Giorgio Esposito
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L'Italia invia 11 tonnellate di medicinali in Libia con un volo militare
La spedizione è partita dalla base umanitaria del WFP-UNHRD di Brindisi

ROMA (Italy) - Un nuovo volo umanitario della Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Estari italiano, è partito con un carico di circa 11 tonnellate di aiuti destinati alla Clinica Universitaria di Sabrata, in Libia, a 80 km a ovest di Tripoli. Il volo dell’Aeronautica Militare, decollato dalla Base di Pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) di Brindisi, gestita dal World Food Programme (WFP), trasporta kit medici contenenti materiale sanitario e farmaci di vario genere. All’arrivo a Tripoli gli aiuti sono stati presi in carico dall’ambasciata d’Italia in Libia, che gestirà anche la successiva consegna a destinazione finale.


Si tratta della terza donazione dell’Italia per i programmi di assistenza in Libia. La situazione umanitaria in Libia è in costante peggioramento a causa del conflitto in corso e dell’instabilità politica ed economica, fattori che colpiscono duramente i mezzi di sussistenza delle famiglie e la loro capacità di soddisfare i propri bisogni fondamentali, compresi quelli alimentari. Per questo, le persone sono costrette a ricorrere a misure estreme come saltare i pasti, ritirare i bambini da scuola o tagliare le spese sanitarie.

Il ministro Alfano ha ribadito: “Con questa donazione la Cooperazione Italiana allo Sviluppo, ha risposto all’appello lanciato di recente dall’ospedale della città portuale libica, con cui chiedeva aiuti diretti per poter curare i propri pazienti”. All’arrivo a Tripoli gli aiuti saranno presi in carico dall’ambasciata d’Italia in Libia, che gestirà anche la successiva consegna a destinazione finale con un trasporto via terra.

Una riprova della necessità che risiede nella collaborazione fra Italia e Libia per gestire il flusso migratorio nel Mediterraneo centrale e sviluppare una strategia comune contro l’azione degli scafisti. In questo contesto, si inseriscono perciò anche altri ambiti d’intervento che, allo stesso modo, rientrano in un programma di cooperazione volta a garantire un supporto reciproco che vada anche oltre la questione migranti.

Significative le parole del responsabile della Cooperazione Italiana del Ministero degli Esteri presso la base umanitaria di Brindisi Mr. Giampiero Criscuolo, che riprendono gli ideali della stessa funzione: "La Cooperazione allo Sviluppo del MAE è parte integrante della politica solidaristica estera del nostro Paese, cioè quella di garantire a tutti gli abitanti del pianeta la tutela della vita e della dignità umana. E proprio questa spedizione umanitaria partita dalla Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi (UNHRD) ne è l'esempio più lampante ed efficace".


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Il Madagascar sommerso dalla povertà e dalla fame, quasi un milione di malgasci a rischio morte
Gli appelli delle agenzie delle Nazioni Unite "World Food Programme" e "Fao"

ROMA (Italy) - La FAO e il Programma Alimentare Mondiale (WFP),hanno sottolineato che per fornire questo sostegno e aiutare ad affrontare l’aggravarsi dell’insicurezza alimentare nel sud del Madagascar sono necessari maggiori finanziamenti. La FAO inizierà intanto la distribuzione di talee e sementi il mese prossimo, con l’intento di raggiungere circa 170.000 famiglie di contadini nei distretti del sud dove più grave è l’insicurezza alimentare. Contemporaneamente, queste stesse famiglie riceveranno cibo o contanti come parte di un programma di assistenza in corso del WFP così da riuscire a sopravvivere fino al prossimo raccolto di marzo/aprile. Il WFP ha distribuito cibo nelle aree di maggiore necessità sin da giugno.


“La stagione della semina offre una piccola opportunità agli agricoltori locali di riavviare la produzione agricola. Migliaia di famiglie stanno già patendo la fame. Perdere quest’occasione si tradurrà in una grave e prolungata crisi alimentare e dei mezzi di sostentamento, rendendo la situazione delle famiglie ancora più disperata”, ha detto José Graziano da Silva, Direttore Generale della FAO. 850.000 persone – circa la metà della popolazione del sud del paese – stanno patendo la fame e hanno bisogno di assistenza umanitaria urgente, secondo i più recenti riscontri del Quadro Integrato di Classificazione della Sicurezza Alimentare (IPC). Questi indicano che la sicurezza alimentare e nutrizionale potrebbe peggiorare ulteriormente nei prossimi mesi se non s’incrementeranno con urgenza gli interventi umanitari. Si stima che nel complesso, nel 2016/17, siano circa 1,4 milioni le persone che soffrono d’insicurezza alimentare nelle tre regioni meridionali dell’isola. “Come ho avuto modo di vedere di recente nel sud del Madagascar, gli agricoltori sono in una situazione disastrosa”, dice la Direttrice Esecutiva del WFP Ertharin Cousin. “Ma, attraverso una risposta comune, le nostre due agenzie possono cominciare a cambiare questa situazione, non solo fornendo un sollievo immediato ma dando alle comunità i mezzi di cui hanno bisogno per nutrirsi”.

Mentre il WFP e la FAO hanno assicurato i fondi per lanciare il loro programma congiunto di assistenza, senza nuovi finanziamenti non riusciranno a raggiungere tutte le famiglie contadine colpite dalla siccità. Dei 22 milioni di dollari necessari, la FAO ne ha ricevuti sinora soltanto 4,5 milioni. L’operazione di aiuti contro la siccità del WFP, che si estende fino a marzo 2017, si trova ad affrontare un deficit di 50 milioni di dollari su un totale di 82 milioni di dollari necessari. All’inizio di quest’anno, la mancanza di piogge ha determinato nel sud dell’isola un calo significativo della produzione di mais, di manioca e di riso. Nel frattempo, l’aumento dei prezzi continua a ridurre il potere d’acquisto della popolazione e a erodere la sicurezza alimentare dei più vulnerabili. Molte famiglie hanno adottato strategie di sopravvivenza, come mangiare meno spesso, cibarsi di semi, e vendere animali, attrezzi agricoli e persino terreni.


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Regata Internazionale Brindisi – Corfù 2017, “Anywave del Team Sistiana”
taglia il traguardo in Grecia per prima e si aggiudica la vittoria per il secondo anno consecutivo

BRINDISI (Italy) - Una regata che in questa edizione targata 2017 ha avuto una costante: la mancanza di vento che ha accompagnato tutte le 124 imbarcazioni dalla partenza sin quasi a metà canale d’Otranto. Una situazione anticipata allo Start da Alberto Leghissa, skipper di Anywave nonché più volte campione del mondo di vela.

La barca "Team Sistiana Anywave" è uno 20 metri in fibra di carbonio e chiglia basculabile del "Circolo Diporto Nautico Sistiana". L'equipaggio è formato da professionisti - molti di loro campioni del mondo - tra i più competitivi dello sport velistico internazionale.

Già la partenza, avvenuta ben fuori dalle bocche del porto del capoluogo, aveva impresso il marchio della potenza espressa da “Anywave” in termini di performance ed estrema professionalità dell’equipaggio che - seppure quasi tutto di provenienza friulana - da tanti anni si coinvolge con vivo interesse a questa storica veleggiata adriatica. Il Team del prestigioso circolo della vela Sistiana, infatti, è al decimo anno di partecipazione seppure con imbarcazioni diverse tra loro e con le quali hanno conquistato ben 4 vittorie, 5 secondo posto e 1 terzo nel 2012.


Festa sportiva, festa sociale, ma soprattutto una festa per il risultato umanitario scaturito dalla brillante affermazione del Team Sistiana alla 32esima edizione della Regata Brindisi - Corfù. In questo modo, "Anywave" ribadisce ancora maggiormente il proprio ruolo di ambasciatrice dei progetti umanitari internazionali per conto delle organizzazioni partner dell'iniziativa quali Nazioni Unite, Intersos, Ministero degli Esteri italiano, IYFR del Rotary International.

Visualizza lo Speciale dedicato alla: XXXII Regata Brindisi - Corfù


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La Libia riceve tre tonnellate di medicinali dalla Cooperazione Italiana
Il materiale partito dalla base UNHRD del World Food Programme delle Nazioni Unite di Brindisi

ROMA (Italy) - E’ arrivato all’aeroporto di Tripoli un C-130 della Aeronautica Militare Italiana che trasporta una nuova spedizione di farmaci e di supporti sanitari destinati all’ospedale della capitale. Grazie a questa spedizione - consistente in quasi 3 tonnellate di medicine e supporti medici - sarà possibile garantire le cure di base a circa 10.000 persone per 3 mesi e cure specifiche a 100 feriti di guerra. Si tratta della quinta spedizione di farmaci realizzata dalla Cooperazione Italiana negli ultimi mesi. Anche questa iniziativa, come le precedenti, rappresenta un concreto gesto di solidarietà e di attenzione nei confronti del popolo libico.


L’iniziativa - realizzata in collaborazione con la Base umanitaria delle Nazioni Unite di Brindisi - risponde ad una richiesta di assistenza urgente delle Autorità del Governo di Accordo Nazionale libico e rientra nell’ambito di un ampio pacchetto di aiuti umanitari deciso dall’Italia a sostegno delle categorie più vulnerabili della popolazione civile libica, del valore complessivo - dall’inizio dell’anno - di oltre 2,5 Milioni di euro di Euro.

La Libia non ha sinora adottato un Poverty Reduction Strategy Paper (Prsp) o altro programma di sviluppo equivalente. Nel quadro del processo di stabilizzazione e ricostruzione della Libia è stata definita un’articolata struttura di interventi, per un importo complessivo di 10 milioni di euro, che prevedono interventi di sostegno psico-sociale a favore dei minori colpiti dai traumi della guerra, la creazione di opportunità di impiego nel settore del patrimonio culturale, lo sviluppo socio-economico delle comunità costiere e programmi di formazione.

Giova rammentare che l'efficacia degli aiuti ha acquistato rilevanza strategica crescente negli anni grazie ad un processo iniziato a Roma nel 2003, proseguito con la Dichiarazione di Parigi del 2005 e l'Accra Agenda for Action del 2008, ed il cui Quarto Foro si è svolto a Busan, in Corea del Sud (dal 29 novembre al 1 dicembre 2011). Tale tema è, dunque, diventato prioritario anche per la Cooperazione Italiana, così come indicato nelle Linee strategiche 2011-2013. L'impegno in questa direzione si è concretizzato nell'attuazione del primo Piano programmatico sull'efficacia degli aiuti. (Giorgio Esposito)


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After hurricane, UN assessment finds 800,000 Haitians in dire need of immediate food assistance
L‘We have to do the right thing,’ deputy UN chief says on intensified response to cholera outbreak in Haiti

ROMA (Italy) - On Tuesday 4 October, 2016, Hurricane Matthew struck Haiti. While the capital, Port au Prince, was mostly spared from the full strength of the Category 4 hurricane, the western cities of Les Cayes and Jeremie suffered the full force – sustaining heavy rains, winds and water damage across wide areas.

The death toll continues to rise, as the full scale of the damages has yet to completely surface. Notwithstanding the severe weather conditions and lack of ground access, a partial assessment of the destruction indicates that more than 200,000 houses were severely affected. Additionally, the damages include an increased risk of water-borne and vector-borne diseases, as concerns mount over a possible rise in cholera cases. At the same time, a pressing challenge to provide humanitarian assistance to some 1.4 million people permeates the crisis. The UN and its partners have wasted no time in responding to the emergency. UN Office for Coordination of Humanitarian Affairs (OCHA) UN Disaster Assessment and Coordination (UNDAC) conducted aerial and field assessments that revealed tens of thousands stranded in Jeremie, on the western tip of Haiti. It is estimated that more than 350,000 people are in need humanitarian assistance. Stockpiled at key locations across the country, emergency supplies were able to be accessed in remote areas – even where roads were washed out or blocked.

Many aid supplies for remote locations require airlifting by plane or helicopter. The civilian and uniformed personnel of UN Stabilization Mission in Haiti (MINUSTAH) are being put to full use in support of the humanitarian efforts by opening up access to roads, providing airlift and supporting the Haitian National Police in securing humanitarian workers and stocks, among other tasks.

Preliminary Emergency Food Security Assessment results indicated that nearly all crops were destroyed in Grand-Anse, and livestock losses exceeded 50 per cent – severely impacting trade. In the South Department, the entire coastal area west of Les Cayes was devastated – suffering more than a 90 per cent crop loss and paralyzed fishing activity as material and equipment were washed away. Between 60 and 80 per cent of crops in Nippes were destroyed and the agricultural sector in the South East was most affected with up to 80 per cent of crops lost, including bananas and avocados. A UN Children’s Fund (UNICEF ) team reached Les Cayes, one of the worst affected areas in Grand South, where, along with the struggle for families to find safe water and adequate latrines, it assessed massive flooding damage to the town’s hospital and other health centres.

In addition to water and sanitation supplies for up to 10,000 – prepositioned before the hurricane hit – the first truck arrived in Les Cayes on 6 October with water-treatment tablets and water bladders. On 10 October, UNICEF sent six additional water trucks there and to Jeremie. A 9 October assessment undertaken by the UN World Health Organization (WHO) and Pan American Health Organization (PAHO) prompted a PAHO field team to deliver medical and cholera supplies to Les Cayes, in close coordination with MINUSTAH, all health and humanitarian partners, as well as the Haitian Government. On 10 October, in support of the Government-led response, United Nations and humanitarian agencies launched an urgent appeal for $120 million to provide life-saving assistance to 750,000 people over the next three months. On 7 October, the Central Emergency Response Fund provided $5 million to jump start the appeal. (UN Photo 701714, credit United Nations - Italia News)



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Iraq, i profughi di Falluja in fuga dallo sterminio dell'ISIS, ricevono gli aiuti italiani
Partito dalla Base Umanitaria delle Nazioni Unite (UNHRD) di Brindisi un volo della Cooperazione Italiana

ROMA (Italy) - È atterrato all’aeroporto di Baghdad un volo dell’Aeronautica Militare Italiana con un carico di medicinali donati dalla Comunità di Sant’Egidio per l’assistenza agli sfollati di Falluja in Iraq che fuggono dallo sterminio operato dall'ISIS. Il C130 italiano è decollato dall'aeroporto di Brindisi sede del Deposito Umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi (UNHRD) con a bordo 12 tonnellate di beni di prima necessità della Cooperazione italiana (tende, coperte, taniche per la raccolta dell’acqua, generatori elettrici, servizi igienici da campo e kit sanitari. Nella capitale irachena ad attenderlo l'Ambasciatore italiano Carnelos. (Foto di repertorio)


L’iniziativa (anche mediatica, ndr) è stata realizzata in toto dalla Cooperazione Italiana in collaborazione con il Ministero della Difesa e si inserisce nell’ ambito di un più ampio intervento che prevede la partenza nei prossimi giorni di un’ulteriore spedizione umanitaria via mare, realizzata in collaborazione con il Deposito Umanitario delle Nazioni Unite di Brindisi (UNHRD) contenente 12 tonnellate di beni di prima necessità della Cooperazione italiana (tende, coperte, taniche per la raccolta dell’ acqua, generatori elettrici, servizi igienici da campo e kit sanitari per la prima assistenza di pazienti traumatizzati che necessitano di cure chirurgiche) diretta a Bassora, per la loro successiva distribuzione agli sfollati di Falluja.

L’intervento accoglie la richiesta della Comunità di Sant’ Egidio e risponde all’appello lanciato dalla Suprema Commissione Presidenziale per la Riconciliazione Nazionale irachena. Esso rappresenta un concreto segnale di solidarietà nei confronti della popolazione civile della città di Falluja vittima dei pesanti combattimenti che hanno avuto luogo lo scorso giugno per la liberazione della città dalla presenza dell’ ISIS.

L'Ambasciatore d'Italia Marco Carnelos ha presenziato alla consegna della prima componente degli aiuti umanitari donati dalla Comunita' di Sant'Egidio al Governo iracheno, e destinati ad alleviare le condizioni degli sfollati di Fallujah. L'operazione umanitaria e' stata possibile grazie al sistema creato dal Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha coordinato il trasporto dei beni medicinali da parte di un velivolo C 130 del Ministero della Difesa. Una seconda operazione simile trasportera' un secondo importante carico di medicinali da donare al Governo iracheno il prossimo 8 novembre, 2016.

A margine delle operazioni di presa in consegna dei beni da parte delle Autorita' irachene e' stata allestita una conferenza stampa congiunta alla quale hanno preso parte l'Ambasciatore Carnelos, il Consigliere del Presidente della Repubblica, Al-Jibouri, e il rappresentante della Comunita' di Sant'Egidio, Andrea Trentini. Questa è solo la prima tappa di una piu' ampia operazione di movimentazione di aiuti umanitari e beni di prima necessita' organizzata dalla Cooperazione internazionale italiana in favore degli sfollati di Fallujah, e che prevede oltre al trasferimento via aerea dei beni medicinali anche l'arrivo via nave a Bassora di 12 tonnellate tra tende e coperte, kit di primo soccorso. Il diplomatico ha anche ricordato l'attenzione che il Governo italiano ha conferito alla situazione umanitaria in Iraq sin dall'estate del 2014, quando l'avanzata di Da'esh ha causato lo sfollamento di milioni di iracheni. Con l'avvio delle operazioni militari da parte delle Forze armate irachene per liberare il territorio iracheno occupato da Da'esh, nuove direttrici di sfollamento sono state innescate, come a seguito della liberazione di Fallujah la scorsa estate. Il Consigliere Presidenziale Al Jibouri ha poi ringraziato il Governo italiano per il suo costante generoso e multiforme supporto al popolo ed alle Istituzioni irachene e ha voluto ricordare l'importanza della collaborazione con la Comunita' di Sant'Egidio sia a livello istituzionale che di societa' civile.

I profughi - Dal 23 maggio a oggi sono 100.000 le famiglie fuggite dalla città di Falluja - oggetto di combattimenti tra l'ISIS e l'esercito regolare iracheno - e dall'area circostante, nel governatorato di Anbar. Fra gli sfollati circa 40.000 sono bambini. La maggior parte delle persone sono fuggite verso i campi per sfollati di Khaldiya, Habbaniyah Tourist City e Ameriyat Al Fallujah. Quest'ultimo, ospita ben 45.000 civili. Molte donne rimaste sole a badare alle proprie famiglie vivono un grave stress psicologico e non sanno se e quando rivedranno più i propri mariti e figli.

