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Redazione
Le elezioni politiche del 2018 si avvicinano, ecco la road map fino alla possibile data del 4 marzo
L'election day unirebbe politiche, regionali e amministrative di molti comuni del Belpaese

ROMA (Italy) - Scioglimento delle Camere entro fine anno e alle urne domenica 4 marzo. Secondo le ultime indiscrezioni, sarebbe questa la road map verso il voto, con qualche giorno d'anticipo rispetto alla scadenza naturale della legislatura (iniziata il 15 marzo 2013).Come stabilisce l'articolo 61 della Costituzione, infatti, "l'elezione di ciascuna Camera ha luogo entro 60 giorni dalla fine della precedente. La prima riunione ha luogo non oltre il 20esimo giorno dalle elezioni. Finché non siano riunite le nuove Camere, sono prorogati i poteri delle precedenti". Primavera 2018, salvo colpi di scena, sembra oramai il periodo deciso per le prossime elezioni politiche abbinate alle regionali e amministrative che si svolgeranno nei primi mesi del prossimo anno.

L'ITER - Fissato per fine febbraio, il termine della legislatura potrebbe con ogni probabilità avvenire con qualche mese di anticipo. L'unico nodo che ormai resta da sciogliere al Governo - dopo l'approvazione al Senato del Rosatellum, che si crede avverrà in tempi rapidi - è infatti quello della Manovra e del suo via libera definitivo, previsto presumibilmente tra la fine di dicembre e i primi di gennaio. Se, come si pensa, la legge sullo Ius Soli non verrà calendarizzata, l'ultimo atto spetterà quindi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che avrà il compito di sciogliere le Camere dando il via ufficiale all'iter per le nuove elezioni.

Con lo scioglimento del Parlamento e come sancito dalla Costituzione, il Consiglio dei ministri avrà da quel momento un minimo di 45 giorni fino a un massimo di 70 per fissare un giorno e chiamare gli italiani al voto. Quale data, quindi, potrebbe essere la più 'papabile'? Calendario alla mano, le elezioni potrebbero cadere tra la seconda metà di febbraio o, molto più probabilmente, marzo. Magari alla prima domenica utile.

Volendo restringere il campo delle possibilità, è bene tuttavia ricordare che in Italia - dove non sono previsti periodi prestabiliti per tenere le elezioni - il voto si è comunque sempre svolto tra la fine di marzo e quella di giugno, con l'unica eccezione delle politiche 2013, quando la data è stata insolitamente fissata per il 24 e il 25 febbraio.

LEGGE BILANCIO - Prima di fine 2017, naturalmente, resta da fare l'esame della legge di Bilancio che, domani, va in discussione alla Camera dei deputati. Poi, secondo quanto previsto dalla legge, prima di scoprire quando si voterà, si passerà per lo scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica e per la comunicazione della data per le elezioni fissata dal Consiglio dei ministri.

ELECTION DAY - Intanto, se sulla data delle politiche sembra esserci una certa convergenza, la questione si fa complessa per quanto riguarda il tema 'election day': nel 2018, infatti, si vota anche per le Regionali in Lazio, Lombardia, Molise, poi in Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia, per finire con il Trentino e la Basilicata in autunno.

REGIONALI - La scelta della data unica tocca al governo che, al momento, non avrebbe ancora preso una decisione. Il tema, peraltro, oltre che politico (con Matteo Salvini e Giorgia Meloni che si sono espressi a favore dell'accorpamento) ha anche risvolti di natura tecnica: Friuli, Val d'Aosta e Trentino sono infatti a statuto speciale e possono decidere autonomamente una data.

AMMINISTRATIVE - Considerando che nel 2018 sono in scadenza anche alcune amministrazioni, c'è poi una serie di comuni che - sempre per legge - può votare tra aprile e giugno. Se verrà scelto l''election day', in sostanza, si tratterebbe di un accorpamento parziale e gli elettori dovrebbero comunque tornare nuovamente alle urne in più occasioni.


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