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I vitalizi parlamentari terreno di scontro tra i professionisti della politica italiana
Oggi la proposta di taglio è passata alla Camera con il voto di M5S, Lega, Fdi e Sinistra

ROMA (Italy) - La Camera ha approvato con 348 sì, 17 no e 28 astenuti la proposta di legge Richetti "in materia di abolizione dei vitalizi e nuova disciplina dei trattamenti pensionistici dei membri del Parlamento e dei consiglieri regionali". A votare a favore sono stati il Pd, M5S, Lega, Fdi, Sinistra italiana e Scelta civica. Voto contrario da Ap, mentre Mdp si è astenuto. Forza Italia, infine, non ha partecipato al voto, restando in Aula. In giornata, la Camera ha detto no all'emendamento a firma di Luigi Di Maio, per introdurre la legge Fornero per tutti i parlamentari, non solo dalla prossima legislatura.


La legge, nella sua filosofia, prevede l'addio ai vitalizi dei parlamentari, con l'arrivo anche per deputati e senatori del sistema previdenziale contributivo, vigente per i dipendenti pubblici. Un sistema interamente contributivo, che sarà applicato non solo ai parlamentari in carica, ma anche a quelli che - terminato il mandato - percepiscono gli assegni vitalizi. Quanto si risparmierebbe?

Con le nuove norme la spesa per i vitalizi si ridurrebbe del 40%. "I vitalizi dei parlamentari sono quasi il doppio di quanto sarebbe giustificato alla luce dei contributi versati'', spiegò nel maggio scorso Tito Boeri, in audizione nella commissione Affari costituzionali della Camera. Il risparmio, osservò il presidente dell'Inps, sarebbe "in grado di contribuire in modo significativo alla riduzione della spesa pubblica o al finanziamento di programmi sociali''.

Portando le prestazioni parlamentari ai valori normali infatti la spesa scenderebbe a 118 milioni, con un risparmio, dunque, di circa 76 milioni di euro all'anno (760 milioni nei prossimi 10 anni). Nel dettaglio, con l'applicazione del sistema contributivo il vitalizio parlamentare minimo passerebbe da 26.379 euro a 2.487 euro, mentre quello medio scenderebbe da 56.830 euro a 33.568 euro. I tagli interesserebbero il 96% dei casi.

La legge prevede inoltre che il parlamentare, per avere diritto alla pensione, dovrà avere esercitato il mandato per almeno 5 anni, mentre la pensione si potrà ricevere a partire dal compimento dei 65 anni di età.

Infine è prevista la costituzione, presso l'Inps, di una apposita sezione per la gestione separata dei fondi destinati al trattamento previdenziale dei parlamentari, norma quest'ultima che - bocciata dalla Commissione Bilancio - potrebbe palesare un rischio di incostituzionalità.


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Blitz anti-vitalizi, 42 deputati M5S puniti dalla Camera dei Deputati: sospensioni fino a 27 giorni
Lo scandalo dei deputati sospesi indigna i 9 milioni di elettori pentastellati

ROMA (Italy) - 42 deputati sanzionati, con punizioni che vanno dai 5 ai 15 giorni di sospensione. E' il bollettino diramato dall'Ufficio di Presidenza di Montecitorio, che ha deciso di 'stangare' i parlamentari M5S che lo scorso 22 marzo hanno dato vita alla protesta anti-vitalizi sia in Aula durante il question time sia all'esterno dell'Ufficio. Gli episodi contestati ai grillini sono due: la protesta con tanto di cartelli che ha avuto luogo in Aula, in diretta tv, durante il question time e il tentativo di irruzione nell'Ufficio di Presidenza, mentre si votava la proposta dell'esponente dem Marina Sereni sui vitalizi a scapito di quella targata M5S.


La pena massima (15 giorni di sospensione) è toccata ai 19 parlamentari che hanno tentato di forzare il cordone formato dagli assistenti parlamentari (4 dei quali hanno dovuto fare ricorso a cure mediche). Tra i grillini colpiti da questo provvedimento figurano Alessandro Di Battista, Giorgio Sorial e Danilo Toninelli. Un "fatto senza precedenti", spiegano i membri dell'Ufficio, che rappresenta "un serio attentato al confronto e allo svolgimento delle funzioni istituzionali", reso ancor più grave "dalle modalità aggressive" con cui è stata condotta la protesta. Ai 17 deputati che si sono radunati in corridoio all'esterno dell'Ufficio - tra cui Vincenzo Caso, Fabiana Dadone, Giulia Grillo e Sergio Battelli - sono stati comminati 5 giorni di sospensione.