Gli operatori riferiscono che le strutture sono sovraffollate e che i bambini passano gran parte delle giornate esposti al caldo torrido, mentre crescono le tensioni fra gli sfollati per appropriarsi di risorse come tende, cibo e acqua. Le agenzie delle Nazioni Unite WFP, UNICEF e UNFPA, sta garantendo beni di prima necessità alle famiglie che fuggono da Falluja e dintorni. Ogni famiglia riceve entro 72 ore dall'arrivo un kit contenente acqua potabile, alimenti pronti per l'uso, articoli per l'igiene personale e altri aiuti.


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La Cooperazione Italiana invia aiuti urgenti alle popolazioni siriane colpite dalla guerra
Dall'inizio del conflitto siriano, l’impegno finanziario della Cooperazione Italiana ha raggiunto i 120 milioni

ROMA (Italy) - Una spedizione umanitaria della Cooperazione Italiana contenente 8 tonnellate di generi di prima necessità - tende, coperte, teli in plastica per il riparo temporaneo, generatori elettrici, kit sanitari - destinati alla popolazione civile siriana è partita il 14 settembre dalla Base Logistica delle Nazioni Unite di Brindisi. L'iniziativa rappresenta un concreto segnale di solidarietà e attenzione nei confronti della popolazione siriana (in particolar modo i bambini), duramente colpita dal conflitto. I beni umanitari verranno distribuiti nelle aree di Aleppo, Idlib e Hama, attualmente controllate dall’opposizione. (Foto di repertorio)


L’Italia è intervenuta immediatamente dopo lo scoppio del conflitto in Siria mettendo a disposizione sino ad oggi un contributo complessivo pari a oltre 68,2 milioni di euro attraverso interventi a favore della popolazione sfollata all’interno del Paese (31 per cento) e per sostenere gli sforzi dei Paesi di accoglienza dei rifugiati, in particolare Libano (34 per cento) e Giordania (18 per cento), mentre una quota minore è stata destinata ai rifugiati in Iraq (5 per cento) e in Turchia anche attraverso operazioni di trasporto transfrontaliere al valico con la Siria (5 per cento), oltre a interventi di respiro regionale (7 per cento).

Nel quadro dell’impegno complessivo di 38 milioni di euro annunciato per il 2014 la Cooperazione italiana è intervenuta sia in via bilaterale attraverso fondi in loco presso le nostre Ambasciate a Beirut, Amman e Baghdad, sia attraverso una pluralità di strumenti sul canale multilaterale: sostenendo il Fondo Fiduciario per la ricostruzione della Siria, i progetti delle Nazioni Unite (Unhcr, Pam, Unicef, Unrwa, Fao, UnWomen, Ilo), Oim e Cicr per interventi nei settori prioritari a favore di sfollati e rifugiati, mediante la Un Economic and Social Commission for Western Asia (Unescwa) ed infine supportando il Fondo fiduciario regionale dell’Unione Europea (Eutf).

In occasione della terza Conferenza dei donatori di Kuwait City, il 31 marzo 2015, l’Italia ha annunciato un impegno complessivo pari a 18 milioni di euro destinato a finanziare la realizzazione di interventi a forte impatto sociale in Siria e nei Paesi limitrofi (Libano, Giordania, Iraq e Turchia). L’attuazione degli interventi in questione verrà affidata alle Ong italiane operanti nella regione (8 milioni di euro) e dalle Agenzie umanitarie dell’Onu o dalla Croce Rossa Internazionale, nonché sotto forma di partecipazione al Fondo fiduciario dell’Unione Europea (10 milioni di euro). È peraltro ipotizzabile un’integrazione in corso d’anno della risorse destinate alla crisi siriana dalla Cooperazione Italiana, sulla base dell’evolversi della situazione e dei fondi che verranno resi disponibili in occasione dell’approvazione del Decreto Missioni relativo all’ultimo trimestre del 2015.

Inoltre, la Cooperazione italiana ha deciso di intervenire immediatamente per recare sollievo alla popolazione palestinese del campo di Yarmouk, alla periferia di Damasco, vittima dell’aggressione del Daesh e di altre milizie jihadiste, con un piano umanitario del valore complessivo di 1,5 milioni di euro destinato a sostenere le attività dell’Unicef - per un importo di 500 mila euro - e dell’Unrwa, per un valore di 1 milione di euro. Grazie al contributo italiano, l’Unicef potrà garantire protezione, assistenza psicologica e sostegno umanitario ai bambini palestinesi del campo - circa 3.500 - e alle famiglie in fuga da Yarmouk (al momento 2 mila persone), che ora versano in condizioni materiali e di sicurezza estremamente precarie alla periferia di Damasco. Il finanziamento all’Unrwa consentirà all’Agenzia di finanziare le operazioni di distribuzione di cibo, di acqua potabile e l’offerta di servizi di assistenza sanitaria a favore della popolazione del campo - complessivamente 18 mila persone - non appena sarà possibile l’accesso umanitario.


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Continua senza sosta l'invio di aiuti umanitari in Libia da parte della Cooperazione Italiana
Un C130 dell'aeronautica militare imbarca a Brindisi farmaci e supporti sanitari d'urgenza

ROMA (Italy) - E’ arrivato oggi all’aeroporto di Misurata in Libia un C-130 dell'Aeronautica Militare che trasporta una nuova spedizione di farmaci e di supporti sanitari destinati all’ospedale della città ed a quelli limitrofi di Harawa e Beni Walid, le strutture sanitarie maggiormente sotto pressione a seguito del conflitto in corso con DAESH nell’area di Sirte. Si tratta della quarta spedizione di farmaci realizzata in Libia dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo negli ultimi mesi - consistente in oltre 5 tonnellate di medicine e supporti medici – con cui sarà possibile garantire le cure di base a circa 10.000 persone per 3 mesi e cure specifiche a 100 feriti di guerra.


L’iniziativa è realizzata in collaborazione con la Base umanitaria delle Nazioni Unite di Brindisi (UNHRD) e risponde ad una richiesta di assistenza urgente delle Autorità del Governo di Accordo Nazionale libico nell’ambito di un ampio pacchetto di aiuti umanitari deciso dall’Italia a sostegno delle categorie più vulnerabili della popolazione civile libica, del valore complessivo - dall’inizio dell’anno - di oltre 2,5 Milioni di euro di Euro. L'intervento effettuato ieri succede solo di qualche mese alla spedizione di farmaci e di supporti sanitari che - svolta nel mese di luglio e destinata all’ospedale di Misurata - ha garantito le cure di base a 10 mila persone per tre mesi e cure specifiche per i feriti di guerra.

E proprio nella scorsa primavera - grazie al finanziamento italiano di un milione di euro - sono state distribuite circa 860 tonnellate di alimenti (farina, riso, pasta, ceci, passata di pomodoro, olio vegetale e zucchero) destinate a 70 mila beneficiari (14 mila famiglie), scelti fra le categorie più vulnerabili (15 per cento bambini con meno di 5 anni, 36 per cento minori fra i 5 ed i 17 anni) della popolazione della Libia occidentale (Tripoli e dintorni).

Una collaborazione, quella con la Libia che, sostenuta dal Ministro Gentiloni ha visto partorire anche una brillante operazione di soccorso effettuata da un C130J dell’aeronautica militare italiana. Il velivolo italiano proveniente da Misurata con a bordo 11 feriti dei reparti libici coinvolti nel conflitto in corso per la liberazione della città di Sirte da Daesh è atterrato all'aeroporto militare di Ciampino. I feriti sono stati ricoverati al Policlinico militare “Celio” e presso altre strutture ospedaliere a Roma. Questa nuova iniziativa, realizzata in tempi brevissimi e frutto della collaborazione tra il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e delle altre Amministrazioni competenti, segue altre operazioni di soccorso umanitario e ricovero di feriti compiute con successo nei mesi scorsi.

A queste operazioni si affianca l’ingente impegno umanitario per la Libia da parte della cooperazione allo sviluppo italiana che dall’inizio dell’anno ha dato aiuti multilaterali per un valore di 2,4 milioni di euro, canalizzati attraverso il sistema delle Nazioni Unite e della Croce Rossa Internazionale. In aggiunta, sono state effettuate 3 spedizioni di kit sanitari del valore di circa 150 milaeuro complessivi destinati agli ospedali di Tripoli-Meetiga e di Bengasi e - in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio - alle comunità Tuareg della città di Ghat nel Sud del paese.

Celebrata la giornata mondiale dedicata agli operatori umanitari
Il World Humanitarian Day 2016 rende omaggio a tutti gli uomini e donne vittime di atti violenti


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Giorgio Esposito
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La vittoria del "Team Sistiana Anywawe" alla XXXI Regata Brindisi - Corfù nel comunicato stampa
delle United Nations presenti a Brindisi con le basi UNGSC e UNHRD del WFP




BRINDISI (Italy) - Con il Team Sistiana sulla barca “Anywave”, l’ONU vince la 31° edizione della Regata Internazionale Brindisi-Corfù. Dopo 18 ore e 18 minuti di navigazione, la prima barca a raggiungere Kassiopi il 9 giugno 2016 è quella con a bordo un ospite eccezionale, il Direttore della Base delle Nazioni Unite di Brindisi, Mr. Paul Buades. Mr. Buades che, da novembre 2015 dirige la Base ONU di Brindisi nota a tutti come “Global Service Center delle Nazioni Unite”, ha accettato, nonostante i suoi numerosissimi impegni, di vestire i panni di membro dell’equipaggio della Team Sistiana, per salpare sotto i buoni auspici delle bandiere ONU e UNHRD del WFP. Mr. Buades ha espresso parole di sincero ringraziamento al Rotary International IYFR e a INTERSOS per l’opportunità unica offerta alla Base di Brindisi di diventare ambasciatrice delle attività di Peacekeeping e umanitarie avvalendosi della Regata Brindisi Corfù per promuovere i valori e gli ideali dell’Onu per un mondo migliore. (Foto in alto, da sinistra: Maria D'Aprile, UNGSC - Marta Laurienzo, manager UNHRD - Enzo Pirato, INTERSOS - Paul Buades, direttore UNGSC - Giada Cantanna - media team)


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Partiti dalla Base WFP-UNHRD di Brindisi gli aiuti umanitari italiani alla popolazione della Libia
La Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri impiega un C130 dell'Aeronautica Militare

BRINDISI (Italy) - Dalla Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi, gestita dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP), sono partiti questa mattina alla volta di Tripoli aiuti umanitari spediti per conto del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), A bordo di un C-130J, appartenente alla 46^ Brigata Aerea dell’A.M. di Pisa, UNHRD ha caricato kit sanitari e aiuti alimentari destinati alla popolazione libica. Alle operazioni ha assistito il Capo Ufficio dell’Ufficio Aiuti Umanitari della Direzione Generale, Cooperazione allo Sviluppo (DGCS), Mario Baldi, che è partito a bordo del velivolo. (foto di repertorio)


Il Programma Alimentare Mondiale, in aderenza ai principi di umanità, neutralità, imparzialità e indipendenza, sta lavorando assieme alle organizzazioni della società civile libica, per portare assistenza umanitaria di emergenza alla popolazione più vulnerabile colpita dal conflitto in diverse parti della Libia.

Ed è proprio dello scorso primo aprile - segnala il Ministero degli Esteri in una nota - la risposta della Cooperazione Italiana alla grave situazione umanitaria in corso in Libia ed accogliendo la richiesta di aiuto del Governo di Accordo Nazionale libico, il Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale ha disposto un finanziamento multilaterale di emergenza di 1 milione di euro a favore del Programma alimentare mondiale (Pam) per la distribuzione a favore della popolazione civile di razioni alimentari.

Grazie al finanziamento italiano verranno distribuite circa 860 tonnellate di alimenti (farina, riso, pasta, ceci, passata di pomodoro, olio vegetale e zucchero) destinate a 70 milabeneficiari (14 milafamiglie), scelti fra le categorie più vulnerabili (15 per cento bambini con meno di 5 anni, 36 per cento minori fra i 5 ed i 17 anni) della popolazione della Libia occidentale (Tripoli e dintorni).

A questa iniziativa se ne aggiungerà una seconda - che verrà parimenti realizzata nei prossimi giorni - consistente nella fornitura di 3 kit sanitari generici (ognuno dei quali é in grado di garantire la cura di 10 mila pazienti per 3 mesi) e di 4 della tipologia anti trauma destinati a prestare soccorso ai feriti traumatizzati (ognuno per 100 casi), per un valore complessivo di circa 100 mila euro. L’intervento in questione si aggiunge al precedente pacchetto di aiuti umanitari dell’importo di 1,4 milioni di euro disposto dalla Cooperazione Italiana nello scorso gennaio.

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sottolinea anche che tra le attività che si realizzano in collaborazione con gli Organismi Internazionali, di particolare rilievo sono quelle realizzate in coordinamento con il Deposito di Aiuti Umanitari delle Nazioni Unite di Brindisi - Unhrd (United Nations Humanitarian Response Depot), sito nell'area dell'aeroporto militare locale “Pierozzi” e sostenuto finanziariamente, sin dal 1984, dalla Dgcs. La gestione operativa del Deposito è affidata al Pam. Il Deposito è stato istituito per la raccolta, trasformazione, conservazione ed il successivo invio a destinazione di beni per aiuti umanitari, approvvigionati da agenzie internazionali, da impiegarsi per l'assistenza di popolazioni colpite da calamità naturali e/o emergenze complesse. Scopo della struttura è quello di garantire un soccorso rapido ed efficace alle popolazioni in difficoltà. Gli aiuti alimentari, i farmaci e gli altri beni umanitari si trovano già stoccati nel deposito (in cosiddetti Kit e moduli frazionabili) e sono pronti ad essere trasportati in caso di necessità, delle Agenzie dell’Onu interessate, quali appunto il Pam, l’Oms e l’Ocha. La Cooperazione Italiana attraverso il Deposito è in grado di creare rapidamente nei Paesi colpiti dalle calamità vere e proprie basi operative, idonee a ricevere e distribuire tempestivamente gli aiuti e di valutare i danni e le necessità più immediate della popolazione. In aggiunta, l’Ufficio Emergenze è deputato al coordinamento ed al controllo di eventuali richieste di concorso al trasporto di aiuti umanitari verso popolazioni in stato di crisi avanzate dalle Ong idonee. Seguendo le procedure definite in un apposito Vademecum, il Ministero può fornire dei contributi per il trasporto – generalmente via mare o via terra – di beni e dei materiali attraverso il Deposito di Brindisi.


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United Nations, le celebrazioni del 70esimo anniversario nella città di Brindisi
Il capoluogo ospita due grandi basi dell'ONU: GSC/UNLB e WFP-UNHRD che si occupano
rispettivamente di Peacekeeping e Operazioni di intervento umanitario

BRINDISI - Nel 2015 si celebra anche la concomitanza tra il 70esimo anniversario della nascita dell’Onu e il 60esimo anniversario della adesione italiana all’Organizzazione. Una ricorrenza che il Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite (UNGSC/UNLB) e il Deposito di Pronto intervento Umanitario (UNHRD), siti ambedue a Brindisi, hanno deciso di manifestare attraverso un evento pubblico tenutosi nell'edificio di Rappresentanza del Comune - Palazzo Nervegna - oggi eccezionalmente illuminato di azzurro, il colore ufficiale delle UN.

In una sala gremita di spettatori - cittadinanza della intera provincia, dipendenti delle due basi UN nonchè rappresentanti delle istituzioni territoriali - hanno accolto con fervore le parole pronunciate dalla Manager del World Food Programme Marta Laurienzo che a Brindisi è a Capo del deposito di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD).

Parole che fanno riferimento ad una situazione grave ma che nel contempo hanno anche concesso speranza: "Basta sprechi alimentari".
Circa 795 milioni di persone, infatti, soffrono la fame oggi. Un numero che resta l'obiettivo principale della campagna in corso ‘Zero Hunger’ entro il 2030”. Numeri spaventosi citati anche dal Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon: "sconfiggere a tutti i costi la fame nel mondo è l'attuale priorità della nostra settantennale organizzazione." Affermazioni condivise dalla Direttrice Esecutiva del WFP Ertharin Cousin.

Un messaggio amplificato anche dal Direttore della base GSC/UNLB Von Ruben, il quale ha esortato a credere nei valori sempre attuali delle Nazioni Unite. Nel suo intervento - Von Ruben - ha poi richiesto alla numerosa platea di osservare un minuto di rispettoso silenzio in onore dell'odierno settimo anniversario della scomparsa dell'equipaggio del SAR di Brindisi avvenuta nei cieli di Francia. Una tragedia che le UN di Brindisi onorarono da subito intitolando un Viale interno della Base agli otto aviatori denominati da subito "Angeli del SAR". Nel prosieguo - il direttore - ha ringraziato i tanti dipendenti delle United Nations che con il proprio lavoro favoriscono le prospettive umanitarie che l'organizzazione delle Nazioni Unite si sono date fin dalla propria fondazione: Pace e sicurezza, sviluppo sostenibile, diritti umani e libertà fondamentali. Ideali che si trasformano in "locomotiva" per l'attuale base brindisina che - giova rammentare - resta la più importante base logistica di gestione del Peacekeeping.


ROMA (Italy) - L’anniversario della Carta delle Nazioni Unite (ONU) offre un’opportunità per dare riconoscimento alla visione di un mondo ‘libero dalla paura e dal bisogno’, un obiettivo rilevante oggi tanto quanto lo era 70 anni fa, ha detto oggi Ertharin Cousin, Direttrice Esecutiva del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP).

“Le parole di apertura della Carta ONU, ‘Noi, popoli delle Nazioni Unite’, rappresenta un appello coinvolgente alla responsabilità collettiva per realizzare pace, stabilità e prosperità per tutti nel mondo”.

“Non un singolo individuo, non una singola organizzazione, non un singolo governo e non una singola impresa possono prosperare da soli. Ma alzandoci, levando le nostre voci e lavorando insieme, possiamo realizzare lo sviluppo, eliminare tutte le forme di malnutrizione e realizzare ‘Zero Hunger’ entro il 2030”. L’Agenda 2030 richiede di dare la priorità a coloro che sono rimasti più indietro, chiedendoci di riservare speciale attenzione alle donne rurali, ai bambini che subiscono l’impatto di guerre e conflitti, a coloro che sono stati costretti ad abbandonare la propria casa, alle popolazioni indigene e alle comunità isolate che troppo spesso portano su di sé il peso della fame. Chiediamo a ciascuno di partecipare e fare la sua parte, per creare un mondo dove ciascuno, in ogni luogo del mondo, abbia un futuro libero dalla fame – un futuro ‘Zero Hunger’- in cui sia garantito l’accesso a cibo sano e nutriente ogni giorno, tutto l’anno”, ha aggiunto Cousin.

