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Redazione
Somalia, la volontaria Silvia Romano finalmente libera a più di un anno e mezzo dal rapimento
in Kenya per mano di al-Shabaab. Ecco chi è Silvia e chi sono i suoi rapitori


ROMA (Italy) - Somalia, la volontaria Silvia Romano finalmente libera a più di un anno e mezzo dal rapimento in Kenya per mano di al-Shabaab. Fonti somale confermano la sua conversione all'Islam. Ma ecco chi è Silvia e chi sono i suoi rapitori. All'arrivo a Ciampino è stata accolta da istituzioni e familiari. "Mi sono convertita all'Islam, è stata una mia libera scelta", e sono sempre stata "trattata bene" dai sequestratori senza aver mai subito violenze nei 15 lunghi mesi di prigionia trascorsi nelle mani dei jihadisti di Al Shabab in Somalia. La volontaria ha anche spiegato di non essere stata costretta ad alcun matrimonio. L'italiana è stata liberata ieri dopo un anno e mezzo di prigionia: sequestrata in Kenya, è stata ceduta a un gruppo di Al Shabaab e trasferita in Somalia. Tre dei sequestratori - Moses Luwali Chembe, Abdalla Gababa Wario e Ibraihm Adam Omar - sono stati arrestati e in attesa di processo. Uno dei tre, Adam Omar, in libertà su cauzione e considerato l'uomo più pericoloso dei tre, è latitante, ha fatto perdere le sue tracce.

Polemiche continue ed atroci sul riscatto che l'Italia avrebbe pagato per la volontaria Silvia Romano. Affondo anche da parte dell'Europa. L’Alto rappresentante della UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, ha definito "un problema" la scelta dell'Italia di pagare un riscatto ai terroristi somali. Ma chi sono i criminali che hanno sequestrato Silvia Romano, rientrata in Italia "con una contestatissima conversione alla religione islamica". In Somalia, ritenuto il paese più ingovernabile del mondo, dopo i “signori della guerra”, hanno preso potere i fondamentalisti di "al-Shabaab" che, nati nel 2006, sono da sempre nella lista delle organizzazioni terroristiche fedeli ad al-Qaeda. Suo obiettivo, instaurare la legge islamica "sharia". Tra gli attentati più sanguinosi c'è quello del 2013 al centro commerciale di Nairobi con 67 morti. Nel 2015 colpito un campus universitario in Kenya con 147 giovani morti. 2018 autobomba a Mogadiscio 85 morti. 30 settembre 2019 attacco alla base americana nell'aeroporto di Baledogle. Stesso giorno a Mogadiscio bomba contro un convoglio di mezzi militari italiani. Ha le proprie basi nei territori più poveri.

Somalia, la volontaria Silvia Romano finalmente libera a più di un anno e mezzo dal rapimento in Kenya per mano di al-Shabaab. Confermata la sua conversione all'Islam. Ma ecco chi è Silvia e chi sono i suoi rapitori. All'arrivo a Ciampino è stata accolta da istituzioni e familiari. "Ho imparato l'arabo e a metà prigionia ho letto il Corano. Mi sono convertita all'Islam, è stata una mia libera scelta", e sono sempre stata "trattata bene" dai sequestratori senza aver mai subito violenze nei 15 lunghi mesi di prigionia trascorsi nelle mani dei jihadisti di Al Shabab in Somalia. La volontaria ha anche spiegato di non essere stata costretta ad alcun matrimonio. L'italiana è stata liberata ieri dopo un anno e mezzo di prigionia: sequestrata in Kenya, è stata ceduta a un gruppo di Al Shabaab e trasferita in Somalia. Tre dei sequestratori - Moses Luwali Chembe, Abdalla Gababa Wario e Ibraihm Adam Omar - sono stati arrestati e in attesa di processo. Uno dei tre, Adam Omar, in libertà su cauzione e considerato l'uomo più pericoloso dei tre, è latitante, ha fatto perdere le sue tracce.

Chi è Silvia Romano, la giovane rapita in Kenya - Ha 25 anni anni ed è andata in Africa come la volontaria dell'associazione Africa Milele Onlus, una piccola organizzazione. Silvia è stata rapita alle 20 di martedì 20 novembre nella contea di Kilifi, in Kenya ed è stata liberata il 9 maggio grazie al lavoro dell'intelligence italiana. Non era la prima volta che la 23enne andava in Kenya, ci era già stata altre volte. Dai primi di novembre si trovava lì in qualità di volontario della Onlus Africa Milele, che opera nel Paese africano su progetti di sostegno all'infanzia. Silvia si è laureata pochi mesi prima del sequestro, nel febbraio 2018, in una scuola per mediatori linguistici per la sicurezza e la difesa sociale con una tesi sulla tratta di esseri umani. Ma la sua passione è anche il fitness: aveva iniziato a lavorare nella palestra 'Pro Patria 1883' di Milano per poi passare alla 'Zero Gravity', dove uno dei responsabili la ricorda come una ragazza che "ama i bambini, la ginnastica" ed è "portata ad aiutare la gente". Da collaboratrice-istruttrice aveva tenuto anche un campus estivo per i bambini.

I rapitori che imperversano in Africa hanno firmato attentati e stragi, ora il gruppo terroristico islamista al-Shabaab è entrato anche nella storia del rapimento di Silvia Romano. Emersi nel 2006 dopo la sconfitta dell'Unione delle Corti Islamiche da parte del Governo Federale di Transizione, gli al-Shabaab, 'i Giovani', dal 2008 sono nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Usa e nel 2012 hanno giurato fedeltà al-Qaeda. Tra gli attentati più sanguinosi ci sono quello al centro commerciale Westgate a Nairobi che nel settembre del 2013 costò la vita a 67 persone, quello dell'aprile 2015 contro un campus universitario in Kenya, con un bilancio di almeno 147 morti, e quello del dicembre 2018 con l'autobomba che a Mogadiscio ha fatto almeno 85 morti. E' dello scorso settembre invece l'attacco degli al-Shabaab contro la base americana all'aeroporto militare di Baledogle nello stesso giorno in cui a Mogadiscio una bomba è esplosa al passaggio di un convoglio di mezzi militari italiani. Fra gli obiettivi del gruppo, quello di instaurare in Somalia la sharia, la legge islamica. Espulso da Mogadiscio nell'agosto 2011 e dal porto di Kismayo nel settembre 2012, il movimento terroristico e criminale islamico controlla ancora zone rurali del Paese.


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