Inviata Federica Pignataro - Studentessa di Medicina e Chirurgia all'Università di Perugia, proviene da precedenti studi in Biotecnologie. Studi che ha intrapreso successivamente al diploma conseguito con il massimo dei voti presso il Liceo Scientifico di Brindisi. Federica ha al suo attivo moltissimi e proficui anni quale comunicatrice e aspirante giornalista di successo trascorsi in redazioni di diverse testate web.


 
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Il Festival del giornalismo di Perugia chiude la decima edizione superando le aspettative
Gli organizzatori, partner e sponsor si dicono entusiasti per l'audience in continua crescita

PERUGIA (Italy) - Uno degli ultimi appuntamenti di questo grandioso festival del giornalismo è stato con il rapper più famoso e amato dalle giovani generazioni Fedez, che ha incontrato il pubblicoal Teatro Morlacchi , dalle 21 alle 22.30 con un mini spettacolo intitolato “Tra musica, parole, social e attivismo” e nonostante non abbia mai avuto un buon rapporto con la stampa, ha accettato di farsi intervistare dall’amico Matteo Grandi, che si è prestato da fargli da spalla per chiarire equivoci che hanno accompagnato le gesta dello stesso Fedez, fuori dal palco in questi ultimi mesi, con sue dichiarazioni spesso mal interpretate o ampliate, come la sua agguerrita polemica contro l’Expo.


Bravissimo l’artista a raccontarsi e a rispondere alle tante critiche a lui mosse da esponenti della politica come ad esempio, Gasparri, Salvini, che all’inizio dell’intervista si sono visti scorrere su un maxischermo postato alle spalle del rapper e che offendevano in maniera piuttosto incisiva l’artista.

Moltissima gente anche per l’incontro con la ballerina Rossella Brescia e Platinette, tenutosi nella Sala dei Notari dalle 16.30 alle 18:00.
Mauro Coruzzi, più conosciuto come Platinette, ha parlato dell’importanza della Radio, nell’ambito del tema “Radio, informazione, intrattenimento: libero e fuori dagli schemi”. Dunque ha sottolineato quanto sia importante questo mezzo d’informazione che fa compagnia a milioni e milioni d’Italiani in ogni momento della giornata e dove spesso si può andare quasi a ruota libera, senza troppi vincoli e schemi.

Anche l’ultimo giorno di festival è stato foriero di incontri e dibattiti davvero interessanti ed importanti ed ha richiamato nella cittadina umbra tantissima gente e personaggi del mondo della comunicazione e dello spettacolo facendo di Perugia la vetrina mondiale della comunicazione. Molti speakers giunti nella cittadina umbra per l’occasione, lo hanno definito “IL MIGLIOR FESTIVAL DEL GIORNALISMO AL MONDO”.

In questi cinque giorni si sono calcolate circa 65.000 presenze per 259 eventi tutti ad ingresso gratuito in 17 luoghi del centro storico. Tantissime le voci del giornalismo che si sono ritrovate a confronto e numerosissimo il pubblico che ha voluto partecipare. Per la grande affluenza di pubblico, tre incontri sono stati replicati: l’incontro con Alberto Angela, quello con Mentana e quello con Lirio Abbate.

Grandissimo successo si è registrato anche sui social, solo per fare un esempio, ci sono stati 335.000 accessi per i video del canale YOU TUBE, 7.000 ore di visualizzazione dal vivo e on demand e 12.000 visualizzazioni in diretta streaming. Insomma un evento dai parametri colossali e che, chiudendo i battenti per quest’anno, ha comunque stabilito che tornerà a Perugia dal 5 al 9 aprile 2017 per l’undicesima edizione del festival del giornalismo più grande del mondo.
(Federica Pignataro, inviata per Italia News)


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Gli appuntamenti prestigiosi del weekend nel festival del giornalismo di Perugia
Corruzione e investigazioni nella giornata di sabato

ROMA (Italy) - Un fine settimana davvero prestigioso a Perugia per i grandi personaggi, soprattutto del giornalismo "embedded" italiano e internazionale. Sabato 9, tema ricorrente nei vari dibattiti, monologhi ed interventi dei tanti personaggi presenti sono stati la lotta al terrorismo e i new media. “Trasparenza e tecnologia contro la corruzione” è stato il dibattito tenuto da Barbara Coccagna, funzionaria dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, che nella Sala Priori dell’Hotel Brufani ha spiegato come si misura il livello di corruzione di un paese, parlando di trasparenza e tecnologia utilizzata contro la corruzione.


Benchè la lotta alla corruzione sia una delle sfide più grandi affrontata dalla società di oggigiorno, lo sviluppo di strategie efficaci di prevenzione e contrasto della corruzione è ancora molto limitato. Occorre attivare meccanismi di collaborazione virtuosa tra istituzioni e cittadini ed un sistema che tuteli l’anonimato di chi segnala casi eclatanti di corruzione e che sia in grado di attivare un flusso di dati e informazioni completi, omogenei e fruibili. L’intervento di Barbara Coccagna al Festival umbro, ha visto la collaborazione di docenti ed esperti dell’Università di Milano.

Interessantissimo il dibattito tenutosi con Paolo Giardini, direttore dell’Osservatorio Nazionale Privacy e Sicurezza Informatica, che da oltre vent’anni si occupa di sicurezza informatica, privacy tenendo corsi e seminari in Italia e all’estero. Il Giardini ha parlato dalle 10.30 alle 11.30 presso l’Hotel Brufani di Perugia trattando il tema “L’OSINT PER I GIORNALISTI: INTRODUZIONE ALL’ANALISI DI FONTI APERTE”. Attraverso l’utilizzo di varie slide ha illustrato i concetti chiave per svolgere un buon articolo giornalistico rispettando una precisa metodologia che riesca a far rispettare e seguire i canoni della Privacy e della sicurezza del lavoro informatico: “The Art of Osint, il gioco sta nell’individuare le connessioni fra le informazioni, quasi come i detective dei film” e quindi ha parlato di ricerche oculate su internet che possono nascondere insidie ed essere fonte di problemi non indifferenti. Bisogna, quindi essere dei veri e propri “detective” alla ricerca di giuste informazioni.

