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Redazione
Imma, Jessica e le altre. Continua la strage vergognosamente silenziosa delle donne
E' ora di applicare le pene estreme per chi commette abusi e violenze su donne e bambini

ROMA (Italy) - Richieste pene estreme verso chi commette abusi. Basta con i riti abbreviati e con i permessi premio! Oramai i numeri dei femminicidi sono ogni anno sempre più impressionanti. Immacolata, Lauretta, Renata, Jessica, Pamela, Federica, Nunzia. Sono i nomi di alcune delle donne vittime della furia di uomini violenti, senza scrupoli, o accecati dalla gelosia. Più di 15 dall'inizio dell'anno. Una strage silenziosa, una conta inarrestabile negli anni: nei primi 10 mesi del 2017 sono stati 114 i femminicidi, ben più di 3mila dal 2000. Immacolata Villani e Laura Petrolito sono morte nelle ultime 24 ore. La prima, 31 anni, aveva appena accompagnato la figlia a scuola quando è stata raggiunta da un colpo di pistola alla testa. La 20enne Jessica è stata accoltellata e poi gettata in un pozzo ieri dal suo compagno che è anche il padre del suo bimbo di 8 mesi.


Si stima che sono 7 milioni le donne che nel corso della loro vita hanno subito una forma di violenza. Le donne uccise da un uomo, con cui hanno o hanno avuto un rapporto affettivo o familiare, non sono in diminuzione e la colpa appare tutta delle leggi della politica italiana troppo permissive verso chi si è macchiato dell'orribile crimine. Nel 2016 se ne sono contati 120. Nel 2017 la media è di una vittima ogni due giorni. Negli ultimi dieci anni le donne uccise in Italia sono state 1.740, di cui 1.251 in famiglia.

Perché quasi 8 femminicidi su 10 (il 77,2%), secondo un recente Rapporto Eures, avvengono in ambito familiare. Dietro c'è quasi sempre un uomo (91,9%). E' il tarlo del possesso, come è accaduto nell'omicidio di Jessica, e della gelosia a spiegare la percentuale più elevata di femminicidi, seguiti da quelli scaturiti da conflitti e dissapori quotidiani. Di solito c'è una storia di pregresse violenze compiute dall'autore in (almeno) un quarto dei casi censiti (il 24,2% tra il 2000 e il 2016, che sale al 37,1% nel solo 2016), che risultano spesso note a figure esterne alla coppia stessa. Perché quasi 8 femminicidi su 10 avvengono in ambito familiare.

Un'altra donna che ha pagato a caro prezzo la violenza e la gelosia dell'ex marito è Antonietta Gargiulo. Lei è viva, ma non sta ancora bene. E soprattutto deve fare i conti con la morte delle sue due figlie, uccise dal padre violento dal quale aveva deciso di separarsi anche alla luce delle numerose segnalazioni che aveva lanciato a tutti i livelli istituzionali.

Colpisce in maniera particolare che tra i femminicidi caratterizzati da violenze pregresse in ben il 44,6% dei casi la vittima ha denunciato l'autore, senza tuttavia ottenere una 'protezione' idonea a salvarle la vita. In circa la metà dei casi (il 48,8%) i maltrattamenti subiti dalle vittime di femminicidio ha un carattere ricorrente, mentre per il 20,7% c'è un'escalation nelle violenze.

Uccidere la donna che si è amata, che si ama ancora, che respinge il padre dei propri figli magari dopo anni di maltrattamenti, è talvolta solo l'ultimo atto. Nei primi 9 mesi del 2017 sono stati segnalati 3.607 casi di violenza domestica: in 3.061 casi gli aggressori erano di sesso maschile, le vittime erano di sesso femminile in 2.944 occasioni.


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