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Giorgio Esposito
La "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne 2019" sempre più macchiata di sangue
Aumentano i femminicidi, 142 donne uccise nel 2018 e i casi di violenza di genere in Italia
I dati Eures sulle violenze sono raccapriccianti e quelli sessuali restano drammatici anche per le giovanissime

ROMA (Italy) - Aumentano i casi di violenza di genere in Italia, nel 2018 sono 142 le donne uccise (+0,7%), 119 in famiglia (+6,3%). E' quanto rileva il Rapporto Eures 2019 su 'Femminicidio e violenza di genere in Italia'. Mai, rileva il rapporto, è stata registrata una percentuale così alta di vittime femminili. Gelosia e possesso ancora il movente principale. In aumento anche le denunce per violenza sessuale, stalking e maltrattamenti in famiglia. In termini relativi le vittime femminili raggiungono nel 2018 il valore più alto mai censito in Italia, attestandosi sul 40,3%, a fronte del 35,6% dell’anno precedente. Sono invece 94 gli omicidi con vittime femminili nei primi 10 mesi del 2019, di cui 80 commessi in ambito familiare/affettivo. Ogni quindici minuti una donna è vittima di violenza per un totale di 88 casi ogni giorno. E' la media nel mese di marzo 2019 in base ai dati della Polizia attraverso la pubblicazione 'Questo non è amore 2019'.

Negli ultimi 20 anni sono 3.230 le donne uccise in Italia, di cui 2.355 in ambito familiare e 1.564 per mano del proprio coniuge/partner o ex partner. Ad aumentare nel 2018 sono soprattutto i femminicidi commessi in ambito familiare/affettivo (+6,3%, da 112 a 119) - dove si consuma l’85,1% degli eventi con vittime femminili. Sono invece 94 gli omicidi con vittime femminili nei primi 10 mesi del 2019, di cui 80 commessi in ambito familiare/affettivo. Ogni quindici minuti una donna è vittima di violenza per un totale di 88 casi ogni giorno. E' la media nel mese di marzo 2019 in base ai dati della Polizia.

Anche nel 2018 la percentuale più alta dei femminicidi familiari è commessa all’interno della coppia, con 78 vittime pari al 65,6% del totale (+16,4% rispetto alle 67 del 2017): in 59 casi (pari al 75,6%) si è trattato di coppie “unite” (46 tra coniugi o conviventi), mentre 19 vittime (il 24,4% di quelle familiari) sono state uccise da un ex partner.

Nel 28% dei casi “noti” sono stati inoltre riscontrati precedenti maltrattamenti a danno delle vittime (violenze fisiche, stalking, minacce), spesso noti a terze persone, confermando come il femminicidio rappresenti l’ultimo anello di una escalation di vessazioni e violenze che la presenza di una efficace rete di supporto (amicale, sociale, istituzionale), potrebbe invece riuscire ad arginare.

Il Nord conferma anche nel 2018 la più alta presenza di donne uccise (66, pari al 45% del totale italiano, di cui 56 in famiglia), mentre il 35,2% dei femminicidi si registra al Sud (50 casi, di cui 42 in famiglia) e il 18,3% nelle regioni del Centro (26 casi, di cui 21 in famiglia). A livello regionale, è la Lombardia a registrare anche nel 2018 il più alto numero di donne uccise (20), seguita dalla Campania (19 vittime), dal Piemonte e dal Lazio (rispettivamente con 13 e 12 casi). Tra le province si segnala infine il dato di Caserta, con 9 vittime femminili, affiancata da Roma (9 casi), cui segue la provincia di Monza Brianza (7 vittime nel 2018 contro le 2 del 2017), mentre 4 vittime si contano a Milano (erano 10 nel 2016 e 7 nel 2017).

Aumentano le denunce per maltrattamenti in famiglia: 17.453 denunce nel 2018. In crescita dell’11,7% nel 2018 (+31,6% sul 2014) - Tra i reati ascrivibili alla violenza di genere sono i maltrattamenti in famiglia a registrare il maggiore incremento nel 2018, attestandosi nel 2018 a 17.453 delitti denunciati, il valore più alto dell’ultimo quinquennio, rileva il Rapporto Eures. A livello regionale l’incidenza della componente femminile assume valori compresi tra l’83,9% del Piemonte e il 74,5% della Calabria.

Il reato di stalking presenta una crescita costante negli ultimi anni, raggiungendo nel 2018 le 14.871 denunce, con una crescita del 4,4% tra il 2017 e il 2018 e del 19,5% rispetto al 2014. Le vittime femminili di stalking, rileva il Rapporto, rappresentano il 76,2% del totale (83% in Trentino Alto Adige), in crescita rispetto al 73,9% del 2017, mentre le vittime straniere si attestano sull’11,6%, sostanzialmente in linea con la loro incidenza sulla popolazione residente (tale valore sale al 19,7% in Trentino Alto Adige e al 19,3% in Emilia Romagna). Piuttosto contenuta risulta invece la componente dei minori, pari al 3,8% del totale.

