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Stretto di Messina, a tutt'oggi i soli progetti del "ponte" sarebbero costati quasi un miliardo di euro
Da Berlusconi a Renzi ecco la storia del ponte della discordia

ROMA (Italy) - Renzi nel 2012 bacchettava e sentenziava contro l'opera proposta dall'allora Premier Silvio Berlusconi: "gli 8 miliardi del Ponte sullo stretto li dessero alle scuole”. Ora, a pochi mesi dal referendum costituzionale, lo stesso Renzi nelle vesti di Presidente del Consiglio rilancia l'ipotesi attuativa che più di ogni altra ha creato amori e dissapori tra intere generazioni di politici, cittadini e tecnici del belpaese. Ecco un breve excursus del progetto e i relativi costi già sostenuti con i pareri a confronto tra i pro ed i contro: un'opera faraonica che collegherebbe rapidamente la Sicilia all'Europa ma con grosse criticità in ordine alla sicurezza.....


La Società Stretto di Messina Spa che dal 1981 aveva il compito di progettare, realizzare e gestire il collegamento stabile tra la Sicilia e il Continente è in stato di liquidazione dal 15 aprile 2013, quando il Governo Monti ne sanci la chiusura. Dopo il rilancio del progetto con le promesse di Silvio Berlusconi durante la campagna elettorale del 2001, nel 2005 il consorzio Eurolink, composto tra gli altri dalla società Impregilo, vinse l’appalto per costruire il ponte e nel 2006 furono firmati gli ultimi accordi. Il progetto fu fermato dal governo Prodi entrato in carica nel 2006, ci fu un tentativo di ripartenza nel 2008 con il nuovo governo Berlusconi, ma nel 2012 il governo Monti bloccò il progetto in una maniera che definitiva, fino ad oggi.“

Nessuno sa con esattezza quanto sono costati questi decenni di progettazioni, studi e false partenze. Nel 2009 la Corte dei Conti ha stimato che soltanto nel periodo 1982-2005 siano stati spesi quasi 130 milioni di euro. Altre stime portano il costo totale a circa 600 milioni di euro. È una cifra che potrebbe quasi raddoppiare se lo stato dovesse perdere la causa con Eurolink, la società che aveva vinto l’appalto per la costruzione del ponte e che oggi chiede 790 milioni di euro più interessi come risarcimento danni.

Il Ponte sullo Stretto di Messina rinasce in Parlamento. Il rilancio del progetto di cui il premier Matteo Renzi ha parlato in occasione dell'assemblea del gruppo Salini-Impregilo è tutt'altro che una ipotesi. Che oltre alle fanfare ci sia una seria presa di posizione in questo senso lo dimostra la proposta di legge che Area Popolare porterà a Montecitorio. La Camera ha infatti calendarizzato per dicembre la discussione di un provvedimento che riattiva le procedure per la realizzazione del progetto faraonico. Ma ecco i motivi dei Pro e Contro all'esecuzione.

I Pro - Attraversamento stabile tra le due sponde con diminuzione dei tempi di percorrenza dell’intero tragitto, dagli attuali 45 minuti fino ad arrivare ad alcune ore nei casi peggiori (compresi i tempi di attesa all’imbarco) fino a una ventina di minuti in totale con il ponte. Disponibilità, per oltre un decennio, di un certo numero di posti di lavoro, tra le imprese di costruzione, le concessionarie e l’indotto (si calcola alcune migliaia di unità tra manovali, personale specializzato, tecnici e ingegneri). Maggiore flusso di traffico merci e persone: la Sicilia avrebbe maggiori potenzialità e benefici per l’economia locale, soprattutto nel settore del turismo e del commercio, grazie alla realizzazione del corridoio Napoli -Palermo.


I Contro - Per le associazioni ambientaliste ci sono almeno tre motivi per “dire no” al Ponte. Il Ponte sullo Stretto di Messina: ha un costo ingiustificato di 8,5 miliardi di euro, più del doppio di quello con cui il General Contractor Eurolink, capeggiato da Impregilo, ha vinto la gara (3,9 miliardi rispetto ai 4,4 miliardi di euro posti a base di gara). Non si ripaga con il traffico stimato, visto che le previsioni degli stessi progettisti valutano, a regime, un utilizzo del ponte che si aggirerebbe attorno all'11% della capacità complessiva (11,6 milioni di auto l'anno, a fronte, appunto, di una capacità complessiva teorica dell'opera di 105 milioni di auto l'anno nelle due direzioni). E' irrealizzabile dal punto di vista tecnico: si tratterebbe di costruire, in una delle aree a più alto elevato rischio sismico del Mediterraneo, un ponte sospeso, ad unica campata di 3,3 km di lunghezza a doppio impalcato stradale e ferroviario, sorretto da torri di circa 400 metri di altezza (quando allo stato attuale delle conoscenze tecniche il ponte più lungo esistente al mondo con queste caratteristiche è quello del Minami Bisan-Seto in Giappone di 1118 metri di lunghezza).


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