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Il Consiglio di Stato francese ritiene legale l'uso del "Burkini" sulle spiagge
In Costa Azzurra erano scattate le prime multe per le donne arabe abbigliate con il costume da bagno islamico

ROMA (Italy) - Godersi il mare velate sulle spiagge francesi non sarà più proibito. Il Consiglio di Stato francese ha deliberato di annullare le misure di legge che prevedono il divieto del Burkini, il costume femminile da bagno 'islamico'. Il sindaco di centrodestra della cittadina francese di Villeneuve-Loubet, la cui ordinanza che vieta l'uso del burkini è stata sospesa oggi dal Consiglio di Stato, si rifiuta di ritirare il provvedimento. Lionel Luca, che è anche deputato, ha inoltre anticipato che il suo gruppo parlamentare, Les Republicains, presenterà presto in parlamento una proposta di legge anti-burkini.


L'ANSA ribadisce che non accenna a placarsi in Francia la polemica sul burkini, che e' ormai vietato sulle spiagge di una quindicina di localita'. A riaccendere la diatriba oggi e' stata una sequenza di foto pubblicate sul sito del tabloid britannico Daily Mail, scattate sulla spiaggia di Nizza, che mostrano una donna impegnata a togliersi la parte superiore del burkini davanti a un gruppo di agenti della polizia municipale. Secondo la didascalia che accompagna le immagini, di cui non viene fornita la fonte ne' la data, la donna sarebbe stata obbligata a svestirsi dai poliziotti, per adeguarsi alle regole cittadine che prevedono il divieto di indossare il costume integrale in spiaggia. Contattato dai media francesi, il municipio di Nizza ha dichiarato che in citta' ci sono effettivamente gia' stati alcuni casi di multe a donne in burkini, ma che al momento le autorita' non hanno elementi per confermare o smentire la notizia di una persona obbligata a svestirsi.

Ma i dubbi sulla veridicita' della scena, sollevati anche da alcuni siti di informazione, non sono bastati a calmare gli animi, in particolare nella comunita' musulmana, gia' colpita nei giorni scorsi dal racconto di una madre di famiglia che afferma di essere stata multata a Cannes per essere andata in spiaggia con il velo sui capelli e dei leggings. "Ero seduta con la mia famiglia, portavo un velo classico, un hijab a fiori. Tre poliziotti sono venuti verso di me, dicendo che non avevo una tenuta corretta. Non ero li' per fare provocazioni, non avevo intenzione di fare il bagno", ha raccontato alla stampa Siam, trentaquattrenne di Tolosa, che intende fare ricorso contro una sanzione che ritiene ingiustificata. "I poliziotti le hanno detto che loro applicavano solo la legge - ha confermato alla stampa locale una testimone della scena - La cosa piu' triste e' che delle persone le gridavano 'torna a casa tua!', altri applaudivano. E nel frattempo sua figlia piangeva". In questo clima di tensione, il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve ha accettato di ricevere con urgenza i rappresentanti del Consiglio francese del culto musulmano (Cfcm). "Le ordinanze vanno applicate in modo proporzionato", e non devono "portare a stigmatizzazioni o antagonismi dei francesi gli uni contro gli altri", ha commentato Cazeneuve al termine del colloquio, annunciando una piu' ampia riunione in materia con rappresentanti islamici e ricercatori per lunedi' prossimo.

Alcune città della costa mediterranea avevano deciso di vietare il "costume islamico" sulle spiagge, contro questo provvedimento, avallato dal tribunale amministrativo di primo grado di Villeneuve-Loubet, vicino Nizza, ha fatto ricorso la Lega per i Diritti Umani. Secondo il tribunale il divieto era "necessario, appropriato e proporzionato" per prevenire disordini pubblici dopo la tragica serie di attacchi jihadisti in Francia, incluso quello sul lungomare di Nizza la sera del 14 luglio.Secondo i giudici ammministrati il burkini "potrebbe offendere le convinzioni di altri utenti della spiaggia" ed essere "percepito come una sfida o una provocazione in grado di esarcerbare la tensione" presente nella comunità. Secondo la Lega per i diritti umani, il divieto invece è "un grave ed illecito attacco contro diversi diritti fondamentali", inclusa la libertà di religione. "Adesso tutti i sindaci dovranno adeguarsi alla decisione presa dal Consiglio di Stato, le limitazioni imposte devono essere ritirate perchè violano le libertà fondamentali e lo stato di diritto francese" spiega Patrice Spinosi avvocato della lega dei diritti umani. Avevano provocato forti e controverse reazioni gli interventi di alcuni poliziotti per multare le donne ree di indossare il Burkini sulle spiagge della costa azzurra.


