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L'otto marzo di Italia News dedicato alla modella Lauren Wasser che sfila con una protesi
La Giornata Internazionale della Donna celebrata anche a Roma nella sede del WFP delle Nazioni Unite

ROMA (Italy) - Era il 3 ottobre del 2012 quando Lauren Wasser, bellissima modella americana - che già da bambina posava per le copertine delle riviste di tutto il mondo - perdeva i sensi e si risvegliava diverse ore dopo. Alta, bionda, giovane e bella: a poco più di 20 anni la modella di Los Angeles non avrebbe mai pensato che da quel giorno la sua vita sarebbe drasticamente cambiata per sempre.

Trasportata d’urgenza in ospedale, infatti, Lauren ha subito un’operazione chirurgica per l’esportazione della sua gamba destra. Il malore della ragazza era stato il sintomo di uno shock tossico provocato dall’utilizzo di un semplicissimo assorbente interno. Ora dopo quattro anni dal grave infortunio torna sulle passerelle indossando con nonchalance una protesi che sostituisce la gamba amputata.


A costringere il personale medico ad amputare la gamba destra della modella americana sarebbe stata una complicazione provocata dal batterio Staphylococcus aureus, che avrebbe dato vita ad una grave infezione degenerata poi in cancrena. Nonostante siano passati ormai quasi tre anni da quel terribile giorno, Lauren continua ad avere terribili dolori e deve anche convivere con la consapevolezza che quasi sicuramente dovrà subire un’altra amputazione.

La battaglia legale avviata dalla modella ha come scopo quello di lanciare un messaggio alle aziende produttrici, troppo spesso colpevoli di poca chiarezza sulle caratteristiche e i rischi che l’uso di determinati prodotti potrebbe comportare. La bella Lauren sta ora cercando di ricostruirsi giorno dopo giorno la sua nuova vita, ma l’esperienza che ha vissuto continuerà a portarsela sempre con sé, e spera che questa sua battaglia legale appena cominciata possa servire a far sì che nessun’altra donna debba mai sopportare quello che ha dovuto passare lei. Dopo l'"incidente", avvenuto nel 2012, Lauren ha deciso di raccontare l'accaduto a Vice per non permettere che altre donne possano correre i suoi stessi rischi: sulla scatola della confezione dei tampax da lei acquistati, infatti, non era riportato l'effetto collaterale. E per questo la sua famiglia ha intentato una causa contro l'azienda.

Pensava che non avrebbe più potuto calcare una passerella dopo aver perso la gamba destra, invece Lauren Wasser, 28 anni di Los Angeles, dopo essere stata immortalata qualche settimana fa sul catalogo delle vacanze di Nordstrom, il 12 febbraio ha sfilato alla New York Fashion Week per Chromat indossando un arto protesico in oro. (Redazione)

Otto marzo: giornata per commemorare i diritti conquistati e violati. Oggi nel nostro Paese ricorre il 94° anniversario dedicato alla Giornata internazionale della donna, celebrata per la prima volta nel lontano anno 1909 a New York e successivamente in Italia nel 1922. Una giornata istituita per commemorare sia le conquiste socio-politiche ed economiche raggiunte sia le discriminazioni e le violenze cui sono state oggetto le donne nel corso dei secoli e lo sono ancora oggi in molti paesi del mondo. Questo il motivo che unirà i principali rappresentanti delle Organizzazioni Internazionali nel partecipare a Roma, presso la sede del World Food Programme (WFP) delle Nazioni Unite, nel celebrare quest’importante data, mettendo in rilievo quelle che sono tutt’oggi le discriminazioni, le disuguaglianze e le soluzioni per un Pianeta 50:50.

Oggi nascere donna in un paese Occidentale non pone preoccupazioni, ma nascere in un paese Orientale fortemente influenzato dalla religione, significa essere discriminate, umiliate, sottoposte a limitazioni. In alcune regioni, infatti, la donna viene considerata solo e soltanto come strumento per la riproduzione, fine a se stesso, senza possibilità di rivendicare i propri diritti. In aggiunta, non possono sentirsi libere di svolgere semplici azioni della vita quotidiana, come indossare ciò che vogliono, poiché sono obbligate - dalla cultura religiosa nella quale vivono - ad indossare vesti che spesso lascia scoperti solo gli occhi (Burka), non possono andare in bici o ancora non possono proseguire gli studi, non possono guidare o scegliere liberamente il compagno della propria vita, con conseguenti punizioni in caso di inosservanza, come il ricorso alla criminale pratica dell’acido usualissima in India. Usualità di costume che prevede anche la cessione ad altra famiglia in cambio di bestiame. Secondo la legge islamica, infatti, giovane donna è equiparabile al valore di 50 cammelli o 100 vacche, la metà del valore dell’uomo.