Molto atteso anche la conferenza della giornalista Franca Leosini, autrice del programma televisivo cult di RAI 3 “Storie Maledette” e che per la prima volta ha partecipato al Festival del giornalismo di Perugia. La Leosini ha tenuto il suo dibattito “IL METODO GIORNALISTICO E IL SUO RACCONTO TELEVISIVO”, alle 15.30 nella sala Notari dell’Hotel Brufani. La giornalista è stata accolta in una sala gremita di persone entusiaste e generosissime di applausi per la tanto amata conduttrice di “Storie Maledette”, a dimostrazione che la distinta signora di RAI 3, al pubblico piace davvero tanto. Haparlato delle sue storie, quelle che racconta nel suo salotto della RAI distinguendole fra “Storie maledette e storie del male!” e facendo una panoramica di tutti i suoi incontri televisivi, della confessione strappata a Luca Varani, l’avvocato che fece sfregiare con l’acidol’ex fidanzata Lucia Annibali, alla grande commiserazione provata nel suo incontro con l’uxoricida Raffaele Cesarano, a cui ha aggiunto l’amaro commento “L’avrei ammazzata io, quella donna…”. Perché le sue storie, quelle che racconta nelle interviste in TV con i diretti protagonisti del “crimine”, provocano in lei sentimenti di rabbia, commiserazione e a volte pietà, anche se l’etica professionale le impone un atteggiamento più distaccato. Parla poi del suo rifiuto di intervistare i serial killer, come Donato Bilancia e non fa alcun commento alla scelta di Bruno Vespa di intervistare il figlio di Totò Riina, anche se si lascia andare ad una lunga pausa che parla da sola... La sua intervista, infatti, è ricca di pause e riflessioni, proprio come le sue pause televisive e si ha proprio l’impressione di essere proiettati nello studio televisivo di Rai 3, guidati da questa grade donna.

Insomma anche oggi il Festival ha offerto appuntamenti di grande importanza ed interesse, ha richiamato una marea di persone interessate a conoscere più da vicino il mondo del giornalismo in una vera e propria full immersion in questo mondo che si è dislocato nei vari punti della città perugina ed è stato davvero difficile scindere e scegliere quali personaggi seguire, visto l’importanza e la popolarità di ognuno. Giorno 10, ultimi appuntamenti con altri grandi e personaggi del mondo giornalistico e televisivo.
(Federica Pignataro, inviata per Italia News)


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Travaglio e il suo monologo da "Carta Bianca" al festival del giornalismo di Perugia
Sarcastico e tagliente ha disegnato esattamente l'Italia di oggi. Insomma ... quasi alla deriva

ROMA (Italy) - Nell’ambito del Festival Internazionale del Giornalismo che si sta svolgendo in questi giorni a Perugia, si è avuto ieri, presso il Teatro Morlacchi, il più grande della cittadina umbra e che deve il suo nome al celebre musicista perugino Francesco Morlacchi, il monologo di Marco Travaglio, da lui presentato come “Carta Bianca”. E’ stato lo stesso giornalista, dinanzi ad un teatro stracolmo di gente fino all’inverosimile, a spiegare il perché di questo titolo: “Quando mi hanno invitato a questo festival, ho chiesto di che cosa avrei dovuto parlare e mi è stato risposto di fare da me, di avere carta bianca, e quindi…”.


Ha dunque preso alla lettera quanto gli si chiedeva e, seduto solo al centro del palco su una semplice poltroncina, ha subito proposto i suoi “argomenti”, anticipando di non voler parlare di “trivelle” perché al giorno d’oggi il semplice suono della parola sembra una parolaccia. Dopo aver quindi accennato alla “fantastica” economia italiana che fa solo piangere, ha iniziato a parlare della politica estera e della “sicurezza” in territorio straniero dove appena metti il piede fuori ti chiedono “Ci sono bombe atomiche nella tua valigia? Tu rispondi “NO!” e ti fanno a passare. Quindi si chiede Travaglio che sarebbe bello un giorno sperimentare e provare a dire di Sì, giusto per vedere che cosa succede. Un inizio di monologo, il suo, segnato da ironia e di amaro umorismo.

Passa dunque a parlare delle elezioni statunitensi e dell’81% degli Americani che pensa che Hillary Clinton sia una persona non sincera e lui a questo punto fa una realistica considerazione e cioè che in Italia non ci chiediamo più se i candidati sono sinceri o no perché ormai accettiamo tutto passivamente e poco c’importa l’etica o la sincerità dei nostri politici. Con amarezza è passato a sottolineare come l’Italia vada sempre di più alla deriva, basti pensare, per esempio che Macao, ex colonia portoghese, oggi regione della repubblica popolare cinese, come turismo incassa più dell’Italia pur non avendo le sue “bellezze”. Si è puntato tanto sull’Expo, che in realtà non è stato ben organizzato … le code dell’Expo erano specchio non di successo, ma di “mal-organizzazione”. Sottolinea quindi l’importanza dell’informazione e accenna ad una attuale informazione aggressiva come quella di Bruno Vespa che ha invitato il figlio di Rina “Un grande autore di libri”.

Ha toccato poi il tema della Riforma Costituzionale, dice che rispetto alla Costituzione originaria del ‘48 quando i Padri costituenti avevano fatto una Costituzione breve, ma chiara, adesso essa è più lunga e “non si capisce un c …”, una Costituzione a cui sono state aggiunte così tante leggi, a quelle originarie, che ormai si è perso pure il conto di quante leggi siano. Alcune leggi poi, ci mettono poco ad approvarle se sono leggi che fanno comodo a chi le deve applicare, altre, invece ci mettono tempi più lunghi, come la “legge delle unioni civili” che per essere approvata ci ha messo trent’anni.

