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Ancora missili nel mar del Giappone, gli States regolano i conti anche con il dittatore Pyongyang
Dopo il siriano Assad, Trump passa all'attacco anche contro la minacciosa Corea del Nord

ROMA (Italy) - La portaerei americana USS Carl Vinson si sta dirigendo con altre navi verso la penisola coreana, nel Pacifico occidentale, secondo quanto riporta la Cnn citando un funzionario della Difesa Usa. Il posizionamento del gruppo guidato dalla Vinson arriva - secondo la fonte - in risposta alle recenti provocazioni della Corea del Nord. Il 'Carl Vinson Carrier Strike Group', agli ordini dell'ammiraglio Harry Harris, rappresenta la principale presenza militare Usa nella regione sotto l'amministrazione del presidente Donald Trump. Operazioni di pattugliamento di routine nel Mar Cinese Meridionale sono iniziate lo scorso 18 febbraio.


Una flotta di portaerei Usa si sta muovendo verso la penisola coreana, nel Pacifico occidentale. Lo hanno reso noto fonti del Pentagono, confermando le notizie diffuse dai media Usa nella serata di ieri. La decisione del comando statunitense è chiaramente rivolta al regime nordcoreano e mostra l’intenzione di Washington di mobilitarsi contro le ambizioni nucleari di Pyongyang. «Il comando del Pacifico degli stati Uniti ha ordinato al gruppo aeronavale di portaerei Carl Vinson di mobilitarsi come misura di prudenza per mantenere la sua disposizione e presenza nel Pacifico», ha spiegato un portavoce del Pentagono. «La principale minaccia nella regione continua a essere la Corea del Nord, a causa della suo irresponsabile e destabilizzante programma nucleare», ha aggiunto.

Stati Uniti e Giappone sono tornati a ribadire la loro cooperazione contro il programma missilistico e nucleare della Corea del Nord e lo hanno fatto con una telefonata, durata 45 minuti, tra il primo ministro giapponese Shinzo Abe e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Entrambi i leader hanno sottolineato l’importanza di uno stretto coordinamento, secondo fonti citate da media locali giapponesi. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato con fermezza questa settimana l’ultimo lancio di un missile balistico da parte della Corea del Nord.

Il regime nordcoreano, sentitosi direttamente minacciato dall’attacco Usa alla base siriana di Sahyrat, non solo ha condannato l’azione americana ma ha sostenuto che questo «prova un milione di volte» come sia giustificato il rafforzamento e la prosecuzione del proprio programma nucleare per dotarsi di quegli ordigni atomici che terranno Pyongyang al riparo da eventuali azioni di Washington.

All'inizio di questa settimana, la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico nel mare orientale, a poche ore dall'iniziio del summit fra il presidente Trump e l'omologo cinese Xi Jinping a Mar-a-Lago dove i due leader hanno affrontato la questione nucleare della Corea del Nord.


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Quattro missili balistici lanciati dalla Corea del Nord nel mar del Giapone, gli Usa: pazienza finita
Trump scalda i motori per un'azione bellica nei confronti del dittatore comunista Kim Jong Un

ROMA (Italy) - Ultimo avvertimento per il paese comunista: gli Stati Uniti "useranno tutta la gamma delle loro capacità militari" dinanzi alla minaccia rappresentata dalla Corea del Nord. L'avvertimento è arrivato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ieri - poche ore dopo il lancio di quattro missili balistici da parte del 'regno eremita' - ha avuto colloqui telefonici separati con il premier giapponese Shinzo Abe e con il presidente ad interim della Corea del Sud Hwang Kyo-Ahn. Per gli Stati Uniti un'azione militare contro la Corea del Nord è "un'opzione sul tavolo", ha poi affermato il Segretario di Stato americano Tillerson.


Fine della politica americana di "pazienza strategica" nei confronti della Corea del Nord. A decretarla è stata il segretario di Stato americano Rex Tillerson, che oggi ha visitato la zona smilitarizzata al confine tra le due Coree, dopo aver già sostenuto che "l'approccio diplomatico" perseguito con Pyongyang "negli ultimi vent'anni è fallito".