E proprio per celebrare la Giornata Internazionale della Donna i principali rappresentanti delle organizzazioni internazionali a Roma si riuniranno presso la sede del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) martedì 8 marzo. Gli esponenti delle agenzie ONU metteranno in luce le sfide che limitano i progressi per l’uguaglianza di genere e le soluzioni per un Pianeta 50:50 con Zero Hunger e una uguale rappresentanza nella società. Nella sede del WFP si discuterà di discriminazioni tra sessi e del perché accade in un mondo sempre più globalizzato, un mondo che ha faticato per conquistare diritti, oppressi in altre parti del mondo. Soluzione? La magia è nel comprendere che le donne hanno un ruolo importante e necessario nello sviluppo e nell’evoluzione delle società e che devono essere considerate come un punto di forza e non di debolezza. (Ilaria Digiacomo)


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Essere donna tutti i giorni in un mondo che soffre
La loro quotidianità tra impegni personali, lavorativi e di famiglia

ROMA (Italy) - L'otto marzo, non è semplicemente la giornata in cui si fanno gli auguri alle donne e l’aria profuma di mimosa, la giornata mondiale è la celebrazione dell’esser donna, in tutte le sue forme. Che abbia nove anni o novanta, ogni donna ha in sé un dono speciale da poter regalare al mondo. Celebrare la donna vuol dire parlare delle sue paure, dei suoi bisogni, ma soprattutto della forza che da sempre la caratterizza: la forza di combattere per i propri diritti, la famiglia e il lavoro. Il quesito che tutte le donne si pongono nella propria vita, non è un bivio imprescindibile, ne sono la prova milioni di donne che conciliano l’esser lavoratrici e brave madri. Questo, in una società che le pone sempre di più ai vertici decisionali e manageriali.

Claudia Barrientos, console a Brindisi del Guatelmala è una donna straordinaria che, nonostante il suo lavoro di grande responsabilità cresce cinque figli. “Essere donna e soprattutto madre di cinque figli è per me una cosa meravigliosa. Essere madre è una fonte di amore ed energia che si rinnova di giorno in giorno; è un impegno ad essere sempre migliore e a percorre una strada che domani dovranno percorrere i tuoi figli. Si può perfettamente svolgere il ‘lavoro’ di madre ed essere una donna in carriera senza rinunce. Ovviamente bisogna preservare un ordine di priorità che non può cambiare: la famiglia al primo posto. Il poter conciliare la vita di famiglia con le mie aspirazioni professionali è stato fondamentale. Ci vuole sacrificio, perseveranza ma soprattutto amore che dà la forza per andare avanti; è l'ingrediente che non può mancare nella vita, rinforza lo spirito e nei momenti di difficoltà permette di alzarci e continuare. Senza mai dimenticare, però, che viviamo anche per aiutare chi soffre di situazioni per noi lontane.
Il ruolo della donna è molto importante e determinante nella società e per tanto bisogna preservarlo, siamo noi a portare la vita e questo dono divino precisa preservarlo.”
(Marika Del Zotti)


Vincitrice di 5 Grammy Award, Chrtistina Aguilera è stata nominata Ambasciatrice contro la Fame del WFP (World Food Programme) delle Nazioni Unite. "Ogni sei secondi un bambino muore di fame e questa statistica è impressionante, per me" - ha raccontato Christina Aguilera - "Dopo aver avuto mio figlio, ho sentito la necessità di dover far parte della lotta contro tutto questo, di dover fare qualcosa per cambiare la situazione". Christina ha definito, quella intrapresa al fianco del WFP, come "un'esperienza che cambia la vita". Cosa che ha ribadito anche durante la sua visita ad Haiti, servita soprattutto per farsi un'idea della situazione sul campo. Visitare orfanotrofi, scuole, ospedali, campi profughi è fare la mia parte per aiutare le popolazioni bisognose e assistite dalla caritatevole azione degli uomini del WFP. Prossimo appuntamento il campo profughi in Kenia dove "sopravvivono" ogni giorno mezzo milione di anime grazie agli aiuti umanitari forniti anche dalle attività umanitarie del WFP Italia.

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