Restando in tema di “Riforma Costituziuonale” parla di Mattarella che è stato interrogato negli Stati Uniti, e ironizza su questo perché di Mattarella non si sente mai parlare e quando si sente che è stato interpellato si dice: “AH, abbiamo anche noi un Presidente della Repubblica”. Dunque al nostro Presidente hanno chiesto se è vero che la maggior parte dei parlamentari italiani sono inquisiti e lui ha risposto “No, non sono così tanti!” e Travaglio precisa che sono circa 90 parlamentari, forse ancora pochi per il nostro Presidente. Quindi parla di come Mattarella abbia parlato di una Riforma Costituzionale in Italia volta verso la semplicità, una semplicità che in realtà non esiste, basti pensare, ad esempio all’articolo 70 che nel ’48 contava solo due righe e che ora è diventato molto più lungo, anche se il senso della legge è sempre lo stesso. Travaglio, ha poi continuato a parlare di cronaca, delle notizie e dell’importanza di come le notizie vengono date alla popolazione, dove spesso emergono lotte fra partiti e notizie poco veritiere. Per esempio dati Istat, per esempio sul lavoro che sembra sia aumentato per il popolo italiano, perché danno notizia di maggiori assunti, ma in realtà, dice Travaglio, le assunzioni non sono più “posti fissi” visto che è stato cancellato l’articolo 18 e ora uno può licenziare quando vuole, e il posto fisso non c’è più. Uno oggi più assume e più prende soldi dallo stato. Una volta che ha intascato i soldi, l’imprenditore può licenziare senza problemi. Insomma tanto fumo negli occhi.

Un Travaglio, dunque, ironico, sarcastico, quasi sprezzante nei confronti dello stato di cose in cui vige l’Italia oggi e la sua “carta bianca” si è colorata di considerazioni e prese di posizione che hanno portato l’intera platea, non solo a continui e ripetuti applausi, ma anche ad un’amara presa di coscienza di un’Italia sempre più alla deriva.
(Federica Pignataro, inviata per Italia News)


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Festival del giornalismo a Perugia, venerdì con Travaglio, Formigli, Calabresi, Gomez e Quirico
Terzo giorno del Festival tra giornalismo investigativo e robot in redazione

ROMA (Italy) - Il terzo giorno del Festival ospita 75 eventi tra #ijf16talks, panel discussion, incontri, documentari, libri, dirette, workshop, teatro, data journalism, presentazioni, Hackers’ Corner e law&order.

Giornalismo investigativo sotto copertura Ospite atteso di questa decima edizione è Anas Aremeyaw Anas, uno dei più importanti giornalisti investigativi che lavora sotto copertura e combatte contro la corruzione e per i diritti umani in Ghana e non solo. Con lui sul palco del teatro della Sapienza, alle ore 17.00, Antonella Sinopoli co-fondatrice e direttrice di Voci Globali.


Calabresi e il portavoce della Casa Bianca Alle ore 16.00 la Sala dei Notari ospita l’incontro Explanatory journalism: spiegare la complessità ai lettori, con Jay Carney Senior Vice President of Corporate Affairs di Amazon e Mario Calabresi direttore La Repubblica. Carney, ex portavoce della Casa Bianca, esplorerà insieme a Calabresi il significato e le potenzialità del “explanatory journalism” come strumento volto ad aiutare i lettori nel dare un senso a scenari complessi.

Formigli, la siria e il combattente ‘Cobane’ Alle 18.00 alla Sala dei Notari, Corrado Formigli incontra l’attivista e scrittore Karim Franceschi per raccontare la storia di un italiano che ha difeso Kobane dall’Isis. Corrado Formigli è stato il primo giornalista italiano ad entrare a Kobane, distrutta dallo Stato Islamico e Karim Franceschi l’unico italiano andato in Siria per combattere l’Isis.

Bufale e news Alle 19.30 nella Sala Raffaello dell’Hotel Brufani, la breve storia di troll, bufale e notizie false in Italia e nel mondo, da Benjamin Franklin a Lercio. Un incontro tutto da ridere dal titolo Mock’n’troll: satira, bufale e altri comfort con Alfonso Biondi, Vittorio Lattanzi, Andrea Michielotto, Stefano Pisani autori di Lercio.it e con la partecipazione del cuoco e scrittore Chef Rubio.

Marco Travaglio Torna anche quest’anno Marco Travaglio direttore Il Fatto Quotidiano, sul palco del Teatro Morlacchi alle ore 21.00 per un incontro a “Carta bianca”; e alle 22.00 la Sala dei Notari ospita Gazebo live!, l’imperdibile appuntamento con Diego Bianchi, in arte Zoro, che assieme a una originale ‘compagnia di giro’ racconterà in maniera originale e innovativa l’attualità e la politica italiana.ù

Censura e autocensura l’Espresso e In Onda Tra gli ospiti della terza giornata del festival anche Emiliano Fittipaldi L’Espresso e Alessandra Sardoni In Onda LA7 nell’incontro Censura e autocensura: il giornalismo è un potere debole? (17.00 Hotel Brufani Sala Raffaello); Massimo Sestini, vincitore del World Press Photo 2015, ci parlerà di fotogiornalismo, prospettiva zenitale e della scoperta di un nuovo punto di osservazione delle notizie, nell’incontro dal titolo Where are you? (ore 15.00 Sala del Dottorato).

Peter Gomez e Report Querele, minacce e protezione delle fonti a rischio: attacco al giornalismo, storie e resistenza dei reporter che indagano sui fatti, alle ore 15.30 al Teatro della Sapienza, con Emilia Brandi Cose nostre Rai 1, Amalia De Simone Corriere.it, Davide Falcioni Fanpage.it, Peter Gomez direttore ilfattoquotidiano.it e Giorgio Mottola Report Rai 3.