"La politica della pazienza strategica è finita - ha scandito il capo della diplomazia americana, in un punto stampa congiunto con il ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung-se -. Stiamo esplorando una nuova gamma di misure diplomatiche, di sicurezza ed economiche. Tutte le opzioni sono sul tavolo". Per gli Stati Uniti un'azione militare contro la Corea del Nord è "un'opzione sul tavolo", ha poi affermato Tillerson.

Parlando con i giornalisti dopo aver visitato la zona demilitarizzata che divide le due Coree, il segretario di Stato americano, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un'azione militare, ha detto che "certamente noi non vogliamo che le cose arrivino ad un conflitto militare". "Se loro elevano la minaccia del loro programma di sviluppo di armamenti ad un livello che richiede l'azione, allora questa è un'opzione sul tavolo", ha poi aggiunto.

Tillerson ha quindi rivolto un messaggio a Pechino, dove domani concluderà la sua missione asiatica, chiedendo che la Cina applichi in modo completo le sanzioni imposte dall'Onu in risposta ai test nucleari e missilistici della Corea del Nord. "Non credo che noi abbiamo raggiunto il massimo livello di azione possibile nell'ambito della risoluzione del Consiglio di Sicurezza con la piena partecipazione di tutti i Paesi", ha detto.

Trump, si legge in una nota della Casa Bianca, "ha sottolineato l'impegno di ferro verso il Giappone e la Corea del Sud dinanzi alla grave minaccia posta dalla Corea del Nord". Il presidente, in particolare, ha ricordato che "la sua amministrazione sta adottando misure per rafforzare ulteriormente la nostra capacità di deterrenza e di difesa contro i missili balistici nordcoreani, usando tutta la gamma di capacità militari degli Stati Uniti".

Infine, Trump ha concordato con Abe e Hwang di "continuare la stretta cooperazione bilaterale e trilaterale per dimostrare alla Corea del Nord che si saranno conseguenze terribili per le sue azioni provocatorie e minacciose".

All'indomani del lancio di quattro missili balistici da parte della Corea del Nord, gli Stati Uniti hanno risposto avviando il dispiegamento in Corea del Sud del sistema di difesa missilistico Thaad. "Le continue azioni provocatorie della Corea del Nord, incluso ieri il lancio multiplo di missili, conferma solo l'avvedutezza della nostra decisione di dispiegare il Thaad in Corea del Sud", ha commentato il comandante responsabile del comando americano del Sud Pacifico, Harry Harris.

Intanto, l'agenzia di stampa nordcoreana Kcna ha riferito che il test missilistico è stato condotto da un'unità di artiglieria che "aveva il compito di colpire le basi delle forze di aggressione imperialista americana in Giappone" e che all'esercitazione era presente il leader nordcoreano Kim Jong Un. Tre dei quattro missili lanciati ieri sono finiti nel mar del Giappone, a circa 300-350 chilometri dalle coste del Paese.


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La Corea del Nord effettua il suo quinto test nucleare e scatena un sisma pari a quello in Centro Italia
Il dittatore comunista viene osannato dai suoi vertici governativi mentre gli Stati Uniti lanciano l'allarme

ROMA (Italy) - La Corea del Nord ha effettuato il suo quinto test nucleare. Il più potente di sempre, che ha determinato un sisma di magnitudo 5.3 nel nordest del Paese. La conferma è arrivata con un annuncio trionfale della tv di stato, nel giorno del 68mo anniversario della nascita dello stato nordcoreano, mentre sugli schermi passavano le immagini di gente in delirio che applaudiva le riprese aeree del nuovo test. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha minacciato "gravi conseguenze" e ha invitato i vertici di Corea del Sud e Giappone a immediate consultazioni: ora il pericolo è reale per il mondo intero.