La Carta ONU include un impegno a promuovere il benessere delle persone nel mondo, “e cosa vi è di più importante per il nostro benessere dell’accesso garantito a cibo nutriente tutto l’anno”, ha continuato il direttore Cousin. ‘Zero Hunger’ è il secondo dei 17 Obiettivi Globali tra loro interconnessi – ‘Global Goals’ – adottati lo scorso mese dall’ONU, ed è al cuore della nuova agenda per combattere le cause strutturali della povertà e del bisogno. Circa 795 milioni di persone soffrono la fame oggi – un numero sconcertante, e tuttavia ridottosi di 167 milioni rispetto a un decennio fa, grazie agli sforzi precedenti nel quadro degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio ONU (UN Millennium Development Goals, MDGs). Tali sforzi, inoltre, hanno visto la prevalenza della denutrizione ridursi fino al 12, 9 percento, dai livelli precedenti del 23,3 per cento. Ogni giorno, l’ONU e le sue agenzie producono un impatto positivo per le vite di milioni di persone: vaccinano bambini; forniscono assistenza alimentare; danno riparo ai rifugiati; impegnano caschi blu per le operazioni di peacekeeping; proteggono l’ambiente; ricercano la risoluzione pacifica delle dispute; sostengono elezioni democratiche, l’eguaglianza di genere, i diritti umani e lo stato di diritto. Una parte importante di questo lavoro viene svolta dal WFP, che è cresciuto nell’arco di 53 anni di storia per assistere 80 milioni di persone in 80 paesi ogni anno, fornendo sia assistenza umanitaria sia assistenza allo sviluppo.

La Base Logistica delle Nazioni Unite e’ situata a Brindisi (Italia), una localita’ strategica all’incrocio tra l’Europa, l’Africa e il Medio Oriente. La base, che e’ diventata operativa nel 1994 in conformita’ all’accordo, modificato nel 2001, tra il Segretariato Generale ONU ed il Governo italiano, ha assunto sempre maggior importanza come hub operativo per il DPKO fuori da New York. La base svolge un ruolo fondamentale nel tutelare la gestione efficiente delle operazioni peacekeeping ed il rapido spiegamento di nuove missioni ONU. Attualmente assolve alle funzioni principali di centro di smistamento delle comunicazioni satellitari e di sostegno informatico alle operazioni ONU di peacekeeping. Il DPKO ha deciso di collocare la Training Delivery Section (Sezione di Addestramento) a Brindisi e l'ha scelta anche come sede della Standing Police Capacity (SPC – Forza della Polizia Permanente), un nuovo strumento volto a rafforzare la componente di polizia delle operazioni peacekeeping. Inoltre, è Centro di Eccellenza per le Unita’ di Polizia per la Stabilita’ (CoESPU).

Il Deposito del WFP-UNHRD è situato a Brindisi, una location dove possono atterrare aerei cargo anche di notevoli dimensioni. I depositi, gestiti dal Programma Alimentare Mondiale, sono stati trasferiti l’1 giugno 2000 dalla precedente sede di Pisa su decisione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che ne ha affidata la loro gestione al WFP in considerazione delle sue capacità logistiche nelle attività umanitarie. Questa struttura garantisce un soccorso rapido ed efficace alle popolazioni colpite da calamità naturali o guerre. Gli aiuti alimentari ed i farmaci sono già stoccati nel deposito e pronti ad essere trasportati appena se ne verifichi il bisogno. Da Brindisi, il WFP è in grado di creare ovunque vere e proprie basi operative, in grado di ricevere e distribuire aiuti e valutare danni e necessità immediate. Dall'hub di Brindisi dipendono, poi, le altre cinque basi di Panama, Dubai, Malesia, Ghana e Las Palmas veri centri di smistamento per le emergenze territoriali di Americhe, Medio Oriente, Asia e Africa. A Brindisi sono stoccati materiali di pronto impiego divisi quali: beni di prima e immediata necessità, farmaci e materiale di consumo sanitario, prodotti alimentari di varia natura, riserva globale, equipaggiamenti, sistemi di telecomunicazioni ed uffici mobili. Essi, in caso di emergenza e fabbisogno immediato, sono subito pronti per essere imbarcati su navi o aerei per poter raggiungere in breve qualsiasi luogo del pianeta. Esempio è dato dalle ultime emergenze affrontate: tsunami in Thailandia, alluvioni in Albania, terremoto in Haiti, ciclone in Pakistan etc...

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Giorgio Esposito
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L'UNHRD e il territorio: visita del Liceo Scientifico di Maglie alla Base Umanitaria del WFP di Brindisi
Studenti e docenti del Liceo "Leonardo Da Vinci" sono rimasti entusiasti dell'attività operativa della Base

ROMA (Italy) - Una visita esclusiva, quella che oggi la Base di Pronto Intervento Umanitario di Brindisi ha concesso ad un nutrito team di studenti e docenti del Liceo Scientifico "Leonardo Da Vinci" di Maglie (Lecce). Un incontro che ha soddisfatto appieno le aspettative del gruppo scolastico dimostrato anche attraverso i tanti applausi che hanno accompagnato le conferenze di presentazione del "braccio operativo umanitario" che il World Food Programme detiene sul territorio italiano.

A fare gli onori di casa, il Manager Wfp Stefano Peveri e Mr. Giampiero Criscuolo rappresentante locale della Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri Italiano, coadiuvati dal Presidente regionale del WFP ITALIA Vincenzo Pirato. Una occasione, questa, che ha permesso ai rappresentanti del prestigioso liceo di Maglie di interagire "live" con le metodologie di intervento attuate dagli "operatori umanitari" nella gestione dei disastri internazionali per i quali il Wfp è chiamato ad intervenire.


Una delegazione di studenti del prestigioso Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci” di Maglie ha visitato nella odierna mattinata la base di Pronto Intervento Umanitario sita nei territori dell'ex base USAF di Brindisi. Il progetto nasce principalmente grazie all'interesse mostrato dall'istituto nel conoscere e far conoscere ai propri studenti uno degli aspetti più importanti nella gestione delle crisi umanitarie, l'aspetto “embedded”.

Stefano Peveri (Manager UNHRD), Giampiero Criscuolo (Responsabile della Cooperazione Italiana allo Sviluppo) e Enzo Pirato (Presidente Regionale WFP Italia) hanno cercato di far comprendere cosa è UNHRD e come lavorano il Programma Alimentare Mondiale e la Cooperazione Italiana, cercando di sintetizzare come si affronta una crisi umanitaria, quali forze in campo scendono e qual è la funzione fondamentale della Base ospitata sul territorio pugliese. La mattinata di “full immersion” è stata strutturata tra brevi conferenze e una visita ai magazzini e allo “show room” per far toccare con mano il lavoro che c'è dietro quelle brevi immagini che ogni tanto vengono lanciate in televisione e che spesso vengono anche ignorate. Sicuramente qualche ora non basta per comprendere le dinamiche della più grande organizzazione umanitaria e della più importante base di pronto intervento al mondo, quale è quella di Brindisi, ma queste poche ore sono bastate ad accendere nei ragazzi la scintilla della curiosità, della passione e la voglia di intraprendere un percorso che li porti a conoscere meglio questo aspetto delle Nazioni Unite.

A fare da portavoce per tutti, Maria Grazia Rizzo, Alessandro De Giuseppe, Isabella Pandelli hanno infatti sottolineato come - seppur è all'ordine del giorno sentire parlare di Nazioni Unite e aiuti umanitari - nessuno si sia mai soffermato a spiegarsi le funzioni del World Food Progamme, di UNHRD o della Cooperazione Italiana. Seppure ognuno di loro intraprenderà percorsi lontani da ciò che hanno visto in questa mattinata, la passione che ha accompagnato i discorsi, le immagini e i video è rimasta sicuramente impressa e ha lasciato in ognuno un messaggio importante: dietro le calamità naturali, dietro le guerre, dietro alla fame nel mondo c'è chi ancora lavora ogni giorno, 24/24h per combattere una sfida che sembra impossibile, ma che diventa possibile vincendo le singole battaglie. È vero che “ogni 7 secondi un bambino muore per malnutrizione”, ma qualche anno fa bastavano 5 secondi perché un bambino morisse. Quei due secondi testimoniano la vittoria di una singola battaglia, diventando un messaggio di speranza e un primo passo per vincere la guerra.

Ed è proprio questo, il messaggio che lanciano le United Nations nel partecipare all’Expo di Milano: una lotta senza quartiere alla fame che devasta centinaia di milioni di esseri umani per i quali l’attività del WFP, di UNHRD e del WFP ITALIA diventa essenziale ogni giorno di più.

In verità, bisogna anche sottolineare la costante attività divulgativa svolta dal WFP ITALIA che proprio nel capoluogo salentino detiene la propria base regionale. Un supporto concreto nel raggiungere questi obiettivi, infatti, è dato proprio dalla Rappresentanza del WFP Italia ospitata presso la base UNHRD di Brindisi, che contribuisce ad organizzare iniziative di informazione, sensibilizzazione e raccolta fondi sul territorio pugliese.

"E in questo contesto
- spiega agli studenti il presidente Pirato - appare importante citare che anche quest'anno la Regata Internazionale "Brindisi-Corfù" (in programmazione a Brindisi dal 10 al 13 giugno p.v.) si arricchirà della presenza della barca che veleggerà con i loghi delle organizzazioni che si occupano di peacekeeping ed emergenze umanitarie. "Team Sistiana", sarà, infatti, l'imbarcazione ambasciatrice delle attività del Global Service Center delle Nazioni Unite (UNGSC/UNLB), dell' Humanitarian Response Depot delle Nazioni Unite (WFP-UNHRD), della Cooperazione Italiana per lo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri (MAE), di INTERSOS e del Rotary International." (Marika Del Zotti & Giorgio Esposito)


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Giorgio Esposito
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Giorgio Esposito
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Le United Nations celebrano il 70esimo anniversario nella giornata dedicata alle Operazioni di Pace
L'evento ricorda anche il sessantesimo dell'adesione italiana all'organizzazione ONU
Il programma del Peacekeepers' Day a Brindisi sede delle basi GSC/UNLB e WFP/UNHRD

BRINDISI (Italy) - Il Ruolo dell’Italia nelle Operazioni di Peacekeeping ONU. Il 29 maggio a Brindisi, sul Lungomare Regina Margherita alle ore 18.00, il Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite di Brindisi, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, invita la cittadinanza a celebrare la Giornata Internazionale dei Peacekeeper ONU 2015.

La manifestazione è organizzata nel quadro delle celebrazioni del 70° anniversario delle Nazioni Unite e del 60° anniversario dell’adesione dell’Italia alle Nazioni Unite che ricorrono entrambi nel 2015. Il Ministero della Difesa ci onora quest’anno con la presenza di plotoni e fanfare dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica e dei Carabinieri per rendere omaggio ai Peacekeeper che adempiono quotidianamente al mandato ONU, creando le condizioni che favoriscano la pace, la stabilità e la ricostruzione in aree post-conflitto.


Programma di venerdì 29 maggio ore 18, Viale Regina Margherita di Brindisi
Parata di Plotoni e Fanfare di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri
Inno delle Nazioni Unite e Inno nazionale italiano
Saluti istituzionali
Presentazione della barca "Team Sistiana" che parteciperà alla Regata Brindisi-Corfù sotto l'egida ONU e WFP
Esibizione conclusiva degli studenti del Liceo Musicale "Marzolla-Simone-Durano" di Brindisi
che insieme agli alunni del Comprensivo "Casale" e "Centro" chiuderanno l'evento

Visualizza lo Speciale dedicato all'evento


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Giorgio Esposito
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Emergenza sanitaria Ebola, volo umanitario del Wfp decolla dalla base Unhrd di Brindisi
L'ennesimo cargo con destinazione Sierra Leone trasporta attrezzature logistiche

BRINDISI (Italy) - Nello stesso giorno in cui dalla Liberia viene resa nota la testimonianza di come si ricostruisce un futuro per i bambini colpiti dalla tragedia "Ebola", il Wfp fa decollare dalla base umanitaria Unhrd di Brindisi l'ennesimo cargo con a bordo 30 tonnellate di materiale logistico per la Sierra Leone.

Nel pomeriggio di ieri, il gigantesco vano di carico dell' MD11 della Global ha accolto tutto quello che gli uomini della Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) di Brindisi - sotto un vento freddo che spirava a 65 Kmh - avevano predisposto per fornire assistenza logistica ai tanti ospedali da campo che nel triangolo dell'emergenza Ebola non bastano mai. Una epidemia che oramai sfiora il tragico numero di 10mila morti su una quantità più che doppia di vittime infette.


“Questa epidemia ha lasciato molte persone distrutte, sia fisicamente che psicologicamente”, ha detto suor Maria all'intervistatore Donaig Le Du. “Il 2014 è stato l’anno delle lacrime”. Molti bambini sono stati affidati alle cure del genitore rimasto o di altri membri della famiglia. Molti, già poveri prima dell’epidemia, ora devono affrontare sfide ancora più grandi. Il lavoro e le vite di molte famiglie sono cambiate e, ora, hanno bisogno di aiuto. “Una volta ho incontrato una donna che aveva preso in custodia 22 bambini” ricorda suor Maria. “Mi stava davanti, senza dire una parola, ma vedevo le lacrime scorrerle sul viso. Non sapeva come sarebbe riuscita a provvedere a tutti quei bambini.” Suora Maria vive in Liberia da 37 anni. Questo paese è ormai la sua casa. È stata felicissima di vedere il cibo del WFP arrivare agli “orfani di suor Maria”, poco dopo Natale. È stato un enorme sollievo per la suora e per i volontari che lavorano con lei, insieme alla Croce Rossa e alle autorità liberiane. “Puoi ringraziare i donatori per me?” ha detto. “Non ci conoscono e non sanno il bene che ci stanno facendo. Oggi, il mio peggiore incubo è scomparso.”

Il WFP sostiene la risposta medica all’emergenza Ebola fornendo sia cibo alle famiglie e alle comunità colpite dall’epidemia in Guinea, Liberia e Sierra Leone, sia strutture logistiche per assistere a livello medico-clinico le popolazioni delle zone colpite dal virus che oramai è vicino alla quota 10 mila morti su un numero doppio di infetti. E proprio per questo ultimo fine, è decollato dalle piste dell'aeroporto militare di Brindisi il velivolo noleggiato dal World Food Programme per trasportare in Sierra Leone un carico di strutture per allestire campi di accoglienza sanitari. Un valore di quasi 350mila dollari che le attività umanitarie del Wfp raccolgono esclusivamente attraverso donazioni di paesi, privati e aziende. (Giorgio Esposito)

Il WFP è la più grande agenzia umanitaria che combatte la fame nel mondo fornendo assistenza alimentare in situazioni di emergenza e lavorando con le comunità per migliorare la nutrizione e costruire la resilienza. Ogni anno, il WFP assiste una media di 80 milioni di persone in circa 75 paesi. Il 2015 è l’anno in cui cibo e alimentazione sono al centro dell’attenzione anche per l’ormai imminente apertura, a Milano, di EXPO2015 dedicata al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. La sfida di un mondo a “Fame Zero” è l’obiettivo che si pone l’agenzia dell’ONU WFP e che spera di veicolare non solo a EXPO.


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Giorgio Esposito
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Ebola, Ban Ki-moon: “Siamo ad un punto di svolta”. Aiuti non-stop per le zone di crisi
Complessivamente, il virus ha già ucciso almeno 7.533 persone in tutto il mondo
L'impegno del Wfp senza sosta. Anche a Natale un volo umanitario dall'Italia per la Guinea

ROMA (Italy) - Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha fatto visita ai paesi colpiti dal Virus Ebola in Africa occidentale ed ha assicurato “il sostegno della comunita’ internazionale per arginare le vittime epidemiche e il disastro, e ricostruire i servizi sanitari, al fine di evitare di nuovo focolai”. “Restiamo al fianco della Sierra Leone” ha detto il segretario in una conferenza stampa congiunta con il presidente Ernest Bai Koroma.

Le parole di speranza del massimo esponente Onu si concretizzano anche a Natale con l'invio da parte del Wfp di un aereo cargo MD11 con a bordo 60 tonnellate di materiali - per un costo di circa 500mila dollari - utili alla gestione logistica delle basi allestite dagli uomini targati World Food Programme. L'attività è originata dalla base Wfp-Unhrd di Brindisi che è a capo di un Network mondiale sempre pronto all'immediata risposta in caso di crisi.


Il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha fatto visita ai paesi colpiti dal Virus Ebola in Africa occidentale ed ha assicurato “il sostegno della comunita’ internazionale per arginare le vittime epidemiche e il disastro, e ricostruire i servizi sanitari, al fine di evitare di nuovo focolai”.
“Restiamo al fianco della Sierra Leone” ha detto il segretario in una conferenza stampa congiunta con il presidente Ernest Bai Koroma. “Siamo ad un punto di svolta dei nostri sforzi”, ha aggiunto Koroma, sottolineando l’importanza di avere partner internazionali ma anche il sostegno della popolazione. Ha poi aggiunto: “Abbiamo bisogno di fare ritornare i bambini a scuola, a coltivare i campi e recuperare l’attivita’ del mercato. E oltre a fermare Ebola, abbiamo bisogno di costruire sistemi sanitari e le altre infrastrutture che impedira’ qualcosa di simile accada di nuovo in futuro“.

Il numero di morti provocati dall’epidemia di febbre emorragica Ebolain Africa occidentale è aumentato a 7.518 su un totale di 19.340 casi registrati nei tre Paesi più colpiti. Lo indica l’ultimo bilancio pubblicato dall’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dal 20 dicembre, data della pubblicazione del precedente bilancio dell’Oms, il numero dei morti è aumentato di 145 casi e quello dei contagi di 309. Complessivamente, il virus ha già ucciso almeno 7.533 persone in tutto il mondo.