Contesti di guerra con Domenico Quirico Nel panel Speaking out: quando l’inchiesta cambia la storia, gli ospiti Richard Colebourn BBC News, Lucia Goracci RAI News 24, Domenico Quirico La Stampa e Christopher Stokes direttore generale Medici Senza Frontiere, discuteranno su come accedere, lavorare e raccontare i contesti di guerra e su cosa è cambiato (ore 14.30 Sala dei Notari).

Sviluppo dell’analisi editoriale con il The Guardian Altri panel discussion da segnalare: L’uso dei dati dell’audience e delle metriche nelle redazioni, con Federica Cherubini consulente media, Sebastian Horn direttore Ze.tt, Renée Kaplan The Financial Times, Rasmus Nielsen Reuters Institute for the Study of Journalism, Aron Pilhofer The Guardian, un incontro per discutere dello sviluppo dell’analisi editoriale, del motivo per cui la maggior parte delle testate giornalistiche ancora non la utilizza, e del futuro dell’analisi dell’audience nelle redazioni (ore 10.15 Sala del Dottorato);

Frontiere e tragedie migranti Cos’è il constructive journalism e perché ne abbiamo bisogno, alle ore 10.30, Palazzo Sorbello, ne parleranno Charlie Beckett direttore Polis, Cathrine Gyldensted Università di Windesheim, Craig Silverman direttore Buzzfeed Canada e Karel Smouter vicedirettore De Correspondent. L’incontro dal titolo Frontiere: giornalisti, fotografi, scrittori raccontano la tragedia dei migranti, ci porterà vicino alla tragedia dei migranti visto da diversi angoli, assieme alla giornalista Matina Stevis, corrispondente Wall Street Journal in Africa, allo scrittore Alessandro Leogrande, autore del romanzo La Frontiera e attraverso l’esperienza personale del fotografo Aris Messinis, capo del servizio fotografico di Afp in Grecia (ore 14.00 Sala del Dottorato).

Robot in redazione Può un robot fare il giornalista? In questo panel, organizzato in collaborazione con il Tow Center for Digital Journalism, un gruppo di ricercatori di fama mondiale esaminerà i trend dell’accountability algoritmica, del giornalismo automatizzato, dell’intelligenza artificiale, con Emily Bell direttrice Tow Center for Digital Journalism, Meredith Broussard, Arthur L. Carter Journalism Institute, Nicholas Diakopoulos Università di Maryland, Andreas Graefe Tow Center for Digital Journalism e Justin Myers Associated Press (ore 14.00 Hotel Brufani Sala Raffaello).

Guerra silenziosa in Yemen il tema della guerra silenziosa nello Yemen, un paese che rischia di essere cancellato da una guerra terribile e raccontata troppo poco dai media. Alle 15.30 palazzo Sorbello, con Laura Silvia Battaglia giornalista freelance, Malachy Browne Reported.ly, Iona Craig giornalista freelance e i registi Abdurahman Hussain e Sara Ishaq.

Esponenti siriani che rischiano la vita Nel panel Siria: giornalisti raccontano la speranza, Antonella Palermo di Radio Vaticana introduce due esponenti siriani che rischiano la vita e che lavorano per tenere unito il Paese contro le mafie, i signori della guerra, le interferenze esterne e l’indifferenza generale: Marcell Shehwaro Dispatches from Syria per i giornalisti ed Eva Ziedan archeologa siriana e attivista (ore 16.00 Centro Servizi G. Alessi).

Giovanni Floris Tra le presentazioni di libri: Cosa è successo quando ho “hackerato” il mio cancro al cervello, ore 17.00 Palazzo Sorbello, con Salvatore Iaconesi e Oriana Persico fondatori Art is Open Source e Luca De Biase Il Sole 24 Ore; Giovanni Floris presenta il suo “La prima regola degli Shardana” (Feltrinelli, 2016), alle ore 19.30 Sala dei Notari. Modera Andrea Valentini vicedirettore Rai 3. (Federica Pignataro, inviata per Italia News)


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Da oggi Perugia apre le porte all'International Journalism Festival (IJF)
Le aspettative professionali di giornalisti e addetti ai lavori si confronteranno dal 6 al 10 aprile

PERUGIA (Italy) - Da oggi sono finalmente aperti i lavori della decima edizione dell’International Journalism Festival (IJF), ormai diventato un importante appuntamento annuale per giornalisti provenienti da ogni parte del mondo e che si incontrano nella cittadina umbra per affrontare argomenti di ogni genere, attraverso dibattiti, testimonianze, interviste, documentari, mostre, libri e workshop, il tutto nei teatri, auditorium e sale convegni presenti nel centro storico del capoluogo. L’occasione giusta per discutere delle più svariate sfaccettature della cronaca, dello sport, della cultura mondiale, di radio, intrattenimento, con oltre cinquecento speaker provenienti da 34 diversi paesi .


Numerosi gli incontri in programma nei quali verranno affrontate tantissime tematiche attinenti il mondo dell’informazione nella sua totalità e che metterà a confronto il pubblico e gli speaker , attraverso la condivisione ed il racconto della rivoluzione permanente che stiamo vivendo con tante tematiche messe in discussione: dal ruolo giornalistico delle piattaforme, all’era dei video e del mobile al robot journalism.

Saranno toccati tantissimi argomenti di importanza planetaria e riguardanti l’era moderna e contemporanea, fino ai nostri giorni e a tutte le problematiche che si presentano ormai quotidianamente, come il terrorismo, il problema degli immigrati, la crisi dell’Europa, come difendersi dai pirati informatici, lo sport e ci saranno momenti di riflessione dedicati al mondo della letteratura e della musica.

La manifestazione ospita la scultura in bronzo dell’artista Davide Dormino, per la prima volta in Italia e dal titolo “Anything to say?”, posta al centro della città e che ritrae a grandezza naturale, in piedi sopra tre sedie le figure di Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning, simbolo del rifiuto della sorveglianza globale e delle bugie che portano alla guerra. Nell’opera, accanto a questi grandi, una quarta sedia, vuota che vuole invitare il pubblico all’azione prendendo simbolicamente posto affianco ai tre personaggi, magari semplicemente per un selfie, quale simbolo di condivisione del loro messaggio.

