www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

International Day for the Elimination of Violence against Women
Il 25 novembre nel mondo al grido di: fermare la violenza sulle donne a tutti i costi

ROMA (Italy) - Sono 6 milioni e 788 mila le donne dai sedici ai settant’anni che hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale e il 16% delle donne Italiane ha subìto stalking; ogni sette secondi nel mondo si sposa una ragazzina di quindici anni: non solo numeri ma vite di donne violate. Il 25 novembre “non una di meno” a sostegno delle donne vittime di violenze.


Fermatevi. Qualsiasi cosa stiate facendo adesso, fermatevi. Per un secondo, basta anche solo quello, sollevate lo sguardo, smettete di leggere, e tendete l’orecchio, un po’ oltre il posto dove vi trovate. Probabilmente non sentirete nulla fuorché quei rumori che vi sono familiari, nulla di stano insomma: né pianti, né lamenti, né urla; eppure ogni due secondi, nel mondo, una donna subisce una qualche forma di violenza (psicologica, fisica, sessuale), sopportando privazione o violazione di diritti. Nella maggior parte dei casi non ci sarà nessuno che, neanche per un secondo, quell’importante secondo, si fermerà ad ascoltare una richiesta d’aiuto, che anche in questo istante, qualche donna lontana o vicinissima a voi sta lanciando.

Sono 6 milioni e 788 mila (cioè il 31,5% delle donne tra i sedici e i settant’anni) le donne che hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale; il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale (di cui il 10,6 % in età inferiore ai sedici anni), e sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri; lo ha detto l’Istat in un indagine statistica condotta a giugno dello scorso anno. Secondo la stessa indagine inoltre 3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita; tra queste, 1 milione 524 mila l'ha subìto dall'ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall'ex partner, nonostante il decreto legge, che in Italia risale al 23 febbraio 2009, che tratta di “Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonché in tema di atti persecutori”, e che punisce anche con la reclusione da quattro mesi a sei anni. E con i quasi 120 femminicidi dall’inizio di quest’anno ad oggi, più di 152 nel 2015 e più di 120 nel 2014, l’Italia è collocata al diciottesimo posto tra tutte le nazioni europee, nella triste graduatoria degli atti violent che hanno per vittime le donne.

I primi posti, secondo l’indagine statistica condotta dalla Comunità Europea nel 2014, spettano rispettivamente alla Danimarca e alla Finlandia. In Italia, oggi ci sono 130 centri antiviolenza, distribuiti quasi in ogni regione, che quotidianamente sostengono le donne nel complicato percorso sia prima che dopo la denuncia della violenza subita, accompagnandole verso maggiore autostima, maggiore coraggio, maggiore rispetto per se stesse, e numerose sono anche le campagne antiviolenza. La condizione della donna in Medio Oriente è ancora più critica come dimostrato dalle inchieste condotte dalla ONG “Save the children” sulle condizioni di vita delle minori, spesso spose bambine e mamme adolescenti a cui è stato violato il diritto all’infanzia, allo studio, alla crescita sana; Helle Thorning-Schmidt, direttore generale di Save the Children International ha affermato: "I matrimoni in età minorile rappresentano l'inizio di un ciclo di ostacoli e svantaggi che negano alle ragazze i loro diritti fondamentali, tra cui i diritti alla salute e all'istruzione, e impediscono loro di vivere la propria infanzia, di realizzare i propri sogni e di costruirsi un futuro ricco di opportunità”, aggiungendo che le bambine e le ragazze che si sposano troppo presto sono spesso costrette ad abbandonare la scuola e rischiano violenze domestiche, abusi e stupri, e conseguenti gravidanze precoci. Secondo “ Every Last Girl: Free to live, free to learn, free from harm” ogni sette secondi, nel mondo, una ragazza con meno di quindici anni si sposa, spesso con un uomo molto più grande di lei. E nonostante le condanne dell’Onu e della comunità internazionale, fino a pochi giorni fa, circolava in Turchia una proposta di legge che permettesse allo stupratore di non essere punito per la violenza commessa, sposando la vittima del misfatto.