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La Francia vieta alle donne l'uso del "burkini" e scoppia una polemica internazionale
Il costume da bagno usato dalle islamiche metterebbe a rischio la sicurezza. Storia, uso e consumo...

ROMA (Italy) - Burkini vietato sulle spiagge di Cannes: pena 38 euro di multa. Suona così l'ordinanza del sindaco della località della Costa Azzurra che ha bandito il costume integrale che copre tutto il corpo, compreso i capelli, perchè ciò "metterebbe a rischio l'ordine pubblico. Il burkini torna così di nuovo alla ribalta delle cronache francesi dopo le polemiche suscitate dall'iniziativa di un'associazione che aveva organizzato un "burkini day", riservando per un giorno un parco acquatico vicino Marsiglia. Iniziativa successivamente annullata per evitare "rischi di ordine pubblico". Ma cosa è e da dove deriva l'uso e consumo del Burkini o Burqini.


Burkini vietato in spiaggia per motivi di ordine pubblico - La municipalità di Cannes riferisce che il sindaco David Lisnard ha firmato, lo scorso 28 luglio, un'ordinanza per vietare il burkini per tutto il mese di agosto. "L'accesso alla spiaggia è vietato a tutte le persone che non hanno un abbigliamento rispettoso della morale e della laicità, e che non rispettano regole di igiene e di sicurezza adatte al demanio pubblico marittimo". "Indossare abiti durante il bagno ha una connotazione contraria a questi principi - prosegue - ed è altrettanto vietato". Chi contravviene il divieto sarà richiamato e sottoposto a un'ammenda di 38 euro. Il sindaco spiega la sua decisione sostenendo che: "Un abbigliamento da spiaggia che ostenta manifestamente un'appartenenza religiosa, mentre la Francia e i luoghi di culto sono bersaglio di attacchi terroristici, può creare rischi per l'ordine pubblico che bisogna prevenire" Se portare il velo integrale in pubblico è vietato dalla legge francese indossare il burkini e ostentare simboli religiosi lo è altrettanto.

"Non ho tempo, nè voglia di fare polemica", dichiara il sindaco sentito da Nice Matin. "Ho preso questa decisione per la sicurezza della mia città in un contesto di stato d'emergenza. Non ho vietato il velo, la kippa o le croci, ma semplicemente una 'uniforme' simbolo dell'estremismo islamico. E - conclude - bisogna smettere di fare caricature su questa decisione. Viviamo in uno spazio pubblico comune che ha delle regole da rispettare".

E dopo Cannes è ora la volta di Villeneuve Loubet, la seconda località turistica della Costa Azzurra che ha deciso di bandire il costume da bagno che copre tutto il corpo, capelli compresi. L'ordinanza adottata dal sindaco, e deputato repubblicano, Lionnel Luca, del tutto simile a quella presa dal collega di Cannes, recita: "L'accesso alla spiaggia è vietato a tutte le persone che non hanno un abbigliamento rispettoso della morale e della laicità, e che non rispettano regole di igiene e di sicurezza adatte al demanio pubblico marittimo. Indossare abiti durante il bagno ha una connotazione contraria a questi principi - prosegue l'ordinanza - è strettamente bandito sulle spiagge del comune".

Il burkini o (burqini) è considerato un costume da bagno femminile ed è pensato per le donne islamiche - Copre interamente il corpo, lasciando liberi viso, mani e piedi. E’ stato introdotto per la prima volta in Australia nel gennaio del 2006. Obiettivo: permettere alle islamiche di andare in spiaggia. Secondo il Corano, infatti, non è lecito per le donne mostrarsi in pubblico nude, per non attirare la morbosità degli uomini. La possibilità di frequentare stabilimenti balneari, infatti, sarebbe ammessa solo a corpo coperto, secondo le indicazioni dei leader religiosi islamici. L’idea viene, 10 anni fa, a una stilista di Sydney: Aheda Zanetti, figlia di una libanese. Vuole trovare un sistema per consentire alle donne musulmane di diventare bagnine. In Australia chi fa questo lavoro deve avere una "divisa” alla Baywatch che, di fatto, esclude le islamiche. Aheda trova la soluzione: un due pezzi che sembra un tutt'uno, leggero e comodo, per consentire di correre e nuotare. E' una rivoluzione: al successivo corso di formazione per bagnini, su 22 giovani musulmani, si iscrivono anche 3 allieve. Oggi l'uso di questo capo è consueto in tutti i paesi arabi o di matrice islamica che spesso riservano anche giorni prestabiliti alla "libertà corporale delle donne" e quindi senza indossare il burkini.


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)