Moltissimi giornalisti di portata internazionale, come Peter Greste, pluripremiato giornalista e corrispondente australiano che ha lavorato per la CNN, BBC e per Al Jazeera English. Nel 2013 è stato anche arrestato in Egitto con l’accusa di mettere a repentaglio la “sicurezza nazionale”, con le notizie da lui diffuse. Tra i tantissimi ospiti stranieri anche Abdalaziz Alhamza e Hussam Eesa, due tra i fondatori di “Raqqua is Being Slaughtered Silenty”, la campagna d’informazione anti ISIS.

Ci sarà Emily Bell, una delle pensatrici più importanti del giornalismo digitale. Altri autorevoli nomi come Anas Aremeyaw Anas, Jay Carney, la voce di Obama, Mark Little.Moltissimi anche gli ospiti italiani come il direttore di Repubblica Marco Calabresi, il direttore di TG LA7 Enrico Mentana, Marco Travaglio, Riccardo Iacona, Stefano Rodotà, Alberto Angela.

Una vera e propria full immersion nel giornalismo internazionale, un appuntamento davvero irrinunciabile per chi vuol avere una più ampia panoramica e conoscenza dell’attuale situazione nel mondo attraverso le voci più autorevoli del giornalismo internazionale.
(Federica Pignataro, inviata per Italia News)


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Al via il Festival Internazionale del Giornalismo 2016
La decima edizione tra informazione, partecipazione e condivisione
Torna a Perugia dal 6 al 10 aprile il più importante media event del panorama internazionale

PERUGIA (Italy) - Dove sta andando il giornalismo? è la domanda alla base della decima edizione del festival e che metterà a confronto il pubblico e gli speaker in arrivo da tutto il mondo, attraverso la condivisione e il racconto della rivoluzione permanente che stiamo vivendo. Tante le tematiche messe in discussione: fact-checking, data journalism, explanatory journalism, il ruolo giornalistico delle piattaforme, paywall vs crowdfunding, l’era dei video e del mobile, robot journalism, il coinvolgimento dei lettori e il ruolo civico dell’informazione, il giornalismo mobile first, social networks vs media mainstream…


5 giorni, oltre 200 eventi - tra incontri-dibattito, interviste, film e documentari, presentazioni di libri, workshop, serate teatrali - oltre 500 speaker da 34 paesi diversi, e come sempre tutto rigorosamente a ingresso libero e in live streaming.

Ma non solo temi che riguardano strettamente il mondo del giornalismo, si parlerà anche di attualità: dai migranti, le guerre, il terrorismo, l’Europa in crisi e le nuove sfide della democrazia, la privacy e la sorveglianza di massa, la libertà di espressione, fino alla riflessione intorno al mondo della letteratura, della musica e dello sport; non mancherà inoltre un incontro per indagare sul caso di Giulio Regeni, alla luce dei recenti sviluppi.

Quattro i talk previsti - sul mondo del giornalismo che cambia, sulla battaglia per la democrazia e la libertà di informazione- affidati a Hossein Derakhshan scrittore e blogger iraniano-canadese, un pioniere dei blog in Iran, considerato in patria “the BlogFather”, Mark Little vicepresidente media Europa-Africa Twitter e fondatore di Storyful -una delle più importanti piattaforme di verifica dei contenuti online-, Iyad El-Baghdadi attivista per i diritti umani e scrittore, cresciuto negli Emirati Arabi, da cui è stato espulso dopo essere stato arrestato, ha avuto un ruolo importantissimo durante la Primavera Araba informando sulla rivoluzione in Egitto tramite Twitter, Peter Greste pluripremiato giornalista e corrispondente australiano, ha lavorato per Reuters, CNN, BBC e per Al Jazeera English. Nel 2013 è stato arrestato in Egitto, insieme ad altri due giornalisti di Al Jazeera, con l’accusa di "mettere a repentaglio la sicurezza nazionale" con le notizie diffuse.

Tra i moltissimi ospiti stranieri ci saranno Abdalaziz Alhamza e Hussam Eesa due tra i fondatori di Raqqa is Being Slaughtered Silently (RBSS) la campagna rivoluzionaria di informazione anti ISIS, nata per pubblicare e distribuire contenuti online in arabo e in inglese e documentare il massacro nella città siriana Raqqa; Anas Aremeyaw Anas il pluripremiato giornalista investigativo che lavora sotto copertura e combatte contro la corruzione e per i diritti umani in Ghana e non solo; Jay Carney Senior Vice President Global Corporate Affairs di Amazon ed ex Portavoce della Casa Bianca, in un incontro con il direttore de La Repubblica per esplorare il significato e le potenzialità del "explanatory journalism".

Ci sarà Emily Bell una delle pensatrici più autorevoli del giornalismo digitale e direttrice del prestigioso Centro per il giornalismo digitale della CJS Tow Center for Digital Journalism -che per la prima volta ha organizzato alcuni panel discussion nell’ambito del Festival-, Trushar Barot mobile editor per BBC World Service, Craig Silverman direttore di Buzzfeed Canada e fondatore di Emergent.info, Madhav Chinnappa direttore strategic relations Google News and Publishers, Ewen MacAskill il corrispondente del Guardian per difesa e intelligence che nel 2013 è stato a Hong Kong per incontrare Edward Snowden, Matina Stevis corrispondente economica dall'Africa per il Wall Street Journal, Marcel Rosenbach giornalista del settimanale tedesco Der Spiegel per cui si occupa di inchieste sull'economia e la sicurezza nazionale. Ed ancora Liz Heron direttrice The Huffington Post, Andy Carvin direttore Reported.ly, Kate Riley della BBC News, Aron Pilhofer Executive Editor del Digitale del Guardian e cofondatore di Hacks/Hackers, Patricia Thomas giornalista corrispondente e produttrice dell’Associated Press Television News.

