da una visita al monastero greco ortodosso di Santa Caterina. Ambulanze israeliane sono accorse sul posto. Finora tra le vittime non sono stati trovati italiani, ha riferito la Farnesina. Non è ancora chiaro se a causare l’esplosione sia stato un ordigno piazzato sul ciglio della strada oppure un kamikaze. L’ingresso di israeliani nel Sinai viene adesso impedito. L'avviso di sicurezza del Ministero degli Esteri italiano.


Il quotidiano Al Ahram riporta addirittura che a centrare l’autobus è stato un missile. L’aeroporto di Taba è stato chiuso per ragioni di sicurezza. Una rivendicazione, secondo Ynetnews.com, è arrivata dal gruppo terrorista Ansar Bait al-Maqdis ma nell’area regna ormai l’instabilità da quando al Cairo è stato deposto il presidente Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani.

Ministero degli Esteri italiano - Si continua a registrare un clima di instabilità e turbolenza che spesso sfocia, come dimostrato da ultimo dagli eventi occorsi in occasione delle celebrazioni per il terzo anniversario del 25 gennaio, in confronti di piazza ed in azioni ostili o di stampo terroristico in diverse aree del Paese. Tale perdurante e difficile fase di transizione che sta vivendo l'Egitto da diversi mesi, non consente inoltre di poter escludere la possibilità di azioni ostili o di stampo terroristico in tutto il Paese, eventualità di cui ogni connazionale che si rechi in Egitto, anche nelle aree turistiche, deve essere pienamente consapevole. Più in dettaglio, la situazione appare ancora problematica nella regione al confine con la Striscia di Gaza, oltre che al Cairo, ad Alessandria e nelle altre principali città del Delta e del Canale di Suez. In particolare nel nord della Penisola del Sinai, si registra uno stato di tensione significativo dovuto innanzitutto all'attività di cellule terroristiche jihadiste che spesso sfociano in attentati e scontri armati con le forze di sicurezza egiziane: ciò impone estrema cautela data la prossimità di alcune note aree a vocazione turistica molto frequentate da internazionali, nelle quali anche le autorità egiziane hanno di recente intensificato i controlli. Altro fattore di rischio nella Penisola del Sinai e' legato alla presenza di tribù beduine che si sono in passato rese responsabili di atti di intimidazione e di violenza come blocchi stradali (che hanno coinvolto anche gruppi connazionali), ripetuti sequestri, anche di turisti, in particolare nella zona di Nuweiba e in direzione del monastero di Santa Caterina. In tale contesto, si continua pertanto a suggerire di evitare escursioni fuori dalle istallazioni turistiche ed attenersi tassativamente alle indicazioni diramate dalle autorità locali.

"Contenere le manifestazioni dei Fratelli Musulmani non è complicato, il vero problema è il Sinai" ammetteva una fonte vicina all’esercito egiziano. Oggi è arrivata la conferma con i gruppi islamisti che per la prima volta hanno colpito turisti facendo scattare il livello di allerta nelle finora indenni località turistiche sul mar Rosso, da Sharm el Sheikh a Taba, e nei porti commerciali.

"Non ci sono prove dei legami tra i gruppi jihadisti del Sinai come Ansar al-Sharia, Tawhid wal-Jihad e Takfir wal-Hijra con i Fratelli Musulmani, ritenuti dai radicali troppo soft" spiega una fonte della sicurezza egiziana che parla di almeno 9 campi di addestramento nella penisola e di un esercito tra i 1000 e i 2000 uomini. Ma, al di là delle affermazioni del leader dei Fratelli Mohamed el-Beltagy, che prima di essere arrestato ripeteva come gli attentati in Sinai sarebbero terminati una volta reinsediato Morsi al suo posto, è indubbio che le milizie fondamentaliste abbiano approfittato della confusione degli ultimi mesi. Prima, contando sulla involontaria complicità dell’esercito, che pur di mettere in difficoltà il presidente Morsi, lasciava loro campo libero. Ora facendo leva sul nervo scoperto degli islamisti per la rimozione del governo dei Fratelli Musulmani e denunciando la complicità tra l’esercito egiziano e lo stato sionista, alleati nella repressione della violenza in Sinai (il gruppo Al’ Salafiyaa Al’ Jihadiyya ha appena riempito i forum jiahdisti di minacce di morte verso chiunque collabori con l’esercito egiziano). (Redazione - 16 febbraio 2014 ore 18.00)


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Egitto, il governo dichiara terroristi i "Fratelli Musulmani"
I seguaci di Morsi "fuorilegge" incendiano l'università di Giza

IL CAIRO (Egitto) - Il governo egiziano ha apertamente dichiarato i Fratelli Musulmani un gruppo terroristico. Lo ha reso noto Hossam Eissa, ministro dell'Istruzione superiore in veste di portavoce dello Stato.

