www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

Estate bollente per donne e ragazzine nelle mani di violentatori e stupratori
A quando una legge veramente seria che garantisca la piena liberta di "essere Donna"
Forse 20 o 30 anni di carcere duro ai responsabili basterebbero (garantisti permettendo) oppure no .....

ROMA (Italy) - Ritornano gli incubi per donne, ragazze e giovanissime che, in mancanza di norme veramente rigide, difficilmente riusciranno ad avere giustizia. Ecco gli ultimissimi casi in una estate di fuoco: una ragazza è stata violentata nel bagno di una discoteca. Le scene riprese da amiche sono poi state diffuse su WhatsApp. E poi c'è la squallida vicenda della ragazzina 13enne violentata in Calabria per tre anni dal branco. Violenza che parrebbe già conosciuta da genitori, amici e docenti della sua scuola. Tristi sono anche le vicende di Maria di 10 anni violentata e uccisa a Benevento, quella della 16enne "leggermente disabile" violentata a Roma e della 15enne napoletana stuprata dal fidanzato e altre 12 persone.


La giovane coinvolta nello stupro di Rimini si trovava un sabato sera in discoteca con altre ragazze e ha bevuto al punto da non capire quasi più niente, come lei stessa ha raccontato agli inquirenti, e come riportato dai quotidiani locali riminesi. Trascinata in bagno da un ragazzo di origine albanese, conosciuto di vista, la 17enne avrebbe subito violenza. La scena è stata ripresa dalle amiche dalla toilette di fianco, con un cellulare. Nel video non si vede la vittima in volto ma le immagini mostrano come la ragazza fosse completamente inerme. In sottofondo le risate di chi ha filmato la scena. Dopo aver visto il filmato, caricato su WhatsApp, e ora bloccato dai carabinieri, la 17enne si è rivolta alla madre che si è recata dai carabinieri della provincia del riminese dove abita. La denuncia è arrivata sul tavolo della magistratura riminese ed è stato aperto un fascicolo per violenza sessuale.

E po c'è la squallida vicenda della ragazzina violentata per tre anni dal branco - La madre sapeva, anche il padre, i professori, alcune compagne. Ma nessuno ha parlato della ragazzina di Melito che a soli 13 anni ha vissuto un incubo senza fine, segregata e violentata da otto ragazzi (uno era il figlio del boss locale). La vicenda della giovane 13enne di Melito Porto Salvo (Reggio Calabria) assume contorni sempre più tragici. La famiglia, come racconta il Corriere della sera, sapeva che la bimba era stata stuprata da un branco per tre infiniti anni (sono in manette gli 8 autori). La madre era venuta a conoscenza del fatto tramite la bozza di un tema scritto dalla giovane lasciata nella sua stanza. Spiega la ragazzina ai militari: "Fino a che un giorno a scuola la mia professoressa d’italiano ci dà un tema dove dovevamo parlare del ruolo che avevano avuto i nostri genitori nella nostra vita…. Ed io che nonostante non abbia detto niente per proteggere anche loro ero arrabbiata con loro perché comunque loro non se ne sono mai accorti di niente… cercavo di essere mai triste, mai arrabbiata… magari mi rendevo attiva in casa aiutavo molto mia madre…. Di giorno in giorno non se ne sono accorti proprio di niente … quindi ero un po’ arrabbiata con loro di questo perché comunque come fai a non accorgertene che tua figlia sta attraversando un periodo difficile, una difficoltà, niente completamente…" "Io torno a casa mi viene a prendere mia madre e inizia a dirmi che belle cose che hai scritto. Io scoppio in un pianto e le racconto tutto quello che era successo, tutto… non i particolari…" Ma la madre, forse per paura di dover andare "ad abitare in un altro paese" non ha denunciato nulla. Lo sapeva anche il padre, informato dalla moglie. Ma è solo grazie alla scuola che la vicenda è venuta fuori. "Dopo aver percepito da alcuni scritti e atteggiamenti della tredicenne un certo disagio ho parlato con la madre la quale mi ha opposto un netto rifiuto quando le ho chiesto se potessi comunicare la notizia all’intero consiglio di classe che avrebbe così potuto attivare i previsti percorsi di legge" ha spiegato una insegnante.

