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Redazione
Il virus "West Nile" miete la nona vittima in Italia con un centinaio di contagiati nel solo Veneto
La diffusione del virus isolato in Uganda nel 1937, avviene attraverso la puntura della nostra comune zanzara
Calderoli ha rischiato di morire: l'insetto ha portato il senatore leghista in terapia intensiva per una "encefalite virale"

ROMA (Italy) - Un uomo residente nel trevigiano, senza problemi fisici precedenti, è deceduto oggi all'ospedale "Ca' Foncello" di Treviso per encefalite provocata da una contaminazione con il virus "West Nile" (Febbre del Nilo). L'uomo è stato ricoverato il 24 agosto dopo alcuni giorni di febbre alta e in stato confusionale. La conferma della causa della patologia è stata confermata dall'esame sierologico. Gli esperti della struttura sanitaria non escludono che il fenomeno della Febbre del Nilo possa registrare un picco nel mese di settembre a causa della grande moltiplicazione del numero di zanzare, ritenuti gli unici veicoli del virus dagli uccelli migratori all'uomo, indotto dalle particolari condizioni climatiche osservate in questa estate in Veneto.

La febbre West Nile (West Nile Fever) è una malattia provocata dal virus West Nile (West Nile Virus, Wnv), un virus della famiglia dei Flaviviridae isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, appunto nel distretto West Nile (da cui prende il nome). Il virus è diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America.

I serbatoi del virus sono gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. La febbre West Nile non si trasmette da persona a persona tramite il contatto con le persone infette. Il virus infetta anche altri mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli e altri.

Non esiste una terapia specifica per la febbre West Nile. Nella maggior parte dei casi, i sintomi scompaiono da soli dopo qualche giorno o possono protrarsi per qualche settimana. Nei casi più gravi è invece necessario il ricovero in ospedale, dove i trattamenti somministrati comprendono fluidi intravenosi e respirazione assistita.

L’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, interpellato dal Corriere della Sera risponde alle domande più comuni sul West Nile. Il virus viene trasmesso dalle zanzare, che si infettano pungendo gli uccelli e a volte trasmettono il virus anche ad ospiti accidentali come il cavallo e l’uomo. Il vettore è la nostra zanzara comune notturna, la Culex pipiens, che punge dal tramonto all’alba.

Il West Nile è arrivato in Veneto nel 2008, probabilmente veicolato da uccelli migratori dall’Africa, e da allora non se ne è più andato, poiché ha trovato le condizioni ideali per il suo mantenimento. Cioè un clima caldo-umido, che favorisce le zanzare, e abbondanza di volatili selvatici. Gli stranieri non c’entrano: l’uomo, anche se infetto, non può trasmettere il virus ad altre persone. Una persona infetta non è contagiosa.

Quando si è infettati scatta la disinfestazione di larve e zanzare adulte attorno alla residenza della persona o nel luogo dove presumibilmente si è infettata. L’obbligo di disinfestazione è poi esteso a livello provinciale a tutte le aree che prevedono affollamenti come sagre, manifestazioni sportive, eventi culturali. Ma è impossibile eradicare le zanzare vettore, curare o vaccinare i volatili selvatici, serbatoi del virus, e non esiste ancora un vaccino per l’uomo. Possiamo solo cercare di ridurre la densità delle zanzare con periodici interventi larvicidi nei siti di sviluppo della zanzara comune, cioè caditoie e fossati.


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