Brindisi - Air base Wfp-Unhrd - Una tiepida giornata pre natalizia ha accolto sulla pista della base aerea di Brindisi il mega cargo MD11 che nella stessa giornata decollerà alla volta della Guinea. A bordo le 60 tonnellate di materiali che gli uomini della Base di Pronto Intervento Umanitario (Unhrd) hanno stivato con cura e che saranno utilizzate dai colleghi del Wfp nelle zone di "Ebola crisis". A gestire l'intensa ma ordinata programmazione del materiale, uno staff d'eccellenza che ha fatto della "gestione delle emergenze" lo scopo principe della propria professionalità. Significative le parole di Athalye Mayo responsabile di questo intervento: "Tutto è curato nei dettagli affinchè le zone in crisi ricevano la massima assistenza nella logistica e non solo. La 'pancia' dell'airliner, contiene, infatti, generatori elettrici, kit abitativi e prefabbricati per costruire sempre più ospedali da campo." Al decollo il Nordic Global sparirà dagli orizzonti dei cieli italiani per portare un Natale di speranza sul suolo africano. (Giorgio Esposito)

Wfp News - And the World Food Programme (WFP) said today that it is launching together with the China Foundation for Poverty Alleviation a public fundraising campaign with Tencent, which it described as one of the world’s largest internet companies, to raise funds to fight Ebola. Funds raised from the campaign will go towards WFP’s emergency operations to meet basic food and nutrition needs of affected families and communities in the three countries worst impacted by Ebola –Sierra Leone, Liberia and Guinea. Since the Ebola outbreak began earlier this year, WFP said it has provided food assistance to more than 2 million people and has supported the medical response through logistical services for the entire humanitarian community, including air transport of people and goods.


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Giorgio Esposito
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Ebola: Mapping the outbreak. Continuano i voli umanitari del Wfp per contrastare l'epidemia
Dalla base Wfp-Unhrd di Brindisi un Boeing 747 carico di aiuti logistici per la Liberia

ROMA (Italy) - L'epidemia di Ebola imperversa dall'inizio dell'anno e ha già contagiato circa 14.413 persone e causato 5177 morti, secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma dietro questi tristi numeri c'è fortunatamente anche una nota positiva. Di pari passo, infatti, vanno avanti le attività umanitarie d'aiuto alle popolazioni colpite che portano gli uomini targati Wfp a concretizzare sempre più gli sforzi sia nei siti africani che in quelli occidentali.

E proprio oggi, dalla base pugliese di Brindisi, decolla l'ennesimo "Air Cargo" destinazione Monrovia con a bordo un prezioso carico di aiuti logistici. Più di 600mila dollari spesi dall'organizzazione delle Nazioni Unite per acquistare prefabbricati, generatori, bagni chimici, accumulatori e quant'altro serva per completare le strutture di accoglienza dei soccorsi in terra d'Africa. Per ogni volo organizzato, l'intera struttura dell'Unhrd pugliese dedica anima e corpo alle attività che solo alla fine vedranno finalmente il Boeing 747 spiccare il volo dalla pista 13-31 della base militare di Brindisi con rotta sulla Liberia.


Dall’inizio dell’operazione di risposta all’emergenza Ebola, sono 829 le tonnellate di beni trasportate dal network di Basi di Pronto Intervento Umanitario (Brindisi, Dubai, Las Palmas ed Accra) per conto della comunità umanitaria. In particolare i beni sono stati trasportati per conto, oltre che del WFP, di Irish Aid, OMS, UNHCR, Croce Rossa svizzera e dell’Agenzia per la Cooperazione internazionale giapponese (JICA). Dalla Base di Brindisi sono già partiti carichi di beni umanitari del WFP per i tre paesi colpiti dal virus Ebola: per la Liberia il 15 ottobre, per la Guinea il 4 e l'11 novembre e per la Sierra Leone il 5 novembre. E, in proposito, sono significative le parole di Stefano Peveri Manager della base Wfp-Unhrd di Brindisi: “L'impegno principale del Programma Alimentare Mondiale è quello di costituire le infrastrutture logistiche per garantire l'approvvigionamento di tutto il materiale medico e non che verrà destinato alle cliniche e ai centri di trattamento dell'ebola. In più il Pam sta costruendo, su richiesta dei governi alcune di queste cliniche; in Liberia ne sono state costruite 3, in Guinea ne stiamo costruendo 3 e recentemente il Governo ce ne ha chieste altre 2.


The Ebola outbreak in West Africa was first reported in March 2014, and has rapidly become the deadliest occurrence of the disease since its discovery in 1976. In fact, the current epidemic sweeping across the region has now killed more than all other known Ebola outbreaks combined. Up to 11 November, 5,177 people had been reported as having died from the disease in six countries; Liberia, Guinea, Sierra Leone, Nigeria, the United States and Mali. The total number of reported cases is in excess of 14,000. The World Health Organization (WHO) admits the figures are underestimates given the difficulty collecting the data and warns there could be as many as 20,000 cases by the end of November if efforts to tackle the outbreak are not stepped up. Ebola deaths in West Africa 5,177 - 2,812 Liberia - 1,187 Sierra Leone - 1,166 Guinea - 8 Nigeria. Gueckedou is a major regional trading centre and, by the end of March, Ebola had crossed the border into Liberia and it was confirmed in Sierra Leone in May. In June, MSF described the Ebola outbreak as out of control. Nigeria had its first case of the disease in July and in the same month two leading doctors died from Ebola in Liberia and Sierra Leone. Senegal reported its first case of Ebola on 29 August. A young man from Guinea had travelled to Senegal despite having been infected with the virus, officials said.

L'Oms suona l'allarme contro il virus dell'ebola. L'Organizzazione Mondiale della sanita' e' convinta che l'ebola, il micidiale virus che ha gia' seminato oltre mille vittime in quattro paesi dell'Africa occidentale, sia un evento straordinario e un rischio per la salute pubblica anche di altri Paesi e che necessita di una risposta coordinata. E' la peggiore epidemia registrata negli ultimi 40 anni, ha detto il 'numero uno' dell'organizzazione, Margaret Chan. Ecco perche' l'Oms chiede alla comunita' internazionale che aiuti urgentemente i Paesi colpiti, che evidentemente "da soli non hanno la capacita' per affrontare un'epidemia di questa entita' e questa complessita'". L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha anche auspicato che il numero di persone contagiate dall’Ebola “cali in modo consistente” a inizio 2015 e ha cercato di accelerare la realizzazione di esami per diagnosi precoci. “Stiamo preparando il futuro riflettendo dove saremo tra i quattro e i sei mesi quando il numero di contagi saranno, si spera, in netto calo, e noi dovremo trattare gli ultimi casi”, ha affermato all’Onu a Ginevra il dottor Oierre Formenty dell’Oms. Proseguendo gli sforzi internazionali sul terreno, l’Organizzazione dell’Onu spera che il virus che ha già provocato 5.200 morti nel mondo, possa essere contenuto nei primi mesi del prossimo anno. (Giorgio Esposito)

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Giorgio Esposito
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Le Nazioni Unite celebrano il 69esimo anniversario. L'evento nella base UN di Brindisi
Da New York alla Puglia, la Base logistica brindisina festeggia 20 anni

ROMA (Italy) - "The United Nations is needed more than ever at this time of multiple crises. At this critical moment, let us reaffirm our commitment to empowering the marginalized and vulnerable. On United Nations Day, I call on Governments and individuals to work in common cause for the common good. " (Secretary-General Ban Ki-moon)

UN Day marks the anniversary of the entry into force in 1945 of the UN Charter. With the ratification of this founding document by the majority of its signatories, including the five permanent members of the Security Council, the United Nations officially came into being. 24 October has been celebrated as United Nations Day since 1948. In 1971, the United Nations General Assembly recommended that the day be observed by Member States as a public holiday.

Venerdi 24 ottobre, in occasione della Giornata Mondiale ONU, la Base delle Nazioni Unite di Brindisi ha celebrato il suo 20° Anniversario con l’evento : “20 Anni di ONU a Brindisi”.


BRINDISI (Italy) - "Venti anni di Onu a Brindisi" si sentono e si vedono! Una prestigiosa e sinergica interazione con un territorio che non poteva sperare di meglio sotto il profilo lavorativo ma anche d'immagine internazionale. L'occasione per valorizzare l'evento è ricaduta sulla giornata mondiale delle Nazioni Unite che proprio oggi celebra il suo 69esimo anniversario.

Il messaggio del segretario generale Ban Ki-moon è forte come quello lanciato dal direttore del Centro Servizi Globale (CSG/UNLB) e quest'oggi padrone di casa, Mr. Nicolas Von Ruben che, alla foltissima platea, ha parlato dei cambiamenti vissuti dalla base in questi venti anni: il significativo incremento dei membri che ora toccano le 600 unità impiegate e il passaggio "direzionale" da News York a Brindisi solo per citarne alcuni.


The host, the director of the Global Service Center, Mr. Nicolas Von Ruben, talked about the changes that the base has had in these twenty years: “It's been twenty years since we came here. When we started we had two buildings and now we have a huge number of these. The stuff is also grown from forty to five hundred members. Now it is the Global Service and we have the operation of the department fields support. In the past New York was the run operations, we are now responsible for running operation for all peacekeeping and special political missions. We just been supporting Central Africa Republic and now we supporting the value mission in west Africa and so in twenty years we have grown from more little base into the very large club of service center. And so is extremely important date”.

Presente alla cerimonia anche l'Ambasciatore Antonio Bernardini. In qualità di Vice segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri ha voluto sottolineare l'importanza del polo di Brindisi delle Nazioni Unità come centro di partenza per le operazioni umanitarie. “L'anniversario è importante- ha detto- perché, dopo vent'anni dall'inizio di questa avventura, oggi possiamo non soltanto celebrare un anniversario ma notare come questa base, che adesso dobbiamo iniziare a chiamare Centro Globale dei Servizi è cresciuta, trasformandosi da alcuni magazzini di deposito del materiale ad un centro pieno di tecnologia e di funzioni di formazione. È molto importante che le Nazioni Unite abbiano deciso di trasformare quella che era una base logistica in qualcosa di più complesso poiché è strategicamente fondamentale per tutte le operazioni di pace e le operazioni umanitarie che esse conducono”. Brindisi, infatti, si trova in un punto non solo geograficamente perfetto per raggiungere in meno tempo possibile tutte le aree in emergenza umanitaria e a rischio, ma possiede anche tutte le infrastrutture ai trasporti necessari per un'ottima rete di collegamento (porto, aeroporto, rete ferroviaria).


Non poteva certo mancare il Manager Wfp-Unhrd Stefano Peveri, che da ormai quattro anni dirige la più importante base umanitaria del Wfp nel mondo. Una crescita che, da quando è arrivato, ha vissuto in prima persona e purtroppo anche di pari passo con l'aumento delle zone in emergenza da aiutare. “Non solo si è allargata la presenza sul territorio ma, da quando sono arrivato, il volume dei voli e delle attività è cresciuto esponenzialmente.” E infatti, oggi, è la prima ad occuparsi dell'emergenza ebola che il Manager sta vivendo in prima linea. “L'impegno principale del Programma Alimentare Mondiale è quello di costituire le infrastrutture logistiche per garantire l'approvvigionamento di tutto il materiale medico e non che verrà destinato alle cliniche e ai centri di trattamento dell'ebola. In più il Pam sta costruendo, su richiesta dei governi alcune di queste cliniche; in Liberia ne sono state costruite 3, in Guinea ne stiamo costruendo 3 e oggi il Governo ce ne ha chieste altre 2. Sicuramente nei prossimi dieci giorni partiranno da Brindisi almeno altri due voli umanitari diretti nelle aree di crisi”.

Anche il Sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, non può che dirsi orgoglioso di questa forte presenza sul territorio e augurarsi un continuo e duraturo rapporto. “Il territorio - riferisce - è perfettamente integrato con le Nazioni Unite perché comunque sono stati venti anni di vita molto intensa. È molto importante anche l'impatto che esse hanno avuto su di noi anche dal punto di vista economico; Brindisi sente propria questa base e l'ONU è riuscita a farla crescere fino a farla diventare la più importante del mondo”.

A vivere intensamente e ad accrescere lo stretto rapporto tra il territorio e le Nazioni Unite, in particolar modo con il World Food Programme, è Enzo Pirato, Presidente Regionale del Wfp Italia che da tanto tempo ormai offre il suo tempo e le sue energie per una delle cause più importanti per cui il nostro territorio lotta. “Sono dieci anni che lavoro con la componente italiana, sicuramente la mia è un'attività volntaria di conseguenza spendo il mio tempo affinché venga promulgato un senso di solidarietà verso chi soffre la fame nel mondo. L'impegno è quotidiano, certo, di conseguenza ci diamo da fare ogni giorno perché un messaggio del genere non venga dimenticato. La soddisfazione più grande, però, è quella di sapere che nel nostro piccolo almeno un bambino al giorno siamo riusciti a salvarlo”.


Ma le celebrazioni di Brindisi non sono state solamente dedicate alle necessarie e dovute riflessioni sul tema ma, anche, ad una serata all'insegna della serenità e allegria come solo i bambini sanno concedere. Una enormità di pargoli provenienti dai cinque continenti hanno, infatti, allietato l'evento con le loro sgargianti e svolazzanti bandierine accompagnati anche dalle scenografiche evoluzioni di un gruppo di sbandieratori. Entusiastica e a sorpresa anche la presenza di Al Bano che si è voluto concedere ai numerossissimo invitati presenti attraverso una folkloristica "performance" vocale che ha fatto da sfondo ai suoi ricordi proiettati negli anni 1980-90. A complimentarsi con lui, direttamente, il direttore Von Ruben che ha consegnato all'ospite una targa commemorativa dell'evento.

Celebrazioni che hanno consentito ai vertici Un presenti per l'occasione di ringraziare i numerosi rappresentanti delle istituzioni che da sempre hanno agevolato l'insediamento e lo sviluppo della base in terra salentina. Tra questi il Prefetto Nicola Prete e il Colonnello Luca Bianciardi comandante della base militare dell'aeronautica che ospita il sito Un. (Marika Del Zotti - Giorgio Esposito)


LA BASE ONU DI BRINDISI DAL 1994 A OGGI - Prima base logistica permanente dell’ONU, la UNLB in questi 20 anni ha conosciuto uno sviluppo progressivo fino a diventare Global Service Centre, ossia centro di servizi a livello globale di logistica, amministrazione, telecomunicazioni e formazione. Uno sviluppo che premia la posizione strategica di Brindisi e che vede un rapporto reciprocamente vantaggioso con il territorio ospitante.

LA SCELTA DI BRINDISI - Nel 1994 l’Italia con Brindisi viene scelta fra molti Paesi candidati quale sede della prima base logistica permanente delle Nazioni Unite e il 23 novembre 1994 l’ONU e il Governo Italiano firmano il Protocollo d’Intesa che ufficializza l’istituzione della UNLB. Determinanti per la scelta di Brindisi sono state: la sua centralità geografica (in un raggio di 5000 Km dalla maggior parte delle missioni ONU), la compresenza d’infrastutture che consentono un trasporto intermodale (porto, aeroporto, autostrada e ferrovia) e la posizione strategica anche dal punto di vista satellitare (che consente visibilità dall’Oceano Indiano all’Atlantico). Una decisione che si è rivelata vincente, tanto che in questi 20 anni di storia la Base delle Nazioni Unite di Brindisi è cresciuta esponenzialmente in termini di mandato, numero e complessità di funzioni, spazi utilizzati, personale in organico, budget e competenze.


LO SVILUPPO DELLA BASE - A partire dal 2010 da base logistica la UNLB è diventata (insieme alla struttura di Valencia) provider globale di servizi integrati di telecomunicazioni e IT, logistica e supply chain management, servizi amministrativi per la gestione di acquisti, risorse umane e finanziarie, nonché di formazione e addestramento del personale. Sotto la direzione del Centro Servizi Globale di Brindisi operano inoltre il Centro Controllo Operazioni Aeree della flotta dei velivoli ONU, il Centro Ingegneristico e di Architettura ed il GIS - Sistema Informativo Geografico. Inoltre, all’interno della Base si sono via via aggiunti alcuni uffici distaccati del Quartier Generale di New York, quali la Forza di Polizia Permanente delle Nazioni Unite (SPC), la Forza Permanente Giudiziaria e Penitenziaria (JSCS) e la Sezione Addestramento Reclute (ITS), nonché alcune agenzie ONU, quali UNOPS (Ufficio di Servizi ai Progetti delle Nazioni Unite),ICC (Centro Informatico Internazionale) e, non da ultimo, la Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD) del Programma Alimentare Mondiale.

Visualizza anche: L'Organizzazione delle Nazioni Unite - Aiuti umanitari Filippine - UN Day 2013 - Esercitazioni AM - ONU

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Giorgio Esposito
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Brindisi, inaugurazione della nuova base di Pronto Intervento Umanitario per il WFP
Taglio del nastro da parte del direttore esecutivo del World Food Programme
e del direttore generale della Cooperazione Italiana del ministero degli esteri

ROMA (Italy) - Sono stati inaugurati oggi i nuovi spazi operativi per l'ampliamento delle attività di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) gestite dal World Food Programme, presso i territori dell'ex Base USAF tra Brindisi e San Vito dei Normanni. A fare gli onori di casa Stefano Peveri e Pierre Honorat, rispettivamente Manager e Coordinatore del Network UNHRD.

Nel corso della cerimonia, il direttore esecutivo del WFP, Ertharin Cousin e il direttore generale della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, Giampaolo Cantini hanno firmato un Memorandum di intesa tra il Programma Alimentare Mondiale e la Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, che dà una maggiore forza al sostegno dell'Italia nelle operazioni internazionali di pronto intervento umanitario.


“A nome del Programma Alimentare Mondiale e dell'intero sistema delle Nazioni Unite - ha affermato il Direttore Esecutivo Cousin - ringrazio l'Italia per il suo generoso contributo, per aver finanziato interamente la ristrutturazione di queste nuove strutture e anche per il suo impegno nel far fronte, interamente, ai costi annuali operativi di questa base. Sono anche molto lieta di sottoscrivere, assieme al Direttore Generale, un nuovo Memorandum di Intesa tra il governo italiano e il WFP, attraverso cui, insieme a questa nuova struttura, l'Italia ribadisce la leadership globale nel salvare vite umane e sradicare la fame”. Lo stesso Direttore Cantini ha precisato come, la Base brindisina sia un esempio per tutte le altre nel mondo e quanto il suo contributo sia fondamentale. "L'Italia ha infatti investito 6.5 milioni di dollari per finanziare queste nuove strutture, attraverso cui non solo verranno potenziati gli aiuti umanitari per cui Brindisi si classifica leader, ma soprattutto verranno implementati i corsi di addestramento per gli operatori di pace che, già da anni, la base di Brindisi teneva a livello internazionale."