E non si salvano nemmeno le giovanissime, il 10% delle ragazze della Generazione Z - cioè nate tra la seconda metà degli anni '90 e la fine degli anni 2000 - infatti, hanno subìto molestie sessuali; il 32% ha ricevuto commenti non graditi a sfondo sessuale online, il 7% ha subìto rispettivamente stalking e ricatti o minacce relative alla circolazione di proprie foto/video a sfondo intimo, mentre l’8,4% ha ricevuto minacce di violenza. È questa l’allarmante fotografia scattata da Terre des Hommes e ScuolaZoo sulla Generazione Z,


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Redazione
Violenza sulle donne, la strage continua anche per le leggi italiane inefficaci
La mattanza sulla pelle delle "nostre" donne aumenta e i dati sono spaventosi: un femmicidio ogni tre giorni

ROMA (Italy) - Richieste pene estreme verso chi commette abusi. Basta con i riti abbreviati e con i permessi premio! Oramai i numeri dei femminicidi sono ogni anno sempre più impressionanti. Le donne uccise da un uomo, con cui hanno avuto un rapporto affettivo o familiare, non sono in diminuzione e la colpa appare spesso delle norme troppo permissive verso chi si è macchiato dell'orribile crimine. Nel 2017 se ne sono contati 123. Nel 2018 la media è di una vittima ogni tre giorni. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui 1.251 in famiglia. Significativo "il muro delle bambole" di Milano divenuto simbolo contro i femminicidi e la violenza sulle donne. Ecco le "voci disperate" delle donne che in questi giorni abbiamo raccolto lungo il nostro cammino giornalistico.

Ogni due giorni, in Italia, una donna muore per mano di un fidanzato, di un ex, di un compagno, di un marito. Nel 2017 le vittime di femminicidio sono state 123 e nel 2018 la media è di una vittima ogni tre giorni, mentre si stima che siano 7 milioni le donne che nel corso della loro vita hanno subito una forma di violenza: sono dati ufficiali dell'Istat e del Ministero della Giustizia. Anche in questo 2017 sono stati tanti, troppi, i casi di cronaca nera che hanno portato alla ribalta un tema così delicato, che dovrebbe avere la priorità in una società che si dice moderna come la nostra. Ma intanto che si parla, le donne continuano a morire. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui 1.251 in famiglia. Gli autori di femminicidi nella maggior parte dei casi hanno una fascia di età compresa tra i 31 e i 40 anni.

Sono 3 milioni e 466 mila in Italia, secondo l'Istat, le donne che nell'arco della propria vita hanno subito stalking, ovvero atti persecutori da parte di qualcuno, il 16% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Di queste, 2 milioni e 151 mila sono le vittime di comportamenti persecutori dell'ex partner. Ma il 78% delle donne che ha subito stalking, quasi 8 su 10, non si è rivolta ad alcuna istituzione e non ha cercato aiuto.

ll “Muro delle Bambole” di via De Amicis a Milano, nato come installazione artistica creata da Jo Squillo e divenuto simbolo contro i femminicidi e la violenza sulle donne. "Ogni bambola su questo muro è una donna violata." La situazione continua a destare allarme sociale. Ogni 3 giorni una donna in Italia muore o è costretta a subire e angherie e soprusi.


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Ecco le "voci disperate" delle donne che in questi giorni abbiamo raccolto ... lungo il nostro cammino giornalistico:

La violenza contro le donne ha mille volti, forme, rumori, odori, colori. È il rogo di una casa bruciata per punire una moglie e il volto sorridente di Marco e i suoi sogni di undicenne, soffocati dalle fiamme dell'odio di un padre. Ha l'odore acre e pungente della pelle corrosa, consumata dall'acido, in nome di una parola "amore" che fa solo rima con possesso.... Ha la forma di un tanga di pizzo, indossato da una ragazzina di 17 anni e tanto basta ad un giudice per decidere che non è stupro e assolvere da tale accusa, l'uomo che lo ha compiuto... È velo che copre, nascondendoli come fossero vergogna, volto e capelli di chi, invece, vorrebbe solo avere la libertà di scegliere... È il rumore di colpi sparati, di coltelli conficcati con l'odio di chi non sa cosa sia amare... È il colore rosa di un fiocco fantasma, di una "donna" mai nata, perché ci sono paesi dove concepire una "femmina" è una disgrazia punita con l'aborto. È ... è mille altri dolori, ferite, mortificazioni del corpo e dell'anima, ma la dignità di essere umano, quella la perde solo chi la violenza la compie. Urliamo ogni giorno che abbiamo il diritto di scegliere come vestire, quale lavoro fare, chi amare o non amare più ... Urliamolo ogni giorno che abbiamo tutti i giorni, il diritto ad avere tutti i diritti. Il 25 Novembre è sempre. Stefania

