Chiara Urselli

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Il welfare pubblico agli sgoccioli, il futuro è sempre più oscuro per sanità e assistenza
La popolazione italiana invecchia sempre di più, ecco i consigli per farlo dignitosamente e con tranquillità

ROMA (Italy) - Il dibattito è aperto: assistenza pubblica all'italiana o assistenza privata all'americana. Pagare tanto e non ottenere nulla oppure affidarsi ad organizzazioni capaci di gestire le nostre esigenze in materia di salute, e assistenza di vecchiaia. Secondo il presidente "anti corruzione" Cantone, la Sanità italiana tra inefficienza, sprechi e corruzione, sperpera quasi 24 miliardi l'anno dei contributi pagati sonoramente dai cittadini tricolori. Una situazione insostenibile che prima o poi imploderà su se stessa. Ma non tutto è perduto, ecco i consigli degli esperti per iniziare a vedere "il bicchiere mezzo pieno".


Il fallimento della proposta "Obama care" negli States - seppellita definitivamente dal nuovo presidente Trump - ha dato l'ennesimo scossone al mondo del "welfare" (benessere-assistenza, ndr) ponendo seri dubbi sulla validità economica del sistema più mangiasoldi che l'essere umano potesse creare. Tra servizi sanitari e assistenza, infatti, le nazioni spendono molto di più dell'equivalente mondiale delle spese per gli armamenti.

L'Italia dei paradossi non ne è immune - Le pecche di un "sistema malato" vengono ogni tanto a galla in occasione dei mega scandali nella sanità attraverso "vasi di pandora" scoperchiati, spesso, abilmente "ad hoc". Un caso per tutti, fa ritornare alla mente l'affaire "Poggiolini & soci" che negli anni 80' riempì le cronache nazionali di corrotti e corruttori. Del resto lo denuncia lo stesso Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità anti corruzione che lo scorso anno definì la sanità italiana (non tutta) "un terreno di scorribanda da parte di delinquenti di ogni risma". Risultato: secondo i dati del governo sprechi, inefficienza e corruzione nella Sanità costano 23,6 miliardi l’anno. E se poi ci affacciamo alla finestra delle liste d’attesa da sempre infinite ... si comprende anche meglio il disgusto dei cittadini per politici e politicanti del Belpaese.

Una soluzione per tutte - In tutto il mondo si chiama "private welfare" una formula costruita principalmente su "Pensioni integrative, assicurazioni vita, sanitaria, sociale etc." - che lo Stato nel tempo ha fortemente incentivato e sostenuto attraverso sgravi fiscali - che può efficacemente assicurare ai cittadini l'integrazione necessaria a vivere un presente sereno e, soprattutto, un futuro più sicuro e solido. Le ragioni di una disinteressata opzione per queste categorie di assistenza, le traiamo dai consigli tracciati dall'esperto Antonio Speciale, Agente Generale di “Generali Italia”.

Negli ultimi anni si sta assistendo ad una notevole riduzione del welfare pubblico, ovvero quelle garanzie e prestazioni di tipo assicurativo, assistenziale e previdenziale che erano e sono in capo allo stato. "Questa riduzione è dovuta non soltanto a motivi economici, ma derivano da una mutazione di quella che è l’aspettativa di vita media della popolazione italiana. Una tesi dimostrata dal notevole allungamento dell’età che tra poco si attesterà sui quasi 90 anni per uomini e donne. Una situazione che richiederà sempre più risorse economiche per l’assistenza sociale. Oggi i pensionati sono quasi pari ai lavoratori attivi che producono i contributi, a breve questa situazione si invertirà con un possibile tracollo del sistema.”

“Con tutto ciò che il sistema operativo, per definizione, consente di dare, si ha quindi la necessità di agganciare alla pensione pubblica una pensione integrativa cioè una ‘quota privata’ che supporti quella elargita dall’Inps che quasi sempre è già bassa di suo. Dal punto di vista del settore sanitario, poi, il sistema italiano è giudicato ottimo su base mondiale. Purtroppo, però, la verità è nel mezzo e spesso l’eccellenza è solo sulla carta perché quasi sempre i tempi d’attesa per le prestazioni (anche urgenti) sono molto lunghi. L’Italia non regge a livello di tempistiche. Da qui la necessità di un supporto assicurativo in grado di offrire dal primo giorno utile un servizio di assistenza immediato e personalizzato”.

Un problema che si acuisce anche nel settore assistenziale di vecchiaia - "In passato la stessa famiglia si occupava della gestione completa dei familiari non autosufficienti mentre oggi si tende a delegare a persone estranee (badanti) la stessa assistenza di base con costi altissimi e spesso proibitivi per l’economia familiare. Lo stesso welfare pubblico, con la irrisoria indennità di accompagnamento, non è in grado di reggerne le spese. Per questo, accanto a quel minimo di prestazione statale, si dovrebbe preventivare in tempo uno di tipo personale che con poche decine di euro mette al sicuro una serena vecchiaia per i nostri cari."

Nell’ambito assicurativo di beni di consumo, si riscontrano gli stessi problemi che nel sociale? “In Italia riscontriamo una elevata ‘sottocultura’ assicurativa e finanziaria con soltanto il 20% delle abitazioni assicurate, nonostante viviamo in un Paese che ha la più alta incidenza al mondo di abitazioni di proprietà e soggette a cataclismi tipo terremoti. Ciò non succede in altri Paesi, in cui a fianco al rischio c’è sempre la possibile soluzione. Un esempio per tutti riguarda l’acquisto dell’automobile che viene assicurata per furto e incendio, sebbene non sia obbligatorio mentre l’idea di salvaguardare la propria casa - un bene che durerà una vita e forse di più – non viene neppure valutata. Insomma, all’Italia manca proprio quella visione avanguardistica delle assicurazioni sociali."

Gli esperti affermano che una protezione totale deve essere soprattutto di natura previdenziale. “Certamente, l’individuo dovrebbe assicurarsi soprattutto per il caso morte, poi per l’assistenza sanitaria e infortunistica e dedicare solo una parte minima al risparmio”. Gli italiani, in genere, sono abituati a fare solo ciò che è obbligatorio … ma il tempo e le esperienze, soprattutto quelle negative servono a fare tesoro. Lo dimostrano i tantissimi che recentemente si sono affidati, ad esempio, al nostro team “Generali Italia - Brindisi” composto da 24 esperti che nei vari settori assicurativi rappresentano il meglio del mercato anche alla luce dei migliaia di clienti soddisfatti che gestiamo tutti i giorni."

Antonio Speciale, esperto del settore assicurativo quale Promotore Finanziario e docente specializzato, svolge l'attuale ruolo di direttore dell'agenzia Generali Italia di Brindisi disponendo della collaborazione di ben 30 dipendenti che gestiscono 7.000 contratti di altrettanti clienti. Il dott. Spreciale ha al suo attivo 26 anni di proficua esperienza che lo hanno portato al vertice quale Agente Generale di INA Assitalia di Brindisi ora confluita in Generali Italia. Lo scorso anno è stato anche direttore dell'Agenzia Generale di Lecce Nord. Dal 2014 è, inoltre, membro del comitato esecutivo di "Anagina" che rappresenta gli Agenti Generali di provenienza INA Assitalia con all'attivo 300 Agenzie sul territorio nazionale.

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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)