Molti anche gli ospiti italiani tra cui la giornalista d’inchiesta collaboratrice dell’Espresso Stefania Maurizi, il direttore La Repubblica Mario Calabresi, la giornalista televisiva e corrispondente di Al Jazeera English Barbara Serra, l’editorialista e inviato di politica, economia e costume al Corriere della Sera Gian Antonio Stella; Sarah Varetto direttore di Sky TG24, Enrico Mentana direttore del Tg LA7, Lucia Goracci inviata di Esteri a Rai News 24, Anna Masera giornalista e caporedattore e public editor (garante del lettore) presso La Stampa. Inoltre Riccardo Iacona, Marco Travaglio, Lirio Abbate, Beppe Severgnini, Pietrangelo Buttafuoco, Stefano Rodotà e, per la prima volta al festival, il giornalista, paleontologo e divulgatore scientifico Alberto Angela e Franca Leosini autrice e conduttrice del programma televisivo cult Storie Maledette.

Tra i protagonisti di IJF16 anche i giornalisti de La Repubblica Carlo Bonini e Giuliano Foschini sul caso Regeni: le inchieste e la ricerca della verità, tra reticenze e depistaggi; Corrado Formigli e l’attivista e scrittore Karim Franceschi nell’incontro ‘Storia di un italiano che ha difeso Kobane dall’Isis’; il fondatore de Il Foglio Giuliano Ferrara e il direttore di MicroMega Paolo Flores d'Arcais a confronto sulla “nostra identità”; Alessandro Gassman autore del documentario Torn – Strappati, realizzato in collaborazione con UNHCR Italia (che sarà proiettato al festival), in un incontro sull'arte e il giornalismo in tempo di guerra. Si parlerà di radio, informazione, intrattenimento con Giuseppe Cruciani e Platinette; di musica, social e attivismo insieme al repper Fedez, e di ‘Come sopravvivere all’hype’ con le storie del cantautore Calcutta e di Niccolò Contessa produttore discografico e leader del gruppo I Cani, intervistati da Francesco Raiola capo area Musica a Fanpage.it e da Luca Valtorta La Repubblica.

Torna Diego Bianchi, in arte Zoro, con Gazebo Live! insieme alla sua originale 'compagnia di giro' e si parlerà di sport e soccer telling con Fabio Caressa condirettore Sky Sport e l’ex calcatore Beppe Bergomi a 10 anni da quell’ “Andiamo a Berlino!” che ha fatto di loro una delle coppie più celebri del commento calcistico in tv.

Tra le presentazioni di libri: Cosa è successo quando ho “hackerato” il mio cancro al cervello, la storia di Salvatore Iaconesi e del progetto open source “La Cura”, un libro che potrebbe cambiare il nostro punto di vista sulle malattie e su come affrontarle; Giovanni Floris presenta il suo nuovo lavoro “La prima regola degli Shardana”; Andrei Soldatov e Irina Borogangli presentano il loro “The Red Web”, uno studio eccezionale sugli attacchi alla libertà di Internet e di espressione in Russia; ospite del festival anche il giornalista e scrittore Evgeny Morozov, autore del libro “Silicon Valley: i signori del silicio”, in conversazione con il giornalista Fabio Chiusi.

Il festival offre anche quest’anno moltissimi workshop, tutti gratuiti, per permettere ai partecipanti di affinare le proprie competenze di diverse aree. Tra i 75 in programma, previsti anche dei workshop formativi tenuti da Google e Twitter con Elisabetta Tola media training specialist per l’Italia di Google News Lab e Livia Iacolare Manager of Media Partnerships di Twitter Italia. Da segnalare: Le ‘quattro C’ dell'uso di contenuti presi dai social: Copyright, Control, Credit e Cash! il workshop con Adam Rendle dello studio legale Taylor Wessing e Jenni Sargent direttrice First Draft News; Giornalismo, attivismo e diritti umani con Antonella Napolitano direttore comunicazione CILD e Lina Srivastava cofondatrice Regarding Humanity; La cybersicurezza e terrorismo (categoria hackers' corner) con Antonio Mauro dell’Osservatorio per la Sicurezza Nazionale; La diffamazione online, satira, parodia (categoria law&order) con l’avvocato Marcello Bergonzi Perrone; Tool per raccogliere, pulire e analizzare i dati (categoria data journalism) con Gianluca De Martino e Andrea Nelson Mauro di Dataninja.

Molti i film e documentari, tra i quali #ThisIsACoup: come l’Unione Europa ha distrutto il primo governo Tsipras di Theopi Skarlatos e Paul Mason, serie/documentario in quattro parti che esamina la vita ai tempi dell’austerità in Grecia, il confronto con l’UE, e il tumulto emozionale che accompagnava il cambiamento politico; la proiezione in anteprima italiana di Transparent (seconda stagione) e The Man in the High Castle, due serie televisive prodotte da Amazon Studios, presentate a IJF da Roy Price Senior Vice President di Amazon Studios. E ancora The Internet’s Own Boy: la storia di Aaron Swartz diretto da Brian Knappenberger, racconta la storia affascinante e tragica di una delle menti più brillanti della cultura digitale degli ultimi tempi. Nel trentennale del disastro di Chernobyl, arriva in anteprima al festival Il complotto di Chernobyl, il film di Chad Gracia vincitore del Gran Premio della Giuria a Sundance 2015; ci sarà anche Greenpeace. How to change the world il pluripremiato film documentario sulle origini e la storia di Greenpeace.

Tra i numerose presentazioni: The Coral Project - lavorare con la community per un giornalismo migliore, Greg Barber The Washington Post e Marc Lavallee The New York Times racconteranno il progetto che sta creando strumenti open source per editori di qualsiasi grandezza; Matt Waite fondatore Drone Journalism Lab spiegherà ai giornalisti come utilizzare al meglio i droni evitando i pericoli connessi.

