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L'indiano accusato di voler rapire una bambina in Sicilia è stato rilasciato per la seconda volta
Sul suo capo pende un decreto di espulsione. La madre della bimba: "vomito sulle leggi italiane"

ROMA (Italy) - Dopo essere stato interrogato nella notte dal sostituto procuratore di Ragusa, Giulia Bisello, è stato nuovamente rimesso in libertà R. L., l'indiano di 43 anni che era stato fermato per il tentativo di rapimento di una bambina di cinque anni a Scoglitti, nel ragusano. Il presunto rapitotre era già stato rimesso una prima volta in libertà scatenando polemiche sull'operato della magistratura e quindi, su richiesta degli inquirenti, nuovamente rintracciato in un casolare dove era ospite di altri extracomunitari e fermato. La madre della bimba non riesce a darsi pace nel sapere che l'uomo, sul quale pende un decreto di espulsione, è ancora a piede libero.


Portato nella caserma di via Plebiscito, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria d'iniziativa per il reato di sequestro di persona aggravato e, d'intesa con il pubblico ministero Bisello della procura della Repubblica di Ragusa, portato in carcere. Il giorno successivo, però, era stato rilasciato dopo il rinvio dell'udienza di convalida del fermo. Ieri la pm ha chiesto ai carabinieri di trovare il 43enne, poi fermato a Vittoria. Interrogato di nuovo, stanotte è tornato libero. L’uomo che pur non avendo fissa dimora è comunque rintracciabile era stato condotto in caserma dai carabinieri di Vittoria, ieri pomeriggio. In serata l’interrogatorio del Pm che si è protratto fino a notte inoltrata. Al termine dell’interrogatorio R. L. è stato rimesso in libertà e resta indagato a piede libero. Il passo successivo è quello legato alla chiusura delle indagini. Il pm deciderà se rinviare o meno a giudizio l’uomo. Intanto il provvedimento di espulsione dal territorio italiano dell’uomo che ha il permesso di soggiorno scaduto, porta come ultima data, secondo fonti investigative, quella del 22 agosto.

Decisione contestata dalla madre della bimba. La donna, ancora scossa, contesta la decisione della magistratura di far tornare in libertà l'indiano e ricostruisce i drammatici attimi vissuti da lei e dal marito quel pomeriggio: ''Mi trovavo sul lungomare, a risalire le scale. La bambina era già salita con mio marito. A un certo punto un'amica mi ha fatto notare che la mia bimba era in braccio a uno straniero che la teneva molto stretta a sé, con il faccino quasi sotto la sua ascella, proprio bloccata a lui''. Solo allora i coniugi hanno realizzato quel che stava accadendo. ''La paura è stata tanta'', ammette la donna, che non riesce a darsi pace nel sapere che l'uomo, sul quale pende un decreto di espulsione, è ancora a piede libero.

''Volevo solo dire una cosa: che ieri siamo stati risentiti, speranzosi che questa persona venisse anche solo espulsa dall'Italia, perché comunque io rischio di trovarlo giù a Scoglitti. Voglio solo dire che io vomito davanti alla legge italiana. Perché ho compreso che è stata applicata proprio la legge nei minimi particolari. E oggi ci è stato detto - si sfoga la mamma della bimba - che non ha concluso il reato, perché lui si doveva allontanare dalla nostra vista, lo dovevamo perdere di vista per poter dire che si stava portando via la nostra bambina. Lui si è avvicinato a noi come se conoscesse qualcuno e l'ha presa con sé per portarsela via. Lui si è fermato perché noi - sottolinea - lo abbiamo fermato. Adesso vi chiedo di non chiamare più perché vogliamo stare tranquilli''.

L'antefatto - Pomeriggio di paura ieri sulla spiaggia di Scoglitti, in provincia di Ragusa, dove un indiano di 43 anni, Ram Lubhaya, ha tentato di rapire una bimba di cinque anni che si trovava al mare con la sua famiglia. La piccola, secondo quanto ricostruito dai carabinieri, è sfuggita per pochi attimi al controllo dei genitori, un lasso di tempo sufficiente perché l'uomo, con precedenti penali, la prendesse in braccio e tentasse la fuga.

Lubhaya si è avvicinato alla famiglia che era in compagnia di alcuni amici e li ha salutati amichevolmente come fosse un amico di vecchia data, poi improvvisamente ha preso in braccio la piccola ed è scappato. I genitori lo hanno rincorso per decine di metri riuscendo con difficoltà a sottrargli la bimba, mentre l’uomo è fuggito facendo perdere le proprie tracce. A rintracciarlo, dopo circa un'ora, nei pressi di riviera Lanterna, sono stati i Carabinieri. L'indiano è stato fermato con l'accusa di sequestro di persona aggravato e si trova presso la Casa circondariale di Ragusa. Gli inquirenti stanno cercando di capire meglio la dinamica di quanto accaduto e il movente.


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