In sostanza, da oggi Kim Jong Un dispone della tecnologia adatta a montare un’ogiva nucleare sui missili. La conferma del test da parte di Pyongyang è arrivata dopo la denuncia da parte di Seul di un forte terremoto artificiale, di magnitudo 5.3, nell'area di Punggye-ri (avvertito anche in Giappone) scatenato da un’esplosione pari a 10 kilotoni, la più potente mai provocata dalla Corea del Nord, “poco meno forte di quella della bomba atomica su Hiroshima" come hanno riferito fonti militari di Seul. E immediate sono state le reazioni internazionali, in un contesto già difficile determinato dal dispiegamento dello scudo antimissile Thaad, annunciato da Washington e Seul nella penisola, che sta deteriorando ancora di più le relazioni tra Usa e Giappone da una parte e Cina e Russia dall'altra. Questo quinto, plateale test nordcoreano riaccende i timori di un’apocalisse.

Nel 2015 Kim Jong Un aveva rivelato di possedere ordigni all'idrogeno. A gennaio di quest’anno aveva assicurato di aver fatto esplodere la sua prima bomba H, di "una potenza distruttiva da cento a mille volte superiore all'atomica convenzionale". E secondo fonti d'intelligence, i ricercatori nordcoreani sarebbero riusciti a miniaturizzare le testate, rendendole adatte ai lanci con razzi a lungo raggio, montati anche sui sommergibili. Con il test odierno, e se questo scenario fosse provato, il salto di qualità della corsa atomica di Pyongyang sarebbe decisivo: il rischio di un attacco nucleare all'idrogeno non investirebbe più solo l'Estremo Oriente, ma l'intero pianeta.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, ha minacciato "gravi conseguenze" e ha invitato i vertici di Corea del Sud e Giappone a immediate consultazioni. "Il Presidente - ha riferito Josh Earnest, portavoce della Casa Bianca - ha indicato che continuerà a consultarsi con gli alleati nei giorni a venire per dimostrare che le provocazioni della Corea del Nord avranno serie conseguenze". Premier giapponese Abe: atti non tollerabili Il premier giapponese Shinzo Abe ha detto che il sospetto test nucleare della Corea del Nord, è "un atto non tollerabile" e il Giappone inoltrerà una forte protesta se dovesse essere confermato. Le ultime rilevazioni dei sismologi confermano che il tremore è stato avvertito a scarsa profondità, e due mesi fa un satellite americano aveva individuato un programma in atto nella sede di Punggye-ri, a nord est del paese, che in genere il regime di Pyongyang usa per i test atomici.

Il Consiglio Nazionale della Sicurezza (Nsc) in Giappone si sta coordinando con i governi di Stati Uniti e Corea del Sud per analizzare la situazione e verificare le più recenti immagini dei satelliti. Dopo l'ultimo esperimento nucleare condotto a gennaio, la Corea del Nord ha proseguito nei suoi atti di sfida alla comunità internazionale, tra cui il lancio di un missile da un sottomarino, finito nelle acque territoriali del Giappone a fine agosto. Sin dal primo test atomico condotto nel 2006, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha imposto al Paese una serie di sanzioni. Dura nota di protesta del governo sudcoreano In una nota diffusa dal ministero degli esteri della Corea del sud si evidenzia che il governo coreano considera il test nucleare del 9 settembre "una sfida grave e imperdonabile e annuncia la sua forte condanna”. Nella nota si annuncia che “il governo della Corea del Sud adotterà qualsiasi mezzo a disposizione senza alcuna esitazione per impedire qualsiasi azione di provocazione della Corea del Nord che minacci la sicurezza dei cittadini sudcoreani e della Corea del Sud”.


