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Redazione
Emergenza pidocchi: 3 trucchi per sconfiggere il nemico numero uno della popolazione studentesca
L'Italia subisce le metodiche invasioni dei pidocchi che quest'inverno colpiranno ben 1 milione e mezzo di ragazzi

ROMA (Italy) - L'allarme "pidocchi" corre sulle chat delle mamme. Intanto bisogna dire che il problema è molto diffuso: si registrano già moltissimi casi e nel corso dell'anno si arriverà a un milione e mezzo di alunni colpiti, che li passano talvolta anche ai genitori. Da metà ottobre a fine marzo è il periodo peggiore e poi è inutile far saltare la scuola a un bimbo colpito dai pidocchi, una volta fatto il trattamento. L'unica raccomandazione è quella di ripeterlo a distanza di 8-10 giorni, per intercettare anche i parassiti nati dalle uova sfuggite alla prima disinfestazione. Con l'arrivo dei primi freddi, occhio anche al cappello. Meglio non appenderlo, a scuola, vicino a quello dei compagni, perché i parassiti possono 'invaderli'. In caso di infestazione, gli abiti vanno lavati a 90 gradi o a secco. E così anche le lenzuola. Ecco una guida per sconfiggere in poche semplici mosse gli ospiti indesiderati dei nostri capelli.

La pediculosi è un'infestazione molto comune provocata dai pidocchi, piccoli parassiti di colore bianco-grigiastro che vivono solo sull'uomo e ne succhiano il sangue. Sono di dimensioni ridotte (da uno a tre millimetri) e depongono le uova attaccandole al fusto dei capelli o dei peli, sui quali si muovono facilmente grazie agli uncini posti sulle zampe. L'infestazione si manifesta con irritazione e intenso prurito nella zona interessata dall'infezione, che a sua volta causa dermatiti, impetigine e altre affezioni simili dovute a stafilococchi. Le uova, dette lendini, sono di colore chiaro, hanno una forma a pinolo e sono lunghe circa 1 mm. Le femmine del pidocchio del capo depositano le lendini alla radice dei capelli grazie a una sorta di colla resistentissima. Il pidocchio del pube le attacca sui peli del corpo, in particolar modo nel pube e sotto le ascelle. Il pidocchio del corpo invece, attacca le uova sulla fine peluria degli indumenti, particolarmente su quelli di lana. Le uova di tutti i pidocchi maturano e schiudono in 7 giorni. Nel corso di un mese, le varie specie possono deporre sull'ospite dalle 80 alle 300 uova.

Se in casa arriva un pidocchio la parola d'ordine è niente panico: i prodotti efficaci ci sono, funzionano e la procedura è relativamente rapida. Se non si riesce a vincere un'infestazione pur avendo fatto tutto a puntino, la 'colpa' è del fatto che in classe qualcuno trascura il problema, così gli insetti continuano a propagarsi. Secondo me, il ritorno regolare di questi parassiti è dovuto in parte alla mancanza di controlli, in parte anche alla crisi. Basta un bimbo che non fa il trattamento per infettare in poco tempo tutta una classe. Ormai abbiamo una vasta scelta di spray, oli e shampoo ad hoc, efficaci e non troppo aggressivi per la cute e i capelli dei piccoli, che sono però anche piuttosto costosi. Così capita che i genitori rinviino il trattamento, o ricorrano a più economici metodi della nonna e al fai da te. Per non parlare di mamme e papà 'distratti', che dimenticano di fare controlli regolari della testa del bambino.

In aiuto dei genitori può arrivare la tecnologia - Ormai in molte classi i genitori si riuniscono in chat, cosa che facilita le segnalazioni e il trattamento di massa. Il problema è che i controlli 'latitano'. Studi ci dicono che il 2-10% dei bimbi non viene mai visto dal pediatra durante l'anno, possiamo solo immaginare quanti sono quelli che non subiscono verifiche regolari anti-pidocchi. Nel mirino anche un'errata routine casalinga. E' sbagliato lavare i capelli al bambino una volta a settimana. Basterebbe farlo due volte e controllare in queste occasioni l'eventuale presenza di lendini o pidocchi, per intercettare l'infestazione agli inizi.

Come distinguere fra lendini (le uova del pidocchio) e forfora, che a volte colpisce anche i più piccoli? Le lendini in genere si trovano ben attaccate al capello, a qualche centimetro dal cuoio capelluto, mentre la forfora è sulla cute, ma essendo leggera può spostarsi sui capelli. Basta allora fare il test del soffio: se soffiando sul corpo estraneo questo si stacca e vola via, è forfora. Altrimenti è bene armarsi di pazienza, sfilare la lendine, eliminarla e mettersi all'opera per un controllo generale. E il tradizionale taglio drastico di capelli? Non serve affatto: basta seguire scrupolosamente le indicazioni del pediatra o quelle illustrate sulle etichette dei prodotti.

Un'altra fantasia riguarda i criteri con cui il pidocchio passa da una testa all'altra. Prendere i pidocchi non è affatto questione di scarsa igiene o di basso livello sociale, ma soltanto sfortuna. Basta essere nel posto sbagliato al momento sbagliato, e anche la chioma più pulita non sfuggirà all'attacco. Le lendini, una volta annidatesi sul capello, si schiudono dopo otto giorni. E prediligono l'area della nuca e quella intorno alle orecchie. Piccole, biancastre ed ovoidali, si collocano preferibilmente a un centimetro dalla cute. Basterebbe un controllo attento una volta a settimana ogni sabato per intercettare le lendini prima che si schiudano. Da metà ottobre a fine marzo è il periodo 'peggiore'. E con l'arrivo dei primi freddi, occhio anche al cappello. Meglio non appenderlo, a scuola, vicino a quello dei compagni, perché i parassiti possono 'invaderlo'. In caso di infestazione, gli abiti vanno lavati a 90 gradi o a secco. E così anche le lenzuola.

 


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