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Ticket strisce blu, la Cassazione mette fine alla querelle: sì alla multa se il ticket è scaduto
La Suprema Corte ha disposto la leggittimità delle multe dei vigili urbani o ausiliari del traffico

ROMA (Italy) - Restare sulle strisce blu anche quando il ticket è scaduto comporta la multa al pari di quando l'automobilista non è munito di biglietto. Sostare oltre il tempo pagato, ricorda 'Studio Cataldi' è un illecito amministrativo e non un inadempimento contrattuale. Ad affermarlo è la Cassazione, con la recente sentenza n. 16258/2016, rigettando il ricorso di un automobilista contro la decisione del tribunale di Chiavari di rigetto dell'opposizione avverso il verbale emesso dalla polizia municipale per aver sostato con la propria autovettura negli appositi spazi delimitati dalle strisce blu un'ora oltre il tempo stabilito.


Secondo il ricorrente, chi paga il ticket ma non integra il versamento per le ore successive, non incorrerebbe in alcuna violazione del codice della strada ma soltanto in violazione dell'obbligazione contrattuale sorta nel momento in cui si acquista il contrassegno, regolata dal codice civile. Per il Palazzaccio, tuttavia, non è così. Discostandosi dai pareri del ministero delle infrastrutture, con i quali era stato ribadito che la sanzione prevista dall'art. 7 comma 15 del codice della strada scatta solo nel caso di omissione dell'acquisto del biglietto o per violazioni relative alla sosta limitata o regolamentata, mentre nelle aree di sosta a "tempo indeterminato" lo sforamento va considerato un inadempimento contrattuale, la Cassazione afferma il contrario: tale infrazione si traduce in un'evasione tariffaria.

A sostegno della sua decisione, la Suprema Corte cita anche la giurisprudenza della Corte dei Conti, secondo la quale la mancata contestazione della sanzione pecuniaria da parte dell'ausiliario del traffico, nel momento in cui è stata accertata la sosta del veicolo senza ticket, o "con tagliando esposto scaduto per decorso del tempo di sosta pagato, configura una ipotesi di danno erariale per il comune, rappresentato dal mancato incasso dei proventi che sarebbero derivati dall'applicazione della sanzione per violazione delle norme che disciplinano la sosta in aree a pagamento".

In questo quadro giurisprudenziale, sottolineano i giudici di Piazza Cavour, va affermato il principio secondo cui in materia di sosta a pagamento su suolo pubblico, "ove la sosta si protragga oltre l'orario per il quale è stata corrisposta la tariffa, si incorre in una violazione delle prescrizioni della sosta regolamentata, ai sensi dell'articolo 7, comma 15 del Codice della strada". Il parcheggio del veicolo con ticket di pagamento esposto scaduto per decorso del tempo pagato, ha quindi "natura di illecito amministrativo e non si trasforma in un inadempimento contrattuale, trattandosi, analogamente al caso della sosta effettuata omettendo l'acquisto del ticket orario, di una evasione tariffaria in violazione della disciplina della sosta a pagamento su suolo pubblico, introdotta per incentivare la rotazione e razionalizzare l'offerta di sosta".


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Strisce blu, ennesima sentenza contro le multe dopo la scadenza del ticket
Contro "le strisce" anche il Ministero dei Trasporti che già dal 2014 ha chiarito la norma in favore degli utenti

ROMA (Italy) - Se il ticket scade, il trasgressore non paga la multa. Chi parcheggia sulle strisce blu per un tempo più lungo del previsto non potrà infatti essere sanzionato, ma dovrà semplicemente sborsare un sovrapprezzo in base al tempo di sosta extra. A stabilirlo, spiega lo Studio Cataldi, è il Tribunale di Treviso con la sentenza n° 1069/2016 del 21 aprile scorso, che ha accolto il ricorso di un automobilista multato, appunto, per aver parcheggiato oltre l'orario indicato dal biglietto sul esposto cruscotto. Già nel 2014, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sottolineato che in materia di sosta: "niente multa per chi sosta oltre l'orario pagato sulle strisce blu".