Per quanto riguarda la protesta in Aula, a 29 deputati sono stati dati 10 giorni di stop, mentre per i 4 pentastellati che si sono avvicinati ai banchi della Presidenza esponendo i cartelli #SiTengonoIlVitalizio la pena sale a 12 giorni. Complessivamente il numero dei sanzionati ammonta a 42 parlamentari, alcuni dei quali hanno ricevuto una doppia punizione per un totale di 27 giorni (si tratterebbe di Giorgio Sorial, Gianluca Vacca e Giuseppe L'Abbate). Le sanzioni - votate da tutti i membri dell'Ufficio di Presidenza a eccezione del 5 Stelle Riccardo Fraccaro - non partiranno in contemporanea, ma sono state suddivise in tre gruppi da 14 parlamentari: la prima 'tranche' scatterà il 6 aprile, la seconda il 17 maggio e la terza il 22 giugno, in modo da non compromettere la presenza in Aula dei 5 Stelle durante la discussione sul biotestamento.

Proteste in piazza Montecitorio da parte dei parlamentari 5 stelle - "Non vediamo l'ora che la proposta Richetti arrivi in Aula perché la voteremo tranquillamente, senza alcun problema". Lo ha detto ai giornalisti Alessandro Di Battista, deputato M5S, protestando in Piazza Montecitorio contro le sanzioni inflitte ai parlamentari grillini dall'Ufficio di Presidenza per il 'blitz' anti-vitalizi dello scorso 22 marzo.

Il 15 settembre i 'vitalizi' scatteranno per tutti, anche per i parlamentari 5 Stelle, ma "noi stiamo lavorando per fare in modo che passi la nostra proposta, perché è qualcosa di indecente. Poi rifletteremo su cosa fare anche come forza politica". "Ricordate - ha detto ai cronisti il pentastellato - che il Movimento 5 Stelle non ha atteso una legge per tagliarsi gli stipendi, non ha atteso una legge per abolire il proprio finanziamento pubblico. Per noi questa battaglia è importante, non solo perché è una battaglia di giustizia sociale, ma anche per togliere a tutti i parlamentari la scusa di attendere il 15 settembre per poter votare".

"Giachetti fa gli scioperi della fame per le leggi elettorali", attacca Di Battista, "e poi quando si tratta di applicare un principio normale, ovvero la legge Fornero per i parlamentari attualmente in carica, vota in maniera contraria". "Anche lui si abbassa a un livello osceno di propaganda quando tagliano qualche spicciolo di vitalizio: buffonate per ottenere qualche titolo e andare in giro a far credere ai cittadini che si sono occupati di vitalizi. Sono veramente ipocriti". Adnkronos


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In Parlamento la proposta del Movimento 5 stelle per dimezzare gli stipendi dei politici
Si prevede battaglia alla Camera sui compensi proposti dai pentastellati: 5.000 euro al mese anzichè 11mila

ROMA (Italy) - Costi della politica e stipendi dei parlamentari. Si preannuncia una settimana infuocata alla Camera. Nel pomeriggio di oggi, infatti, l'aula di Montecitorio avvia l'esame della proposta di legge del M5S sul "trattamento economico e previdenziale spettante ai membri del Parlamento" che tende a quasi dimezzare gli emolumenti dei politici eletti. La proposta Lombardi chiede di fissare un ammontare fisso per l’indennità parlamentare, pari a 5.000 euro al mese al lordo delle imposte per dodici mensilità, in pratica circa la metà al netto, con adeguamento ogni anno in base all'indice Istat.


Si inizierà nel pomeriggio con la discussione generale, quindi martedì si potrebbe avere una prima votazione su un eventuale ritorno del provvedimento in commissione, sostenuto da un vasto schieramento di forze politiche. Un'ipotesi destinata ad accendere gli animi, con lo stesso Beppe Grillo che potrebbe essere presente sulle tribune dell'emiciclo per assistere al dibattito, insieme ai simpatizzanti del Movimento disposti a raccogliere l'invito formulato dal leader via web ad assistere alla seduta.

La proposta Lombardi chiede di fissare un ammontare fisso per l’indennità parlamentare, pari a 5.000 euro al mese al lordo delle imposte per dodici mensilità, in pratica circa la metà al netto, con adeguamento ogni anno in base all'indice Istat. Inoltre viene aggiunto un rimborso delle spese di soggiorno e di viaggio, entro un limite massimo di 3.500 euro mensili, che va a sostituire l'attuale disciplina che prevede due voci separate per diaria e rimborsi. Per accedere a questi fondi occorre far riferimento all’estratto conto di una carta di credito emessa specificamente per questo scopo e le spese devono essere rese pubbliche attraverso la pubblicazione mensile sul sito internet della Camera di appartenenza. Del rimborso per il soggiorno ed il viaggio non possono beneficiare i parlamentari residenti a Roma.

