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Afghanistan, dieci anni fa il terribile attentato di Nassiriya
Gli italiani a gran voce: "diciannove eroi immolati in una guerra che non ci appartiene..."

ROMA (Italy) - Quel 12 novembre 2003 è la data del terribile attentato di Nassiriya, data in cui un camion pieno di esplosivo quantificato in circa 300 chili, iniziò una corsa pazza contro la base italiana del luogo, forzò i cancelli di entrata e proseguì la sua corsa impazzita e fino a farsi scoppiare per mano di un Kamikaze innanzi alla base italiana “Maestrale”, una palazzina di tre piani, del MULTINATIONAL SPECIALIZED UNIT, una base di carabinieri con sede proprio nel centro di Nassiriya, in Iraq. Fu un’Apocalisse! …
Immagini orribili di tante vite innocenti strappate alla vita e dilaniate dallo scoppio. La notizia di quell’attentato arrivò in Italia alle 8:45 del mattino, mentre a Nassiriya erano le 10:45. La devastazione nella zona limitrofa fu inevitabile, visto anche la vicinanza di un deposito di munizioni.


Quel 12 novembre 2003 è diventata una data davvero dolorosa per la nostra nazione, una data entrata nei libri di storia e che mai nessuno potrà dimenticare! Una delle pagine più tristi, una di quelle che mai si sarebbe voluta scrivere … In quel giorno indimenticabile, 28 persone impegnate nella missione “Antica Babilonia”, persero la vita in una manciata di secondi, 19 di esse erano giovani italiani in missione in terra straniera.

Gli italiani erano 2 civili, 5 militari e 12 carabinieri. In Italia, in poco tempo, tante vedove, tanti bambini orfani, tante madri con nel cuore il dolore più grande: fu subito strazio e dolore! Il Presidente della Repubblica Napolitano ha ricordato questa brutta pagina di storia italiana con queste parole “Omaggio a tutti coloro che hanno perso la vita adempiendo con onore al proprio dovere”. Elio Vito, Presidente della Commissione di Difesa della Camera dei deputati, in apertura dei lavori di Commissione, ha ricordato e commemorato la “strage di Nassiriya”, con queste parole. “In quel giorno persero la vita diciannove connazionali impegnati in Iraq in una missione incentrata sui valori della pace, della democrazia, e della tutela dei diritti e delle libertà fondamentali contro la minaccia terroristica ed ogni forma di violazione della dignità della persona umana!”. Quindi il Presidente ha espresso e rinnovato il cordoglio alle famiglie delle vittime, sottolineando l’alto prezzo pagato da queste persone in nome della patria. Il Ministro della Difesa Mario Mauro, ricordando quella strage come una missione di pace, donerà in serata una medaglia ai familiari delle vittime come simbolo del ricordo del tremendo sacrificio dei loro cari. (Federica Pignataro - 12 novembre 2013 ore 12.00)

Il 12 novembre 2003, alle ore 10.40 locali, le 08.40 in Italia, un camion cisterna pieno di esplosivo scoppiò davanti la base MSU (Multinational Specialized Unit) italiana dei Carabinieri, a Nassiriya, provocando l’esplosione del deposito munizioni della base e la morte di 19 persone: due civili, il regista Stefano Rolla, che si trovava sul luogo per girare uno sceneggiato sulla ricostruzione a Nasiriyya da parte dei soldati italiani, nonché i militari dell’esercito italiano di scorta alla troupe che si erano fermati lì per una sosta logistica, e il cooperator internazionale Marco Beci; i cinque militari dell’Esercito Italiano assegnati come scorta a Rolla – il capitano Massimo Ficuciello, il maresciallo capo Silvio Olla, il primo caporal maggiore Alessandro Carrisi, il caporal maggiore capo scelto Emanuele Ferraro e il caporal maggiore Pietro Petrucci.

Nell’attacco kamikaze perirono anche 12 carabinieri: Massimiliano Bruno, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte; Giovanni Cavallaro, sottotenente; Giuseppe Coletta, brigadiere; Andrea Filippa, appuntato; Enzo Fregosi, maresciallo luogotenente; Daniele Ghione, maresciallo capo; Horacio Majorana, appuntato; Ivan Ghitti, brigadiere; Domenico Intravaia, vice brigadiere; Filippo Merlino, sottotenente; Alfio Ragazzi, maresciallo aiutante, Medaglia d’Oro di Benemerito della cultura e dell’arte; Alfonso Trincone, Maresciallo aiutante.


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