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Redazione
Brexit, May: "Stop a europei in cerca di lavoro". Ecco chi e come si potrà continuare a lavorare in GB
I cittadini Ue potranno formalizzare il loro status di residenti post Brexitma solo a determinate condizioni

ROMA (Italy) - "Non sarà più consentito alle persone di arrivare dall'Europa nella vana speranza che possano trovare un lavoro". Lo afferma la premier Theresa May in un intervento sul popolare tabloid 'Sun'. Le proposte per la Brexit che verranno pubblicate sul Libro Bianco del governo consentiranno alla Gran Bretagna di ottenere il "giusto accordo", spiega, e dovranno superare le due alternative suggerite dall'Unione europea. Ecco chi e come si potrà continuare a lavorare in GB: potrà fare domanda di permesso di soggiorno chiunque abbia vissuto nel Regno Unito per almeno cinque anni. I richiedenti dovranno dimostrare la loro identità, il domicilio e dichiarare di non avere subito "condanne penali gravi"

I cittadini Ue che risiedono nel Regno Unito saranno in grado, dopo la Brexit, di fare domanda di permesso di soggiorno in "tre semplici passaggi". E' quanto promette il piano del governo britannico, pubblicato ieri. I cittadini Ue e i membri delle loro famiglie - che in queste ore stanno ricevendo una mail con il piano da parte del ministero dell'Interno UK - potranno formalizzare il loro status di residenti post Brexit a partire dal 30 marzo 2019 fino al 30 giugno 2021.

Potrà fare domanda di permesso di soggiorno chiunque abbia vissuto nel Regno Unito per almeno cinque anni. I richiedenti dovranno dimostrare la loro identità, il domicilio e dichiarare di non avere subito "condanne penali gravi", ha spiegato il ministro dell'Immigrazione, Caroline Nokes. "E' un passo importante - ha dichiarato il ministro - che renderà agevole ai cittadini Ue ottenere lo status di cui hanno bisogno per continuare a vivere e lavorare qui". La questione della sorte degli oltre tre milioni di cittadini Ue che vivono nel Regno Unito è stata una delle più dibattute nell'ambito della Brexit. La Nokes ha auspicato che la Ue fornisca presto dettagli su come intende gestire lo status dei cittadini britannici che risiedono e lavorano negli altri Paesi dell'Unione.

"Accoglieremo sempre i professionisti qualificati che aiutino la crescita del nostro Paese, dai medici alle infermiere, dagli ingegneri agli imprenditori, ma per la prima volta da decenni avremo il pieno controllo delle nostre frontiere". Quindi, sottolinea la premier, "sarà il Regno Unito e non Bruxelles a decidere chi può lavorare e vivere qui".

La May si dice convinta che "solamente il nostro accordo per la Brexit rispetta veramente la volontà del popolo britannico". Il piano proposto dal governo, promette, significherà una "fine vera alla libertà di movimento" dei cittadini Ue verso il Regno Unito; darà a Londra la capacità di siglare accordi di libero scambio con nazioni extra Ue; metterà "fine alla giurisdizione della Corte di Giustizia europea".

Il piano della May prevede la creazione di un'area di libero scambio per le merci tra il Regno Unito e la Ue, mantenendo di fatto il settore sotto le stesse regole del mercato unico europeo. Questo garantirà il mantenimento del confine 'aperto' tra le due Irlande. Il Regno Unito lascerà però il mercato unico dei servizi, un settore che costituisce l'80% dell'economia britannica.


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