In diretta da Perugia Luca Bottura con Lateral - Radio Capital e con la trasmissione 42 il nuovo gioco sull’attualità condotta insieme a Enrico Bertolino; Eta Beta, il programma quotidiano di Radio 1, ideato e condotto da Massimo Cerofolini e, per il secondo anno consecutivo, Voci del Mattino - Radio1, con Paolo Salerno. (Federica Pignataro, inviata per Italia News)


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Il Festival tra profughi e terrorismo. L'edizione 2016 si apre all'insegna di un giornalismo "embedded"
Le tematiche sono forti e metteranno a dura prova gli speaker che saranno sommersi da mille domande

PERUGIA (Italy) - Dove sta andando il giornalismo? L'edizione 2016 del Festival Internazionale se lo chiederà attraverso le mille domande che il mondo dei media proporrà ai tantissimi Speaker che nelle giornate di Perugia affolleranno i siti dell'evento. Una cosa è certa, il terzo millennio proporrà sempre più web journalism e inviati che in gergo si riconoscono nella magica parola "Embedded". Figure che dovranno confrontarsi sempre più con culture ben diverse da quelle occidentali. Ecco, la sfida mediatica del terzo millennio si giocherà sui campi di battaglia che però ci abitueremo a vedere nelle nostre piazze anzichè in steppe e deserti.


Il pubblico e gli speaker in arrivo da tutto il mondo saranno impegnati ad affrontare temi che riguardano strettamente la riflessione giornalistica, ma anche questioni che ci vengono dell’attualità e che riguardano tutti i cittadini: come la crisi dei migranti, le guerre, il terrorismo, la rinascita dei nazionalismi, l’Europa in crisi e le nuove sfide della democrazia, la privacy e la sorveglianza di massa, la libertà di espressione e la lotta contro la censura, o il ruolo delle organizzazioni non governative nel coprire territori di guerra.

In fondo il giornalismo è principalmente partecipazione e conversazione. E Perugia celebrarà proprio questo aspetto in occasione dell'edizione 2016, anno in cui il Festival Internazionale del Giornalismo compie 10 anni. La voglia di confrontarsi, il bisogno di raccontare storie, l’importanza fondamentale di condividere esperienze sono come sempre la cifra distintiva del Festival.

Come ogni anno arriveranno da tutto il mondo i volontari, 194 fra studenti, aspiranti giornalisti, fotografi provenienti 19 diversi paesi: Brasile, Bulgaria, Camerun, Egitto, Francia, Germania, Grecia, India, Iraq, Italia, Kenya, Lituania, Regno Unito, Russia, Slovenia, Spagna, Sri Lanka, Stati Uniti, Ungheria.

Per la prima volta il prestigioso Centro per il giornalismo digitale della Columbia Journalism School (Cjs) ha organizzato direttamente alcuni panel nell'ambito del festival. Previsto a Perugia anche un incontro con il collettivo che ha lanciato la campagna d'informazione "Raqqa is Being Slaughtered Silently" (Rbss), raccontando la Siria nelle mani dell'Isis. Oltre 80 invece i dibattiti con temi come il trauma dei giornalisti che lavorano con video e immagini cruente, il dopo Snowden, la censura in Turchia e la guerra silenziosa nello Yemen. E poi ancora workshop, presentazioni, spettacoli-incontri a teatro (Marco Travaglio, Diego Bianchi, Beppe Severgnini, Fedez), film e documentari, presentazioni di libri e dirette radiofoniche da Perugia.

Quattro i talk di 16 minuti affidati a personalità del mondo dei media molto diverse tra loro, che porteranno al festival le loro storie, le loro esperienze, le loro riflessioni. Quattro incontri sul mondo del giornalismo che cambia e sulla battaglia per la democrazia e la libertà di informazione. Per la prima volta il prestigioso Centro per il giornalismo digitale della CJS ha organizzato direttamente alcuni panel discussion nell’ambito del Festival.


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Sono stati 110 i giornalisti uccisi nel 2015. Due terzi morti in zone di pace
È quanto emerge dall’ultimo reporter dell’organizzazione Reporters senza frontiere. 67 sono stati eliminati mentre stavano svolgendo il loro lavoro. Quelli attualmente in ostaggio sono 54 e in prigione 154

PERUGIA (Italy) - Nel 2015 i giornalisti che hanno perso la vita sono stati 110. Molti di essi, in controtendenza rispetto agli anni passati, non sono morti in zone di guerra ma in Paesi formalmente privi di conflitti. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'organizzazione "Reporter senza frontiere". "Due terzi sono morti in paesi 'in pace'", dice il segretario generale di Rsf Christophe Deloire, che ritiene "assolutamente essenziale" la creazione di un meccanismo specifico di protezione dei giornalisti. Dei 110 uccisi, 67 sono stati eliminati mentre stavano svolgendo il loro lavoro mentre 43 hanno perso la vita in circosctanze avvolte dal mistero.


I Paesi più a rischio sono noti: Iraq (11 morti) e Siria (10) seguita dallo Yemen (10 morti) dove è in corso una guerra civile tra suniiti sostenuti da Riad e ribelli sciiti Houthi appoggiati dall'Iran. Ma c'è anche la Francia con le 8 vittime dell'attacco al settimanale satirco 'Charlie Hebdo' il 7 gennaio 2015. Seguono l'India con 9 morti e il Sud Sudan (7 vittime). Il Messico risulta essere uno dei Paesi più pericolosi al mondo per chiunque, civili inclusi, dove i narcos controllano intere aree del Paese. Lì i giornalisti morti sono stati 8, nelle Filippine 7, così come in Honduras. Rapiti, ostaggi, detenuti Oltre al bilancio delle vittime nel 2015 tra i giornalisti, è altissimo il numero di reporter rapiti e tenuti in ostaggio: 54, ed ancora più alto il numero di quelli in prigione per aver svolto il loro lavoro: 154. Tra i 54 rapiti, 26 sono tenuti in ostaggio in Siria, 13 in Yemen, 10 in Iraq e 5 in Libia. I detenuti sono in gran parte in Cina (23 giornalisti in prigione), con la recente espulsione di un reporter del settimanale francese Nouvelle Observateur, seguita dall'Egitto (22), 18 in Iraq, 15 in Eritrea, 9 nella Turchia del presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha fatto arrestare giornalisti e chiudere testate. Altri 69 gironalisti sono in carceri nel resto del mondo.