E proprio pochi giorni orsono, durante la presentazione della Regata Internazionale Brindisi-Corfù, il manager Peveri, aveva citato l’importanza della presenza su questo territorio pugliese di quella che resta una realtà pienamente operativa come la base Unhrd del Wfp. Un sito in cui: “Negli ultimi dodici mesi l'attività è stata abbastanza impegnativa, prima di tutto per le emergenze gravi come quelle in Siria, in Sud Sudan, nella Repubblica Centrafricana, e nelle ultime settimane in Perù e nei Balcani con le alluvioni in Bosnia Erzegovina e in Serbia." Attività che, se non supportate da idonei spazi come questi innovativi che si inaugurano oggi, possono anche vanificare sforzi immensi. La firma di questo accordo è infatti molto importante, come ricorda Mr. Giampiero Criscuolo, Responsabile della Cooperazione Italiana allo Sviluppo presso la base brindisina: “È un piacere oggi avere qui il Direttore Generale Cantini e tutto il management dell'ufficio emergenza, braccio operativo che ci permette di vivere e sopravvivere. È questa l'ennesima conferma di una partnership che speriamo si possa protrarre nel tempo e che possa essere sempre così proficua”.

Momento importante anche per i due primi cittadini delle due città, Brindisi e San Vito dei Normanni, tra cui è situata la base. “Questa rafforzata presenza delle Nazioni Unite in questo territorio costituisce una ricchezza per Brindisi e coincide questo risultato con l'avvio della valorizzazione di questa ex base USAF - afferma Mimmo Consales, Sindaco di Brindisi - perché questa struttura meritava un utilizzo differente. La presenza delle Nazioni Unite, poi, ci consente di sperare per il futuro anche come arricchimento per il territorio”. Ed è anche al territorio che guarda Alberto Magli, sindaco di San Vito: “Credo che sia una bella iniziativa all'interno della provincia di Brindisi, questo significa che si sta consolidando un qualcosa di importante. Inoltre questa struttura rappresenta un momento di sostegno nei confronti di tutte quelle crisi umanitarie che si stanno susseguendo in questo periodo”.

Presente alla cerimonia anche l'Ambasciatore Castellaneta, Presidente del Wfp Italia (che proprio a Brindisi detiene un efficientissimo ufficio con operatività regionale ndr) che ha ribadito la sua soddisfazione per l'inaugurazione di questa base “soprattutto in un momento così difficile della situazione mondiale, poter sapere che c'è una organizzazione come questa che fa fronte ai bisogni della popolazione.” Si unisce a queste parole anche Adele Rossetti, Direttore Generale dello stesso Wfp Italia: “guardo con favore a questa giornata, siamo lieti che ci sia questo accordo di cooperazione con questa base di pronto intervento che operativamente è presente in tutte le situazioni critiche a carattere planetario”.

Wfp Italia - A sostegno dei progetti del World Food Programme si inserisce il WFP Italia che, parimenti a quello statunitense e giapponese, sviluppa metodologie di informazione, sensibilizzazione e raccolte fondi per iniziative di carattere umanitarie. Brindisi, in particolare, è sede regionale pugliese ed è riconosciuta tra le più attive in Italia.

“L'occasione di oggi - conclude il direttore Cousin - ci consente non solo di riflettere sul rinnovato impegno dell'Italia per UNHRD ma anche sul suo continuo sostegno ai nostri sforzi globali per salvare vite umane ed eliminare la fame nel mondo. Perché quando parliamo di assistenza umanitaria e di sicurezza alimentare globale, l'Italia può essere fiera della sua eredità, che viene da lontano”. (Marika Del Zotti, Giorgio Esposito)

Il World Food Programme, in italiano Programma Alimentare Mondiale , è stato istituito nel 1963 con sede in Italia. Costituisce il braccio operativo del sistema delle Nazioni Unite per quanto riguarda gli aiuti alimentari. Tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che le Nazioni Unite si sono prefisse di raggiungere entro il 2015, dimezzare la percentuale della popolazione colpita dalla fame nel mondo, è diventato prioritario.

Nel 2009, gli aiuti del WFP hanno raggiunto quasi 100 milioni di persone colpite da disastri naturali o causati dall’uomo. La missione del WFP è provvedere ai bisogni nelle situazioni di emergenza e sostenere lo sviluppo economico e sociale garantendo aiuti alimentari alle persone giuste, nei luoghi e tempi giusti. Il WFP mette la fame al centro dell’agenda internazionale, promuovendo policy, strategie e operazioni che vadano direttamente a beneficio dei poveri e di chi ha fame.

Il Deposito del WFP-UNHRD è situato presso l'Aeroporto militare di Brindisi, dove possono atterrare aerei cargo anche di notevoli dimensioni. I depositi, gestiti dal Programma Alimentare Mondiale, sono stati trasferiti l’1 giugno 2000 dalla precedente sede di Pisa su decisione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che ne ha affidata la loro gestione al WFP in considerazione delle sue capacità logistiche nelle attività umanitarie. Questa struttura garantisce un soccorso rapido ed efficace alle popolazioni colpite da calamità naturali o guerre. Gli aiuti alimentari ed i farmaci sono già stoccati nel deposito e pronti ad essere trasportati appena se ne verifichi il bisogno. Da Brindisi, il WFP è in grado di creare ovunque vere e proprie basi operative, in grado di ricevere e distribuire aiuti e valutare danni e necessità immediate. Dall'hub di Brindisi dipendono, poi, le altre cinque basi di Panama, Dubai, Malesia e Ghana (Las Palmas - antenna Hrd) veri centri di smistamento per le emergenze territoriali di Americhe, Medio Oriente, Asia e Africa.

Il deposito presente presso l'hub di Brindisi, così come previsto per le altre quattro basi, contiene materiali di pronto impiego divisi quali: beni di prima e immediata necessità, farmaci e materiale di consumo sanitario, prodotti alimentari di varia natura, riserva globale, equipaggiamenti - fra cui mezzi di trasporto - sistemi di telecomunicazioni ed uffici mobili. Essi, in caso di emergenza e fabbisogno immediato, sono subito pronti per essere imbarcati su navi o aerei per poter raggiungere in breve qualsiasi luogo del pianeta. Esempio è dato dalle ultime emergenze affrontate: tsunami in Thailandia, alluvioni in Albania, terremoto in Haiti, ciclone in Pakistan, tifone Filippine etc... Del materiale stoccato, una parte è concessa dal Governo Italiano all'istituzione della "Cooperazione Italiana allo Sviluppo" gestita dal Ministero degli Affari Esteri che, sulla base di Brindisi, ha un proprio responsabile che coordina le attività d'impiego. Mr. Giampiero Criscuolo, infatti, attraverso una serie di collegamenti nazionali e internazionali riesce a gestire i piani operativi durante le varie emergenze umanitarie che metodicamente si prospettano.

Le Nazioni Unite - WFP Italia in Puglia - Aiuti umanitari Filippine - UN Day 2013 - Safe and Secure Approaches - Regata Brindisi-Corfù 2014


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Giorgio Esposito
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XXIX edizione Brindisi - Corfù: insieme contro la fame nel mondo
Anche al meeting velico del 2014, presente la barca che veleggia con l'emblema del Wfp


Anche quest'anno la Regata Internazionale "Brindisi-Corfù" si arricchirà della presenza della barca che veleggerà con i loghi delle organizzazioni che curano tematiche umanitarie. "Team Sistiana WFP", sarà, infatti, l'imbarcazione ambasciatrice dei progetti del WFP delle Nazioni Unite, della Cooperazione Italiana per lo sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, del Rotary International e di Poste Italiane presente attraverso il brand "Mypostepay". Partners d'eccezione "Filia Solis - Terra di Brindisi" che contraddistingue l'accoglienza territoriale. A fare gli onori di casa, il "WFP Italia" che oramai rappresenta una costante nella partecipazione alla più importante gara velistica dell'Italia meridionale. Poi, a spalleggiare le attività filantropiche dei partner principali, una serie di sponsor che attraverso la loro importante presenza, garantiscono continuità ai progetti umanitari gestiti direttamente dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite.

La barca "Team Sistiana WFP Italia" è uno farr 80 maxi Grand Mistral, Circolo: Diportonautico Sistiana - Numero velico ITA 14651. L'equipaggio: Alberto Leghissa (skipper), Alessandro Alberti, Fulvio Vecchiet, Andrea Marengo, Ciro Di Piazza, Roberto Fattori, Giova Ballico, Damato, Marino Farosich, Romano Foggia, Enzo Pirato (armatore), Stefano Peveri, Emiliano Doveri, Sergio Pezzulla, Michele Pezzulla, Sergio Pirato.


Il manager Wfp-Unhrd di Brindisi Stefano Peveri: un anno ricco di impegni. Il World Food Programme non si ferma mai e già si pensa ai prossimi mesi di lavoro.

BRINDISI (Italy) - Anche se, purtroppo, le emergenze umanitarie “non vanno mai in vacanza” e il Wfp le segue con attenzione per tutto l'anno, la Regata Internazione Brindisi-Corfù chiude, idealmente, un anno intensissimo per la Base di pronto intervento umanitario del World Food Programme di Brindisi (Unhrd). “Negli ultimi dodici mesi l'attività è stata abbastanza impegnativa - ha riferito il Manager Stefano Peveri - prima di tutto ci hanno impegnato le emergenze gravi come quelle in Siria, in Sud Sudan, nella Repubblica Centrafricana, e nelle ultime settimane nei Balcani con le alluvioni in Bosnia Erzegovina e in Serbia."


É stato, poi, un anno intensissimo dal punto di vista operativo - continua il manager - poiché tra le tante cose, il nostro coordinatore, colui che aveva creato la rete di depositi che ogni giorno opera in sinergia per spedire più facilmente gli aiuti umanitari, è andato in pensione. Inoltre, ci siamo trasferiti dall'aeroporto militare di Brindisi alla nuova base (ex Usaf) di San Vito. Un trasferimento che sarà completato entro breve e prima della prevista inaugurazione dei prossimi giorni”. Gli impegni di quest'anno sono stati tanti ma già si pensa ai mesi futuri. C’è poi grande attesa per l’evento che vedrà la presenza di uno stand “umanitario delle Nazioni Unite” all'Expo di Milano visto che il tema dominante è combattere la fame nel mondo. E proprio su questo, Peveri assicura: “il Quartier Generale di Roma sta programmando - nei mesi dell’expo a Milano - un intervento congiunto con altre agenzie e la Cooperazione Italiana del Ministero degli Affari Esteri Italiano” (Marika Del Zotti)

Enzo Pirato, cuore pulsante della Brindisi-Corfù per il Wfp. Anche quest'anno, il Presidente Regionale Wfp Italiaè riuscito ad assicurare la presenza di una imbarcazione targata “Wfp Italia” alla regata Internazionale.

Se la Brindisi-Corfù è uno dei tanti eventi che aiutano le missioni del World Food Programme il merito va dato sicuramente anche ad Enzo Pirato, Presidente Regionale del Wfp Italia. “Quest'anno, assicurare la nostra presenza alla regata è stato molto più duro rispetto agli altri anni. Sicuramente dobbiamo ringraziare Mastercard e Poste italiane che ci hanno dato la concreta possibilità di essere qui e insieme a loro tutti gli altri sponsor che supportano le nostre esigenze organizzative. Certamente non riusciremo ad eguagliare le cifre degli scorsi anni che erano abbastanza sostanziose."


(Tutto il ricavato delle sponsorizzazioni, infatti, viene utilizzato per finanziare quei progetti umanitari ritenuti più urgenti ndr). “Quella di quest'anno sarà una piccola goccia ma, come mi piace sempre dire, goccia dopo goccia si riempie il mare – continua il presidente Pirato. Anche l'equipaggio, si è sempre mostrato disponibile e vicino alla causa del Programma Alimentare Mondiale, e quest'anno anche i nuovi arrivi non sono stati da meno: il team della barca, è vero, è cambiato di qualche elemento perché alcuni avevano impegni professionali diversi però siamo sempre supportati dal nostro skipper, Alberto Leghissa, dal team del circolo velico Sistiana-Duino, e dalla passione e professionalità delle new entry. Addirittura il sindaco di Duino ha deciso, quest'anno, di sponsorizzare la barca. Per questo, ce la metteremo tutta”. (Marika Del Zotti)

 



Giorgio Esposito
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Ebola, le Nazioni Unite si mobilitano. Il Wfp invia aiuti umanitari dalla base italiana (Unhrd) di Brindisi
Il prezioso carico permetterà la realizzazione di strutture sanitarie di emergenza

ROMA (Italy) - La base di Pronto Intervento delle Nazioni Unite (UNHRD) di Brindisi, gestita dal WFP, continua a fornire supporto alle operazioni in terra d'Africa per contrastare la diffusione della pandemia Ebola. Il WFP sta fornendo supporto logistico senza precedenti per aiutare i servizi medici di cura e prevenzione del diffondersi del virus. Un prezioso carico d'aiuti (60 tonnellate di materiali del costo di 500mila dollari) parte a bordo di un capiente MD11 alla volta della capitale liberiana.

A Monrovia, gli ingegneri di campo del WFP stanno organizzando 4 centri di trattamento ebola con capienza di 400 posti letto e il materiale che docolla dalla base pugliese, serve appunto per completare e rendere la struttura operativa.


Il cargo MD11 targato Nordic Global è atterrato sulla pista della base aerea di Brindisi pronto ad accogliere, nella sua enorme stiva, gli aiuti umanitari che il team operativo della base di pronto intervento brindisina - coordinato dal manager Stefano Peveri - ha predisposto già da qualche giorno. Materiali necessari alla realizzazione di strutture d'accoglienza sanitarie per degenti e personale medico: prefabbricati, generatori elettrici, abbigliamento vario etc.

Un carico di ben 60 tonnellate con un costo che supera i 500mila dollari che domani, alle prime luci dell'alba, prenderà "il volo" per il territorio africano che oramai tutto il pianeta classifica come "red zone" ossia "terra inviolabile". Una zona in cui oramai si contano quasi 5mila morti e decine di migliaia di infetti.

Fino ad oggi, il Programma Alimentare delle Nazioni Unite (Wfp) ha fornito assitenza alimentare a piu' di 430.000 persone colpite dal virus Ebola in Guinea, Liberia e Sierra Leone. Come supporto alla risposta congiunta della Missione Onu per la Risposta all'Emergenza Ebola (UNMEER), il Pam sta ampliando il supporto a tutta la comunita' umanitaria. Distribuzioni di cibo sono in corso in tutti e tre i paesi, sia nelle zone urbane che rurali, con visite a domicilio, famiglia per famiglia. Altro cibo è in arrivo. Presto una nave imbarcherà 7.000 tonnellate di riso da trasportare a Monrovia e a Freetown. Il Servizio Aereo Umanitario delle Nazioni Unite (UNHAS), gestito dal WFP, ha aperto un nuovo corridoio aereo tra Dakar, Accra, Freetown, Monrovia e Conakry per facilitare un rapido dispiegamento dello staff umanitario. UNHAS opera tra i paesi colpiti e ha già trasportato 497 passeggeri e 6,6 tonnellate di attrezzatura leggera per 25 organizzazioni (NGO,ONU, donatori, parters governativi e media), usando due velivoli e un elicottero.

Sicurezza sanitaria per gli operatori - Prima di lasciare qualsiasi dei tre Paesi colpiti dal virus Ebola, il personale del Programma alimentare mondiale viene sottoposto ad una valutazione medica condotta dal personale medico delle Nazioni Unite e, se passata, riceve un certificato in cui si afferma che si è in grado di viaggiare. Il Wfp precisa anche che, allo stesso modo, prima che il personale del Pam parta per Guinea, Sierra Leone o Liberia viene sottoposto ad una valutazione medica, che, una volta superata, gli consentirà di potere partire. Le agenzie Onu a Roma sono regolarmente in contatto con l'Organizzazione Mondiale della Sanità ed in stretto contatto con le autorità italiane per evitare la diffusione del virus. Attualmente, sono 40 i membri dello staff del Wfp partiti da Roma per i tre Paesi africani maggiormente colpiti dall'epidemia.

Il WFP sta fornendo supporto logistico senza precedenti per aiutare i servizi medici di cura e prevenzione del diffondersi del virus. A Monrovia, capitale della Liberia, gli ingegneri di campo del WFP stanno organizzando 4 centri di trattamento ebola con una capienza di 400 letti. ll WFP sta anche aiutando a quantificare l’impatto della crisi sanitaria sulla sicurezza alimentare delle famiglie attraverso una tecnica innovativa chiamata “mVAM”, usando cellulari per questionari che normalmente vengono completati direttamente dalle persone. In Sierra Leone, la raccolta dati via SMS è stata completata su un campione di 800 famiglie. In Guinea e Liberia, il WFP sta preparando una raccolta dati attraverso risposte di voci automatizzate. (Giorgio Esposito)

WFP riceverà circa 18,7 milioni di dollari dalla Banca Mondiale. Il contributo prevede sovvenzioni specifiche ai governi di Guinea (7,1 milioni dollari), Sierra Leone (6 milioni di dollari) e Liberia (5,6 milioni di dollari). Separatamente, il Fondo internazionale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Agricolo (IFAD) delle Nazioni Unite ha promesso 3 milioni di dollari per aiutare il WFP per rispondere ai bisogni alimentari e nutrizionali nelle comunità rurali in tutti i paesi colpiti. Insieme, questi due contributi, rafforzano notevolmente la capacità del WFP di lavorare nelle nazioni colpite da ebola in un momento in cui una maggiore azione umanitaria mondiale è fortemente richiesta. “Il Programma Alimentare Mondiale accoglie con favore questa risposta tempestiva da parte di Banca Mondiale e IFAD". Afferma il Direttore Esecutivo del WFP Ertharin Cousin a Roma.

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Giorgio Esposito
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Aiuti umanitari italiani per le popolazioni colpite dalla tragedia nella Striscia di Gaza
E' partito questa mattina dalla Base Wfp-Unhrd delle Nazioni Unite di Brindisi
un volo umanitario della Cooperazione italiana del Ministero degli Affari Esteri

ROMA (Italy) - L'aereo A310 - sul quale viaggia il Vice Ministro degli Esteri Lapo Pistelli - trasporta 30 tonnellate di beni di prima necessità: tende, coperte, generatori di emergenza, potabilizzatori, kit sanitari e kit igienici per un valore complessivo di circa 350 mila euro. Dopo l’arrivo a Tel Aviv, il carico verrà distribuito - per il tramite delle Nazioni Unite - alle categorie più vulnerabili della popolazione: donne, bambini, anziani, che soffrono le conseguenze più gravi del conflitto in corso.