Il definitivo punto di rottura è arrivato dopo l'attentato dello scorso lunedì al quartier generale della polizia a Mansura, che ha provocato la morte di 14 persone (tra cui 8 agenti) e quasi 130 feriti. Secondo una prima ricostruzione dei fatti sarebbero esplosi, nella notte tra lunedì e martedì, due ordigni nei pressi della sede di una direzione di sicurezza: uno piazzato all'interno dell'edificio ed uno in un'autovettura, mentre una terza bomba è stata prontamente disinnescata. Oltre ai numerosi morti, le bombe avrebbero provocato il crollo di un'ala del palazzo di cinque piani al centro della città e altri gravi danni agli edifici limitrofi.


Il premier Hazem al-Beblawi è subito intervenuto denunciando l'atto terroristico atto ad impedire i programmi definiti dopo la deposizione del leader dei fratelli musulmani e, infatti, l'opinione pubblica si è subito schierata contro la Fratellanza ritenendo il gesto una vendetta per la deposizione dello scorso 3 luglio di Mohamed Morsi. Ovviamente i “presunti responsabili” negano ogni legame con l'accaduto che invece è stato rivendicato da un gruppo, Ansar Beit al-Maqdis che si ispira ad al-Qaeda.

Ma quali sono le conseguenze dell'attentato? In primo luogo, un'azione tanto cruenta (tanto che, lo stesso premier lo ha definito “il peggior tipo di terrorismo contro lo Stato”) ha messo ulteriormente a repentaglio il già vacillante piano politico. Il ministro dell'interno Mohamed Ibraim, in merito a ciò, ha avviato un'inchiesta immediata per trovare i responsabili. Intanto il timore è rivolto al 14 e 15 gennaio, giornate in cui è in programma un referendum circa la nuova Costituzione. Beblawi, però, si mostra fiducioso circa l'afflusso al voto, dichiarando che “la Fratellanza ha mostrato oggi il suo cattivo viso di gruppo terroristico che sparge sangue ma non piegheranno la nostra determinazione ad andare avanti con la realizzazione della roadmap e non scoraggeranno la gente ad andare in massa alle urne durante il referendum”. In secondo luogo, poi, marchiare la Fratellanza come associazione terroristica comporta l'allontanamento di essa da tutte le attività, “incluse le dimostrazioni”, secondo quanto affermato dal ministro della Solidarietà sociale, Ahmed el-Borai. Così facendo, nei prossimi giorni si potrebbero creare ulteriori disordini, poiché, da una parte le forze armate hanno il diritto di agire contro ogni tipo di reazionismo e dall'altra, i Fratelli Musulmani hanno già dichiarato “non valide” le normative e hanno espresso la loro totale intenzione di continuare a dimostrare. Ibrahim Elsayed, componente del partito Libertà e Giustizia ha dichiarato che l'annuncio non avrà impatto sul lavoro del gruppo, perché, questo, ha continuato ad esistere con una visione moderata dell'Islam nonostante abbia già ripetutamente conosciuto la repressione da parte del governo. “È come se questa decisione non fosse mai avvenuta - ha concluso - non ha valore per noi e vale solo la carta su cui è scritta”.

E la risposta dei "Fratelli" oramai fuorilegge, non si è fatta attendere. Nella mattinata di sabato, una manifestazione studentesca indetta a Giza, il sobborgo dove ha sede l’università Al Azhar, dai Fratelli musulmani è sfociata in scontri di piazza: la polizia, che registra tre feriti tra le sue fila, ha fermato quasi una settantina di persone (sette sono ragazze) e fonti del ministero della Salute confermano la morte di un giovane studente e il ferimento di almeno 14. La notizia è stata data all'agenzia d'informazione 'Anadolu' da Mahmoud al-Azhari, portavoce del gruppo 'Studenti contro il Golpe', schierato con il movimento islamico di Mohammed Morsi. L'università al Azhar è uno dei principali centri di studio dell’Islam sunnita e da qui sono partite le grandi ondate di proteste nate dopo la destituzione, il 3 luglio scorso, del presidente Morsi. Con lo studente morto oggi, sale a 6 il bilancio delle vittime della nuova 'Settimana dell'Ira', proclamata dai Fratelli musulmani contro il regime sostenuto dalla Forze armate. (Marika Del Zotti - 29 dicembre 2013 ore 17.00)


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