Nel 2015 due terzi dei giornalisti sono stati eliminati in Paesi in pace", afferma il rapporto di Reporter senza Frontiere. Il terrorismo dell'ISIS è responsabile della strage di giornalisti a Parigi:

Photo: The coffin of Charlie Hebdo cartoonist Bernard "Tignous" Verlhac is carried out of the town hall of Montreuil, near Paris, during his funeral on January 15, 2015. Gunmen opened fire in the Paris offices of Charlie Hebdo on January, killing 12 people including (from left) deputy chief editor Bernard Maris and cartoonists Georges Wolinski, Jean Cabut, aka Cabu, Charb, Tignous, Honore (Philippe Honore) and Michel Renaud.

Nel 2014 due terzi dei giornalisti uccisi svolgevano il loro lavoro in zone di guerra. Nel 2015 è accaduto l'opposto: "due terzi sono stati eliminati in Paesi in pace", afferma il rapporto di Reporter senza Frontiere, che vuole che venga nominato "un rappresentante speicale del segretario generale dell'Onu per proteggere i reporter".

I Paesi più a rischio restano i soliti con alcun sorprese: Iraq (11 morti), Siria (10), terza e triste new entry la Francia con le 8 vittime, uccise nell’attacco al settimanale satirco `Charlie Hebdo´ il 7 gennaio scorso, seguita dallo Yemen (10 morti) dove è in corso una guerra civile per procura tra suniiti sostenuti da Riad e ribelli sciiti Houthi appoggiati dall’Iran; Sud Sudan (7 vittime), India (9 morti), Messico, uno dei Paesi più pericolosi al mondo per chiounque, civili inclusi, dove i narcos controllano intere aree del Paese, (8 morti), Filippine (7) così come l’Honduras.

Oltre al bilancio delle vittime pagato nel 2015 dai giornalisti è altissimo il numero di reporter rapiti e tenuti in ostaggio (54) ed ancora più alto quello di quelli in prigione per aver svolto il loro lavoro: 154. Tra i 54 rapiti, 26 sono tenuti in ostaggio in Siria, 13 in Ymene, 10 in Iraq e 5 in Libia. Tra i ben 153 detenuti la non ambita palma spetta alla Cina (23 giornalisti in prigione), seguita dall’Egitto (22), 18 in Iraq, 15 in Eritrea, 9 nella Turchia del neo-sultano dalle ambizioni ottomane, il presidente Recep Tayyip Erdogan che non tollera la libertà di stampa e l’ha dimostrato spesso facendo arrestate giornalisti e chiudere testate. Gli altri 69 collegi in carcere sono detenuti nel resto del mondo.


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Tutto pronto per il Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia 2016
Nel capoluogo umbro dal 6 al 10 aprile giungeranno 500 speaker da tutto il mondo
Italia News partecipa con una propria inviata che seguirà i più importanti eventi in programma

PERUGIA (Italy) - Torna a Perugia dal 6 al 10 aprile 2016 il Festival Internazionale del Giornalismo. Come sempre il centro storico del capoluogo umbro farà da sfondo agli oltre 200 eventi tra incontri-dibattito, interviste, presentazioni di libri, workshop e serate teatrali in programma per la decima edizione della kermesse. Più di 500 gli speaker, provenienti da ogni parte del mondo, che discuteranno di giornalismo, di attualità e di problemi dell’informazione. La presentazione dell'evento si terrà lunedì 7 marzo alle ore 11 presso la Sala Raffello dell'hotel Brufani. Il successo della scorsa edizione 2015 è stato decretato da 60mila presenze..


Per il secondo anno consecutivo Amazon presenta il concorso di scrittura della scholarship del Festival Internazionale del Giornalismo. Gli studenti provenienti da tutta Europa, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, si sfideranno nello scrivere un saggio di massimo 1000 parole sul tema 'Il giornalismo nell’era digitale'. I cinque saggi vincitori verranno pubblicati su La Stampa, DWDL.de e El Pais durante la settimana dell'evento e riceveranno il rimborso di tutti i costi di trasporto e alloggio per assistere al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

L’edizione 2015 ha registrato un aumento di presenze rispetto allo scorso anno (tra le 55-65mila le cifre stimate). Sono stati 279 gli eventi, tra incontri-dibattito, interviste, premiazioni, presentazioni di libri, case history, startup e nuove realtà e tendenze editoriali - in 17 sale dislocate nel centro storico del capoluogo umbro. Gli eventi più seguiti in diretta sono stati il panel con Edward Snowden (venerdì 17) e l’incontro con Chef Rubio e Zerocalcare (sabato 18), entrambi con circa 3.500 visualizzazioni tra live e on demand. Il festival su Twitter L'hashtag #ijf15 ha prodotto circa 56mila tweet dal 15 al 19 aprile, provenienti da circa 11200 utenti diversi (e da 5 continenti) ed oltre 500mila retweets, con un picco di 74 tweet per minuto. L'hashtag #ijf15 è rimasto tra i trending topics per tutti 5 i giorni, entrando anche nelle tendenze di Svizzera e Canada. Il tweet più condiviso è stato il "meme" con la citazione tratta dall’evento speciale di Edward Snowden, che ha raggiunto circa 34mila impressions, più di 210 retweet, ed è stato embeddato più di 120 volte. Durante il keynote speech di Jeff Jarvis, sabato 18 aprile, l’hashtag #ijf15 ha registrato un picco di 1500 tweet in 30 minuti.


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Emirates si espande e con Panama City offrirà il volo no-stop più lungo della storia aerea: 17 ore e mezza. Il colosso aereo medio orientale aggiunge nuove destinazioni al suo già ricchissimo "global router". (Continua...)