Giorgio Esposito
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I futuri Operatori Umanitari, ecco come si addestrano alla gestione delle emergenze planetarie
Conclusosi presso la base WFP-UNHRD di Brindisi il Training Humanitarian Operations in Emergencies (HOPE)

BRINDISI (Italy) - In una assolata giornata, si è concluso il Training che ha consentito a quattordici giovani internazionali di specializzarsi nella gestione delle emergenze umanitarie. L'Humanitarian Operations in Emergencies, termina in genere con una settimana di "full immersion" nelle problematiche legate ad operazioni di emergenza che possono verificarsi in giro per il mondo. Un'evento che INTERSOS - la più importante Ong (a carattere umanitario) italiana - ha svolto nella base del WFP delle Nazioni Unite di Brindisi (UNHRD) attraverso simulazioni alle quali hanno partecipato anche 20 studenti del notissimo Istituto Nautico-Aeronautico "Carnaro".


Lodovico Mariani direttore del master in Humanitarian Operations in Emergencies (HOPE) organizzato dall’ASVI Social Change racconta con grande entusiasmo il training tenutosi presso la sede della Base WFP-UNHRD di Brindisi, che costituisce la parte finale del master. "L’obiettivo dei primi due giorni è stato quello di porre le basi per uno dei cardini del mestiere di operatore umanitario, ovvero la capacità di relazionarsi e gestire persone diverse in contesti altrettanto differenti e difficili". L’attenzione è stata poi spostata sull’intervento di emergenza. Il fine di 'HOPE', infatti, è proprio quello di di formare operatori, non solo in forma teorica. Dopo diverse esercitazioni in classe ci si trova, durante il training, nella situazione in cui i partecipanti al master sperimentano, sia in modo pratico che fisico come: lo scarico e il carico di materiali, simulando liste di beneficiari, organizzando simulazioni di meeting con le Nazioni Unite piuttosto che con l’autorità locali. Il training rappresenta il primo passo verso una visione verosimile di tutto quello che è presente in caso di emergenze umanitarie ed è sicuramente un modo molto diretto per far rimanere impresso tutto quello che si è studiato.

Un training che oggi si è anche impreziosito per la presenza di un numeroso team composto da 20 giovani studenti del quinto anno appartenenti al prestigioso Istituto Nautico - Aeronautico "Carnaro" di Brindisi. Una scuola che oramai da 5 anni collabora in completa sintonia con le due basi delle Nazioni Unite: GSC/UNLB e WFP-UNHRD, site nel capoluogo. Coordinatrice delle sinergiche attività la prof. Tiziana Molle che anche a nome della dirigente scolastica Clara Bianca ribadisce: "gli studenti del "Carnaro" sono sempre più coinvolti in queste fondamentali esperienze professionali, grazie anche ai nostri riconosciuti e sempre apprezzati metodi didattici." Metodi all'avanguardia che hanno consentito al "Carnaro" di divenire un punto di riferimento anche per tutte le attività che proprio INTERSOS sviluppa a livello territoriale. (foto: briefing operativo)

Una attività, quella di oggi, resa complessa da un sistema perfetto di addestramento sviluppato da ASVI Social Change, una scuola di formazione attiva da più di venti anni nel settore no profit, attraverso un master in partnership con l’Ong INTERSOS occupandosi di formare persone che vogliono lavorare nel settore dell’emergenza umanitaria. Questo master ha una durata di un anno all’interno del quale è previsto un Training finale presso la base WFP-UNHRD di Brindisi, dove i corsi affrontano nella prima parte il Working Emergency, ossia come si lavora nell’emergenza umanitaria, sia a livello di staff che di singoli, ed i vari profili, mentre nella seconda parte si affronta una vera e propria emergenza umanitaria attraverso l'attuale esperienza. Gli operatori, infatti, vengono calati in un contesto che può riguardare un disastro naturale, come quello che è stato organizzato quest’oggi, o situazioni di guerra. Gli operatori umanitari attraverso questo training vengono sottoposti a tutte le difficoltà che si troveranno a dover affrontare quando partiranno per un’emergenza reale, acquisendo competenze in ambiti che spaziano dalla parte burocratica a quella pratica. Sono divisi in due gruppi, all’interno dei quali ognuno ha un profilo ben definito ed ognuno di loro per la propria expertise si occupa di diversi ambiti, dalla logistica, all’amministrazione, al coordinamento. Il loro successivo impiego dipenderà poi dal tipo di emergenza, si parte da brevi missioni che possono durare due settimane fino a missioni che possono durare sei mesi, ma dipende molto anche dal ruolo che un operatore ricopre all’interno della missione. Figure come l’Emergency Response o Coordinator o Team sono impiegate inizialmente per aprire la missione oppure per ricoprire un ruolo ben definito in una già avviata.


Un contesto, quindi, altamente professionale nel quale spicca la figura di Vincenzo Pirato, Liaison Officer di INTERSOS che, giova rammentare, è la più importante Ong umanitaria italiana: “Territorialmente è in fase avanzata la costituzione di un Comitato che raggruppi idealmente tutte le iniziative umanitarie che l'organizzazione da me rappresentata, sviluppa in ben 20 paesi del mondo. Un esempio è dato dalla Regata Brindisi - Corfù che, anche attraverso INTERSOS, organizziamo nel capoluogo coinvolgendo - tra i tantissimi partners istituzionali internazionali - le Nazioni Unite con le due basi GSC/UNLB ed UNHRD che oggi ospita il nostro training. Senza poi dimenticare - continua Pirato - le varie connessioni a carattere filantropico che nascono dal prezioso e sempre produttivo binomio Intersos - Rotary".

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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)