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Allarme uova contaminate: da Ancona a Viterbo, si allarga la zona sotto controllo dei Nas
L'insetticida Fipronil trovato nelle uova italiane. Mentre i carabinieri rassicurano gli italiani

ROMA (Italy) - Dopo la Campania, altri due casi di uova contaminate dal Fipronil nelle Marche e nel Lazio. L'insetticida moderatamente tossico e vietato da utilizzare negli animali destinati al consumo alimentare. Lo comunicano i carabinieri del Nas spiegando le attività di controllo, "attualmente in piena fase esecutiva sull’intero territorio nazionale, hanno evidenziato due ulteriori positività di uova contaminate per presenza della sostanza insetticida denominata fipronil rispetto a quelle già comunicate dal ministero della Salute".

Il Fipronil è conosciuto e usato soprattutto come principio attivo in diversi antiparassitari per gli animali da compagnia, spesso usato insieme al Methoprene, un repellente per pulci e zecche. I sintomi registrati a seguito di esposizione singola o ripetuta, a forti dosi, sono ipereccitabilità, irritabilità, tremori e, più gravi, letargia e convulsioni. Ma si tratta di sintomi reversibili una volta terminata l'esposizione.


Fluocianobenpirazolo, altrimenti detto Fipronil. E' l'insetticida salito alla ribalta per la contaminazione di uova in diversi paesi europei, Italia compresa. L'insetticida è ad ampio spettro e nasce per disturbare l'attività del sistema nervoso centrale dell'insetto. Si tratta di un veleno a lenta attività d'azione: una volta inserito in un'esca, l'insetto viene avvelenato ma non muore istantaneamente, avendo ancora il tempo di ritornare alla colonia (o nella tana) per avvelenare così i suoi simili. Senza circoscrivere il discorso a pollai e allevamenti, nella vita di tutti i giorni il Fipronil è conosciuto e usato soprattutto come principio attivo in diversi antiparassitari per gli animali da compagnia, spesso usato insieme al Methoprene, un repellente per pulci e zecche. Cosa succede se per qualche caso, come ad esempio attraverso le uova, viene accidentalmente a contatto con l'uomo? I sintomi registrati a seguito di esposizione singola o ripetuta, a forti dosi, sono ipereccitabilità, irritabilità, tremori e, più gravi, letargia e convulsioni. Ma si tratta di sintomi reversibili una volta terminata l'esposizione.

ANCONA e VITERBO - I due nuovi casi di positività sono stati rilevati in uova prodotte da due allevamenti ad Ancona e Viterbo: i carabinieri per la Tutela della Salute hanno sequestrato 6mila uova e 12mila galline ad Ancona, mentre a Viterbo 32mila uova destinate all'alimentazione zootecnica e 53mila destinate all'alimentazione umana.

LA CONTAMINAZIONE - Per le uova al fipronil in Italia "è plausibile l'ipotesi di una contaminazione accidentale" ha affermato il comandante dei Nas, generale Adelmo Lusi, facendo il punto dei controlli eseguiti finora. Al momento, ha precisato, sono allo studio diverse ipotesi di indagine.

LE INDAGINI - Non è esclusa la possibilità che, in passato, una forma di disinfezione delle aree dove sono tenuti gli animali possa aver lasciato residui che oggi si ritrovano nell'ambiente. Ma si indaga anche sul sistema di alimentazione degli animali, che potrebbe avere dei risvolti illegali.

I MANGIMI - "Si tratta di ipotesi - ha tenuto a puntualizzare Lusi - che non abbiamo ancora avuto occasione di verificare". In ogni caso, "campionamenti dei terreni su cui vivono gli animali sono stati fatti. E vengono campionati anche i mangimi".

LE DENUNCE - Cinque o sei persone sono state denunciate ad oggi in Italia nell'ambito dei controlli, per 7 casi di contaminazione rilevati, ha riferito il comandante dei Nas, impegnati nel monitoraggio dell'intera filiera del comparto di uova e derivati, dagli allevamenti delle galline ovaiole e centri di imballaggio fino ai prodotti finiti in vendita sugli scaffali dei supermercati, passando per i semilavorati utilizzati nel settore alimentare e la carne di pollo.

LE ISPEZIONI - Inoltre sono in atto ispezioni mirate, eseguite insieme alle autorità sanitarie regionali, per verificare negli allevamenti la presenza di farmaci o sostanze illecite. Contemporaneamente, vengono eseguiti campionamenti ambientali per scoprire le cause della contaminazione che riguardano - oltre le uova in guscio - pelle, grasso, mangimi, acqua di abbeveraggio e terreni.

I SEQUESTRI - In totale il Nucleo dei carabinieri della Salute, anche congiuntamente alle Asl, ha effettuato 253 ispezioni in allevamenti, centri di distribuzione e lavorazione delle uova, industrie e laboratori di prodotti dolciari, salse e paste all'uovo, sequestrando cautelativamente oltre 91mila kg di uova e ovoprodotti, di cui 106 kg con implicazione penale. Al momento si attendono le risposte per 107 campioni inviati agli Istituti zooprofilattici di Teramo e Roma.

UOVA SICURE - "Le uova italiane sono sicure, ci si può fidare" ha detto poi il generale Lusi. "Le uova italiane sono sane: vengono controllate inizialmente dallo stesso produttore e successivamente dalle aziende che acquistano queste uova prima dell'immissione in commercio", ha assicurato, sostenendo che "si può stare tranquilli quando si acquistano uova su cui sono impressi i dati di nazionalità, data di deposizione e addirittura dell'allevamento da cui l'uovo proviene. Direi che ci possiamo fidare".

LE PERCENTUALI - Inoltre, "per quanto riguarda l'attuale contaminazione da Fipronil - ha precisato il comandante dei Nas - le percentuali rilevate fino ad oggi sono bassissime e il fatto stesso che siano state rilevate va al merito della eccellenza degli Istituti che eseguono questi controlli".


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