Il Movimento cinque stelle propone poi di fissare per legge il rimborso delle spese per l’esercizio del mandato rappresentativo e per la retribuzione dei collaboratori, confermando gli attuali 3.690 euro mensili stabiliti fin qui dall'Ufficio di presidenza di Montecitorio. Infine la proposta di legge chiede di prevedere per i parlamentari un'indennità di fine mandato analoga al trattamento di fine rapporto dei lavoratori dipendenti; un adeguamento dei rispettivi trattamenti previdenziali; l'applicazione a deputati e senatori, per quanto compatibile, della disciplina relativa ai congedi di maternità, paternità e parentale. In questo modo un deputato o senatore arriverebbero quasi a dimezzare le spese a carico dei contribuenti taliani che sono, come da grafico, i più spendaccioni in termini di stipendi ai politici.

A decorrere dal 1° gennaio 2012, l'importo netto dell'indennità parlamentare, corrisposto per 12 mensilità, è pari a 5.246,54 euro, a cui devono poi essere sottratte le addizionali regionali e comunali, la cui misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato. Tenuto conto del valore medio di tali imposte addizionali, l'importo netto mensile dell'indennità parlamentare risulta pari a circa 5.000 euro. Tale misura netta è determinata sulla base dell'importo lordo di 10.435,00 euro, sul quale sono effettuate le dovute ritenute previdenziali (pensione e assegno di fine mandato), assistenziali (assistenza sanitaria integrativa) e fiscali (IRPEF e addizionali regionali e comunali). Per i deputati che svolgono un'altra attività lavorativa, l'importo netto dell'indennità ammonta a circa 4.750 euro, corrispondenti a 9.975,00 euro lordi. Dal 2007 è stata disposta, per 5 anni, la sospensione degli adeguamenti retributivi. Tale misura è stata successivamente prorogata fino a tutto il 2013. Per il triennio 2011-2013, l'indennità è stata di nuovo e ulteriormente ridotta nella misura del 10% per la parte eccedente i 90.000 euro, e del 20% per la parte eccedente i 150.000 euro lordi annui. Tale riduzione è raddoppiata per i parlamentari che svolgono un'attività lavorativa per la quale percepiscono un reddito uguale o superiore al 15% dell'indennità parlamentare. Una ulteriore riduzione dell'indennità è stata deliberata dall'Ufficio di Presidenza in data 30 gennaio 2012. Da ultimo, con successive deliberazioni, l'Ufficio di Presidenza ha disposto la proroga, fino a tutto il 2016, delle misure di riduzione dell'indennità parlamentare e di sospensione del suo adeguamento.

Diaria - Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. L'attuale misura mensile della diaria, a seguito della riduzione disposta dall'Ufficio di Presidenza nella riunione del 27 luglio 2010, è pari a 3.503,11 euro. Tale somma viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata. L'Ufficio di Presidenza, nelle riunioni del 25 ottobre 2011 e del 30 gennaio 2012, ha inoltre deliberato l'applicazione di una ulteriore decurtazione fino a 500 euro mensili in relazione alla percentuale di assenze dalle sedute delle Giunte, delle Commissioni permanenti e speciali, del Comitato per la legislazione, delle Commissioni bicamerali e d'inchiesta, nonché delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali.

Rimborso delle spese per l'esercizio del mandato - Nella riunione del 30 gennaio 2012, l'Ufficio di Presidenza ha istituito un "rimborso delle spese per l'esercizio del mandato" che sostituisce il contributo per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori. Tale rimborso, di importo complessivo invariato rispetto al precedente contributo, è pari a 3.690 euro (dopo la riduzione di 500 euro del luglio 2010) ed è corrisposto direttamente a ciascun deputato con le seguenti modalità: - per un importo fino a un massimo del 50% a titolo di rimborso per specifiche categorie di spese che devono essere attestate: collaboratori (sulla base di una dichiarazione di assolvimento degli obblighi previsti dalla legge, corredata da copia del contratto, con attestazione di conformità sottoscritta da un professionista); consulenze, ricerche; gestione dell'ufficio; utilizzo di reti pubbliche di consultazione di dati; convegni e sostegno delle attività politiche.
- per un importo pari al 50% forfetariamente.

Spese di trasporto e spese di viaggio - I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

Spese telefoniche - L'Ufficio di Presidenza ha ridotto a decorrere dal 1° aprile 2014, il rimborso forfetario delle spese telefoniche da 3.098,74 a 1.200 euro annui.