Nuove iniziative umanitarie verranno realizzate dall’Italia nel prossimo futuro sula base dell’evoluzione della situazione di sicurezza nella Striscia di Gaza. Anche in vista della Conferenza dei donatori in programma ad Oslo ad inizio settembre, è intenzione dell’Italia destinare ulteriori risorse alla crisi umanitaria a Gaza per un importo addizionale pari a circa 2,5 milioni di euro.


Il rappresentante del Governo Lapo Pistelli è giunto nella prima mattinata a Brindisi proveniente da Roma con un modestissimo volo Ryanair cosa, questa, che in periodi di spendig rewiew, fa solo piacere apprendere e comunicare alla vasta utenza giornalistica. Ad attenderlo, per l'immediato imbarco sul volo umanitario, il manager della base Wfp-Unhrd di Brindisi Stefano Peveri, i rappresentanti della Cooperazione del Ministero degli Esteri Mario Baldi e Giampiero Criscuolo e il comandante della base aerea Colonnello Andrea Aiello.

In attesa che maturino le condizioni per un cessate-il-fuoco permanente” - ha dichiarato il Vice Ministro Pistelli - ”l’Italia fa sentire in modo tangibile la propria vicinanza e solidarietà al popolo palestinese, che paga le conseguenze più gravi delle ostilità in corso”.

"Il volo umanitario - ha proseguito Pistelli - rientra nell’ambito di un più ampio piano di aiuti di emergenza annunciato dal Ministro Mogherini in Parlamento e avviato dall’Italia a favore della popolazione di Gaza, il cui ammontare complessivo ha superato finora i 2 milioni di euro. I fondi in questione saranno destinati a finanziare interventi a forte impatto sociale a favore della popolazione palestinese la cui realizzazione verrà affidata alle Ong italiane operanti in loco, nonché in collaborazione con la Mezza Luna rossa palestinese e con le Agenzie del sistema Onu".

Le finalità dell’intervento italiano nella zona - dichiarano le fonti della Cooperazione - restano quelle di contribuire alla salvaguardia della vita umana e della salute della popolazione abitante nella Striscia di Gaza (SdG) attraverso il sostegno al ripristino dei servizi essenziali; fornire gli ospedali di farmaci salvavita, presidi medico-chirurgici e tutt’altro materiale necessario per fronteggiare lo straordinario afflusso di feriti; potenziare le cliniche con attrezzature sanitarie, farmaci e altri materiali necessari ai dipartimenti di pronto soccorso degli ospedali della SdG; fornire le municipalità di Beit Lahiya, Rafah e Khan Younis di parti di ricambio per rimettere in funzione le reti di distribuzione dell’acqua e dei ricambi necessari per riparare e/o mantenere in esercizio i mezzi e le attrezzature utilizzate per la salvaguardia dell’ambiente; raccolta, trattamento preliminare e trasporto al sito di frantumazione di parte delle macerie presenti nei quartieri delle città di Rafah e Khan Younis.

In questa occasione, giova rammentare che lo scorso venerdì 1 agosto, il Senato ha approvato in via definitiva il Disegno di legge che riforma la disciplina legislativa sulla Cooperazione allo sviluppo nel nostro Paese.

La riforma modifica integralmente il precedente assetto istituzionale della cooperazione allo sviluppo e adegua la normativa italiana ai nuovi principi ed orientamenti emersi nella comunità internazionale sulle grandi problematiche dell’aiuto allo sviluppo negli ultimi venti anni. La riforma sancisce il principio secondo cui la cooperazione per lo sviluppo sostenibile, i diritti umani e la pace è ”parte integrante e qualificante della politica estera dell’Italia”, modificando in questa prospettiva la denominazione stessa del Ministero degli Affari Esteri, che assume la nuova denominazione di ”Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale”. Una scelta, questa, che rende operativo il pensiero in materia, dell'attuale Governo. (Giorgio Esposito)

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Gaza emergency, umanitarian airplane from Dubai
Five Jumbo Jets and 12 transport aircraft, as well as an Airbus from the Bahrain Royal Charity Organization

ROMA (Italy) - As the Eid el-Fitr holiday is under way, the people of Gaza continue to suffer under the devastating level of violence experienced in the Strip since the hostilities began on 7 July. Large swaths of neighborhoods east of Gaza City are reduced to rubble. The eastern and northern areas of Gaza are virtually empty of civilians and have turned into combat zones.

The number of displaced people taking refuge in UNRWA shelters is now more than triple the peak number from the 2008/9 conflict and is more than 10% of the entire population of Gaza, with 200,337 internally displaced persons in 85 UNRWA shelters, despite last week's attack that killed 15 people in a school that was designated as a shelter and operated by the UN Relief and Works Agency (UNRWA).


UNRWA is also overseeing the delivery of emergency relief supplies that are being transported by air to Jordan and from there by trucks where the UN Relief and Works Agency (UNRWA) is transporting and distributing to the thousands of vulnerable displaced families in Gaza. International Humanitarian City in Dubai is coordinating airlifts of aid to Jordan with several organisations, including the UN High Commissioner for Refugees (UNHCR), the UN World Food Programme (WFP), the UN Humanitarian Response Depot, the International Federation of Red Cross and Red Crescent Societies (IFRC,) as well as the Red Crescent Society of the United Arab Emirates. To date, 18 aircraft have arrived in Jordan with desperately needed relief supplies; five Jumbo Jets and 12 transport aircraft, as well as an Airbus from the Bahrain Royal Charity Organization. The relief flights have delivered 126,500 blankets, 98,000 sleeping mats, more than 120 megatons of medicine and 15,000 family food packages. One recent emergency relief flight from Dubai carried a special passenger, along with pre-packaged Halal beef, hygiene kits and other supplies. UNRWA Goodwill Amabssador, Mohammed Assaf, Arab Idol winner and popular singer from Gaza, who made an emotional plea for the people of Gaza upon landing in Jordan. Assaf was born and grew up in Khan Younis in the south of the Gaza Strip, where several extended families have been wiped out in recent days.

UNRWA Goodwill Amabssador, Mohammed Assaf, Arab Idol winner and popular singer from Gaza, traveled on one of relief flights from Dubai to Aman, bringing aid for Palestinians in Gaza. Assaf was born and grew up in Khan Younis in the south of the Gaza Strip, where several extended families have been wiped out in recent days: "There is pain in my heart from what is happening in my town and to my people in my beloved home, Gaza that is hurting . No words can describe what I feel and how the Arab world feels and how the world feels. Now we all have to help my beloved people in Gaza, all those who suffer in Gaza, all those who suffer under the attacks. Thanks to all everywhere. We have to help Gaza stand up on its feet one more time, Gaza is strong. Gazans are heroes. They always get back on their feet after they have been destroyed. That is the Gaza I trust. The number of people who have been killed is so immense, civilians, children, women, elderly. It is a very bad situation." The cargoes unloaded in Jordan are transported by truck through the Allenby Border Crossing on the River Jordan and delivered into Gaza. Several convoys have been able to reach Gaza, but it is not enough to meet the growing need for food, medical supplies and other emergency equipment. UNRWA urgently needs to replenish its emergency supplies and prepare for vital interventions necessary after a cessation of military activities. The emergency response phase is expected to last for one month, and the early recovery a further three to six months. (Redazione)

The International Humanitarian City (IHC) in Dubai, which hosts UNHRD’s largest depot, has generously provided a concrete ramp outside UNHRD’s warehouse, making loading and offloading containers much easier and faster. Previously, all 20-40 foot containers had to be grounded by a side-loader, costing approximately US$300 per container. On average, UNHRD receives 200 sea containers each year, so having the permanent concrete ramp will result in significant savings for UNHRD Partners. Last year, 60% of UNHRD’s global operations took place in the Dubai depot, with US$30 million worth of goods dispatched through 715 consignments. The ramp will further enhance UNHRD’s operational efficiency in responding to humanitarian crises from Dubai. In less than 24 hours, Dubai’s International Humanitarian City (IHC) coordinated this joint logistics operation with humanitarian organisations including World Food Programme (WFP), United Nations Humanitarian Response Depot (UNHRD), United Nations High Commission for Refugees (UNHCR), International Federation of Red Cross and Red Cross Societies (IFRC) and the Emirates Red Cross.

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Giorgio Esposito
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Peacekeepers' day 2014: le Nazioni Unite onorano gli operatori di pace
A Brindisi la base Onu celebra l'evento con una giornata dedicata al binomio Sport & Pace

BRINDISI (Italy) - La Base delle Nazioni Unite di Brindisi celebra la Giornata internazionale dei Peacekeeper sul tema lo Sport per la Pace. La scelta dello sport quale strumento educativo riprende il messaggio dell’Assemblea Generale dell’ONU che ha istituito quest’anno la Prima Giornata Internazionale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace e vuole inoltre essere un riconoscimento alla città ospitante, Brindisi, Città Europea dello Sport 2014.

L’evento più significativo ha visto coinvolti i bambini delle scuole di Brindisi impegnati in giochi e gare presso la pista di atletica leggera "Masseriola”. Un momento di grande socializzazione tra gli appartenenti all'intero parco didattico cittadino. Tra loro, anche i giovani che frequentano la "Scuola Internazionale QSI".
A fare gli onori di casa, Maria D'Aprile la liason officer della base delle United Nations circondata da un efficientissimo team composto da rappresentanti della Polizia dell'Onu provenienti da varie nazioni del mondo nonchè, da personale della base logistica brindisina che si è prodigato per regalare ai bambini e ai tanti spettatori presenti, una mattinata all'insegna della gioia, della serenità e dell'amicizia.

Nel pomeriggio, allo stadio di Brindisi, la seconda parte della celebrazione ha visto affrontarsi le squadre di calcio della base Gsc/Unlb e quella del Comune capoluogo.


La giornata ha due scopi: onorare la memoria dei caschi blu delle Nazioni Unite che hanno perso la vita per la causa della pace; per rendere omaggio a tutti gli uomini e le donne che hanno servito e continuano a servire in operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite per il loro alto livello di professionalità, dedizione e coraggio. Il 29 maggio, gli uffici delle Nazioni Unite, insieme agli Stati membri e le organizzazioni non governative, organizzano eventi per onorare le forze di pace. Dal momento che la prima missione di peacekeeping delle Nazioni Unite è stata fondata nel 1948, più di 3.200 militari, polizia e personale civile hanno perso la vita al servizio della pace, in conseguenza di atti di violenza, incidenti e malattie.

Nel pomeriggio, poi, si è svolta la seconda parte della giornata dedicata alla figura dei Peacekeepers che, giova rammentare, in ogni luogo del pianeta e ogni giorno dell'anno affrontano le terribili problematiche che a tutt'oggi vivono le popolazioni in difficoltà umanitaria. La sede, pur sempre sportiva, è passata dai campi di atletica del mattino a quella del tappeto erboso dello stadio di calcio "Fanuzzi" di Brindisi. Una sede storica in cui ha visto gloriosi trascorsi la squadra cittadina e sul cui manto verde oggi si sono affrontate le squadre della base Gsc/Unlb e quella del Comune capoluogo. In verità, la giornata uggiosa non ha frenato i tantissimi spettatori che hanno voluto sostenere i propri 22 beniamini che, per questa sola occasione, hanno vestito la casacca emblema della Pace & Sport. Un incontro, che seppure vinto per 3 a 2 dalla squadra azzurra delle United Nations, ha regalato intensi momenti di puro e sano agonismo. (Giorgio Esposito)


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Giorgio Esposito
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Le Nazioni Unite inviano aiuti umanitari dalla basi Italiane per le popolazioni irachene
Assistenza ad un milione di persone. Il Wfp è impegnato in una lotta senza sosta per soccorrere i profughi

ROMA (Italy) - La recente tragedia irachena interessa oramai una popolazione che si conta a sei zeri. Le situazioni sanitarie degenerano facilmente e sono a rischio epidemie. Il numero degli sfollati a causa delle violenze in Iraq sta aumentando a un ritmo preoccupante. L’accesso a determinate zone resta molto difficile. Da giugno, il WFP e i suoi partner lavorano senza sosta per fornire assistenza alimentare d’emergenza ad oltre 800.000 iracheni sfollati in 10 governatorati .

Per questo motivo, l'Office for the Coordination of Humanitarian Affairs ha organizzato un volo umanitario che, partito dalla base Wfp-Unhrd di Brindisi (Italy), porta sui luoghi del conflitto un carico di 67 tonnellate tra coperte, tende, taniche, set da cucina, teloni, sapone, zanzariere etc. Fonti UN citano altri cargo che nelle prossime settimane dovrebbero decollare dalla funzionale base pugliese del Wfp alla volta dell'Iraq.


Questa settimana, il WFP ha distribuito le prime razioni di cibo alle famiglie irachene sfollate a Ramadi e Heer, nel governatorato devastato dalla guerra. Queste distribuzioni portano a 838.000 il numero di persone che, in Iraq, hanno ricevuto l’assistenza del WFP da metà giugno . La situazione umanitaria continua a deteriorarsi a causa del conflitto. Nel paese, più di 1,5 milioni di persone sono sfollate e vivono in condizioni precarie, molte senza accesso a cibo, acqua o altri beni di prima necessità. A Heet, lo staff del WFP ha incontrato un uomo sfollato, padre di quattro figli, diretto a Baghdad per cercare assistenza medica per sua moglie. Lui e la sua famiglia sono scappati da Heet a gennaio, fuggendo dalle violenze scoppiate nella loro città, Ramadi. L’uomo ha raccontato di vivere con la sua famiglia a casa di parenti, spostandosi a seconda delle necessità. Ha descritto le loro vite e la situazione degli sfollati in Iraq come “una tragedia senza speranza”.

“Il numero degli sfollati a causa delle violenze in Iraq sta aumentando a un ritmo preoccupante. L’accesso a determinate zone resta molto difficile. Da giugno, il WFP e i suoi partner lavorano senza sosta per fornire assistenza alimentare d’emergenza ad oltre 800.000 iracheni sfollati in 10 governatorati”, ha dichiarato Mohamed Diab, Direttore Regionale del WFP per Medio Oriente, Nord Africa, Asia Centrale e Europa dell’Est. “Sulla base di valutazioni sul livello di crisi alimentare nel paese, stiamo utilizzando nuove rotte per trasportare cibo nel paese e contiamo di raggiungere nei prossimi mesi anche le famiglie sfollate in zone difficilmente accessibili come la regione meridionale di Al-Anbar”, ha dichiarato Jane Pearce, Direttore del WFP in Iraq. Nelle ultime settimane, il WFP ha aumentato il volume delle proprie operazioni in Iraq grazie ad una donazione di 148,9 milioni di dollari fatta nel mese di luglio dal Regno dell’Arabia Saudita. Il contributo ha permesso all’agenzia di rispondere rapidamente alla crisi umanitaria. Questo contributo fa parte di una donazioni di 500 milioni di dollari che l’Arabia Saudita ha fatto alle Nazioni Unite per aiutare il popolo iracheno.

Iraq Situation Overview - As a result of the displacement triggered primarily by the advancement of armed groups in both northwest and east of Mosul city in and around the districts of Jalawla (Diyala) and Sinjar (Ninewa), since 3 August, the United Nations has increased its planning number of people displaced in Iraq to 1.45 million. This is an increase of 250,000 from the previous planning figure of 1.2 million. The IDP number does not include people displaced in Iraq before 2014, nor does it include the 225,000 Syrian refugees in northern Iraq.1 Population movement to Erbil and Dahuk Governorates (Kurdistan Region) has been stabilizing. It was reported that at the Pesh Khabour border (Dahuk) crossing over 2,000 individuals arrived from Syria, mostly Yazidis who were in Nawroz camp (Syria) coming to join families who already reached Kurdistan. Some IDPs continued to return from Kurdistan (mainly adult males) to Sinjar District (Ninewa) using the safe route via Syria to reach Sinjar mountain to search for their relatives. Local authorities in Dahuk report that there are now over 400,000 IDPs the Governorate. Displacement from Ninewa and Anbar continues to central and southern Governorates (Kerbala, Najaf, Al Qaddisiya, Baghdad, Basra), where local authorities are overstretched and unable to respond to increasing demands in basic services. For the first time in an emergency response, an inter-agency team comprised of UN agencies, NGOs and a media development organisation has been to Erbil, Duhuk and Sulaymaniyah Governorates to understand the information needs and access to communication channels among internally displaced people. Preliminary findings are concerning. Displaced populations only have access to conflicting and broken information regarding the provision of basic services, creating confusion, isolation and mistrust. To date, IDPs are mostly relying on mobile phones to keep connected to family members left behind and to follow security developments in their areas of origin. Populations affected by crises need more than physical necessities. Information and communication are also forms of aid, as important as water, food and shelter. Humanitarian partners are mobilizing resources to start working with preferred communication channels, such as face to face communication, mobile phones, print materials and local media. (Redazione)


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Training per gli operatori di pace presso Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite di Brindisi
Ringraziamenti e riconoscimenti alle forze di supporto del Safe & Secure Approaches in Field Environment

ROMA (Italy) - Si conclude oggi, con la consegna degli attestati e i relativi ringraziamenti, la recente esercitazione “Safe & Secure Approaches in Field Environment”, organizzata dal Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite di Brindisi.

A fare gli onori di casa il Direttore Gsc/Unlb Nicholas Von Ruben che ha espresso il suo entusiasmo per aver ospitato un training tanto importante. A sua volta, mr. Pompeo Leopardi, Chief Security ha fatto il punto della situazione. “È un vero onore aver realizzato questa esperienza con voi (in riferimento alle organizzazioni che hanno partecipato: Aeronautica, Carabinieri, Polizia, Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, Croce di Malta, Protezione civile Brunda, Corpo forestale, ndr) e soprattutto è un onore sapere che ad oggi siamo l'unica base a promuovere questo training che, presto, si ripeterà”.
È una tappa importantissima per i corpi di pace, poiché, si tratta di una preparazione altamente specializzata che mira ad elevare il livello di competenze di quanti si troveranno ad affrontare missioni ad alto rischio.


Tra le varie attività quelle coadiuvate da Abele e Salvatore Carruezzo. “Mi sono interessato principalmente di due aspetti - ha affermato il Prof. Abele Carruezzo - il primo è quello della Land Navigation, ossia la navigazione terrestre e in particolare la determinazione della posizione in caso di emergenza per la salvaguardia della persona. Abbiamo effettuato corsi di navigazione sulla carta e di scoperta di un territorio ma anche, e questo è il secondo aspetto, di Orientiring di fronte ad una emergenza. Gli agenti hanno imparato come muoversi e i principi essenziali dell'orientamento in qualunque luogo. Ci siamo recati, poi, verso il bosco di Cerano, assistiti dalla Protezione Civile di Brindisi e dalla Croce di Malta con una semplice mappa rudimentale i partecipanti si sono dovuti orientare per raggiungere al meglio il luogo di ritrovo”.

