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Strage di Monaco di Baviera, 9 morti e cinquanta feriti. L'omicida un 18enne di origini iraniane
Cinque anni fa esatti la strage di Utoya in Norvegia con 77 morti tutti giovanissimi

ROMA (Italy) - Dieci morti, tra cui l'attentatore, e una trentina di feriti: è il bilancio della strage di ieri pomeriggio a Monaco di Baviera in un ristorante McDonald's prima e in un affollato centro commerciale poi. A sparare Ali Sonboly, un giovane 18enne tedesco-iraniano. L'attentatore ha usato una pistola Glock 9mm con la matricola abrasa, ed aveva circa 300 proiettili nello zaino. E' quasi evidente il legame dell'eccidio di Monaco di Baviera con la strage compiuta da Anders Breivik a Utoya 5 anni fa "di cui ieri cadeva il quinto anniversario" e per il quale l'autore criminale sconta "solo" 21 anni di carcere grazie alla "favorevole" giustizia norvegese.


10 vittime compreso il killer suicida. Il procuratore: "Era in cura per depressione" Il bilancio del pomeriggio di terrore ieri a Monaco di Baviera è di 10 morti, compreso il killer suicida, un 18enne tedesco-iraniano, che ha sparato prima in un McDonald e poi in un centro commerciale su persone in giro per compere, e poi si è tolto la vita. Il giovane, stando a quanto riferito dal procuratore di Monaco, si era sottoposto a terapia pschiatrica per una forte depressione. Tra le nove vittime dell'attacco di Monaco ci sono tre donne e cinque minorenni. Erano tutte "residenti a Monaco". Nessun turista, dunque, tra i morti. "Non è possibile confermare né smentire che il killer abbia mirato ai giovani" in particolare aprendo il fuoco nel centro commerciale Olympia, ha precisato la polizia. Il dubbio che il killer possa aver voluto colpire in particolare i giovani è alimentato sia dalla presenza di vari teenager tra le vittime, sia da un post su Facebook che non si esclude possa essere stato inviato dall'attentatore per attirare ragazzi nel ristorante McDonald's di fronte a cui è iniziata la sparatoria.

Il diciottenne autore della strage di Monaco viveva con i genitori nella periferia della città a Maxvorstadt. Lo riferisce la Bild aggiungendo che la casa è stata perquisita intorno alle due dalla Polizia. Secondo quanto riferisce la Dpa, gli investigatori che hanno perquisito l'abitazione nel quartiere di Maxvorstadt, alla periferia di Monaco, sono usciti portando via una serie di scatole di cartone. Nessuna indicazione su quanto contenuto. La polizia non ha voluto rivelare se si trattasse dell'appartamento dell'autore della sparatoria o di suo padre, come invece sostenuto dalla Bild online, secondo cui il 18enne viveva con i genitori proprio in quell'appartamento.

Il massacro al villaggio olimpico - Fino all'attentato al centro commerciale Olympia, il legame di Monaco con il terrorismo risaliva al massacro delle Olimpiadi estive del 1972, quando un commando dell'organizzazione terroristica palestinese Settembre Nero irruppe negli alloggi destinati agli atleti israeliani. Il bilancio finale fu drammatico: 17 morti, 11 atleti israeliani, 5 terroristi e 1 poliziotto tedesco.

Il massacro di Utoya - Dalle prime indiscrezioni sulla sparatoria di Monaco sicuramente più inquietanti appaiono le analogie con il massacro di Utoya. A colpire infatti fu il norvegese Anders Behring Breivik, legato ad ambienti dell'estrema destra xenofoba. Breivik assassinò a sangue freddo 77 persone, che erano tutte di età compresa fra 14 e 17 anni. Il killer affermò davanti al giudice di averli uccisi per "punire" la socialdemocrazia per avere "tradito" il Paese accogliendo musulmani e per salvare la vita dell'Europa occidentale dall'islam e dal "marxismo culturale". Ritenuto un "lupo solitario" fascista e islamofobo, Breivik fu condannato nel 2012 alla pena massima prevista in Norvegia, cioè a 21 anni di carcere.


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