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Giorgio Esposito

La Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2018 celebrata dalle Nazioni Unite in tutto il mondo
I numeri della "fame 2018" inorridiscono e sconvolgono per indifferenza e malvagità verso i più deboli
Il World Food Programme delle United Nations in prima linea con la base di emergenza umanitaria di Dubai

ROMA (Italy) - La Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2018 si svolge nel contesto di un mondo dove milioni di persone sono costrette a fuggire dalle loro case a causa di guerre e instabilità politica. Dopo una costante diminuzione da oltre un decennio, la fame nel mondo è di nuovo in aumento, colpendo nel 2017 circa 815 milioni di persone, vale a dire l'11% della popolazione mondiale. Inoltre molteplici forme di malnutrizione minacciano la salute di milioni di persone in tutto il mondo. Ecco i numeri della vergogna: persone che soffrono la fame nel mondo: 815 milioni, di cui: 520 milioni in Asia, 243 milioni in Africa, 42 milioni in America Latina e Caraibi. Assurdo anche che un terzo dei 4 miliardi di tonnellate di cibo che si producono ogni anno va sprecato, con un costo per l'economia globale di circa 750 miliardi di dollari l'anno. (Photo UN - Credit Italia News)

“In our world of plenty, one person in nine does not have enough to eat”, said United Nations chief António Guterres on Tuesday, marking World Food Day. With this year’s theme, “our actions are our future”, the UN and its partners, held events and launched information campaigns worldwide, to amplify one message: achieving zero hunger by 2030 is possible, provided we join forces. This is intolerable, said the Secretary-General. “Zero hunger is about joining forces,” he stated, as he called for “stronger political will and more financial support… until everyone has enough and quality food”.

La fame a livello mondiale, in crescita per la prima volta dopo decenni, la povertà e un aumento di eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico sono altri fattori importanti che contribuiscono alla sfida dell’emigrazione. Circa 155 milioni di bambini di età inferiore ai cinque anni sono sotto sviluppati (troppo bassi per la loro età), mentre 52 milioni soffrono di deperimento cronico, che significa che il loro peso non è adeguato rispetto alla loro altezza. Circa 41 milioni di bambini sono invece in sovrappeso.

Il rischio maggiore per la salute degli individui è rappresentato dalla fame e dalla malnutrizione. Durante le guerre, il cibo diventa talvolta un’arma. I militari sono determinati ad affamare i nemici fino alla capitolazione attraverso l’accaparramento e la distruzione di cibo e bestiame. I campi vengono minati e i pozzi d’acqua contaminati, constringendo gli agricoltori ad abbandonare le loro terre. Lo spreco alimentare. Un terzo di tutto il cibo prodotto (1,3 miliardi di tonnellate) non viene mai consumato.

Un terzo dei 4 miliardi di tonnellate di cibo che si producono ogni anno va sprecato, con un costo per l'economia globale di circa 750 miliardi di dollari l'anno. Nei paesi sviluppati, il cibo viene spesso sprecato alla fine della catena di produzione, quando arriva sulle nostre tavole. Nei paesi in via di sviluppo, invece, viene perso nelle prime fasi di produzione, i raccolti vengono lasciati a se stessi o non lavorati a causa di poveri sistemi di immagazzinamento o perché gli agricoltori non riescono a far arrivare le proprie merci sui mercati.

Questa è la prima valutazione globale dell'ONU sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione rilasciata dopo l'adozione dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030, che mira a porre fine alla fame e a tutte le forme di malnutrizione entro il 2030 come priorità politica a livello internazionale. Esso identifica i conflitti - sempre più aggravati dal cambiamento climatico - come uno dei fattori chiave dietro il riacutizzarsi della fame e di molte forme di malnutrizione.
Agli inizi del 2017, per diversi mesi, la carestia ha colpito alcune parti del Sud Sudan e c'è il rischio concreto che possa riapparire nel paese e in altre zone colpite da conflitti, soprattutto nel nordest della Nigeria, in Somalia e nello Yemen, hanno fatto notare. Anche regioni più pacifiche, ma colpite da siccità o da inondazioni legate in parte al fenomeno meteorologico di El Niño, così come dal rallentamento economico globale, hanno visto deteriorarsi la sicurezza alimentare e la nutrizione. Numero complessivo di persone che soffrono la fame nel mondo: 815 milioni, di cui: • 520 milioni in Asia - • 243 milioni in Africa - • 42 milioni in America Latina e Caraibi • Quota della popolazione mondiale che soffre la fame: 11% - • In Asia: 11,7% - • In Africa: 20% (nell'Africa orientale, 33,9%) - • In America Latina e Caraibi: 6,6%.

L'indispensabile ruolo della Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite
(UNHRD) di Dubai, unità operativa del World Food Programme di Roma


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