Anche la fondazione “Terre des Hommes” ha denunciato un dato allarmante: 44 milioni di bambine al di sotto dei quattordici anni hanno subito mutilazioni genitali, altra pratica aberrante e umiliante per la bambina e per la donna che sarà, e l’incidenza più elevata si riscontra in Gambia, in Mauritania e Indonesia, dove circa la metà delle bambine con meno di 11 anni ha subito questa pratica. La capitale mondiale delle mutilazioni genitali femminili, secondo il rapporto, è l’Egitto con circa 27 milioni vittime stimate e l’Etiopia, con 23,8 milioni di vittime.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha istituito nel 1999 la giornata antiviolenza che ricorre ogni anno il 25 novembre, in ricordo delle tre sorelle Mirabal che lottarono contro il regime dittatoriale della Repubblica Dominicana; lo slogan di quest’anno è “Non una di meno”. Ci sono però alcune nazioni nel mondo in cui oggi, 25 novembre, nessuno leggerà o scriverà di questo, semplicemente perché nessuno marcerà, nessuno reciterà uno motto, né qualcuno mostrerà un foulard rosa o si prenderà un secondo per ascoltare. È proprio per chi non è ascoltato, per chi non ascolta, per tutte quelle donne che non ci sono più perché uccise da uomini violenti, per quelle donne ferite e violate nel fisico e nei sentimenti, per le donne che hanno avuto il coraggio di denunciare e anche per quelle che lo stanno cercando, per chi oggi come tutti i giorni resterà in silenzio, per chi oggi invece troverà la forza di alzerà la voce, per tutti quei volti e quelle storie che i numeri sopra elencati descrivono e raccontano. Oggi si combatte per tutte queste donne, anche fermandosi per un secondo ad ascoltare; e questa volta tutte insieme, per salvare tutte. Non una di meno. (Anita Ricco)


Riproduzione non consentita ©
 



 

www.italianews.org - Comunicazione e giornalismo

La "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne"
I dati sono allarmanti, una donna su tre in Europa ha subito una qualche forma di violenza, fisica, sessuale, psicologica, economica, stalking e sopratutto tra le adolescenti che ricevono minacce e intimidazioni

ROMA (Italy) - Nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, avremmo voluto raccontare di un anno italiano senza femminicidi. Purtroppo non ci riusciamo. Nel 2016 contiamo ad oggi 107 uccise da mariti, fidanzati, amanti e genitori... Secondo i dati dell’Oms, si stima che in Italia siano 6.743.000 le donne tra i 16 e i 70 anni che sono vittime di abusi fisici o sessuali e circa un milione quelle che hanno subito stupri o tentati stupri. Altrettanto allarmante è il dato secondo cui il 33.9% di coloro che subiscono violenza per mano del proprio compagno e il 24% di quante l'hanno subita da un conoscente o da un estraneo non ne parla.


Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Questo il "bollettino di guerra rosa" in Italia: 128 lo scorso anno, 152 nel 2014, 179 nel 2013, 124 nel 2012, 139 nel 2011, 127 nel 2010, 119 nel 2009, 112 nel 2008, 107 nel 2007 e 101 nel 2006. Sono le donne che hanno perso la vita nel bel paese a causa delle violenze subite. Nella quasi totalità dei casi, purtroppo, le violenze non sono denunciate: il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% da un non partner e il 93% di quelle da partner. Lo stesso nel caso degli stupri (91,6%).

La giornata mondiale contro la violenza sulle donne si celebra il 25 novembre, data decisa dalle partecipanti all'Incontro femminista latinoamericano e dei Carabi tenutosi a Bogotà nel 1981, per renderere omaggio alle sorelle Mirabal, tre dissidenti politiche della Repubblica Dominicana, brutalmente assassinate il 25 novembre 1960 per ordine dell’allora dittatore Trujillo.