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Hollywood festeggia l'uscita del film "The interview"
La Russia si schiera con il dittatore Pyongyang

ROMA (Italy) - Giunge al capolinea la vicenda cinematografica che in queste settimane ha fatto tenere con il fiato sospeso l'America intera, in particolar modo il ricco e sfarzoso mondo hollywoodiano. Il film piu' chiacchierato e contestato di fine anno "The interview", è uscito finalmente nelle sale americane. La pellicola prodotto dalla Sony Pictures racconta ironicamente, trasformando quasi in parodia il regime dello Stato asiatico, con due agenti della Cia che hanno il compito di assassinare il leader della Corea del Nord, Kim Jong-un. The interview ha alzato un polverone mediatico e politico proprio a causa del suo contenuto che ha offeso non poco il leader nordcoreano e il suo regime già in contrasto da anni con gli Usa sul tema dei cyber attacchi ai danni del gigante dell'industria cinematografica statunitense “Sony”.


Il 24 novembre, il Colosso americano "Sony Pictures Entertainment" ha subito un attacco al suo sistema informatico, era stato manomesso diventando parzialmente inutile. Sullo schermo dei computer era comparso un messaggio accompagnato da uno scheletro dalla faccia diabolica: "Abbiamo preso tutti i vostri dati interni. Questo è solo l'inizio, se non obbedite faremo vedere questi dati a tutto il mondo". Cosi è stato, pochi giorni dopo i pirati hanno iniziato a diffondere sulla rete i dati riservati delle Sony Corporation, copie pirata di quattro pellicole indite, con una qualità paragonabile a quella di un DVD originale. Tra queste spicca "Annie", un film per famiglie con protagonista Cameron Diaz e Jamie Fox di cui l'uscita nei cinema era attesa per le vacanze di Natale.

La colpa “sull’intrusione informatica” alla Sony è ricaduta subito sul Pyorayang. Perche? Si è parlato della Corea del Nord a causa delle minacce che a giugno il paese asiatico, al confine con la Cina, aveva dichiarato aspramente contro gli Stati Uniti promettendo “rappresaglie spietate”, dopo aver visto il trailer di The interview. L'accusa si è rafforzata inoltre dalle analogie riscontrate tra il codice informatico del software utilizzato per violare il sistema della Sony Pictures e quello usato durante un attacco condotto dai nordcoreani contro Seoul nel 2013 nei confronti degli utenti della Playstation. La risposta della Corea del Nord non tarda ad arrivare, si riconosce subito estranea ai fatti e alle accuse diffamanti di Washington sul cyber attacco. Da qui si apre una vera e propria crociata nell’opinione pubblica e non solo, nel mondo dello spettacolo, nel piani alti della governance americana. “Se il governo nordcor eano vuole veramente aiutare, ammetta di essere colpevole e compensi la Sony per i danni provocati dal suo attacco” cosi si pronuncia il consigliere della sicurezza Nazionale americana, Mark Stron. Anche le dichiarazioni fatte dal presidente Barack Obama, danno l'idea precisa sulla posizione degli Stati Uniti: “I dittatori non impongono la censura al Paese della libertà” afferma il Presidente Usa.

Le parole dure del presidente americano sono corrisposte a fatti, poiché la proiezione del controverso film di James Franco ha visto la luce in centinaia di cinema degli States. Dall'Alabama a Manhattan, oltre 300 sale cinematografiche hanno messo in programma The interview. Una contromossa, quindi, contro gli hacker che avevano guastato il lancio della pellicola per Natale preventivato dalla cine-casa americana. “Abbiamo preso posizione per la libertà” dice il gestore del cinema “Village East” a Manhattan, Lee Peterson. “Vogliamo dimostrare al mondo che agli americani non viene detto cosa possono o non possono fare” conclude Peterson.

