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Celebrata la giornata mondiale dedicata agli operatori umanitari
Il World Humanitarian Day 2016 rende omaggio a tutti gli uomini e donne vittime di atti violenti

ROMA (Italy) - Nel maggio scorso si è svolto a Istanbul il World Humanitarian Summit, primo vertice mondiale dell'Onu dedicato ai problemi umanitari, che ha visto riuniti i rappresentanti governativi del sistema delle Nazioni Unite, delle agenzie umanitarie e della società civile per discutere come affrontare e gestire le crisi attuali e future. L'obiettivo è costruire un sistema condiviso che risponda in modo efficace alle emergenze e riduca le cause all'origine delle crisi, un sistema che coinvolga non solo gli attori umanitari chiamati a rispondere alle emergenze, ma anche i protagonisti della Cooperazione allo sviluppo.


Nel corso degli ultimi 19 anni, 1451 operatori umanitari sono stati uccisi mentre svolgevano il loro lavoro. Gli operatori umanitari possono imbattersi in pericoli come imboscate stradali, incursioni armate e sequestri sul luogo di lavoro. Il 19 agosto è la Giornata Umanitaria Mondiale, che ricorda il giorno in cui 22 persone hanno perso la vita a seguito dell'attentato al quartier generale delle Nazioni Unite a Baghdad, in Iraq, nel 2003. Negli stessi 19 anni, 1353 operatori umanitari sono stati feriti mentre fornivano aiuti umanitari. Il maggior numero di feriti si è verificato in Afghanistan, Sudan, Somalia e Sud Sudan. La Giornata Umanitaria Mondiale del 19 agosto vuole onorare i soccorritori che rischiano la vita per aiutare le vittime di catastrofi e conflitti in tutto il mondo. I tristi dati si arricchiscono anche dei 1076 operatori umanitari rapiti mentre aiutavano persone bisognose. La maggior parte di questi operatori umanitari sono stati rapiti per strada, al lavoro sul campo e nei loro uffici.

Saranno diversi gli appuntamenti organizzati nel mondo per celebrare la Giornata Umanitaria internazionale che rende omaggio al lavoro degli operatori umanitari. A New York è prevista la deposizione di una corona al quartier generale dell'Onu mentre un evento riunirà per l'intera giornata rappresentanti di vari Paesi all'Assemblea Generale. Previsto anche il lancio di una campagna digitale per richiamare l'attenzione sulle condizioni delle popolazioni nelle aree di crisi.

La data è stata scelta dall’Assemblea Generale dell'Onu nel 2009 in ricordo dell’anniversario del bombardamento della sede delle Nazioni Unite a Baghdad nel 2003 in cui persero la vita 22 persone. "È un’occasione, quindi - scrive in una nota l'Onu - per celebrare gli operatori umanitari in servizio in tutto il mondo ma anche coloro che hanno perso la vita aiutando le persone più povere, emarginate e vulnerabili".

Il 19 maggio 2016 presso la sede delle Nazioni Unite a New York è stata assegnata la medaglia Dag Hammarskjöld (segretario generale dell'Onu, morto in missione nel 1961) ai 129 operatori umanitari delle Nazioni Unite caduti sul lavoro da gennaio a dicembre 2015.

Negli ultimi dieci anni le sedi delle Nazioni Unite sono diventate bersaglio dei terroristi. Oltre all’attacco a Baghdad nel 2003, ad Algeri, nel 2007, 17 persone hanno perso la vita a causa di una bomba che ha distrutto gli uffici del Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite (Undp) e ha danneggiato quelli dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati. A Kabul nel 2009, sei impiegati dell’Onu hanno perso la vita durante un attacco armato alla foresteria che li ospitava.

L’aiuto umanitario si basa su una serie di principi fondamentali, tra questi: l’umanità, l’imparzialità, la neutralità e l’indipendenza. Secondo il diritto internazionale consuetudinario, agli operatori umanitari deve essere sempre garantito l’accesso nei Paesi colpiti da crisi umanitarie, conflitti o disastri climatici, al fine di fornire un’assistenza che per molti fa la differenza tra vita e morte.

La risposta immediata alle emergenze è però solo un aspetto del lavoro umanitario. Gli operatori forniscono anche supporto psico-sociale per ricostruire la vita delle comunità, per affrontare le crisi future e mantenere una pace durevole e sostenibile nelle aree di conflitto.

Nel 2015 il numero di persone in emergenza umanitaria ammontava a 125 milioni, di cui 60 milioni sono state costrette a lasciare le proprie case. In totale, i Paesi colpiti dall’emergenza umanitaria sono 37 ed è stato stimato che per aiutare le persone colpite sono necessari 20 milioni di dollari mentre ne sono stati stanziati solamente cinque. I primi dieci Paesi con il maggior numero di rifugiati interni sono nell’ordine: Yemen, Siria, Iraq, Ucraina, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Afghanistan, Colombia, Repubblica Centrafricana e Sud- Sudan.