Femminicidio, una corretta prevenzione parte dall’educazione e, dunque, dalla famiglia. La Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, individuata nel 25 novembre dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite (la decisione risale al 1999), è purtroppo di grande attualità. Nei primi dieci mesi di quest’anno ben 106 sono state le donne assassinate ed erano mature, giovani, adolescenti e anche bambine. Una "mattanza" senza fine. Dobbiamo lavorare sulla prevenzione familiare e scolastica, spiegare, far capire perché nella mente di un uomo scatta a un certo punto l’idea che la donna sia una sua proprietà, e quindi non può lasciarlo, andarsene, o semplicemente decidere di non amarlo più.

Il mio essere donna! Si parla spesso delle violenze fisiche che molte donne, ahimè, subiscono in famiglia. Vorrei dare voce, per un attimo, ad un tipo di violenza di cui non si parla; quella psicologica, quella che non puoi raccontare se non ad esperti di psicologia o psichiatria, perchè invisibile ad altri occhi. Non da lividi al corpo ma può distruggere l'anima e, fidatevi, anche il corpo; è una violenza fatta di pressioni psicologiche, costanti e incalzanti e, più durano più minano. Ci sono uomini alla continua ricerca del potere, mai sazi, sempre pronti a esercitarlo e ad annientare chiunque provi ad ostacolarli.

La prima vittima è la loro compagna che, docilmente, prova a seguirli e a fargli spazio, in nome della famiglia in cui crede fortemente, ma da sola. Spesso sono travestiti di falsa integrità, perbenismo, falsa mitezza, tanta competenza nel proprio lavoro, insomma "uomini di successo" come si dice oggi... fortemente incapaci di amare o di mostrare debolezze. Scalano il potere chiedendo sempre più rinunce alla propria compagna, prima sul lavoro, poi sugli affetti, sugli amici, sugli interessi personali... fino a ridurla a un mucchio di "nulla". Come? Denigrando ogni sua singola azione e facendola sentire perennemente in colpa per ogni cosa che non lo riguardi; persino l'educazione dei figli, amati più di se stessa, viene tacciata come incapacità.

La loro donna ideale è senza parole e senza anima
come il robot Caterina di Alberto Sordi nel film "Io e Caterina" lo ricordate? Salvi ovviamente i loro vizi tutti rigorosamente nascosti! Ma il robot ad un certo punto si accorge di averla un'anima e che non è "un accidente", è stata solo ingabbiata da quello che in realtà è "dr. Jekyll-Mr. Hyde". A questo punto, dolorosamente, il punto va messo con una scelta forte, che al momento sembra distruttiva. La dignità va recuperata aprendo quella gabbia e scappando via, seppure sole e con le ali spezzate. Occorre farlo pur sapendo di pagare un altissimo prezzo, materiale e morale, fatto di lunghissime lotte. Ma bisogna pensare all'esempio che si vuole dare ai propri figli, all'amore e alla dignità da trasmettergli. Soprattutto comprendere che se non riconosci prima tu il tuo valore nessun altro lo farà! E allora costi quello che costi, il taglio va fatto! Il percorso dopo è imparare a nutrirsi anima e corpo, piano, provando nuove strade e, laddove ci sono cadute, correggere il tiro; masticando e digerendo, di volta in volta ci si riscopre a sorridere delle piccole vittorie e a piangere per qualche caduta. Ma volete mettere l'immagine che rimanda lo specchio quando vi dice: Viva finalmente! Ferita ma non affondata perchè hai imparato a dire di no! (vi rimando volentieri la canzone di Giorgia "E' l'amore che conta", mi rappresenta totalmente e...aggiungerei per se stesse!) Ricordiamocelo donne, amiamo prima di tutto noi stesse e se potete non aspettate troppo; osate affinchè le ferite del disamore non facciano, poi, fatica a rimarginarsi!
(R. testimonianza esclusiva)

Riproduzione non consentita ©



Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)