La Russia ha definito “scandaloso” il film e si è schierato solidalmente dalla parte dei nordcoreani e del loro leader Kim Jong-Un. Una scelta, quella dello Zar Putin, dettata unicamente per “vendicarsi delle sanzioni che l’occidente ha imposto alla Russia dopo il conflitto in Ucraina e che sta producendo “il puro fallimento” dell’economia sovietica con la svalutazione del Rublo del 40%. (Chiara Chiricò)


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In Corea del Nord, tra crudeltà e fame spiccano le enormi spese militari
Il salario di un operaio è in media di 2 euro al mese ma il dittatore Kim Jong possiede sei treni personali

ROMA (Italy) - In Corea del Nord vivono 24 milioni di persone. Nel paese si muore ancora di fame e si patisce una malnutrizione tale che i Coreani del Nord sono in media 15 cm più bassi dei loro confratelli del Sud. Ciò nonostante il Paese è in una specie di allerta pre-bellica permanente e mantiene 1.2 milioni di soldati effettivi, con circa 600,000 uomini di riserva.

Capo supremo è Kim Jong, un un trentenne con delle verificate paranoie. E’ il terzo nella nuova dinastia dei Kim, iniziata con Kim Il Sung, proseguita con suo figlio Kim Jong Il, ed ora passata a Kim Jong Un. Non c’è mai stato bisogno di elezioni o di chiedere il parere di nessuno: i Kim regnano come sovrani, e il culto della personalità creato intorno a loro ha forti sfumature mistiche, che li dipinge come personaggi soprannaturali.


Per sapere che cosa significa vivere sotto il regime più liberticida e spietato del mondo bisogna parlare con Hea Woo. Nata nel 1950 in Corea del Nord nella provincia di Kangwon, nel sud del paese, ha imparato fin da piccola, a scuola, che il dittatore Kim Il-sung era un dio. Ha perso una figlia, morta di fame nella grande carestia che ha colpito il paese negli anni Novanta. Suo marito è stato ucciso in un gulag e lei, convertitasi al cristianesimo, dopo essere scappata in Cina per due volte e per due volte rimpatriata in Corea del Nord, ha vissuto sulla sua pelle le violenze e le torture del gulag, l’inferno in terra, dove è stata rinchiusa per quattro anni prima di fuggire di nuovo e diventare libera nel 2010. Nelle scuole è difficile insegnare qualcosa ai bambini quando muoiono di fame. Anche restare seduti al banco diventa difficile. Molti alunni frequentavano le lezioni per poche ore a causa della scarsa nutrizione: almeno 15 su 50 abbandonavano dopo appena un’ora. E non c’era solamente la fame dei bambini.

Sappiamo che è governato dalla dinastia dei Kim, in una sorta di monarchia assoluta di stampo comunista che assai poco concede agli altri paesi in fatto scambi. Difficile entrarvi, ancora più difficile uscirvi. E che ama esibire il suo esercito, durante parate dalle incredibili coreografie umane, disegnate per incantare e spaventare. Sappiamo poi che il suo popolo vive in miseria e nell'illusione che il resto del mondo sia un posto ancora più brutto.

Ospita numerose prigioni e persino campi di concentramento, come il famigerato Hwasong (o Campo 16) della cui esistenza si è saputo solo nel 2009 e dove si stima siano stipati 20 mila prigionieri politici. In tutto, secondo fonti internazionali, i detenuti in Corea del Nord sarebbero 200 mila su un popolazione di 25 milioni di abitanti (in Italia sono circa 68 mila su una popolazione di 60 milioni e 600 mila abitanti, negli Usa 2,4 milioni su £13 milioni di abitanti). A svelare le condizioni disumane a cui sono sottoposti è stato il libro Fuga dal campo 14 di Shin Dong-hyuk, l'unica persona ad essere riuscita a evadere da una prigione coreana.

Il paese può contare anche su uno dei più grandi eserciti del mondo: con circa 1,2 milioni di soldati (e più di 8 milioni di riservisti) di cui 180 mila membri scelti. È un numero incredibile, circa 49 soldati ogni 1000 abitanti, senza contare i riservisti. Negli Usa sono 5 su 1000 per fare un confronto.
La gran parte del loro addestramento si basa sull'ipotetica invasione della Corea del Sud, dove sono stati trovati 4 tunnel segreti in grado di permettere lo spostamento di 30 mila soldati in un'ora. Secondo fonti americane ce ne sarebbero almeno altri 20.

