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I "fulmini" del premier israeliano contro la "gara di caricature" con tema l'Olocausto in corso a Teheran
La mostra è stata aperta in concomitanza con le celebrazioni per la proclamazione dello Stato di Israele

ROMA (Italy) - "L'Iran nega la Shoah, la ridicolizza e ne prepara una nuova". Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, a proposito della gara di caricature in corso in Iran proprio sul tema Olocausto. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato la mostra di caricature anti-israeliane accusandola di "negare" e "ridicolizzare" la Shoah e di preparare "una nuova Shoah". La mostra internazionale si è aperta ieri nella capitale iraniana e presenta 150 vignette provenienti da 50 Paesi che denunciano la politica israeliana in Medio Oriente.


Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha criticato la mostra di caricature anti-israeliane accusandola di "negare" e "ridicolizzare" la Shoah e di preparare "una nuova Shoah". La mostra internazionale si è aperta ieri nella capitale iraniana e presenta 150 vignette provenienti da 50 Paesi che denunciano la politica israeliana in Medio Oriente. "Alla fine della settimana si è aperta in Iran una competizione speciale di caricature sulla negazione della Shoah" ha detto Netanyahu aprendo il consiglio dei ministri. "Occorre comprendere che il nostro problema con l'Iran non è solo la sua politica di destabilizzazione e aggressione regionale, ma anche una questione di valori: quel Pese nega la Shoah, ridicolizza la Shoah e prepara una nuova Shoah" ha aggiunto Netanyahu. "Tutti i Pesi devono mobilitarsi e condannare chiaramente tutto ciò, come ho detto ieri al segretario di Stato John Kerry in una conversazione telefonica" ha aggiunto il premier. Varie caricature esposte alla mostra raffigurano Benjamin Netanyahu come "terrorista" o combattente, sciabola alla mano, del "Daesh", acronimo arabo dello Stato islamico. Un disegno raffigura una cartina del Medio Oriente con una bara al posto di israele, su cui è scritto "olocausto", che schiaccia dei palestinesi. Il ministero degli Esteri di Teheran ha sottolineato che non sostiene l'evento intitolato "Seconda esposizione internazionale di caricature sull'olocausto".

Nella prima edizione della competizione, tenutasi nel 2006, protagoniste erano la negazione dell’Olocausto e le condizioni di vita dei palestinesi sotto l’occupazione di Israele. La vignetta che vinse, disegnata dal marocchino Derkaoui Abdellah, rappresentava Israele mentre realizzava una barriera di separazione intorno alla cupola della moschea della Roccia a Gerusalemme. Quella barriera, in bianco e nero, riportava le immagini di un campo di concentramento nazista.

Una mostra che aplificherebbe le parole del presidente dell'Iran, Hassan Rohani, che ha promesso di difendere i Paesi musulmani contro il terrorismo e Israele. Parlando a una parata militare lo scorso aprile, Rohani aveva sottolineato il contributo dato dall'Iran ai governi siriani e iracheno nella lotta all'Isis affermando che "se domani le vostre capitali saranno in pericolo a causa del terrorismo e del sionismo, la potenza che vi darà una risposta positiva è la Repubblica Islamica dell'Iran".

Il grave episodio iraniano, inoltre, capita proprio a poche settimane dal suono delle sirene che ha fermato la vita in Israele per due minuti di raccoglimento in occasione del Yom ha-Shoah, la giornata di lutto nazionale in cui vengono ricordati sei milioni di ebrei uccisi dai nazisti. Per volere dei fondatori di Israele, questa giornata precede di una settimana il giorno dell'Indipendenza nazionale, che viene celebrato in base al calendario ebraico. Nella stessa giornata al museo Yad Vashem di Gerusalemme il premier Benyamin Netanyahu ha dichiarato solennemente che israele impedirà che la shoah si ripeta. Ha anche avvertito che l'antisemitismo "non è morto nel bunker di Hitler" e ha messo in guardia dalle sue nuove espressioni non solo "nell'Islam estremista" ma anche, ha precisato, in democrazie occidentali. In Israele vivono oggi oltre 190 mila sopravvissuti alla Shoah.


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