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Redazione
Le "Baby Gang" si sviluppano nelle zone dove lo Stato è assente. Da Napoli a Roma e Milano ecco la mappa
Non solo Campania, dove il fenomeno è più diffuso in proporzione all'atavico malessere Sociale

ROMA (Italy) - È allarme in Italia per il fenomeno delle violente baby gang che stanno occupando le pagine di cronaca delle ultime settimane. Da Napoli a Roma passando per Milano, Reggio Emilia e Sicilia, adolescenti si organizzano per depredare il prossimo, meglio se minorenne come loro. La mappa di Napoli, poi, quantifica in decine le truppe degli emulatori di "Gomorra" pronti ad usare catene, coltelli e mazze per rapine e violenze gratuite. In moltissimi denunciano l'atavica assenza dello Stato (grazie anche alle recenti diminuzione di organici nazionali delle forze di Polizia operate dagli ultimi governi). Il dito nella piaga, però, sono le offensive affermazioni dei politici che rivolgono accuse all'omertà dei cittadini.

Terrorizzato ha chiamato la Polizia per chiedere aiuto, perché gli avevano sparato addosso, il ragazzo egiziano che, insieme ad un amico, era in un parco pubblico ad Ostia. Sempre a Roma, sono stati individuati dagli agenti del commissariato Trevi gli altri due componenti della baby gang che, nella notte di Capodanno, aveva aggredito a calci e pugni, nonché rapinato dei telefoni cellulari e dei portafogli, due stranieri. Stessa sorte capitata poi, poco dopo, ad un altro ragazzo a Campo de Fiori.

La Polizia di Stato di Milano, invece, ha eseguito 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di quattro cittadini italiani minorenni di 15, 16 e due di 17 anni, ritenuti responsabili di 12 rapine commesse con l’utilizzo di passamontagna, guanti e armi. Infine Napoli, con gli emulatori di "Gomorra" che prolificano nella pur sempre bellissima e amabilissima Partenope.

Identificati tutti i componenti della baby gang che domenica scorsa, nei pressi della stazione Policlinico della metropolitana di Napoli, ha aggredito un 16enne causandogli la frattura delle ossa del naso.

Questo è solo l'ultimo di una serie di episodi. Sabato scorso un 15enne e un 14enne di Pomigliano d'Arco (Napoli), entrambi studenti e incensurati, sono stati aggrediti da un gruppo di giovanissimi, circa una decina, e rapinati di uno smartphone. Il fatto è avvenuto nella Villa Comunale di Pomigliano d'Arco.

Nei giorni scorsi un 15enne è stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell'ospedale 'San Giuliano' di Giugliano in Campania dopo essere stato aggredito e malmenato senza apparente motivo da un gruppo di ragazzini all'esterno della metropolitana di Chiaiano. Il ragazzino è stato sottoposto a operazione per l'asportazione della milza. Intanto oggi è tornato a scuola al liceo "Cuoco-Campanella" Arturo, il 17enne aggredito e accoltellato senza motivo da un gruppo di minorenni il 18 dicembre scorso in via Foria, a Napoli. Il giovane, accolto da un grande striscione con la scritta "Bentornato Arturo" realizzato e retto dai suoi compagni di scuola, è tornato sui banchi accompagnato dalla madre e atteso da un folto numero di giornalisti. "Sono emozionato, tutto questo mi è mancato", ha detto Arturo al suo arrivo.

Il 17enne Arturo è stata una delle prime vittime della baby gang. Lo scorso 18 dicembre il ragazzo era stato ferito con numerose coltellate, anche alla gola e al torace, ed era stato ricoverato all'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli. Secondo gli investigatori, gli autori dell'aggressione volevano rubargli il cellulare. Il giovane ha dichiarato agli agenti che 4 ragazzini, presumibilmente minorenni, dopo avergli chiesto l'ora e averlo invitato a seguirli, a fronte del suo rifiuto, lo avevano aggredito. In particolare in due lo avevano ferito a coltellate, mentre gli altri due svolgevano la funzione di palo. L'azione violenta era durata alcuni secondi, poi la fuga. Le indagini, svolte anche con l'aiuto delle immagini di alcune telecamere, hanno consentito di individuare uno degli aggressori, poi riconosciuto dalla vittima in seguito a ricognizione fotografica. La baby gang aveva preso di mira poco prima un altro giovane, che però era riuscito a sottrarsi alle pericolose attenzioni del gruppetto.


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