Solo i militari e gli ufficiali governativi possono avere l'auto. Queste restrizioni hanno fatto sì che si sviluppasse un sistema illegale di taxi gestiti dagli stessi militari e dai membri del partito di governo.

Kim Jong Un possiede 32 residenze e... 20 stazioni: ha paura di volare e si muove solo in treno (ne ha 6, attrezzati di tutto punto con suite, stanze per le riunioni, tv a cristalli liquidi e vasca delle aragoste). Nel paese si può fumare liberamente marijuana. Ma c'è chi è finito in prigione, colpevole di aver tentato di fare uno spinello con carta di giornale dove era ritratto il leader Kim. (Redazione)


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La Corea del Nord sfida gli States
I Missili puntati sulle basi del pacifico: Hawaii e Guam

ROMA (Italy) - Missili strategici e artiglierie a lunga gittata sono stati preallertati per possibili attacchi, sia sul loro territorio, sia alle Hawaii e a Guam oltre che in Sud Corea e Giappone. Le forze armate norcoreane sono in "assetto da combattimento" avendo per obiettivo gli Stati Uniti: lo riporta l’agenzia ufficiale Kcna, secondo cui il target sono «le basi Usa continentali, delle Hawaii e di Guam, la più grande isola della Micronesia, controllata da Washington e situata nell’Oceano Pacifico occidentale, soli 1.500 chilometri circa a sud-est della penisola coreana.

Le forze armate del Nord sono pronte a entrare in azione, mentre le unità di artiglieria con i razzi a lungo raggio sono pronte al tiro. Queste unità devono tenersi pronte ad attaccare tutte le basi militari americane nella regione Asia-Pacifico, comprese quelle sul continente nordamericano, alle Hawaii e a Guam, oltre a quelle in Corea del Sud, aggiunge il comunicato diffuso dall’agenzia Kcna.


Nonostante il test di un missile balistico del 12 dicembre scorso, gli esperti ritengono che Pyongyang non è ancora in possesso della tecnologia necessaria per lanciare un missile intercontinentale capace di colpire gli Stati Uniti. Hawaii e Guam anche sono considerate come fuori portata dai missili a medio raggio sviluppati dalla Corea del Nord, che potrebbero invece colpire le basi in Corea del Sud e in Giappone.

Da questo momento, riporta la Kcna, "il Comando supremo dell’Esercito popolare di Corea è in posizione da combattimento così come le unità di artiglieria a lungo raggio, incluse quelle strategiche con i razzi a lungo raggio che hanno per obiettivo tutti i target nemici negli Usa, come le basi continentali, delle Hawaii e di Guam". Già giovedì scorso Pyongyang aveva lanciato un monito analogo, ma dai toni meno circostanziati e senza accennare a preparativi in atto. Più in generale, il Nord ha ripetutamente ventilato l’ipotesi di attaccare Usa, Corea del Sud e lo stesso Giappone, persino con armi nucleari. Le recenti esercitazioni congiunte tra le forze americane e di Seul hanno provocato un ulteriore inasprimento della retorica da parte del regime nord-coreano.

Ciò che il Pentagono teme di più, però, è un attacco “EMP”: ossia un attacco da impulso elettromagnetico. Si tratta di un’arma che, per raggiungere il suo scopo, non necessita di grande precisione e che potrebbe detonare ovunque nei cieli americani, anche ad alta quota (fino a 30 kilometri di altezza). Ciò significa che anche un solo aereo nordcoreano sfuggito ai radar sarebbe in grado di costituire una seria minaccia. L’esplosione di una simile testata, specie se nucleare, è capace di generare un impulso simile a una tempesta solare, in grado di annientare in un attimo tutte le difese elettroniche con evidenti conseguenze per le infrastrutture critiche di un Paese altamente tecnologico come gli Stati Uniti: la rete elettrica, le telecomunicazioni, la rete idrica, le banche potrebbero essere disattivate da un solo missile, compromettendo drasticamente il livello di civiltà raggiunto dagli USA e riportandoli a una situazione comparabile con quella degli anni Cinquanta. È un po’ la teoria degli attacchi hacker alle infrastrutture critiche, ma questa via sarebbe ancora più semplice e veloce. A conferma dell’esistenza in Corea del Nord di una testata cosiddetta “Super EMP” vi sarebbero fonti sia dell’intelligence russa che cinese, le quali hanno certo avuto un ruolo nell’operazione. (Redazione)


