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Redazione
Dal Brasile il nuovo presidente Bolsonaro: Cesare Battisti sarà estradato in Italia
Ma il terrorista comunista e pluri omicida, appoggiato dalla sinistra brasiliana, lo smentisce: é un fanfarone
e non può estradarmi, sono protetto dalla Corte Suprema

ROMA (Italy) - Il Brasile del nuovo presidente Bolsonaro intende estradare in Italia Cesare Battisti. L'ex terrorista era già stato catturato a Corumbà, la cittadina del Mato Grosso del Sud, al confine con la Bolivia dopo l'ennesimo tentativo di fuga. Cesare Battisti, ex terrorista dei Pac (Proletari Armati per il Comunismo) è stato condannato all'ergastolo per due omicidi premeditati più altri due in concorso, commessi negli anni di piombo: un maresciallo e un poliziotto della Digos e banda armata. Il fuggitivo ha sempre trovato accoglienza grazie alla dittatura di sinistra in un paese disastrato umanitariamente e classificato tra i più pericolosi del mondo.

L’ex-terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo Cesare Battisti, si era inizialmente rifugiato in Francia, ma dal 2004 si trova in Brasile dove ha avuto un figlio."L'estradizione è una condanna a morte". Così Cesare Battisti in un'intervista sulla possibilità di una sua estradizione in Italia. "Non so se il Brasile voglia macchiarsi sapendo che il governo e i media hanno creato questo mostro in Italia. Mi consegneranno alla morte".

"Non vedo l’ora di incontrare il neo-presidente Bolsonaro. – dice il ministro italiano dell’Interno, Matteo SalviniSarò lieto di recarmi personalmente in Brasile anche per andare a prendere il terrorista rosso Cesare Battisti e portarlo nelle patrie galere. Seguiamo la situazione con la massima attenzione – avverte il ministo della giustizia Bonafede Lo dobbiamo alle famiglie delle vittime di Battisti, lo dobbiamo anche al Paese." E rievoca i reati di cui Cesare Battisti si è macchiato e per i quali le autorità italiane hanno chiesto l’estradizione: omicidio premeditato dell’agente di custodia Antonio Santoro (Udine, 6 giugno 1978); omicidio di Pierluigi Torregiani (Milano, 16 febbraio 1979); omicidio premeditato di Lino Sabbadin (Mestre, 16 febbraio 1979); omicidio premeditato dell’agente di polizia Andrea Campagna (Milano, 19 aprile 1979).


Cesare Battisti, ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo. Il 6 giugno 1978 ammazza il maresciallo Antonio Santoro. Il 16 febbraio 1979 la sua banda uccide un gioielliere di Milano, Pierluigi Torregiani, il cui figlio Alberto resta paralizzato: è la vittima che protesta da anni contro l’impunità del terrorista. Lo stesso giorno con i suoi complici uccidono un negoziante di Mestre, Lino Sabbadin.

Arrestato nel 1979, riuscì ad evadere due anni più tardi e a fuggire in Francia, dove trascorse la prima fase della sua latitanza. Nuovamente arrestato in Brasile nel 2007, Battisti fu detenuto in carcere a Brasilia fino al 9 giugno 2011. Il 31 dicembre 2010 il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva annunciò il rifiuto dell'estradizione in Italia. Della questione fu investita la Corte costituzionale brasiliana, che l'8 giugno 2011 negò l'estradizione. Nel periodo della latitanza parigina l'ex leader dei Pac, grazie alla 'dottrina Mitterand', si era rifatto una vita: abbandonata la lotta armata, Battisti si era dato alla scrittura, diventando un giallista di fama e pubblicando opere in cui proponeva alcune analisi sull'esperienza dell'antagonismo radicale. Nel gennaio del 2009 Battisti ottenne lo status di prigioniero politico in Brasile dal Governo Lula.


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