Da donna ... una giornata dedicata alle vittime di violenza dovrebbe far piacere?! Forse!! Ma mi farebbe molto più piacere se fossimo tutelate e protette diversamente! Nessuna donna è al sicuro ... ne in famiglia ne sul posto di lavoro ne facendo shopping. Siamo sempre sotto la costante paura di venire aggredite anche perché il nemico è così subdolo che può nascondersi anche dietro il viso ingenuo e gentile dell’amico del compagno del collega o addirittura del proprio padre. Ecco questo da donna mi fa paura e non mi fa essere serena ... ancor meno come madre di due figlie. Vorrei sentirmi più al sicuro e per far questo non basta una ricorrenza. Sicuramente è importante si che se ne parli ... ma è importante maggiore prevenzione e maggior protezione con regole più ferree e severe e soprattutto un occhio più attento a cogliere segnali di pericolo e a dare ascolto alle richieste di aiuto che molte donne urlano senza essere ascoltate. Adele

Ogni volta che sento parlare di "violenza sulle donne", il pensiero mi riporta ad una poesia della grande Alda Merini che esprime con poche immagini l'anima forte e fragile di noi donne. Oggi voglio dedicarla a tutte noi donne. Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso sei un granello di colpa anche agli occhi di Dio malgrado le tue sante guerre per l'emancipazione. Spaccarono la tua bellezza e rimane uno scheletro d'amore che però grida ancora vendetta e soltanto tu riesci ancora a piangere, poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli poi ti volti e non sai ancora dire e taci meravigliata e allora diventi grande come la terra e innanzi il tuo canto d'amore. Vittoria

Lì dove una donna viene umiliata, picchiata, perseguitata da un uomo, finisce l'uomo ed inizia...cosa? Certamente non l'animale, perchè chi picchia una donna non ha definizione, è una barbarie inaccettabile e ripugnante. Ogni volta che nella nostra società una donna è vittima di violenza, ogni singola volta l'uomo smette di essere "uomo" e diventa "rifiuto tossico"! Federica

La violenza non è mai giustificata o tollerabile sotto nessuna forma ed è da condannare qualsiasi atteggiamento di sopruso ed intimidazione. Io da donna e mamma mi chiedo come sia possibile che ancora esista tutta questa barbarie nell'animo umano. La violenza è il linguaggio dei miserabili d animo, dell egocentrismo esasperato. Monica

“Violenza sulle donne” ... tre parole, un significato inspiegabile, assurdo. Tre parole che non dovrebbero esistere ma che purtroppo oramai sono sempre più che frequenti. A tutte le donne, vittime di violenza, l’invito a denunciare, non credendo alle parole “scusa, cambierò”, di trovare il coraggio di andare avanti cercando e trovando aiuto nelle persone care. Certo, gli organi competenti dovrebbero incrementare le pene e rendere giustizia alle vittime, ma in primis e soprattutto proporre una diffusa opera di prevenzione per impedire il verificarsi di questa “mattanza”. Perchè “la violenza è l’ultimo rifugio degli incapaci”. L’importante è rammentare sempre la citazione: “la donna uscì dalla costola dell'uomo, non dai piedi per essere calpestata, non dalla testa per essere superiore ma dal lato, per essere uguale, sotto il braccio per essere protetta, accanto al cuore per essere amata.” Eleonora

Penso che il mondo sia sbagliato quando vedo una Donna con gli occhiali da sole per nascondere i lividi della sera prima ... penso che il mondo sia sbagliato quando vedo una donna con una fascia al braccio per nascondere le percosse riportate nei giorni prima ... penso che il mondo sia sbagliato quando vedo una donna in ospedale per le varie fratture provocate in nottata ... penso che il mondo sia sbagliato a prescindere delle bugie che le donne dicono per paura! Il mondo dovrebbe proteggere e dire “no DONNA, tu stai mentendo! Non è vero che sei caduta per le scale, non è vero che hai preso un spigolo, NON È VERO!” Diamo forza a queste donne, DIAMOCI FORZA A VICENDA! Il mondo sarà nelle nostre mani solo quando avremo la forza e la NON paura di denunciare la parte del “mondo sbagliato”!!! Anna

Il mio primo pensiero va'a tutte le donne vittime di violenze in ogni tipo di forma... possa tutto questo orrore finire e ogni donna possa ritornare a sbocciare come una dolce e profumata rosa. Olga

Nessuno, di fronte alle donne, è più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell’uomo malsicuro della propria virilità. Agnese

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