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Corea del Nord: pronti ad attacco nucleare contro Usa
L'Onu vota le sanzioni contro il paese comunista

ROMA (Italy) - Un minaccia diretta. Così l'hanno vista al Palazzo di vetro i rappresentanti dei governi che hanno votato all'unanimità le sanzioni contro il regime dittatoriale nord coreano. La Corea del Nord, per parte sua, si dice pronta a ricorrere a un attacco nucleare preventivo contro chiunque metta in campo una minaccia seria contro la nazione comunista.

La Corea del Nord ha accusato Washington di usare le manovre militari congiunte con Seul allo scopo di lanciare un attacco convenzionale e nucleare. Secondo quanto riportato dagli apparati di sicurezza americani, nonostante i progressi nella tecnologia missilistica, la Corea del nord non disporrebbe ancora di vettori nucleari in grado di colpire gli Stati Uniti d’America. Ma a tremare è soprattutto la pacifica e occidentale Corea del sud che divide i confini con un Governo inaffidabile e guerrigliero.


Intanto, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha dato il via libera all'unanimità all'estensione delle sanzioni contro la Corea del Nord, approvando il testo concordato tra Stati Uniti e Cina. Il provvedimento si è reso necsssario dopo che il regime di Pyongyang ha minacciato di compiere attacchi nucleari preventivi contro gli Stati Uniti, a poche ore dal voto alle Nazioni unite. Un portavoce del ministero degli Esteri ha dichiarato "che il Paese eserciterà il proprio diritto di compiere attacchi nucleari preventivi sui quartieri generali dell'aggressore", perchè Washington sta spingendo per iniziare una guerra nucleare contro la Corea del Nord. La Corea del Nord sta reagendo alle possibili sanzioni che saranno applicate nei suoi confronti e alle prossime esercitazioni militari di Usa e Corea del Sud.

"La Corea del Nord non otterra' nulla attraverso nuove minacce e provocazioni": lo ha detto 'l'ambasciatrice Usa all'Onu, Susan Rice, commentando le parole di Pyongyang su un ipotetico attacco nucleare preventivo in risposta all'inasprimento delle sanzioni promosse dagli Usa al Consiglio di Sicurezza con l'ok anche di Russia e Cina. "L'unico risultato delle nuove minacce e delle nuove provocazioni sarà quello di un ulteriore isolamento della Corea del Nord", ha continuato Rice, che ha definito le nuove misure restrittive adottate dal Consiglio di Sicurezza "le più pesanti mai approvate dalle Nazioni Unite".
La Repubblica Democratica Popolare di Corea, conosciuta più comunemente come Corea del Nord, occupa la metà settentrionale della penisola coreana. Le due Coree sono ancora (dall'armistizio del 1953) tecnicamente in stato di guerra, e le relazioni fra i due paesi tendono a variare repentinamente da un'estremo all'altro. Ufficialmente il governo nordcoreano si presenta come uno Stato multipartitico guidato secondo l'ideologia politica della Juche, ovverosia dell'autosufficienza, ma molti osservatori lo considerano sottoposto ad un regime dittatoriale. La Corea del Nord è uno Stato socialista segnato da una politica per certi versi di stampo stalinista, e fortemente isolazionista. Viene utilizzata la pianificazione centrale per organizzare le politiche economiche e sociali. Secondo Amnesty International è uno dei paesi con la peggiore situazione riguardo i diritti umani e le libertà fondamentali. L'isolamento economico ha causato un costante impoverimento del paese a partire dagli anni '70.

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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)