Giorgio Esposito
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La comunità dell'aeronautica militare ricorda il valoroso Aerosoccorritore Alessandro Musacchio
Il sottufficiale perse la vita 5 anni fa in un tragico incidente di volo


ROMA (Italy) - Quinto anniversario della scomparsa del sottufficiale del 15° Stormo dell'Aeronautica militare, Alessandro Musacchio. Il sempre amato Maresciallo perse la vita in un incidente durante una esercitazione militare all'aeroporto di Cervia. Alessandro Musacchio, 43 anni, originario di Grottaglie (Taranto) ma residente a Rimini, prestava servizio presso il pluridecorato 15 Stormo che si occupa in tutta Italia del "Soccorso Aereo" prestato 24 ore al giorno in favore di equipaggi ma anche della popolazione italiana e non solo. Musacchio all'interno del Reparto era stimato per la sua altissima professionalità.


Musacchio era un operatore di bordo in forza all’81esimo Centro Addestramento Equipaggi (CAE) del 15esimo Stormo di Cervia e nel suo percorso professionale c’erano state le missioni in Somalia nell’operazione «Restore Hope»(1993), in Kosovo nell’operazione "Joint Guardian" (2002), ed Iraq nell’operazione "Antica Babilonia" (2003, 2004, 2005 e 2006).
Un veterano di missioni fuori area. L’uomo, che aveva l’incarico di aerosoccorritore, era impegnato in una esercitazione a bordo di un elicottero A139 impegnato per operare nel settore della ricerca e del soccorso nazionale.

“Chi salva una vita salva il mondo intero". Così recita un famoso attore hollywoodiano in uno dei tanti film da oscar. Ed è proprio una vita da oscar, quella di Alessandro, il Primo Maresciallo Musacchio, Aerosoccorritore del 15° Stormo in forza presso l'81° Centro Addestramento Equipaggi di Cervia. Una realtà di vita fatta di impegno, preparazione, dedizione al lavoro e alla famiglia. Una persona speciale, ma soprattutto umile, che con la battuta sempre pronta e un sorriso simpatico otteneva il rispetto di tutti. Questo era ed è tuttora Alessandro per tutti i suoi colleghi e per l'Aeronautica intera. Sincero nel comportamento e leale nell'animo, sognatore senza eccessi, cercando solo di migliorare senza mai prevaricare nessuno. Arruolatosi giovanissimo, aveva scelto subito di investire le proprie energie per un lavoro particolare, riservato a pochi uomini, fatti di poche parole, ma concreti. Lavoro che consisteva nel salvare vite umane, ovunque esse si fossero trovate, sia in mare che in montagna. Aveva guadagnato il rispetto di tutti attraverso le sue imprese di soccorso, tutte portate a termine: dall'alluvione in Piemonte nel 1993 e nel 2000, dove aveva recuperato 50 persone dai tetti delle case, al recupero in mare del ricercatore Montalbini, alle missioni a favore dei terremotati dell'Aquila e più recentemente quello in Emilia. Le missioni di pace in Somalia, Albania, Kosovo e poi in Iraq. Aveva partecipato con eccellente esito a molti corsi di formazione sia in Italia che all'estero, ricevendo elogi ed encomi per il suo operato.

Per la sua preparazione ed esperienza acquisita nel tempo, veniva chiamato "capo team" da tutti, comandante compreso. Dopo il trasferimento sulla base di Cervia nel 2010 non era stato difficile per il comandante dello Stormo affidargli la gestione del Nucleo Aerossoccorritori del Centro Addestramento Equipaggi. Compito delicato e di grossa responsabilità, ma che Alessandro portava avanti senza risparmiarsi. Un Uomo, un padre, un marito, un amico che da subito è mancato a tutti. La Forza Armata ha perso un pilastro, ma il suo operato, il suo esempio è stato e continua ad essere un motore per tutti.


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