La vittima, la cui vita è stata caratterizzata da un perdurante e grave stato d'ansia che l'ha costretta anche a mutare le proprie abitudini, nel periodo degli abusi era completamente soggiogata al "branco". I ragazzi, infatti, l'avrebbero minacciata di divulgare alcune sue foto intime e di rivelare le sue "nefandezze" ai genitori. Una minaccia implicita, secondo i carabinieri, è stata costituita dal fatto che uno degli arrestati Giovanni Iamonte, di 30 anni, è il figlio di Remingo, attualmente detenuto, ritenuto il capo dell'omonima cosca di 'ndrangheta operante a Melito.

Maria, la bimba di dieci anni trovata morta in una piscina in provincia di Benevento è stata violentata ed è morta per asfissia da annegamento. Lo conferma l'autopsia, condotta nell'ospedale Rummo di Benevento dal direttore dell'istituto di medicina legale di Napoli, Claudio Buccelli, incaricato dalla Procura. Secondo la ricostruzione dei medici legali la piccola sarebbe stata violentata e poi buttata in piscina ancora viva. Maria non sapeva nuotare e così è annegata. La violenza subita da Maria potrebbe essere recente ma per stabilire con precisione il momento in cui è avvenuta sarà necessario attendere i risultati dei test eseguiti nel pomeriggio durante l'autopsia.

Una ragazza di un paese in provincia di Napoli è stata violentata dal suo fidanzato e da altre 12 persone. Il tutto è stato rirpeso con un telefonino. Non si sarebbe mai potuta immaginare che il suo ragazzo le stava preparando una simile crudeltà. Un 15enne è stata attirata in trappola dal fidanzato che le aveva chiesto di filmare un loro rapporto sessuale. Pensando fosse "qualcosa di romantico" la vittima ha acconsentito, ma quando si è incontrata con il suo morosino ha dovuto fare ben altro. Come riporta l'Huffingtonpost, la ragazzina di Pimonte, un paese in provincia di Napoli, dopo aver fatto sesso con il suo moroso, è stata costretta dallo stesso a subire uno stupro dai suoi amici. Il branco, composto da 12 ragazzi, ha minacciato la 15enne: se la vittima avesse parlato una volta finita l'aggressione, loro avrebbero pubblicato in rete il filmato del rapporto sessuale avuto con il fidanzato. L'episodio di questa violenza risale a qualche settimana fa. Dopo aver preso coraggio, la 15enne ha denunciato lo stupro e i carabinieri hanno fermato i dodici componenti del branco. Tutti minorenni. Undici aggressori sono stati trasferiti in comunità di recupero, mentre uno, minore di 14 anni, avrà un trattamento separato.

Orrore a Roma, nel quartiere Parioli, dove una ragazza di 16 anni con un lieve ritardo mentale è stata violentata all’interno del parco di Villa Ada. La giovane, dopo essere riuscita a fuggire, ha chiesto aiuto alla polizia. Due egiziani di 21 anni senza fissa dimora sono stati fermati con l’accusa di essere i responsabili della violenza. Lo stupro è avvenuto all’interno di alcune baracche utilizzate dai senzatetto. Fortunatamente, la ragazza è sfuggita agli stupratori riuscendo a fermare una volante che stava transitando nella vicina via Panama. Dopo aver raccontato quanto le era accaduto è svenuta tra la braccia di un agente ed è stata immediatamente accompagnata all’ospedale. Nel frattempo gli agenti hanno raggiunto Villa Ada dove hanno trovato i presunti responsabili all’interno di una baracca. I due erano già noti alle forze dell’ordine: in passato erano stati segnalati per un’aggressione a una ragazza avvenuta nei pressi della stazione Termini.

Approfondimenti su violenza donne .....


Riproduzione non consentita ©


Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)