Degno di menzione, anche l’impegno profuso dall’intero team Security della base Gsc/Unlb che attraverso le varie fasi ha sempre assicurato un validissimo supporto all’esercitazione internazionale. (Marika Del Zotti)


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"Safe and Secure Approaches in Field Environments",
la base Unlb/Gsc di Brindisi addestra gli operatori di pace
Massima sinergia tra istituzioni e la base territoriale delle United Nations

BRINDISI (Italy) – Si è conclusa in questi giorni l’esercitazione, "Safe & Secure Approaches in Field Environment", organizzata dal Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite di Brindisi. L’esercitazione è volta ad addestrare gli operatori di Peacekeeping, assegnati presso aree ad alto rischio ed ha avuto lo scopo di fornire un bagaglio di conoscenze e competenze necessarie ad operare nelle migliori condizioni di sicurezza possibile.

Una esercitazione - coordinata da mr. Pompeo Leopardi, Chief Securitye, coadiuvato dal mr. Gabriele Dacasto, Security Supervisor, e da tutto il personale da lui diretto - professionalmente mixata tra le peculiari competenze dell’Aeronautica, Carabinieri, Polizia, Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, Croce di Malta, Protezione civile Brunda, Corpo forestale, Istituto "Carnaro" e le altre istituzioni locali. Una sinergia volta alla realizzazione di una serie di "safe lessons" con esperienze "live" legati all’orientamento, al primo soccorso, allo spostamento di convogli in zone di guerra, alla comunicazione via radio, alla negoziazione e alla sopravvivenza.


A seguito degli attentati del 2003 a Bagdad, l’ONU ha innalzato i livelli di sicurezza del personale in missione, anche tramite esercitazioni preliminari quali il SSAFE, volte a sviluppare competenze teoriche e pratiche utili a garantire che il personale civile delle Nazioni Unite possa operare nelle migliori condizioni di sicurezza possibili anche in situazioni ostili.

E in questa ottica, presso il Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite, si è svolto il corso addestrativo SSAFE (Safe & Secure Approaches in Field Environment) per gli operatori di pace ONU assegnati ad aree ad alto rischio. Tale esercitazione, intesa a ricreare situazioni di pericolo tipiche della vita di missione quali, ad esempio, inseguimento di convogli, rapimenti e percorsi minati nasce grazie alla collaborazione tra la base Onu di Brindisi, le forze armate italiane provenienti da diverse città della regione e altri partner quali scuole e associazioni di volontariato. Giunto alla sua seconda edizione, il SSAFE vede l’attiva partecipazione di forze armate quali: Aeronautica Militare - 16esimo Stormo di Martina Franca, Carabinieri di Brindisi, Polizia di Stato e di Frontiera, Corpo Militare della Croce Rossa, Corpo Forestale dello Stato e Vigili del Fuoco oltre al Comune di Brindisi, la Protezione Civile e l’Istituto Tecnico “Carnaro” che già da tempo collabora attivamente ad alcune esercitazioni in ambito Onu.


Il Corso è stato sviluppato dai responsabili della Sicurezza dell'United Nation Global Service Centre (UNGSC) di Brindisi, in collaborazione con l'Aeronautica Militare, per addestrare il personale dell'Ufficio Operativo della Polizia dell'ONU (UN Standing Policy Capacity) ad operare in sicurezza in aree di crisi in missione di peacekeeping. In particolare, l'Aeronautica Militare ha messo a disposizione un'ampia area addestrativa della base del 16° Stormo "Protezione delle Forze" di Martina Franca (TA). A questo scopo, giova rammentare che il reparto operativo sito a Martina Franca, nasce per offrire protezione alle installazioni militari in ambito nazionale ed internazionale. La tipologia di missioni normalmente assegnate ai "Fucilieri dell'Aria" comprende il concorso al dispositivo di sicurezza di rischieramenti militari all'estero, alle operazioni di mantenimento della pace e di soccorso umanitario, nonché l'attuazione in campo nazionale di misure di protezione in occasione di grandi eventi o di mantenimento dell'ordine pubblico.

To further strengthen capacity and readiness to be deployed to peacekeeping operations, the SPC Team in Brindisi participated in the Safe and Secure Approach to Field Environment (SSAFE) course, a fi ve-day intensive training aimed at providing UN staff members the essential knowledge, awareness and skills required when called to work in high risk missions. The course was held from 31 March to 4 April. A total of 20 personal UNGSC, UNOPS and Justice & Correction Standing Capacity, which was developed by the Security Section of the United Nations Logistics Base/Global Service Centre (UNLB/GSC) in Brindisi in collaboration with the UN Department of Safety and Security in New York. (Giorgio Esposito - 11 aprile 2014 ore 16.00) (Photo reportage: Rossana Palermo/UNGSC/LS)


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Il Centrafrica colpito da un'odissea umanitaria combattuta sul campo da Aeronautica Militare e ONU
I leader religiosi richiedono il dispiegamento di una forza multinazionale di pace

ROMA (Italy) - “Più di 60.000 bambini e loro familiari soffrono una grave penuria alimentare e più di 200.000 bambini e famiglie sono stati costretti a fuggire dalle loro case nel corso degli ultimi 6 mesi” denuncia un appello sottoscritto da 9 organizzazioni umanitarie che operano nella Repubblica Centrafricana.

Il documento traccia un quadro drammatico e attuale della situazione del Centrafrica. “La maggior parte dei centri sanitari del Paese sono chiusi da 6 mesi, circa un milione di bambini non andranno a scuola e la popolazione è priva dei servizi più elementari”. A questo si aggiunge la mancanza di sicurezza che colpisce soprattutto i più deboli ed indifesi: “i bambini, e in particolare bambine e ragazze, sono esposti a un gran numero di abusi, in particolare violenze sessuali e matrimoni precoci”. Migliaia di bambini sono reclutati a forza nelle file dei gruppi armati.


E per far fronte a questa catastrofica emergenza, era partito il 28 dicembre scorso il primo volo a sostegno della missione “Binuca” (United Nations Integrated Office for the Consolidation for Peace in Central Africa Republic), in corso nel Paese africano su disposizione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il personale dell’Aeronautica Militare, in sinergia con quello delle Nazioni Unite, fornirono supporto diurno e notturno ai velivoli che effettuarono la spola tra l’aeroporto brindisino e quello di Bangui, dove gli aiuti erano diretti per conto del Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite (UNGSC).

Martedì 31 dicembre, invece, era partito dalla base pugliese sempre alla volta di Bangui un Antonov 12 della compagnia ucraina “Ukraine Air Alliance” con a bordo materiali e mezzi dal World Food Programme (WFP) inviati a sostegno delle popolazioni locali. Il volo è stato organizzato dalla Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD), che opera dal 2000 dalla base di Brindisi in supporto alle operazioni del World Food Programme. Tra gli aiuti trasportati, diverse centinaia di speciali razioni nutritive per bambini e oltre 500 razioni alimentari e materiale per il supporto logistico alle operazioni umanitarie del WFP tra cui un veicolo, un modulo pre-fabbricato ad uso abitativo e per ufficio, decine di kit individuali di sopravvivenza e protezione. Nell’occasione, oltre ai servizi di assistenza al velivolo, l’Aeronautica Militare ha fornito il supporto di personale qualificato per il rilascio della prevista shipper’s declaration, necessaria per il trasporto di materiale dangerous goods.

"L’Aeronautica Militare - cita il comandante della base aerea di Brindisi, Andrea Aiello - offre con assiduità il proprio contributo in missioni a carattere umanitario: ultime in ordine di tempo le missioni nelle Filippine colpite dal Tifone Haiyan, in supporto alla Protezione e alle varie agenzie umanitarie operanti sul posto e lo scorso anno in Mali, per il trasporto di presidi sanitari e attrezzature mediche. Il Distaccamento dell’Aeronautica Militare di Brindisi, - al cui vertice siede appunto il colonnello pilota Andrea Aiello - è posto alle dipendenze del Vice Comandante Logistico e fornisce supporto sia alle attività di "peacekeeping" del Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite (UNGSC) sia alla Base di Pronto Intervento Umanitario (UNHRD). E proprio di recente, si è svolta una sinergica esercitazione che ha visto in campo mezzi e uomini dell'arma azzurra e delle agenzie ONU site sulla base aerea brindisina".

Assicura, inoltre, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno, i servizi della navigazione aerea all’aviazione civile e l’assistenza ai velivoli di passaggio appartenenti ai Paesi della NATO.

La situazione attuale nel paese africano - Nonostante l’intervento delle truppe francesi e di quelle africane, la situazione nella Repubblica Centrafricana, rimane precaria. “La Repubblica Centrafricana è ancora sul bordo di una guerra dagli aspetti religiosi” avvertono Mons. Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui, e Omar Kobine Layama, Imam della capitale centrafricana, in un appello congiunto pubblicato dal quotidiano francese “Le Monde”. Più di due milioni di persone hanno disperatamente bisogno di aiuto, e circa 40.000 persone sono ammassate nell’area dell’aeroporto di Bangui, senza riparo né servizi igienici scrivono i due leader religiosi che lanciano un appello per l’invio urgente nel Paese “di una forza dell’ONU per il mantenimento della pace dotata delle risorse necessarie per proteggere i civili in modo soddisfacente”. Anche Medici senza Frontiera lancia continui appelli: "La possibilità di focolai di malattie aumenta ogni giorno che passa e la situazione nutrizionale nel campo è preoccupante. Facciamo tutto il possibile, soprattutto per rispondere ai bisogni medici di questa zona, ma le agenzie umanitarie devono adattare la propria strategia all'emergenza in corso". (Chiara Schena - 3 gennaio 2013 ore 20.00)

Visualizza anche: L'Organizzazione ONU - Il World Food Programme Italia in Puglia - Aiuti umanitari Filippine - Esercitazione AM-UN


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Repubblica Centrafricana, massacri e guerriglia tra musulmani e cristiani
Partito un volo umanitario del WFP con 45 tonnellate di beni di prima necessità

BANGUI (Repubblica Centrafricana) - Sempre più drammatica è la situazione a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. Mentre i soldati francesi intensificano i pattugliamenti nelle vie principali, si hanno notizie di rastrellamenti casa per casa di uomini e ragazzi; ai bordi delle strade ci sono ancora molti cadaveri abbandonati. E intanto continuano i massacri derivati dalla guerriglia tra la comunita' musulmana e cristiana, che ad oggi hanno provocato migliaia di vittime soprattutto tra i 2,3 milioni di bambini, che vengono uccisi perche’ cristiani o musulmani.

E proprio per supportare gli sforzi che la popolazione è costretta a subire, oggi è decollato, dalla Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) gestita dal WFP a Brindisi, un B747 con un carico di aiuti umanitari diretto a Bangui, nella Repubblica Centrafricana.


L’aeromobile trasporta circa 45 tonnellate di materiale per il supporto logistico alle operazioni umanitarie del WFP (tra cui generatori elettrici, moduli prefabbricati ad uso abitativo e per ufficio), 2,6 tonnellate di kit sanitari per la prima emergenza dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e 17,3 tonnellate di Plumpy’ Sup. Si tratta di uno speciale alimento nutritivo destinato, in particolare, ai bambini più piccoli.

La recente recrudescenza del conflitto nella Repubblica Centrafricana ha costretto migliaia di persone a fuggire dalle proprie case. Particolarmente grave la situazione umanitaria nella capitale Bangui e a Bossangoa, nel nord-ovest del paese. Il WFP sta ampliando la propria operazione e prevede di fornire assistenza alimentare a oltre 1 milione di persone nei prossimi sei mesi. Quest’anno le persone assistite nella Repubblica centrafricana sono state circa mezzo milione.

Giova rammentare che Il WFP è la più grande agenzia umanitaria del mondo e l’organizzazione delle Nazioni Unite che combatte la fame nel mondo. Lo scorso anno, l’assistenza alimentare del WFP ha raggiunto oltre 97 milioni di persone in 80 paesi. UNHRD, invece, è la base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite capace di inviare aiuti umanitari di primo soccorso ovunque nel mondo nell’arco di 24/48 ore. La base è gestita dal WFP ed è ospitata presso l’aeroporto militare "Pierozzi" di Brindisi con cui, oramai, ha una intensa attività sinergica intesa ad ottimizzare le operazioni di assistenza (strutture, uomini e mezzi) agli interventi umanitari.

L'ambasciatrice americana presso l'Onu, Samantha Power, si e' recata oggi nella Repubblica centrafricana in una visita a sorpresa volta a sollecitare i leader del Paese a porre fine alle violenze. E' la prima volta che un funzionario Usa di alto livello si reca a Bangui dall'inizio dei disordini L'Unione europea e' pronta a intervenire in Repubblica centrafricana per riportare la stabilita' nel paese. Sulla risposta dell'Ue alla crisi centrafricana si invita l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell'Ue, Catherin Ashton, a presentare una proposta e sulla questione, il Belgio ha reso noto di voler inviare un contingente di 150 soldati per una ''missione di protezione degli aeroporti'' nella Repubblica Centrafricana, ''su richiesta della Francia''. Lo ha reso noto una fonte dell'esercito belga alla AFP. Il governo belga, che ha gia' dato il via libera alla fornitura di un aereo da trasporto Airbus A 330 e di un velivolo militare C 130 Hercules per l'operazione Sangaris, ha ''studiato la fattibilita' per andare oltre'', valutando una ''domanda informale'' di Parigi. (Chiara Schena - 19 dicembre 2013 ore 14.00)

Visualizza anche: Aiuti umanitari Filippine - Brindisi, l'aeronautica militare si addestra per le operazioni umanitarie


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Brindisi, l'aeronautica militare si addestra per le operazioni umanitarie
Sulla base aerea di Brindisi la parola d'ordine è "sinergia" tra le componenti militari
e le agenzie United Nations (GSC) e (UNHRD-WFP)

BRINDISI (Italy) - Oggi, sulla base aerea del capoluogo salentino, l'aeronautica militare ha schierato una serie di unità che hanno dato vita all'esercitazione “Humanitarian Force 2013”. Non una semplice attività addestrativa ma una vera e propria simulazione che ha investito "sinergicamente" anche gli enti delle Nazioni Unite (GSC) e (UNHRD-WFP) siti all'interno dell'aroporto militare.

Il risultato, è rimasto ben impresso negli occhi dei tantissimi giornalisti che per conto delle testate nazionali e territoriali hanno potuto seguito "live" un'evento unico nella sua complessità e specificità. "Speaker privilegiato", il Colonnello Andrea Aiello, comandante l'aeroporto, supportato dal direttore dell'esercitazione Maggiore Neville Rossi e dall'addetto stampa Lgt. Michele Candeloro. Attualmente, l'aeroporto militare di Brindisi, assicura il supporto alle operazioni di "peacekeeping" di UNGSC e “umanitarie” del WFP-UNHRD delle Nazioni Unite.


L'attività di questa mattinata ha avuto un duplice obiettivo, verificare le capacità operative dell’Air Terminal Operation Centre (ATOC) costituito recentemente presso il Distaccamento Aeroportuale di Brindisi e consolidare la connotazione "expeditionary" del 3° e del 16° Stormo che, insieme alla 46^ Brigata Aerea hanno dato vita a questa esercitazione. Ed è proprio un C-130 di Pisa, che ha avuto il compito di assicurare, nel contesto dello scenario esercitativo, il trasporto dei materiali umanitari e del personale delle Nazioni Unite. L’esercitazione ha visti coinvolti anche mezzi e uomini del 3° Stormo di Villafranca di Verona e del 16° Stormo “Protezione delle Forze” di Martina Franca in provincia di Taranto.

Chiarificatrici per profani e non, le parole del colonnello Aiello che ha illustrato nel dettaglio - durante il briefing pre-esercitativo riservato agli organi d'informazione - quello che poi si è realmente concretizzato nell'arco delle ore tascorse in compagnia di questa "umanitary task force" targata "arma azzurra": "L’obiettivo principale dell’esercitazione, è quello di elevare il livello di addestramento del personale dell’Aeronautica Militare coinvolto, testando le capacità di deployment delle Forze impiegate, la capacità delle Agenzie ONU di predisporre, preparare ed imbarcare i materiali necessari ad una rapida risposta ad una emergenza umanitaria"."Inoltre - ha continuato a spiegare il comandante Aiello - saranno utilizzati i mezzi AM per la conduzione di una scorta sia in territorio permissivo sia in territorio ostile a supporto della missione umanitaria e sarà altresì testata la capacità CBRN (Chimica, Biologica, Radiologica e Nucleare) in territorio non permissivo con un adeguato supporto di Forze di Sicurezza dell’AM ed ONU"

L’Aeronautica Militare - ha concluso Aiello - fornirà inoltre supporto alla Sezione Sicurezza dell’United Nation Global Service Centre durante lo svolgimento l’attività addestrativa denominata CPT (CivilPre-deployment Training) che si svolgerà presso l’ex base USAF di San Vito dei Normanni. Si tratta di un addestramento dell’ONU riservato al personale destinato ad essere impiegato in territori di crisi dove si simulano situazioni di stress e di pericolo e si forniscono ai frequentatori alcune importanti nozioni basiche per la sopravvivenza".

Attualmente, l'aeroporto militare di Brindisi, posto alle dipendenze del Comando Logistico, assicura il supporto alle operazioni di "peacekeeping" (mantenimento della pace) del Centro Servizi Globale delle Nazioni Unite (UNGSC) e “umanitarie” della Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD). Una importante attività che gli ha consentito, dallo scorso 1 novembre, di veder concretizzata anche la funzione ATOC (Air Terminal Operation Center) che in sostanza fornisce supporto tecnico-operativo a tutte le operazioni “di scalo” per quanto riguarda velivoli militari nazionali e alleati. (Redazione - 17 dicembre 2013 ore 20.00)

Visualizza anche: L'Organizzazione delle Nazioni Unite - Il World Food Programme Italia in Puglia - Aiuti umanitari Filippine - UN Day 2013


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Partono dalla base Wfp-Unhrd Brindisi gli aiuti umanitari per la stremata popolazione filippina
Il 747 cargo trasporta cento tonnellate di "preziosi beni" necessari per fronteggiare la grave crisi

BRINDISI (Italy) - Alla Base di Pronto Intervento Umanitario delle Nazioni Unite (UNHRD) di Brindisi, sono cominciate, questo pomeriggio, le operazioni di carico di un B747 che decollerà nella notte per Cebu, nelle Filippine. Si tratta del terzo volo organizzato dal Network UNHRD per conto della Cooperazione Italiana allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri, dopo quelli partiti dalla Base UNHRD di Dubai.