Il tema scelto quest’anno in occasione della Giornata è “One Humanity“. Il Segretario Generale Ban-Ki moon, durante il suo messaggio annuale per la Giornata, ha esortato tutti a partecipare alla campagna “World You’d Rather“. Oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica e creare empatia, la campagna ha un obiettivo concreto: raccogliere fondi per la Central Emergency Response Fund delle Nazioni Unite. Ban Ki-moon ha affermato che “ognuno di noi può essere ambasciatore dell’umanità” ed è “necessario che tutti chiedano ai propri governi di mettere al primo posto l’umanità”.


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)
 



 

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Il World Humanitarian Summit di Istanbul tra false promesse e nuove speranze per i profughi disperati
Braccio di ferro tra Europa e Turchia sui fondi stanziati e mai arrivati ad Ankara

ROMA (Italy) - E il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon: "Oggi siamo di fronte al più alto numero di sfollati dalla fine della Seconda guerra mondiale. Vi invito a ridurre della metà il numero degli sfollati nel mondo entro il 2030 e di trovare soluzioni a lungo termine". Sono circa 60 milioni le persone nel mondo che hanno dovuto abbandonare le proprie case. In tutto, ha aggiunto Ban, "sono 130 milioni le persone che hanno bisogno di aiuto per sopravvivere". Intanto il clima al Brennero si surriscalda e da martedì l'Austria schiererà 80 agenti: "L'Italia non mantiene le promesse" ha chiosato il Presidente tirolese.


La cancelliera tedesca Angela Merkel e' tornata sul tema della liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi che vogliano recarsi nell'area Schengen dal World Humanitarian Summit in corso a Istanbul, a margine di un colloquio il presidente turco RecepTayyip Erdogan. La leader tedesca ha confermato la necessita' che la Turchia adempia a tutte le 72 condizioni richieste dall'Ue perche' vi sia la cancellazione del visto. Merkel ha poi esortato i governi a rispettare i propri impegni riguardo agli aiuti ai migranti, prendendo la parola in apertura del vertice mondiale dell'Onu di Istanbul sulla crisi umanitaria. "Troppe promesse fatte e poi il denaro non arriva per portare a compimento i progetti". "Tutto ciò deve finire - ha detto Merkel - la comunità internazionale non dispone di un sistema umanitario che sia compatibile con il futuro".

Intanto, da martedì l'Austria intende schierare 80 poliziotti al Brennero per intensificare i controlli in seguito al grande afflusso dei profughi al confine negli ultimi giorni. In un primo momento le rassicurazioni dell'Italia avevano tranquillizzato Vienna, ma l'emergenza migranti sembra peggiorare. Saranno quindi svolte operazioni consentite dagli accordi di Schengen. Il presidente del Tirolo: "L'Italia non mantiene le promesse". L'avvio della costruzione di una barriera da parte austriaca al Brennero per predisporre il cosiddetto "Grenzmanagement", ovvero il controllo sistematico dei profughi, era stato scongiurato il 13 maggio dai due ministri dell'Interno, Angelino Alfano e Wolfgang Sobotka, dopo un incontro al valico italo-austriaco. Recentemente anche il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, in una lettera ai ministri Gentiloni e Alfano, aveva spiegato di aver informato Vienna "che per il momento non abbiamo alcuna indicazione sulla necessità di reintrodurre i controlli di frontiera al Brennero nelle attuali circostanze, e questa decisione può essere presa solo come misura di ultima istanza, dopo una valutazione della sua adeguatezza e proporzionalità".

Nei giorni scorsi, tuttavia, diversi gruppi di profughi hanno raggiunto l'Austria, passando per il Brennero. Da qui la reazione del presidente Platter che si è chiesto "se le rassicurazioni del ministro dell'Interno Angelino Alfano non fossero state forse una manovra ingannevole, per evitare i controlli ventilati dall'Austria".

"Gli italiani ci hanno promesso più volte di voler attivare controlli rigidi nei treni e anche nella zona di confine. Fino a poco fa questi controlli hanno dato i loro frutti e il numero di chi varcava il confine in modo illegale era diminuito. Ora però sempre più spesso vengono osservati gruppi di profughi che raggiungono Gries am Brenner (primo paese in Austria - ndr) a piedi", ha affermato Platter.


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Emirates si espande e con Panama City offrirà il volo no-stop più lungo della storia aerea: 17 ore e mezza. Il colosso aereo medio orientale aggiunge nuove destinazioni al suo già ricchissimo "global router". (Continua...)