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Marika Del Zotti
Dalla Puglia a Capo Nord in Bici: ecco i 5mila chilometri in 183 giorni di Antonella Gentile
Di Barletta come Pietro Mennea, il suo viaggio ha attraversato Italia, Austria, Germania, Danimarca, Svezia
fino ai fiordi norvegesi all'insegna di un progetto umanitario targato AMREF finalizzato ad aiuti in terra d'Africa

ROMA (Italy) - Jules Verne scriveva Il Giro del Mondo in 80 giorni; Antonella Gentile di giorni ce ne ha messi 183 e invece che una mongolfiera ha usato una bici. 33 anni, nata e cresciuta a Barletta, Antonella ha deciso di attraversare l'Europa da sud a nord ed arrivare dalla Puglia fino a Capo Nord, in Norvegia. Zaino in spalla e piedi sulla bici, Antonella è riuscita a coprire una distanza di oltre 5 mila chilometri fino ad arrivare ai fiordi incontaminati della Scandinavia. “La Norvegia mi ha completamente conquistato poiché molti suoi territori non sono stati toccati dall’uomo”, dice. Ma non solo, perché il suo viaggio ha avuto un significato molto più profondo. L’esperienza di Antonella, non finisce qui. Proprio come Jules Verne ha infatti deciso di scrivere il suo “giro del mondo” e trasformarlo in libro.

Come è nata l’idea di attraversare l’Italia e arrivare fino a Capo Nord in bici? “Ho sempre amato viaggiare, sin da quando ero piccola. Per molti anni sono andata d’estate in vacanza al mare, con la roulotte. Il primo viaggio all’estero l’ho fatto a Londra a 12 anni. Questa esperienza mi ha aperto le porte del mondo perché è stato il primo viaggio di una lunga serie. Ho avuto, infatti, la possibilità di visitare tanti Paesi come il Giappone, la Cina, la Corea, l'Egitto, l'America, l'Australia e diversi paesi europei. Qualche mese fa ho deciso di sperimentare un viaggio lento in bici perché avevo voglia di guardare i paesaggi da un’altra prospettiva e di conoscere persone. Questo viaggio mi ha offerto inoltre la possibilità di collaborare con Amref (African Medical and Research Foundation) per una raccolta fondi finalizzata alla costruzione di pozzi in Africa.”

Partire completamente da sola, con uno zaino e pochi abiti non deve essere stato semplice, vero? No! Per Antonella non è stato così, nessuna paura prima del viaggio ma tante emozioni alla fine del percorso: “Prima di partire avevo solo emozioni positive. Penso che chi decide di intraprendere un’esperienza simile non può farsi prendere dalle paure, altrimenti non parte più. Ed ho fatto bene perché questo viaggio mi ha cambiato la vita. Ho avuto modo di conoscere tante belle persone che mi hanno dimostrato il valore della solidarietà e il rispetto per gli altri. Sono stata ospitata da tanta gente che mi ha accolta con gioia, offrendomi solo un letto e oggetti materiali, ma anche e soprattutto calore umano”.

Ma nonostante lo spirito iniziale e i numerosi momenti di gioia, non sono mancati però gli attimi di sconforto. “Questa esperienza è stata meravigliosa perché ricca di momenti di felicità. Ho avuto la fortuna di vedere l’aurora boreale, la natura incontaminata, i fiordi, tanti animali, paesaggi e persone che non dimenticherò mai. Non sono mancati, però, episodi negativi sebbene siano stati sporadici. Alla fine del viaggio, purtroppo, sono stata seguita da un uomo che fortunatamente mi ha infastidita solo verbalmente ed ho avuto anche un piccolo infortunio cadendo dalla bici e sono finita in pronto soccorso per una contusione. In questo caso però ho sperimentato ancora una volta la solidarietà delle persone che mi hanno soccorsa senza conoscermi.”

L’esperienza di Antonella, non finisce qui. Proprio come Jules Verne ha infatti deciso di scrivere il suo “giro del mondo” e trasformarlo in libro. “Ho deciso di scrivere un libro perché ho due passioni: il viaggio e la scrittura. Coniugarle per me è un grande sogno. I contenuti? Li scoprirete leggendoli”.

Viaggiare, così come ha fatto Antonella, le ha permesso di incontrare culture, persone diverse e di conoscere tante storie che, alla fine, l’hanno cambiata per sempre. “Ho avuto modo di conoscere culture diverse come quella dei sami, una popolazione indigena del Nord Europa. Sono stata ospitata una notte in roulotte da una di queste famiglie che mi ha raccontato le loro tradizioni basate sulla libertà e armonia con la natura. Ho imparato ad apprezzare la solidarietà delle persone, è una cosa che non dimenticherò mai”.


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