In una causa precedente l'uomo, spiega lo studio Cataldi, "aveva evidenziato che la permanenza nell'area di sosta oltre il tempo pagato avrebbe costituito mera inadempienza contrattuale, giustificando solo la richiesta del supplemento di prezzo e non violazione del Codice della Strada con conseguente applicazione di sanzione amministrativa: infatti, chiariva l'appellante, la concessione di aree per parcheggio a pagamento ad opera del Comune era da considerarsi attività commerciale e, pertanto, non soggetta alle norme del CdS. Al contrario, il Giudice di Pace, accogliendo le argomentazioni difensive del Comune convenuto, riteneva che l'area di sosta fosse vincolata alle norme del CdS in quanto area demaniale".

Strisce blu, come capire se la multa è illegittima - Capita spesso di parcheggiare sulle strisce blu e poi trovare una multa sul parabrezza, soprattutto dopo aver lasciato l'auto in sosta oltre l'orario coperto dal ticket, nonostante sia stato regolarmente acquistato ed esposto. Si tratta di una multa illegittima? No, come ricorda 'Studio Cataldi' il mancato rinnovo del grattino non costituisce un illecito sanzionabile. Secondo il codice della strada il ticket deve essere acquistato ed esposto in maniera visibile ma non si esprime in merito al rinnovo una volta scaduto l'orario di sosta.

Con la sentenza n. 4285/2007, il giudice di pace di Lecce, ad esempio, ha chiarito che "la sosta in area regolamentata con titolo di pagamento scaduto non costituisce autonoma fattispecie sanzionata dall'art. 7, comma 1, lett. f) del CdS (che sanziona la sosta effettuata senza titolo di pagamento nelle aree regolamentate)".

Mentre nel 2014, il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha sottolineato che "in materia di sosta ( ... niente multa per chi sosta oltre l'orario pagato sulle strisce blu. Lo ha confermato il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Umberto Del Basso De Caro rispondendo ad un'interrogazione parlamentare, questa mattina, indirizzata al ministro Maurizio Lupi, facendo chiarezza sui dubbi interpretativi sollevati da molti Comuni e su una presunta, ma inesistente, divergenza tra il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il ministero dell'Interno ... ), gli unici obblighi previsti dal Codice sono quelli indicati dall'articolo 157, comma 6, e precisamente l'obbligo di segnalare in modo chiaramente visibile l'orario di inizio della sosta, qualora questa sia permessa per un tempo limitato, e l'obbligo di mettere in funzione il dispositivo di controllo della durata della sosta, ove questo esista; la violazione di tali obblighi comporta la sanzione prevista dal medesimo articolo 157, comma 8, del Codice medesimo"

Per il Mit, in aree nelle quali la sosta è consentita a tempo indeterminato e subordinata al pagamento di una somma il pagamento in misura insufficiente configura unicamente un'inadempienza contrattuale. Un concetto ribadito lo scorso anno sempre dal Mit, che ha affidato ai comuni la possibilità di regolamentare le conseguenze della fattispecie. Il comune può "selezionare e scegliere le misure più idonee per rispondere agli obiettivi che intende perseguire", come per esempio "al fine di favorire il ricambio più o meno frequente dei veicoli in sosta".

Ma, obiettano alcuni Comuni, un parere del ministero dell'Interno del 2003 dice il contrario. Su questo, il Ministero dei Trasporti risponde che "non risulta alcuna situazione di conflitto interpretativo con il ministero dell'Interno: quest'ultimo, infatti, -precisa il Mit- in seguito a un riesame della propria posizione espressa nel 2003, ha successivamente (nel 2007) condiviso la disamina della tematica svolta dal Mit ed emesso (nel 2010) una serie di pareri in tal senso, pareri condivisi dal Servizio della Polizia Stradale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza".

