Giorgio Esposito

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Quinto anniversario dell'attentato alla scuola "Morvillo Falcone" di Brindisi: insieme per non dimenticare!
Melissa Bassi e la triste giornata di cinque anni fa nella riflessione di una studentessa

BRINDISI (Italy) - 19 maggio: una giornata dedicata al ricordo dei tristi eventi che colpirono il capoluogo pugliese e nel contempo tutta la società civile italiana. Una giornata "per non dimenticare" le sofferenze di quei giorni e soprattutto la figura di Melissa Bassi, la sedicenne che più di tutti ha pagato la follia assassina di un uomo che ora sconta l'ergastolo in carcere. Anche quest'anno, a fare da sfondo, l'istituto "Morvillo Falcone" che cinque anni fa accoglieva Melissa e le sue tantissime amiche ogni mattina. L'istituto, retto superbamente dalla dirigente scolastica Rosanna Maci, custodisce gelosamente sia il banco nella classe di Melissa, sia il ricordo - mai offusato in questi anni - di un'adolescente alla quale sono state troncate le aspettative di una vita felice e serena.


In memoria di Melissa. Nei ricordi di chi resta. Il ritratto di una ragazza che, a soli sedici anni, ha saputo insegnare molto agli adulti.

È il 19 maggio 2012, ore 7:30; una mattina come tante, per i pendolari. Brindisi accoglie i ragazzi che tra i quattordici e i diciannove anni, dai paesi di provincia, raggiungono il capoluogo per seguire le lezioni.


Ecco il consueto sovraffollamento dei pullman, qualche strattone, i soliti affanni, qualcuno un po’ di ritardo. Il cielo di mattina si tinge di chiarissimi colori. Le campagne, che i mezzi pubblici attraversano, allontano l’usuale smog cittadino. Il Sole spia attraverso i finestrini, rischiara qualche volto, risveglia i sorrisi.

È maggio e la natura si desta. Macchie di colori vivaci disseminate negli agri catturano gli sguardi dei viaggiatori assonnati, testimoni spesso inconsapevoli dei miracoli della natura. Melissa, però, pendolare mesagnese, classe 1996, alcune cose le nota. Il suo nome deriva infatti da un’antica parola greca: “ape”, sinonimo di operosità e diligenza. Ed infatti lei, a sedici anni, è una scrupolosa studentessa dell’istituto professionale “Morvillo Falcone” di Brindisi.

Come la consuetudine impone, anche quella mattina, si sta avviando a scuola. Ore 7:35; Melissa ha i capelli lunghi e castani che incorniciano un viso tondo e chiaro. Lunghe ciglia nere contornano i suoi occhi scuri che indugiano fuori dal finestrino. Chissà, forse godono di un momento di evasione. Guardano alto, verso il cielo, sognano. Forse Melissa si sta immaginando da adulta, quando raggiungerà il massimo successo, quando le riviste di moda parleranno di lei, sì, perché Melissa vuole diventare una stilista. Fantastica sul futuro, crede nelle sue ambizioni, sa di poter raggiungere i suoi obiettivi, perché lei è una ragazza ottimista, e spera anche quando gli altri si rassegnano. Costruisce il futuro con la tipica dedizione delle api; ogni mattina fa lo stesso tragitto di strada, raggiunge quotidianamente la stessa destinazione, con l’obiettivo di studiare per realizzarsi.

Ore 7:40; immagina il giorno in cui i suoi genitori, i signori Bassi, stringeranno le mani di persone importanti, perché la loro unica figlia avrà conseguito considerevoli traguardi. Lo sguardo si sposta veloce verso la facciata del suo Istituto: la giornata sta iniziando. Intorno a lei sguardi familiari ed amichevoli, gli amici di sempre, i pettegolezzi, le risa, il primo amore. Ore 7:45; esplode un ordigno rudimentale nei pressi dell’istituto professionale di Brindisi; si accerta la morte di una ragazza, ferite altre cinque. I genitori di Melissa da quel giorno in poi stringeranno le mani di persone illustri. I giornali più noti parleranno di lei, e dei suoi sogni, che vivevano silenziosi negli affollati autobus del brindisino. Melissa perde la vita nell’ attentato architettato da una mente folle di un uomo di mezza età subito identificato e punito dalla giustizia terrena.

Alla memoria di Melissa sono stati dedicati un giardino pubblico vicino alla sua scuola, una via a Mesagne in prossimità della sua abitazione, e una stella nella costellazione zodiacale del Sagittario. In occasione del quarto anniversario della sua ingiustificata scomparsa, Brindisi, Mesagne e l’Italia tutta si stringono intorno all’insanabile dolore dei suoi cari. Forse, Melissa osserva questo mondo da lontano, magari dalla stella cui ha dato il nome; o forse rivive nel caotico traffico della via di casa, o meglio ancora, nei sorrisi dei bambini che visitano il suo giardino. Rivive negli occhi di qualche sopravvissuta, o in quelli dei suoi affetti. Come le api industriose ha portato a termine la più importante missione che chiunque essere umano possa raggiungere, traguardo questo che va oltre la realizzazione personale e il successo: essere strumenti di pace per lottare contro la violenza, per fare della Terra un posto migliore, proprio come solo un’ape laboriosa è in grado di fare. (Anita Ricco)

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