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Intersos addestra gli Operatori Umanitari alla gestione delle emergenze planetarie
Conclusosi presso la base WFP-UNHRD di Brindisi il Training Humanitarian Operations in Emergencies (HOPE)

ROMA (Italy) - In una assolata giornata primaverile, si è concluso il Training che ha consentito a nove giovani provenienti da Roma di specializzarsi nella gestione delle emergenze umanitarie. L'Humanitarian Operations in Emergencies, infatti, si conclude in genere con una settimana di "full immersion" nelle tematiche legate ad operazioni che possono verificarsi in giro per il mondo. Una settimana che INTERSOS - la più importante Ong (a carattere umanitario) italiana - ha svolto nella base del World Food Programme delle Nazioni Unite di Brindisi (UNHRD) attraverso una serie di lezioni teorico-pratiche.


Lodovico Mariani direttore del master in Humanitarian Operations in Emergencies (HOPE) organizzato dall’ASVI Social Change racconta con grande entusiasmo il training tenutosi dall’11 al 15 aprile presso la sede della Base WFP-UNHRD di Brindisi, che costituisce la parte finale del master. "Questo, prevede nei primi due giorni lezioni in aula, dove si affrontano con l’aiuto di Paola Cocchi, responsabile delle risorse umane per Amref, le principali tematiche dell’emergenza umanitaria. L’obiettivo dei primi due giorni è stato quello di porre le basi per uno dei cardini del mestiere di operatore umanitario, ovvero la capacità di relazionarsi e gestire persone diverse in contesti altrettanto differenti e difficili. Da martedì 12 aprile, l’attenzione è stata poi spostata sull’intervento di emergenza per arrivare al culmine venerdì 15 con l’organizzazione di un vero e proprio centro di aiuti prendendo come caso l’uragano delle Filippine del 2012. Si è ipotizzato, precisamente, di essere in loco due giorni dopo lo scatenamento del tifone gestendo un cargo di aiuti umanitari donato dal governo italiano attraverso la base UNRHD, motivo per il quale - chiarisce e sottolinea Lodovico - si utilizza la struttura di Brindisi, creando un “ambiente protetto” e mettendo i ragazzi alla prova. Il fine di 'HOPE' è proprio quello di tentare di formare operatori, non solo in forma teorica. Dopo diverse esercitazioni in classe ci si trova, durante il training, nella situazione in cui i partecipanti al master sperimentano, sia in modo pratico che fisico come: lo scarico e il carico di materiali, simulando liste di beneficiari, organizzando simulazioni di meeting con le Nazioni Unite piuttosto che con l’autorità locali. Il training rappresenta il primo passo verso una visione verosimile di tutto quello che è presente in caso di emergenze umanitarie ed è sicuramente un modo molto diretto per far rimanere impresso tutto quello che si è studiato."

Una attività, quella di oggi, resa complessa da un sistema perfetto di addestramento che ci viene illustrato da Dora Lisa Mercurio Coordinatrice didattica di ASVI Social Change e Francesca Matarazzi di Intersos. "ASVI Social Change è una scuola di formazione attiva da più di venti anni nel settore no profit, attraverso un master in partnership con l’Ong INTERSOS e ci occupiamo di formare persone che vogliono lavorare nel settore dell’emergenza umanitaria. Questo master ha una durata di un anno all’interno del quale è previsto un Training finale presso la base WFP-UNHRD di Brindisi, dove i corsi affrontano nella prima parte il Working Emergency, ossia come si lavora nell’emergenza umanitaria, sia a livello di staff che di singoli, ed i vari profili, mentre nella seconda parte si affronta una vera e propria emergenza umanitaria attraverso l'attuale esperienza. Gli operatori, infatti, vengono calati in un contesto che può riguardare un disastro naturale, come quello che è stato organizzato quest’oggi, o situazioni di guerra. Gli operatori umanitari attraverso questo training vengono sottoposti a tutte le difficoltà che si troveranno a dover affrontare quando partiranno per un’emergenza reale, acquisendo competenze in ambiti che spaziano dalla parte burocratica a quella pratica. Sono divisi in due gruppi, all’interno dei quali ognuno ha un profilo ben definito ed ognuno di loro per la propria expertise si occupa di diversi ambiti, dalla logistica, all’amministrazione, al coordinamento. Il loro successivo impiego dipenderà poi dal tipo di emergenza, si parte da brevi missioni che possono durare due settimane fino a missioni che possono durare sei mesi, ma dipende molto anche dal ruolo che un operatore ricopre all’interno della missione. Figure come l’Emergency Response o Coordinator o Team sono impiegate inizialmente per aprire la missione oppure per ricoprire un ruolo ben definito in una già avviata."


E chi meglio dei protagonisti potrebbe trapassarci l'esperienza vissuta sul campo. Tra i tanti, Maria Rita Ceccaroni (Coordination Project) - Quando si presenta un'emergenza, si parte un po' come muli, con l'obiettivo di fare. Poi ti rendi conto che ci sono una serie di attività che vanno svolte prima: semplice burocrazia e amministrazione a cui non pensi. Perchè l'emergenza diventa urgenza, quindi si saltano una serie di passaggi che invece mettono in seria difficoltà come la dogana, piuttosto che le autorità locali, nei permessi o la sicurezza. Quindi, cerchiamo di intervenire ma con un concetto sempre presente: sapere sempre dove stiamo andando e ben comprendendo di cosa effettivamente hanno bisogno i destinatari del nostro intervento. Opinione condivisa da Giovanni Masiello (Logistics Officer Mission Water) - Una esperienza, quella di oggi, che segna la nostra professionalità, perchè arrivare impreparati in una situazione di emergenza, nella quale si vive un disastro naturale o un conflitto armato, mette a rischio te stesso, l'organizzazione e i beneficiari.

E in questo contesto altamente professionale non poteva certo mancare la figura di Vincenzo Pirato (Liaison Officer) che proprio a livello territoriale rappresenta l'organizzazione INTERSOS che, giova rammentare, è la più importante Ong umanitaria italiana. “Territorialmente è in fase avanzata la costituzione di un 'media team' attraverso Italia News per consentire all'organizzazione di 'comunicare' tutte le varie attività in programmazione, e l'esempio di oggi - che ci vede presso la base UNHRD - ne è il caso più lampante. Ci sono poi gli eventi legati sia alla Regata Brindisi - Corfù 2016 arrivata alla 31esima edizione che gestiremo nella duplice veste di INTERSOS E ROTARY. E sempre insieme, stiamo disponendo in Montenegro un incontro di tutte le flotte marinare del Rotary. Un evento nel quale si discuterà di mare, ma tutto sarà incentrato verso la creazione di un piano di aiuti rivolto a i migranti in Grecia e al progetto 'Mesoghios' del quale proprio Brindisi con la nuova sede, potrebbe essere un punto di riferimento importante." (Chiara Chiricò, Ilaria Digiacomo, Emanuela Galgano, Giorgio Esposito)

Visualizza le attività svolte dalle basi delle Nazioni Unite GSC/UNLB, WFP-UNHRD di Brindisi e Cooperazione Italiana


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