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Cinque maggio, giornata nazionale per la lotta alla pedofilia e alla pedopornografia: #FermaLaPedofilia
Associazioni e Polizia denunciano aumenti smisurati nei casi di abusi su minori. E in attesa di conoscere
le soluzioni che la Politica vuole dedicare al vile fenomeno, cerchiamo di essere tutti meno omertosi

ROMA (Italy) - "Fortuna" la bimba di sei anni napoletana è solo l'ultima vittima innocente alla quale potremmo dedicare questa triste giornata nazionale per la lotta alle macabre bramosie di criminali sessuali. Ma la piccola violata e uccisa a Caivano è in una infelice compagnia di migliaia di bambini e adolescenti violentati: è proprio di oggi la news di un 45enne romano "pedofilo certificato" e già "violentatore seriale" che ha abusato di due bambine di 5 e 9 anni in una parrocchia. E i numeri sono in costante aumento secondo quanto denuncia Telefono Azzurro: solo nel 2015 le linee della associazione hanno gestito più di 4724 richieste di aiuto di bambini e adolescenti.


Sono numeri in costante aumento, che fotografano uno scenario allarmante. In occasione della Giornata Nazionale per la lotta alla pedofilia e alla pedopornografia del 5 maggio, SOS Il Telefono Azzurro Onlus, come ogni anno, pubblica il Dossier sulla Pedofilia, con i dati aggiornati sulle segnalazioni ricevute dalle linee di ascolto 1.96.96, 114 Emergenza Infanzia e il servizio chat. Solo nel 2015 le linee della associazione hanno gestito più di 4724 richieste di aiuto di bambini e adolescenti, delle quali 241 – circa il 5% sul totale – hanno riguardato situazioni di emergenza per abusi sessuali. Una tendenza in crescita rispetto agli anni passati, che diventa ancora più significativa se si considerano anche le segnalazioni ricevute dal 114 legate alla pedopornografia online (8,8%), raddoppiate rispetto al 2013 (4,4%).

La maggior parte degli abusi sessuali segnalati vengono messi in atto da persone conosciute (oltre il 76% dei casi della linea 1.96.96 e oltre il 54,3% dei casi per la linea 114), per lo più appartenenti al nucleo familiare. Si riscontra, tuttavia, un trend in aumento nella percentuale di responsabili estranei o amici/conoscenti esterni al nucleo familiare della vittima. I dati confermano il “primato” femminile delle vittime di abusi (65%) e l'alta percentuale dei minori di 11 anni (oltre il 40%). Inoltre, anche se il numero di bambine vittime sotto i 10 anni rimane rilevante, risulta decisamente in crescita il numero delle adolescenti vittime di abusi sessuali: al 114 Emergenza Infanzia si è passati dal 22,3% del 2013, al 25% del 2014, al 33,3% del 2015. Per quanto riguarda, invece, le vittime di sesso maschile, aumenta il numero dei bambini sotto gli undici anni (dal 40,8% del 2014 al 55% del 2015 sulle linee di ascolto; dal 50% del 2014 al 60,9% del 2015 al 114 Emergenza Infanzia).

Si conferma la prevalenze delle vittime di nazionalità italiana (con un dato che si attesta attorno all’85% dei casi). I bambini stranieriche chiedono aiuto al 114 risultano più coinvolti dei coetanei italiani nelle segnalazioni di sfruttamento della prostituzione e turismo sessuale. Per questi motivi, Telefono Azzurro rinnova l’appello presentato lo scorso anno al Parlamento e al Governo affinché venga predisposto un piano di azione per il contrasto della pedofilia, degli abusi e dello sfruttamento sessuale. #FermaLaPedofilia

“Purtroppo, data la delicatezza del tema e il coinvolgimento di bambini, la pedofilia subisce una sorta di alone di falsa pudicizia, quasi negazione. Mentre i dati e i fatti di cronaca si susseguono, l’attenzione sul problema e soprattutto le iniziative per contrastarlo sembrano essere intermittenti, scoordinate.” Lo riferisce Yasmin Abo Loha, Segretario Generale di Ecpat Italia Onlus. “Occorre ricordare che le vittime sono, spesso, le prime che non riescono a cogliere la gravità degli abusi subiti, spesso non riescono a denunciare né a raccontare cosa gli accade. Ma, proprio per la loro ingenuità, reagiscono in maniera istintiva e i segnali del disagio possono essere percepiti dagli adulti che sono accanto”. Per questo, oltre al grande lavoro della Polizia italiana, all’avanguardia insieme a quella Postale per l’individuazione e il contrasto della pedofilia online e offline, è fondamentale il lavoro delle Associazioni che si occupano di formazione di insegnanti, operatori e adulti in genere. I dati elaborati da Ecpat Italia e provenienti per lo più dal lavoro della Polizia di Stato di 485 denunce per adescamento, produzione e commercializzazione on line di materiale pedopornografico e 221 vittime che hanno denunciato adescamenti. Sono stati monitorati 17.283 siti web, di cui 73 sono stati aggiunti a una lista nera composta in totale da 1.819 siti.” (Giorgio Esposito)


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Ecco i pericoli che i giovanissimi corrono sul web: odio, sesso e bullismo
Il ‘Sexting’, in particolare, appare sempre più diffuso. L'allarme della Polizia delle Comunicazioni

ROMA (Italy) - E’ sempre più diffuso il ‘sexting’ tra i ragazzi italiani, ovvero lo scambio di video e foto dal contenuto sessualmente esplicito o di testi a sfondo sessuale attraverso i nuovi media, cellulari e internet. Una fenomeno che non riesce ad essere intercettato dall’occhio vigile di mamma e papà: in Italia infatti solo il 15% dei genitori dei ragazzi che hanno sperimentato il ‘sexting’ ne sono consapevoli, a fronte del 20% dei francesi, del 25% di quelli inglesi e olandesi, del 29% di quelli spagnoli.

