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I due Carabinieri coinvolti nelle presunte violenze a due ragazze americane, sospesi dal servizio
Polemiche sull'assicurazione "anti stupro" delle due studentessee e sulla foto scattata durante la scena

ROMA (Italy) - Uno dei due carabinieri accusato di violenza sessuale nei confronti delle due ragazze americane si è presentato oggi spontaneamente al palazzo di Giustizia di Firenze, confessando di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due giovani, sostenendo tuttavia che "lei era consenziente". Entrambi i carabinieri, intanto, sono stati sospesi e rischiano il congedo. Se fosse vero si tratterebbe di un fatto di gravità inaudita" ha detto il Comandante Generale dell'Arma, Tullio Del Sette. Sarebbe un fatto, ha aggiunto, "che rende i protagonisti indegni dell'uniforme che indossano. Polemiche per la foto scattata all'uomo dalla 20enne durante la presunta violenza sessuale.


Il militare che si è recato al palazzo di Giustizia avrebbe detto ai magistrati che lo hanno interrogato - il procuratore capo Giuseppe Creazzo e Ornella Galeotti - di essere stato invitato a salire nell'appartamento di Borgo Santi Apostoli dalle ragazze. Chiamato a rispondere della denuncia di stupro presentata in questura dalle due studentesse, il carabiniere indagato avrebbe ammesso di aver fatto sesso con una delle ragazze e che si sarebbe trattato di un rapporto consenziente. "Lei mi ha invitato a casa e poi siamo stati insieme", avrebbe raccontato il militare, aggiungendo: "Non c'è stata però violenza". Nelle prossime ore dovrebbe essere ascoltato anche l'altro carabiniere iscritto nel registro degli indagati.

Un appuntato di 45 anni, sposato con figli, e un carabiniere scelto 33enne, residente a Prato, entrambi in servizio presso il nucleo radiomobile di Firenze. Sono i due militari accusati di violenza sessuale nei confronti di due studentesse americane. Ieri i due carabinieri, al termine delle deposizioni delle giovani di 19 e 21 anni sono stati iscritti nel registro degli indagati dalla Procura di Firenze, guidata dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Nel tardo pomeriggio, la svolta. Uno dei due accusati di violenza sessuale si è presentato spontaneamente al palazzo di Giustizia di Firenze, accompagnato dal suo legale, per essere interrogato dalla Procura. Il militare avrebbe confessato di aver avuto un rapporto sessuale con una delle due giovani, sostenendo tuttavia che "lei era consenziente". Entrambi i carabinieri, intanto, sono stati sospesi.

Nella serata di mercoledì scorso, le due erano avrebbero trascorso una serata in un locale fiorentino. All'uscita della discoteca, vicino a piazzale Michelangelo, avrebbero chiesto informazioni ai carabinieri, giunti sul posto per dei controlli. I due militari avrebbero detto alle ragazze: "Tranquille, vi accompagnamo noi a casa". Le giovani studentesse straniere si sarebbero fidate delle divise. Con l'auto di servizio dell'Arma, le ragazze sarebbero arrivate in Borgo Santi Apostoli, dove hanno preso da alcuni mesi un appartamento in affitto. E proprio nell'appartamento si sarebbe consumata la violenza sessuale. La versione confermata dalle due giovani americane è stata riscontrata dalla polizia che conduce le indagini. Sono stati sequestrati i vestiti che le due giovani donne indossavano l'altra notte. Le ragazze hanno trascorso la scorsa notte in una struttura protetta, in attesa dell'arrivo dei genitori dagli Usa.

Un primo riscontro sul fatto che le due ragazze sarebbero salite sull'auto dei carabinieri ci sarebbe: sarebbero infatti state riprese nella vettura di servizio dalle telecamere di videosorveglianza lungo il tragitto compiuto dalla discoteca alla casa presa in affitto in Borgo Santi Apostoli. In queste ore la Questura con la squadra mobile sta riscontrando ogni dettaglio della versione del racconto delle due ragazze insieme alla Procura. Il Consolato degli Usa di Firenze segue con particolare attenzione la vicenda.

L'iscrizione dei due carabinieri, subito identificati dopo la denuncia, nel registro degli indagati è arrivata al termine di un serrato lavoro di riscontri tra investigatori e magistrati, verificando l'esistenza di "elementi di fondatezza", come appreso da fonti dell'inchiesta, nel racconto delle due giovani americane. In due diverse occasioni, e la seconda volta separatamente, le ragazze - che hanno rispettivamente 19 e 21 anni - hanno fornito l'identica versione dei fatti, senza mai cadere "in contraddizione". Gli agenti della squadra mobile stanno, intanto, concludendo il lavoro di ricostruzione dettagliato di quanto accaduto nell'androne e nell'ascensore del palazzo in pieno centro storico, dove le americane avevano affittato un appartamento. Le ragazze sono state anche sottoposte all'alcoltest e al narcotest e sarebbero risultate positive. Dall'inchiesta è emerso anche che le ragazze, prima di giungere in Italia, avrebbero stipulato un'assicurazione contro gli stupri.

Le presunte violenze sessuali sarebbero state commesse una nell'androne del palazzo di Borgo Santi Apostoli in cui si trova l'appartamento affittato dalle due studentesse e l'altra nell'ascensore, questo almeno secondo il racconto delle ragazze. Sempre secondo il racconto delle giovani, una volta giunte a bordo dell'auto di servizio dell'Arma davanti al palazzo, uno dei militari avrebbe abusato di una subito dopo l'ingresso dal portone e l'altro avrebbe stuprato la seconda nell'ascensore. Al momento i carabinieri, due toscani, non sarebbero stati ancora interrogati e nei loro confronti non sarebbe stato preso alcun provvedimento. Gli investigatori aspetterebbero il risultato del Dna prelevato dai vestiti delle due ragazze americane prima di procedere all'interrogatorio.

I reperti della polizia scientifica recuperati nel palazzo dove vivono le due ragazze americane confermerebbero la presenza di tracce biologiche compatibili con un rapporto sessuale che sarebbe avvenuto nell'androne dello stabile. Altre tracce biologiche sarebbero state trovate tra l'ingresso del palazzo fino nell'appartamento. La gazzella con la quale i due carabinieri avrebbero portato le ragazze a casa avrebbe sostato una ventina di minuti, come risulterebbe dalle immagini di alcune telecamere di videosorveglianza.

Le ragazze statunitensi che hanno denunciato di aver subito violenza sessuale, in questura hanno raccontato di aver avuto paura anche a causa delle armi d'ordinanza che i due carabinieri indossavano. "Appena siamo entrate nel palazzo, ci sono saltati addosso. Io non ho urlato perché ho avuto paura delle armi", ha detto una delle ragazze.

Le indagini continuano a ritmo serrato per verificare ogni dettaglio di questa vicenda. Gli inquirenti, che considerano credibili i racconti delle due ragazze, avrebbe avuto riscontri anche circa le tracce biologiche raccolte sia sugli indumenti che nell'androne e nell'ascensore del palazzo di Borgo Santi Apostoli dove sarebbero avvenuti i rapporti sessuali. In un caso si sarebbe trattato di un rapporto sessuale completo. Tracce di liquido seminale sarebbero state trovate su una gonna e su una maglietta. Altre tracce biologiche sarebbero state trovate nell'appartamento, nell'androne e nell'ascensore. Dopo l'interrogatorio, sono ripresi gli accertamenti da parte degli investigatori per ricostruire la dinamica del caso e definire il ruolo dell'altro carabiniere, anche lui indagato.


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