La sanzione è nulla nelle aree in cui la sosta può avvenire per tempo indeterminato. Qualora fossero fissati dei limiti massimi di sosta, la multa è da considerarsi legittima. Cosa accade invece se mancano parcheggi gratuiti nelle vicinanze? Secondo il Codice della Strada, qualora il comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio con custodia, o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare un'adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta.

Un obbligo che non sussiste per le zone definite "area pedonale" e "zona a traffico limitato", nonché per quelle di particolare pregio storico e in altre zone di particolare rilevanza urbanistica. Ciò in sostanza rende illegittima una sanzione elevata al trasgressore che non abbia esposto il ticket se mancano, nelle vicinanze, zone in cui la sosta è gratuita. Inutile però il ricorso contro la sanzione per ticket non pagato sulle strisce blu se l'area rientra in quelle predette o se il piano urbano del comune abbia giustificato l'inserimento nelle aree definiti 'centrali' stante la brevissima distanza dal centro storico.


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Multe sulle strisce blu nulle se Comune non provvede anche a quelle bianche nella stessa zona
La Cassazione ha anche disposto che il ticket esposto sia visibile ma non per forza collocato sul cruscotto

ROMA (Italy) - Le multe per chi parcheggia l'auto sulle strisce blu senza pagare il ticket sono valide solo a condizione che il Comune abbia istituito, nelle vicinanze delle strisce blu, aree di sosta non a pagamento (strisce bianche) oppure che la zona sia stata dichiarata, con apposita ordinanza comunale, di valore storico o di particolare pregio ambientale: solo in questo caso, infatti, non sussiste più l’obbligo di istituire l’alternanza di strisce blu e strisce bianche. Lo ricorda 'LaLeggePerTutti.it', citando la sentenza n. 8282/16 della Corte di Cassazione insieme alla nuova sentenza sulla esposizione dei ticket nel mezzo parcheggiato.


Pertanto, la multa elevata all’automobilista che ha lasciato l’auto sulle strisce blue senza pagare il ticket è nulla se nelle strette vicinanze del luogo ove l’automobilista ha parcheggiato non sono presenti aree di sosta gratuite ossia senza dispositivi di controllo della durata di sosta e, nello stesso tempo, il Comune non riesce a dimostrare che la zona interessata rientra tra quelle individuate come di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale.

Questo significa che l’onere della prova, nella causa innanzi al giudice di Pace per l’impugnazione della contravvenzione, è così ripartito: all’automobilista spetta dimostrare – documentazione fotografica alla mano – che le strisce blu non sono intervallate da strisce bianche anche in strade limitrofe e non necessariamente sulla stessa via; se il trasgressore riesce a fornire tale prova, il Comune che non voglia perdere la causa deve esibire l’ordinanza comunale con cui l’area ove l’auto è stata parcheggiata viene catalogata tra quelle di maggior pregio storico o ambientale.

La Cassazione ha stabilito che è nulla la multa per sosta in zona a pagamento senza l’esposizione del relativo 'grattino' se il Comune non fornisce la prova che la zona interessata possa in qualche modo rientrare in quelle individuate come di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale e se nelle immediate vicinanze non ha provveduto a istituire un’adeguata area destinata a parcheggio senza custodia o senza dispositivi di controllo della durata di sosta.

Nuove norme anche per l'esposizione del ticket - Addio multa sulle strisce blu se non si espone il ticket del pagamento sul parabrezza dell'automobile. A chiarirlo è la Cassazione con la sentenza n. 8282/16. Come ricorda 'LaLeggePerTutti.it', il codice della strada non indica espressamente il posto in cui deve essere collocato il tagliando, ma prescrive solo che questo sia visibile ai fini dei controlli del vigile o dell'ausiliare del traffico: può quindi essere appoggiato sul sedile anteriore o in prossimità del cruscotto nel lato del passeggero.

Secondo la Corte, il ticket che non viene esposto sul parabrezza non legittima la contravvenzione per violazione delle norme sulla sosta a pagamento. Anche se non esiste una norma che disciplini le modalità di esposizione del tagliando, è onere dell'automobilista scegliere dove renderlo massimamente visibile.