Il B747, in partenza questa notte, trasporta oltre 100 tonnellate di beni di prima necessità per la popolazione filippina colpita dal supertifone Haiyan. Negli stock della Cooperazione allo Sviluppo, a bordo del veivolo, ci sono medicinali, depuratori per l’acqua, generatori elettrici, cucine da campo, tende e altro materiale, per un totale di circa 30 tonnellate. All’operazione di emergenza del WFP, la Cooperazione Italiana ha contribuito con una donazione di 300.000 euro. Interventi anche di Irish Aid e Ufficio Coordinamento Affari Umanitari (OCHA).


“La Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo è intervenuta in modo tempestivo e rilevante. Altri interventi e altri voli seguiranno quelli già effettuati dalle Basi UNHRD di Dubai e Brindisi”, ha sottolineato Mario Baldi, Capo Ufficio Emergenze della Direzione Generale della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, giunto oggi a Brindisi per assistere alle operazioni di carico. Anche la ONG italiana Intersos sta inviando aiuti a bordo del B747 mentre l’OMS partecipa al volo con uno stock di medicinali per complessive 12,5 tonnellate. Si tratta di uno sforzo congiunto che vede il Ministero degli Esteri, la società civile e le Agenzie umanitarie affrontare insieme la sfida di un intervento rapido e coordinato che ha nel Network UNHRD uno dei suoi punti di forza. “In questa gravissima emergenza, il Network di Basi di pronto intervento umanitario (Unhrd di Subang in Malesia e Dubai), di cui Brindisi è capofila, si conferma essere uno strumento indispensabile per l’invio immediato di aiuti da parte della comunità umanitaria”, ha ricordato Stefano Peveri che dirige, per conto del WFP, la base UNHRD di Brindisi.

Anche Irish Aid e l’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) stanno inviando propri stock a bordo dell’aeromobile il cui decollo è previsto questa notte alle 3,40 ora locale. Nel frattempo, prosegue l’impegno del WFP che prevede di assistere, nei prossimi sei mesi, 2,5 milioni di filippini colpiti dal violento tifone mentre si conclude oggi la visita del Direttore Esecutivo del WFP, Ertharin Cousin, nei luoghi del disastro. All’operazione di emergenza del WFP, la Cooperazione Italiana allo Sviluppo ha contribuito con una donazione di 300.000 euro. Secondo l'ultima stima delle autorità governative filippine, sono tra i 9 e i 13 milioni le persone colpite dal Tifone Haiyan e le regioni interessate sono nove, circa il 18% (2,3 milioni) di tutta la popolazione affetta è concentrata nelle Regioni Eastern, Western e Central Visayas. Secondo il National Disaster Risk Reduction and Management Council (NDRRMC) le persone sfollate sono 3.946.146: 72.986 famiglie (349.870 persone) hanno trovato rifugio in 1.530 centri di accoglienza, mentre restano prive di un riparo 763.626 famiglie (3.596.276 persone).

L'emergenza sanitaria sta diventando prioritaria, essendo i centri medici nelle aree colpite completamente fuori uso; l'allarme sanitario riguarda la gestione degli infortuni, il prevenire la diffusione delle malattie trasmissibili, i servizi sanitari e la salute mentale dei bambini e delle madri, il supporto psicosociale. Al momento non ci sono dati su casi di bambini colpiti da polmonite o diarrea o altro. Stando a quanto affermano i cooperanti di Plan, senza misure preventive e trattamenti medici molti bambini rischiano di morire per cause prevedibili e curabili. L'Eastern Visayas Regional Medical Center è l'unico ospedale operativo nella cittàdi Tacloban: sono più di 360 mila le donne in gravidanza e che allattano che necessitano di servizi medici specializzati nelle fasi prenatali, post, nelle cure dei bambini.

Stefano Peveri, manager della base Unhrd di Brindisi, ha voluto ringraziare e valorizzare il proficuo lavoro di tutto il personale alle sue dipendenze che da tantissimi giorni si sta impegnando in questa difficile operazione con vero spirito di sacrificio e assoluta professionalità. Anche il Comandante della locale base aerea dell’aeronautica militare, colonnello Andrea Aiello, si dichiara “fiero dell’iniziativa umanitaria con cui si viene a valorizzare la 'missione italiana' destinata ad un nobile impegno. Tutto ciò è una nota d’orgoglio per l’Italia, Brindisi e il WFP”. Giampiero Criscuolo, responsabile a Brindisi della Cooperazione Italiana, a sua volta, “ribadisce l’importanza di questa sinergia con le forze armate e con l’aeronautica militare in particolare”. Il Capo Ufficio Emergenze della Cooperazione italiana, Mario Baldi, ha spiegato che "le operazioni di carico riguardano beni di prima necessità e soccorso a favore delle vittime, come alimenti ad alto contenuto nutritivo, generatori elettrici, kit di primo soccorso, tende, cucine da campo e altro materiale. Il tutto, per un valore complessivo di circa € 250.000 al quale si deve aggiungere il costo dei trasporti. Il prezioso materiale - ha continuato - una volta giunto a destinazione, sarà poi gestito dalla responsabile della stessa Cooperazione Letizia Fischioni che si imbarcherà sul cargo per Cebu. Si effettueranno diversi voli per prestare soccorso umanitario nella regione delle Filippine". (Chiara Schena- 19 novembre 2013 ore 21.00)

Visualizza lo speciale dedicato alle attività della base delle Nazioni Unite (GSC) e (WFP-UNHRD) italiana


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United Nations - Day: Gender Balance an Women's empowerment
La donna e i suoi tanti aspetti. Il 68° anniversario delle Nazioni Unite celebra la donna nella parità di genere


BRINDISI (Italy) - Si celebra anche nella città di Brindisi la Giornata Mondiale delle Nazioni Unite. Ogni anno viene abbracciato un importante tema sociale e questa volta il tema dominante è quello "paritario" della donna. “È una giornata - ha detto il Prefetto Nicola Prete - che richiama l'attenzione di tutti su temi quali la violenza e l'uguaglianza. Quello che emerge oggi è uno spirito che deve permeare la società e i suoi valori”.

A fare gli onori di casa, Mr. Kipling Perkins manager del UNGSC di Brindisi e la inseparabile-insuperabile Liaison Maria D’Aprile - con il fantastico staff di GSC vera mente organizzativa dello splendido evento – che ha salutato i partecipanti con vero e vivo calore alla luce, anche, del suo prossimo fine mandato di metà novembre. La mattinata celebrativa è stata sapientemente presentata dal giornalista Antonio Celeste che ha mixato gli interventi di tutte le componenti istituzionali nonché delle associazioni partecipanti all’evento.

A differenza di molte altre celebrazioni sulla figura femminile, però, questa ha una portata diversa, non solo perché mondiale ma soprattutto perché ad essere presa in considerazione è una donna vista sotto luci diverse, non la classica bellezza stereotipata, non la classica perfetta madre delle pubblicità, non la classica donna vittima di violenze e succube degli uomini, ma una donna comune che lotta ogni giorno per affermare la propria personalità e le proprie passioni e per ricordare al mondo le proprie potenzialità.


"Gender Balance an Women’s empowerment" è lo slogan del 68 UN Day studiato dalla neonata associazione “Io sono bellissima” che da quasi un anno si occupa di abbattere gli standard di bellezza e elaborare un modello personale che ciascuna in totale libertà possa seguire. Ma l'associazione non si ferma qui, i temi che tratta toccano, infatti, ambiti quali la violenza e la sottomissione psicologica della donna che, spesso, non ha autostima in se stessa e che invece dovrebbe ricordarsi di essere “bellissima”. In Italia su 100 persone 52 sono donne, la maggior parte delle quali, oggi, disoccupate. Fino a qualche anno fa, il nostro paese, era al 74esimo posto nella classifica delle pari opportunità tra uomo e donna mentre, oggi, nel 2013 è sceso all'80°. Cosa c'è alla base di tale gap? Forse la cultura, l'etnia, i diversi valori sociali? La domanda è una sola, ma le risposte possono essere molteplici. Una prima ce la offre Francesca Montemagno, vice presidente di “Pari o Dispare”. “Noi nasciamo pari ma cresciamo dispare” afferma. E il motivo maggiore è imputabile ai media che oggi offrono un'immagine sbagliata di donna. “Non vogliamo vestire le modelle o essere bigotte - dice chiaramente - ma è importante dare un giusto messaggio”. Niente più donne strumentalizzate, impacchettate, pronte alla vendita dunque.

L'altra faccia della medaglia ce la mostra Stefano Peveri, Manager del World Food Programme. “I nostri comitati in tutto il mondo sono gestiti da donne. La differenza tra uomo e donna la creiamo noi, definendo cos'è uomo e cosa donna. Bisogna smettere di parlare di diversità e questa non ci sarà più”. Che ci sia o meno una reale disparità nell'immaginario collettivo dovuta all'arretratezza culturale, al ruolo dei media, al pionierismo di certe figure femminili, il messaggio da lanciare è uno solo: una donna di qualunque religione, etnia, classe sociale sia è pur sempre donna. Lo hanno spiegato bene le due sfilate che si sono succedute durante la celebrazione: la prima, organizzata dall'Istituto Morvillo Falcone di Brindisi, ha raccontato in passerella il diverso modo di vivere la moda nelle varie epoche sottolineando anche il diverso ruolo sociale che la donna ricopriva e la seconda ,invece, ha mostrato attraverso gli abiti tipici di culture diverse come, sotto stoffe, veli, kimono, colori e collane batta un solo cuore, quello di una donna.

”Come forza civile difendo la patria e la pace. Sono due sostantivi di genere femminile e mi piace pensare che siano due grandi donne che servo. Pensare che siamo così lontani, come Italia, dal creare la parità fa pensare che c'è ancora tanta strada da fare. Sicuramente è fondamentale formare i giovani alla consapevolezza” afferma il colonnello pilota Andrea Aiello attuale comandante della base aerea di Brindisi. E infatti, il contributo dei ragazzi oggi è stato fondamentale; ogni scuola presente (Morvillo Falcone, Giorgi, Carnarno, Marconi-Flacco-Belluzzi, Kennedy di Brindisi) ha prodotto un proprio elaborato come simbolo di solidarietà e interesse nella causa.

“Oggi i ragazzi hanno ricevuto tanti nuovi stimoli per riflettere su se stessi e sui propri atteggiamenti. Questo li aiuterà a capire che cambiare si può” ha detto la preside dell'Its Carnaro, Clara Bianco. Il messaggio che alla fine di tutto conta e che va gridato a gran voce è che una donna è tale in quanto essere umano e quando si parla di esseri umani non esistono generi maschili o femminili ma esistono solo valori comuni e diritti comuni. Diritti come quello alla “vita e al cibo”, come dice Enzo Pirato, presidente regionale Wfp-Italia. “Il Programma Alimentare Mondiale già da tempo riesce nel suo intento, ovvero abbattere questa disparità. Siamo molto avanti in questo senso e continueremo a far valere questi due diritti fondamentali”. (Marika Del Zotti - Giorgio Esposito - 25 ottobre 2013 ore 18.00)


Brindisi ospita la Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (WFP-UNHRD)
e la Base Logistica delle Nazioni Unite (GSC) a sostegno delle operazioni di pace

La Base Logistica delle Nazioni Unite (GSC) a sostegno delle operazioni di pace è operativa dal 1994. E' stata scelta per le sua straordinaria collocazione geografica, la rete di infrastrutture di comunicazione (porto, aeroporto, ferrovia e strade di grande comunicazione) e i servizi disponibili sia a livello di telecomunicazione che generali. È la prima base mondiale permanente aperta dalle Nazioni Unite. Compiti principali della base sono quelli di ricevere, immagazzinare, ispezionare e ridistribuire il materiale secondo le direttive ONU, mantenere una sorta di “kit di primo intervento” che può essere predisposto in brevissimo tempo ed è sufficiente ad iniziare una nuova missione in qualunque parte del mondo, gestire il centro satellitare di telecomunicazioni che connette 23 operazioni di peacekeeping, molte agenzie e quartieri generali dell’ONU, fungere da centro di formazione per mantenere e sviluppare le capacità tecniche e manageriali della base.

Il World Food Programme (WFP), dal primo giugno 2000 ha spostato la sua base da Pisa a Brindisi usufruendo cosi di una serie di strutture più ampie per dare sostegno con gli aiuti umanitari alle popolazioni bisognose. Sulla stessa base è sito anche il braccio operativo del WFP, l'Humanitarian Respons Depot - (UNHRD) che è in grado di inviare aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo entro 24-48 ore.

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L'Organizzazione delle Nazioni Unite e il territorio di Brindisi
Brindisi ospita la Base di pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite
e la Base Logistica delle Nazioni Unite a sostegno delle operazioni di pace

La Base Logistica delle Nazioni Unite (GSC/UNLB) a sostegno delle operazioni di pace è operativa dal 1994. E' stata scelta per le sua straordinaria collocazione geografica, la rete di infrastrutture di comunicazione (porto, aeroporto, ferrovia e strade di grande comunicazione) e i servizi disponibili sia a livello di telecomunicazione che generali. È la prima base mondiale permanente aperta dalle Nazioni Unite.

Compiti principali della base sono quelli di ricevere, immagazzinare, ispezionare e ridistribuire il materiale secondo le direttive ONU, mantenere una sorta di “kit di primo intervento” che può essere predisposto in brevissimo tempo ed è sufficiente ad iniziare una nuova missione in qualunque parte del mondo, gestire il centro satellitare di telecomunicazioni che connette 23 operazioni di peacekeeping, molte agenzie e quartieri generali dell’ONU, fungere da centro di formazione per mantenere e sviluppare le capacità tecniche e manageriali della base
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Il World Food Programme (WFP), che dal primo giugno 2000 ha spostato la sua base da Pisa a Brindisi usufruendo cosi di una serie di strutture più ampie per dare sostegno con gli aiuti umanitari alle popolazioni bisognose. A Brindisi è sito anche il braccio operativo del WFP, l'Humanitarian Respons Depot - (UNHRD) che è in grado di inviare aiuti di prima necessità in qualsiasi parte del mondo entro 24-48 ore. Da UNHRD dipendono, poi, le altre cinque basi di Panama, Dubai, Malesia, Ghana e Las Palmas veri centri di smistamento per le emergenze territoriali di Americhe, Medio Oriente, Asia e Africa.


La tua professionalità al servizio delle Nazioni Unite
 

Ogni Agenzia o Programma delle Nazioni Unite gestisce in proprio le assunzioni e le procedure di selezione del personale. Per informazioni od opportunità di lavoro, i candidati interessati devono contattare direttamente l'agenzia o l'organizzazione scelta. A titolo esemplificativo si segnala il link per visualizzare le varie posizioni vacanti: Jobs UN

L'Organizzazione delle Nazioni Unite e il territorio di Brindisi
Il WFP - Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite

Il World Food Programme, in italiano Programma Alimentare Mondiale, è stato istituito nel 1963 con sede in Italia. Costituisce il braccio operativo del sistema delle Nazioni Unite per quanto riguarda gli aiuti alimentari. Tra gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che le Nazioni Unite si sono prefisse di raggiungere entro il 2015, dimezzare la percentuale della popolazione colpita dalla fame nel mondo, è diventato prioritario. Nel 2009, gli aiuti del WFP hanno raggiunto quasi 100 milioni di persone colpite da disastri naturali o causati dall’uomo. La missione del WFP è provvedere ai bisogni nelle situazioni di emergenza e sostenere lo sviluppo economico e sociale garantendo aiuti alimentari alle persone giuste, nei luoghi e tempi giusti. Il WFP mette la fame al centro dell’agenda internazionale, promuovendo policy, strategie e operazioni che vadano direttamente a beneficio dei poveri e di chi ha fame.

Il WFP è governato da un consiglio esecutivo composto da 36 membri il rappresentanza di altrettanti stati. L'organizzazione è governata da un Direttore Esecutivo scelto dal Segretario Generale delle Nazioni Unite e dal direttore generale della FAO. La carica dura 5 anni. Attualmente il direttore esecutivo è Josette Sheeran Shiner. Il WFP è costituito da più di 10.000 dipendenti di cui circa 900 impiegati nel quartiere generale di Roma.

Il Deposito del WFP-UNHRD è situato a Brindisi, una location dove possono atterrare aerei cargo anche di notevoli dimensioni. I depositi, gestiti dal Programma Alimentare Mondiale, sono stati trasferiti l’1 giugno 2000 dalla precedente sede di Pisa su decisione del Segretario Generale delle Nazioni Unite, che ne ha affidata la loro gestione al WFP in considerazione delle sue capacità logistiche nelle attività umanitarie. Questa struttura garantisce un soccorso rapido ed efficace alle popolazioni colpite da calamità naturali o guerre. Gli aiuti alimentari ed i farmaci sono già stoccati nel deposito e pronti ad essere trasportati appena se ne verifichi il bisogno. Da Brindisi, il WFP è in grado di creare ovunque vere e proprie basi operative, in grado di ricevere e distribuire aiuti e valutare danni e necessità immediate. Dall'hub di Brindisi dipendono, poi, le altre cinque basi di Panama, Dubai, Malesia, Ghana e Las Palmas veri centri di smistamento per le emergenze territoriali di Americhe, Medio Oriente, Asia e Africa.

Il deposito presente presso l'hub di Brindisi, così come previsto per le altre cinque basi, contiene materiali di pronto impiego divisi quali: beni di prima e immediata necessità, farmaci e materiale di consumo sanitario, prodotti alimentari di varia natura, riserva globale, equipaggiamenti - fra cui mezzi di trasporto - sistemi di telecomunicazioni ed uffici mobili. Essi, in caso di emergenza e fabbisogno immediato, sono subito pronti per essere imbarcati su navi o aerei per poter raggiungere in breve qualsiasi luogo del pianeta. Esempio è dato dalle ultime emergenze affrontate: tsunami in Thailandia, alluvioni in Albania, terremoto in Haiti, ciclone in Pakistan etc...

Essenziale, il supporto che lo Stato Italiano concede alla base di pronto intervento di Brindisi attraverso finanziamenti che consentono rapide risposte in caso di interventi umanitari. La Cooperazione italiana allo Sviluppo, infatti, nasce dall'esigenza di garantire il rispetto della dignità umana e di assicurare la crescita economica di tutti i popoli.

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