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Dopo Hitler la storia si ripete, la Russia bandisce i Testimoni di Geova alla pari dei terroristi
La Corte suprema di Mosca vieta ogni attività religiosa e sequestra tutti i beni in favore dello Stato

ROMA (Italy) - La Corte suprema russa ha vietato l'attività dei Testimoni di Geova definendo la loro organizzazione religiosa "estremista" e ne ha sequestrato i beni a favore dello Stato. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass. I giudici hanno così accolto una richiesta del ministero della Giustizia. Il movimento ha fatto sapere che impugnerà la sentenza. In particolare, i Testimoni di Geova russi sono pronti a ricorrere alla Corte europea dei diritti dell'uomo. Nelle scorse settimane, le strade sovietiche sono già state oggetto di battaglie contro Gay, oppositori del regime dello Zar Putin e contestatori della fedele alleanza con il dittatore siriano Assad, ora tocca alla libertà di religione.


La Corte suprema della Russia ha deciso di mettere al bando i Testimoni di Geova. L'organo giudiziario ha definito l'organizzazione "estremista", vietandone tutte le attività sul territorio russo e confiscandone tutti i beni. Secondo il ministero della Giustizia “costituiscono una minaccia per i diritti dei cittadini, l'ordine pubblico e la sicurezza pubblica". Lo riferisce l'agenzia di stampa russa Tass. I Testimoni di Geova hanno annunciato che presenteranno ricorso. Un tribunale di Mosca il 12 ottobre 2016 aveva già avvertito i Testimoni di Geova che la loro organizzazione stava portando avanti delle attività considerate estremiste. E nel gennaio 2017 anche anche la corte cittadina di grado superiore ha supportato questo tipo di ammonimento. E oltre al bando, hanno ordinato la confisca tutti i beni del quartier generale di San Pietroburgo e delle 395 sezioni locali dell'organizzazione a favore dello Stato.

"Sono scioccato", ha detto il portavoce russo dei testimoni di Geova, Iaroslav Sivoulski, annunciando che sarà presentato un ricorso. Già qualche giorno fa la Corte aveva respinto la richiesta dei seguaci dell'organizzazione di essere considerati come "vittime di repressione politica". In tutta la Russia i testimoni di Geova sono 175mila. Molti di loro accusano le autorità russe di perseguirli per il loro rifiuto della violenza e di fare il servizio militare. Nelle scorse settimane i Testimoni di Geova hanno deciso di lanciare una campagna epistolare a livello planetario per fare appello direttamente al presidente Putin, al Cremlino e ai funzionari della Corte Suprema e si stima che siano state scritte e inviate in Russia almeno 20 milioni di lettere.

Il 22 marzo scorso, alla Camera dei Deputati, nel convegno organizzato dal CESNUR ‘Libertà di religione e credo. Diritti umani, dialogo e inclusione sociale', Massimo Introvigne, presidente del Centro Studi sulle Nuove Religioni e uno dei più noti sociologi delle religioni su scala internazionale, ha denunciato la vicenda, sostenendo che l'ipotetica messa al bando dei Testimoni di Geova sarebbe "uno degli attacchi più gravi alla libertà religiosa": “Se veramente i Testimoni di Geova dovessero essere messi al bando, totalmente vietati, nell’immenso territorio russo, questo sarebbe uno degli attacchi più gravi alla libertà religiosa del ventunesimo secolo. Ed è un attacco che si consuma ampiamente nel silenzio dei paesi occidentali".

I testimoni di Geova furono perseguitati dal regime nazista. Nella Germania nazista ne vivevano circa 25.000 e si stima che circa 10.000 di essi finirono nei campi di concentramento e che di questi circa 2.500 furono uccisi. Centinaia di testimoni di Geova furono uccisi per il loro rifiuto di prestare servizio militare nella Germania nazista e di giurare ad essa fedeltà. Lo storico Sybil Milton sottolinea il loro coraggio nell'atteggiamento di rifiuto alla Germania nazista. Non prendendo parte alla politica di nessun paese, infatti, i testimoni di Geova rifiutarono ogni tipo di partecipazione e coinvolgimento con Hitler.

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