Costretto a impugnare la multa, il conducente non ha diritto a chiedere anche la condanna alle spese dell'amministrazione, visto che può evitare il contenzioso scegliendo con cura dove collocare il tagliando.

Secondo il codice della strada, quando la sosta è permessa a tempo limitato, i conducenti devono segnalare in modo visibile l'orario di inizio della sosta, esponendo il ticket in un luogo in cui sia facilmente visibile. Inoltre, ai fini della regolazione delle spese di giudizio, l'operato del vigile che non si accorge della presenza del tagliando e fa la contravvenzione è corretto, poiché in questo caso la multa è determinata da un comportamento erroneo dell'automobilista. (AdnKronos)


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Corte di Cassazione: multe nulle nelle strisce blu se non c'è parcheggio gratis nei paraggi
Ora più facile l'annullamento delle multe per la sosta non pagata sulle strisce blu

ROMA (Italy) - Se il comune non prova l'esistenza di aree di sosta gratuite nelle vicinanze di quelle a pagamento contrassegnate dalla strisce blu, allora l'eventuale verbale è nullo. A sancirlo è stata un'ordinanza (numero 18575 del 3 settembre 2014) della Cassazione. D'ora in avanti, infatti, gli automobilisti multati per aver lasciato la propria auto sulle strisce blu senza aver pagato potranno far annullare più facilmente la contravvenzione, ovviamente a patto che il Comune non sia in grado di provare l'esistenza di un'area a sosta libera nelle vicinanze.

Sono illegittime quindi le contravvenzioni elevate a carico di chi non ha esposto il ticket in un aria di parcheggio a pagamento se mancano aree di parcheggio "free".


A tal proposito, la Corte di Cassazione, sesta sezione civile, con l’ordinanza n. 18575 del 3 settembre 2014, sancisce la nullità del verbale se il Comune non prova l’esistenza di aree di sosta gratuita nelle vicinanze di quelle a pagamento. In altre parole, sarà più semplice per gli automobilisti ottenere l’annullamento della multa per non aver corrisposto il prezzo del grattino. Spetterà quindi al Comune dover provare l’esistenza delle aree di libera sosta nelle “immediate vicinanze” delle zone di sosta regolamentate, e non più al multato.

Se è vero che l'art. 7 comma 8 del Codice della strada prevede l'obbligo, in capo al conducente, di esporre il ticket di sosta nelle apposite aree destinate a parcheggio, è altrettanto vero che lo stesso Codice prevede l'obbligo, a carico dell'ente locale, di predisporre aree di parcheggio gratuite laddove ci sono zone di sosta a pagamento. Sono illegittime quindi le contravvenzioni elevate a carico di chi non ha esposto il ticket in un aria di parcheggio a pagamento se mancano aree di parcheggio "free". Nel caso esaminato dalla Cassazione, la ricorrente aveva contestato una multa per mancata esposizione del tagliando.

La Cassazione ricorda come, nelle cause di opposizione a sanzione amministrativa (nel caso in cui, quindi, convenuta innanzi al giudice civile sia una pubblica amministrazione) l'amministrazione, anche se formalmente convenuta, di fatto assume il ruolo di "attore sostanziale"; "spetta, quindi, ad essa, ai sensi dell'art. 2697 cod. civ., di fornire la prova dell'esistenza degli elementi di fatto integranti la violazione contestata, mentre compete all'opponente, che assume formalmente la veste di convenuto, la prova dei fatti impeditivi o estintivi". Nel caso di specie la ricorrente, sia in primo grado che in appello, aveva contestato sia la mancanza nella zona di spazi gratuiti adibiti a parcheggio, sia l'assenza di specifica delibera comunale che qualificasse l'area tra quelle esenti da tale obbligo (ad esempio area urbana di particolare valore storico o di particolare pregio ambientale).


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