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Redazione
Affitto case per periodi brevi, arrivano le stangate per i furbi: 100mila euro di multa per chi non è a norma
Giro di vite del governo sugli affitti brevi, multe salate anche per gli alloggi offerti irregolarmente su piattaforme web

ROMA (Italy) - Multe salate da centomila euro ma non solo. Contro l'abusivismo nel campo degli affitti brevi, il governo è pronto ad introdurre anche un codice identificativo per le strutture ricettive, compresi gli alloggi affittati su piattaforma web, scrive lo Studio Cataldi. E' una realtà sempre più diffusa quella dell'home sharing che consente di condividere la propria casa con turisti e viaggiatori che vogliono soggiornare per periodi brevi. Ora arrivano i provvedimenti del governo per contrastare l'abusivismo: tutte le strutture ricettive, comprese le case affittate on line, dovranno munirsi di un codice identificativo. Per chi non lo usa scattano multe salate fino a 100mila euro, come accade in Inghilterra e Francia.

"Case e affitti online: "entro l'estate" il codice identificativo anti-abusivi - Un codice identificativo per ogni struttura ricettiva, compresi gli appartamenti affittati online volto a contrastare l'abusivismo e l'illegalità dilagante in materia di affitti turistici. La metà delle case vacanza, infatti, sono affittate in modo irregolare. E' questo il risultato dei controlli eseguiti dalla Guardia di Finanza su seconde e terze case nelle maggiori località balneari, di montagna e città d’arte. Dalla Puglia alla Toscana passando per Campania e Lazio, la metà delle case in affitto risultano "irregolari" con guai seri per i locatari ed affittuari.

Un comportamento illegale al quale il Governo pone un serio Alt - scrive lo Studio Cataldi - con il codice identificativo che si usa già in altri Paesi, come l'Inghilterra e la Francia e anche in Italia si sta sperimentando In Lombardia, in particolare, una delibera ha previsto che dallo scorso primo settembre chi affitta stanze o interi appartamenti su piattaforme online dovrà indicare sugli annunci di pubblicità, promozione e commercializzazione un codice identificativo di riconoscimento (Cir), con multe da 2500 euro per chi non si mette in regola. Il codice garantisce che l'host ha dato comunicazione di inizio attività al comune di competenza e ha adempiuto a tutti gli obblighi stabiliti. Tra gli adempimenti previsti oltre alla comunicazione di inizio attività e all'ottenimento delle credenziali per la trasmissione dei dati turistici, ai gestori toccherà accreditarsi per la denuncia degli ospiti in base alle indicazioni dell'autorità di pubblica sicurezza, rispettando alcuni standard qualitativi essenziali (oltre a quelli fiscali e di sicurezza).

La delega rappresenta un tassello essenziale per il contrasto agli abusivi e agli affitti delle case vacanza senza il pagamento regolare delle tasse, ad esempio quella di soggiorno. Come preannunciato, il tema sarà centrale nel dialogo tra Stato e Regioni, in quanto la competenza prioritaria rimane proprio a carico di queste ultime.

In attesa della stretta del Governo, infatti, diverse Regioni hanno già sperimentato il sistema del codice identificativo. In particolare, le ultime a legiferare sul tema sono state Toscana e Lombardia: mentre la prima ha fatto scattare l'obbligo del codice "Cir" (Codice Identificativo Regionale) dallo scorso 1° marzo, l'altra ha attivato la novità dallo scorso 1° novembre con l'obbligo per tutte le strutture ricettive extralberghiere.

Tuttavia, regole diverse da Regione a Regione non hanno mancato di ingenerare problematiche e confusione. Per questo il Ministro Centinaio dovrà ora dialogare e mettere d'accordo le realtà territoriali puntando all'adozione di una disciplina il più possibile uniforme, estendendo il codice identificativo anche alle altre Regioni e sviluppando una metodologia che assicuri la tracciabilità di ogni locazione anche per il Fisco.


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