Sono i dati di una ricerca Ue rilanciati dalla Federazione italiana sessuologia scientifica (Fiss), in occasione del lancio della Settimana del benessere sessuale dal 28 settembre al 3 ottobre.


E’ un fenomeno sempre più diffuso soprattutto tra i minori che utilizzano il web e i social network. Il “sexting” consiste nell’invio di materiale, testi o immagini, dal contenuto sessualmente esplicito. Sono i minori a produrre deliberatamente il contenuto a sfondo sessuale e a pubblicarlo in rete.

La parola nasce dall’unione di sex e texting , che inquadra quel fenomeno diffuso tra i giovani, di postare su internet o scambiare via cellulare, foto di loro stessi in pose provocanti, nudi o seminudi. Foto inviate ad amici, ma anche a sconosciuti. Save the Children, in occasione dell'annuale Safer Internet Day, di cui vi abbiamo parlato nei giorni scorsi, ha realizzato la sua consueta indagine sul mondo giovanile ed ha evidenziato l'inquietante aumento del fenomeno 'sexting'. Save the Children ha approfondito la questione nella sua indagine intitolata “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” . Un documento prezioso che fotografa in dettaglio le abitudini quotidiane di bambini e adolescenti, in riferimento alla sfera affettiva e sessuale e che è stato diffuso questa settimana.

Secondo la ricerca il 4% di ragazzini e ragazzine italiani fra i 12 e i 14 anni dichiara esplicitamente di inviare spesso fotografie di sé nudi o in pose sexy. La percentuale sale all'8% fra i 15 e i 17 anni di età. Ma il dato è quasi certamente sottostimato. Se poi si chiede a che età si è inviato il primo messaggio un po’ osé, con sottintesi e riferimenti sessuali, le conferme fioccano e le percentuali salgono: ben il 47% dice di averlo fatto tra i 10 e 14 anni, gli altri dai 15 in su. Preoccupante anche un altro dato. Il 43% dei ragazzi intervistati dichiarano come abitudine di inviare messaggi con riferimento al sesso

Un altro rischio favorito dal ‘sexting’ è quello del ‘grooming’, l’adescamento online: “Teniamo presente che l’offrire da parte dei giovani immagini particolarmente provocanti di sé sulla rete (magari sul profilo di un social network) può attirare adulti potenzialmente abusanti che dopo aver conquistato la fiducia delle vittime con tecniche di manipolazione psicologica, possono indurle a superare le resistenze e instaurare con loro una relazione intima o sessualizzata – avverte la Fiss – Un nuovo fenomeno che ha fatto la sua preoccupante comparsa negli ultimi anni è quello della cosiddetta ‘microprostituzione’, dove adolescenti (a volte anche bambini) maschi e femmine inviano loro immagini e video sessuali in cambio di piccoli regali, modeste somme di denaro o ricariche telefoniche. Un fenomeno ancora isolato ma in crescita che deve farci riflettere e intervenire con azioni appropriate. In conclusione cosa bisognerebbe fare per proteggere i giovani dai rischi del ‘sexting’? E’ fondamentale un’azione educativa di fondo che consenta ai giovani di sviluppare una consapevolezza dei rischi connessi a questi comportamenti (spesso i giovani ne sono inconsapevoli) e nello stesso tempo – conclude – rafforzare in loro le capacità personali e interpersonali necessarie per vivere sessualità e relazioni sentimentali in modo costruttivo, responsabile e auto-determinato.

“I ragazzi quando sono davanti ad un computer – ha spiegato Caterina Aiello, magistrato della Procura per i minori di Catania, dopo una eccellente operazione della Polizia Postale di Catania - pensano di potere immettere in rete qualsiasi cosa dagli insulti alle immagini delle proprie parti intime non rendendosi conto che rischiano di incorrere in vari reati. L’immissione di materiale di pedopornografia minorile non è una condotta lecita e assume rilevanza penale. C’è spesso il rischio di essere adescati da maggiorenni e di incentivare uno stuolo di pedofili che si aggirano nel web. Le immagini sono state addirittura utilizzate da uno degli indagati per ricattare la vittima, minacciandola di diffondere i video in siti di pornografia. Quando i minori iniziano questa attività per gioco non si rendono conto dei rischi infiniti ai quali si espongono”.

Tutelare i bambini e gli adolescenti online è possibile ad esempio: visitando e contribuendo al Centro Giovani Online www.sicurinrete.it, coordinato da Save the Children e Adiconsum e, parallelamente, in casi di dubbi, rivolgersi alla Polizia delle Comunicazioni (già Polizia Postale) che certamente saprà consigliare per il meglio.

L'ufficio internet gestito dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni serve per ricevere informazioni o fare segnalazioni di reati che avvengono su Internet: hacking, phishing, e-commerce, bancomat e carte di credito, spamming, pedofilia online, diritto d'autore, telefonia. Si possono anche studiare approfondimenti, richiedere informazioni specifiche, denunciare reati informatici, consultare le news e le domande più frequenti e accedere al forum tematico. E' possibile anche effettuare il test di autovalutazione sulle proprie conoscenze informatiche. Il principale sforzo operativo della Polizia Postale e delle Comunicazioni è nella direzione del continuo adeguamento della propria risposta alle nuove frontiere tecnologiche della delinquenza. La polizia delle comunicazioni è presente su tutto il territorio nazionale attraverso i 20 compartimenti, con competenza regionale, e le 80 sezioni con competenza provinciale, coordinati a livello centrale dal Servizio Polizia delle Comunicazioni.

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