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La tratta delle giovani migranti portano in Italia anche migliaia di baby prostitute
Il fenomeno è in grave aumento mentre il Governo snobba le preoccupazioni delle associazioni umanitarie

ROMA (Italy) - Nei lunghi viaggi per raggiungere l’Europa poche sono le giovani migranti, in fuga da conflitti, dittature e miseria, che non abbiano subito abusi sessuali. Molte, allettate da false promesse, finiscono nel giro della prostituzione. Tante le ragazzine che arrivano incinte sulle nostre coste: 90mila minori stranieri non accompagnati. Si tratta di bambini e ragazzi in fuga da Afghanistan, Siria, Somalia, Eritrea, Iraq e tante altre nazioni in crisi. Le giovani nigeriane sono in gran parte vittime di soprusi per essere avviate alla prostituzione. Arrivano sui barconi partiti dalla Libia, mescolate tra i profughi in fuga dall’Eritrea, dalla Somalia, dal Sudan, dal Gambia.


Secondo il rapporto "Every Last Girl: free to live, free to learn, free from harm", lanciato oggi da Save the Children, il Niger è il posto peggiore al mondo dove essere una bambina o una ragazza, la Svezia il migliore. Altri due Paesi scandinavi, Finlandia e Norvegia, occupano il secondo e il terzo posto in classifica, mentre l'Italia si piazza in decima posizione, davanti a Spagna e Germania.

L'appello dell'IOM riguarda la tratta delle donne che dalla Nigeria arrivano nel Bel Paese. Stando infatti ai dati che il quotidiano britannico The Guardian ha pubblicato e che sono stati resi noti dall'IOM, nei primi sei mesi del 2016 circa 3600 donne nigeriane sono sbarcate sulle coste italiane (il doppio rispetto al 2015) e l'80% di loro sarà costretto a prostituirsi.

In base alle stime di Eurostat le bambine e le ragazze che hanno viaggiato sole per raggiungere l’Europa e sono state registrate al loro arrivo nel 2015 sono state 7.805. La Svezia è stato il paese più accogliente con oltre 35mila minori non accompagnati accolti nel 2015, le ragazze erano 2.847. In Italia, invece, nel corso del 2015 sono arrivate circa 130 bambine e ragazze sole. Complessivamente, nel nostro Paese, secondo i dati del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, sono circa 12mila i minori non accompagnati presenti nelle strutture di accoglienza (al 31 maggio 2016): le ragazze sono solo 59.981.

Secondo l'ultima indagine della commissione Affari sociali della Camera, le prostitute in Italia sono dalle 50mila alle 70mila. Almeno 25mila sarebbero immigrate, 2mila minorenni e più di 2mila le donne e le ragazze ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi. Il 65% delle prostitute lavora in strada, il 29,1% in albergo, il resto in case private. Il 94,2% di loro sono donne, il 5% transessuali e lo 0,8% travestiti.

Le giovani nigeriane sono in gran parte vittime di tratta: arrivano sui barconi partiti dalla Libia, mescolate tra i profughi in fuga dall’Eritrea, dalla Somalia, dal Sudan, dal Gambia. Ma per loro, il viaggio verso l’Europa non è una scelta: sono state messe sui barconi con la forza o con l’inganno, dopo settimane o mesi di viaggio nel deserto, per essere poi costrette a prostituirsi sulle strade di tutta Italia. In base ai dati del ministero dell’Interno, nel 2014 sono sbarcate nel nostro paese 1.454 donne nigeriane (erano state 433 nel 2013). Nel 2015 il loro numero è schizzato a 5.633 e nel corso dei primi 6 mesi del 2016 5.346, più del doppio rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (2.360).

Il dossier di Terre des Hommes mette in evidenza anche un altro aspetto violento nei paesi in guerra. In Iraq e Siria migliaia di donne e ragazze sono ridotte a schiave dei combattenti. I bambini e le bambine "prede di guerra" vengono rapiti o arruolati con la forza da eserciti regolari e gruppi ribelli. In altri casi, però, i più piccoli finiscono con l’imbracciare un fucile perché spinti dalla povertà, dall’esclusione sociale o dal desiderio di vendetta per le violenze subite dalla loro famiglia. Un’altra piaga che si è acutizzata con il conflitto è quella dei matrimoni precoci, che coinvolge moltissime ragazzine profughe siriane.


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