Assistenza sanitaria - Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.

Assegno di fine mandato - Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).

Pensione - Con deliberazioni del 14 dicembre 2011 e 30 gennaio 2012 l'Ufficio di Presidenza della Camera ha operato una profonda trasformazione del regime previdenziale dei deputati con il superamento dell'istituto dell'assegno vitalizio - vigente fin dalla prima legislatura del Parlamento repubblicano - e l'introduzione, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, di un trattamento pensionistico basato sul sistema di calcolo contributivo, sostanzialmente analogo a quello vigente per i pubblici dipendenti. Il nuovo sistema di calcolo contributivo si applica integralmente ai deputati eletti dopo il 1° gennaio 2012, mentre per i deputati in carica, nonché per i parlamentari già cessati dal mandato e successivamente rieletti, si applica un sistema pro rata, determinato dalla somma della quota di assegno vitalizio definitivamente maturato alla data del 31 dicembre 2011, e di una quota corrispondente all'incremento contributivo riferito agli ulteriori anni di mandato parlamentare esercitato. I deputati cessati dal mandato, indipendentemente dall'inizio del mandato medesimo, conseguono il diritto alla pensione al compimento dei 65 anni di età e a seguito dell'esercizio del mandato parlamentare per almeno 5 anni effettivi. Per ogni anno di mandato ulteriore, l'età richiesta per il conseguimento del diritto è diminuita di un anno, con il limite all'età di 60 anni. A tal fine, i deputati sono assoggettati d'ufficio al versamento di un contributo pari all'8,80 per cento dell'indennità parlamentare lorda. Lo stesso Regolamento prevede infine la sospensione del pagamento della pensione qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale, sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale, ovvero sia nominato componente del Governo nazionale, assessore regionale o titolare di incarico istituzionale per il quale la Costituzione o altra legge costituzionale prevede l'incompatibilità con il mandato parlamentare. La sospensione è inoltre prevista in caso di nomina ad incarico per il quale la legge ordinaria prevede l'incompatibilità con il mandato parlamentare, ove l'importo della relativa indennità sia superiore al 50 per cento dell'indennità parlamentare. Tale regime di sospensioni costituisce una deroga rispetto alla normativa generale, nell'ambito della quale le ipotesi di divieto di cumulo della pensione con altri redditi sono state ormai abolite. (Fonte Camera dei Deputati)

Parlamentari europei - A partire dal 1° luglio 2015 la retribuzione lorda mensile dei deputati a norma dello statuto unico è pari a 8 213,02 EUR. Tale retribuzione è corrisposta a carico del bilancio del Parlamento ed è soggetta a un'imposta dell'UE e a una serie di contributi assicurativi, al netto dei quali la retribuzione ammonta 6 400,04 EUR. Gli Stati membri possono inoltre assoggettare tale retribuzione alle imposte nazionali. La retribuzione di base è fissata al 38,5% della retribuzione di base di un giudice della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Indennità per spese generali - Per il 2015 l'importo mensile dell'indennità è fissato a 4 320 EUR. Questa indennità è destinata a coprire le spese sostenute nello Stato membro di elezione, ad esempio le spese di gestione dell'ufficio dei deputati, le spese di telefono e postali e i costi per l'acquisto, il funzionamento e la manutenzione di computer e di materiale telematico. L'indennità è dimezzata nel caso di deputati che, senza una debita motivazione, non partecipano alla metà delle sedute plenarie in un anno parlamentare (da settembre ad agosto).

Altre spese di viaggio - Nell'esercizio del loro mandato i deputati devono spesso spostarsi al di fuori o all'interno dello Stato membro di elezione per motivi diversi dalle riunioni ufficiali, ad esempio per assistere a conferenze o per effettuare visite di lavoro. A tale riguardo, per le attività al di fuori dello Stato membro di elezione i deputati possono beneficiare del rimborso delle spese di viaggio e di alloggio e delle spese connesse fino a concorrenza di un importo pari a 4.264 euro l'anno. Per le attività nello Stato membro di elezione vengono rimborsate unicamente le spese di viaggio, nei limiti di un massimale annuo stabilito per paese.

Indennità giornaliera - Il Parlamento versa un'indennità forfettaria di 306 EUR al giorno per coprire tutte le altre spese sostenute dai deputati nei periodi di attività parlamentare, a condizione che essi attestino la loro presenza apponendo la propria firma su uno dei registri di presenza ufficiali disponibili a tale fine. (Fonte Parlamento europeo)


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)