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Inverno & malattie articolari, con il freddo ritornano e si acuiscono i dolori
Sintomi, consigli e cure nelle parole dell'esperto dott. Egidio Gallo, ortopedico e direttore del Centro Fisiomed

ROMA (Italy) - Nei mesi invernali, il freddo e l’umidità mettono a dura prova il tronco vertebrale, gli arti inferiori e superiori, facendo peggiorare i dolori alle ossa e ai muscoli. E’ opinione diffusa che il freddo e/o l’umidità sono la causa del dolore muscolo-scheletrico ma in realtà è solamente una concausa che agendo su un terreno predisposto - una malattia - favorisce l’insorgenza di un’infiammazione. Poi, essendo svariate le malattie che sono stimolate dall’umidità e dal freddo, per conoscere la causa bisognerebbe eseguire una visita specialistica per una diagnosi e, di conseguenza, prescrivere una terapia adeguata.


Ne parliamo con il dott. Egidio Gallo, medico ortopedico e direttore del Centro Fisiomed di Mesagne (Brindisi). Dott. Gallo quali sono le più comuni affezioni che risentono dell'arrivo della stagione fredda? "Le patologie che maggiormente sono sensibili alle basse temperature sono i cosiddetti reumatismi: malattie acute e croniche che coinvolgono articolazioni cervicali, dorsali, lombosacrali, arti superiori e inferiori, ma anche muscoli, tendini e ossa di stessi distretti. Le patologie acute, in genere, sono disturbi passeggeri che insorgono in particolare, quando le persone usano, nei mesi freddi, un abbigliamento leggero, oppure, nei più giovani, quando dopo la palestra o piscina escono con capelli bagnati. Le patologie croniche, invece, sono quelle che durano a lungo, alternando periodi di più o meno benessere ad altri di pieno malessere. Tra le più conosciute abbiamo l’artrite, a carattere invalidante e l’artrosi, malattia cronica progressiva e irreversibile. La prima è dovuta ai nostri anticorpi (corpuscoli che servono a difenderci) che “impazziti” attaccano i nostri legamenti, muscoli, cartilagine fino a distruggerli e pertanto necessitano esclusivamente di terapia farmacologica (fans, cortisonici) per mantenere un certo benessere."

In percentuale, quale è la malattia più diffusa in termini reumatologici? "L’artrosi è la più comune patologia reumatica ed è la principale causa di disabilità dell’anziano, con notevoli costi economici e sociali. La malattia artrosica colpisce non solo la cartilagine articolare (ammortizzatore delle nostre articolazioni) ma coinvolge l’intera articolazione, inclusi, l’osso sotto-condrale, i legamenti, la membrana articolare e muscoli peri-articolari. Le sedi più colpite sono: colonna lombare 33%, segue la cervicale 30%, ginocchio 27%, anca 25%, con frequenze nettamente inferiori per le articolazioni di mani, piedi e colonna dorsale."

L’artrosi, a differenza delle altre patologie reumatiche, non è un’affezione infiammatoria ma degenerativa delle articolazioni, anche se a volte, possono associarsi quadri d’infiammazione. E’ necessaria dunque una buona anamnesi da parte del medico al fine di diagnosticare e poi impostare un’idonea terapia. Ciò avviene attraverso la descrizione da parte del paziente dei sintomi, da quando sono comparsi, dove, con che carattere e intensità mentre l’esame clinico del medico consente di valutare la sede del dolore, se è calda o fredda, la sua funzionalità, come si muove. Se necessario si può richiedere anche un esame diagnostico (esami di laboratorio e/o rx-grafie) al fine di capire se si tratta di patologia artritica o prettamente degenerativa."

Ma le cure più efficaci sono proposte solo da farmaci? "Nel primo caso, come già detto, è necessaria una terapia strettamente farmacologica; nel secondo caso sono utili trattamenti fisioterapici per rimettere in movimento le articolazioni cercando di ampliarne l’escursione e di tonificare i muscoli. Per curare le articolazioni, in particolare quella degli arti, si fa largo uso d’infiltrazioni (punture nelle giunture) di acido ialuronico, una sostanza che spesso sentiamo nominare nel campo dell’estetica per restituire alla pelle la giovinezza perduta. L’acido ialuronico è una molecola lunga e filiforme composta da uno schema ripetitivo di due zuccheri. Nel corpo, questi filamenti si piegano e si attorcigliano tra di loro e trattengono, in questo modo, una grande quantità di acqua. Muovendosi liberamente tra le cellule degli organi del nostro corpo, rassodano e rigonfiano i tessutie apportano proprietà lubrificanti e ammortizzanti alle articolazioni portanti. Nell’artrosi, a causa d’infiammazione, la viscosità del liquido intra-articolare si riduce determinando una diminuzione delle proprietà ammortizzanti e lubrificanti, con maggiore usura della cartilagine e conseguente attrito tra le pareti articolari che procura dolore. Le iniezioni di acido ialuronico hanno lo scopo di normalizzare le proprietà del liquido fungendo da integratori della viscosità. Esistono diversi preparati di acido ialuronico che si differenziano secondo il peso molecolare in base al tipo di usura della cartilagine."

Un notevole passo avanti della medicina impiegando l'acido Ialuronico nelle affezioni ortopediche, ma i dosaggi? "Nei giovani che praticano sport, quando è necessario, si eseguono cinque infiltrazioni settimanali di acido ialuronico a basso peso molecolare; negli anziani o nei giovani con maggiore usura della cartilagine se ne praticano tre settimanali a medio-alto peso molecolare, alleviando i sintomi articolari per svariati mesi in base all’usura cartilaginea. La tollerabilità e la sicurezza dell’acido ialuronico è eccellente nella maggior parte dei pazienti. Saltuariamente, dopo la puntura, si potrebbe verificare un po’ di arrossamento locale, ma in genere è ben tollerato e con una borsa di ghiaccio, per venti minuti sulla sede del rossore, si risolve l’inconveniente. Inoltre, un’ora di riposo, dopo la puntura, è garanzia per qualsiasi inconveniente."

Direttore Gallo ma oltre alle terapie convenzionali mediche quale buon consiglio rivolgerebbe ai lettori? "Ad ogni buon conto, sia le patologie reumatiche che quelle degenerative, difficilmente vanno incontro alla sintomatologia descritta se si esegue una buona prevenzione, previo attività fisica ed una alimentazione adeguata. Un’ora di passeggiata al giorno darebbe un’ottima tonificazione all’apparato muscolo-scheletrico, mentre una alimentazione ricca di fibre a base di verdure, frutta, carne bianca e pesce stimolerebbe il nostro intestino ad azionare il suo sistema immunocompetente a produrre difese per il nostro organismo." (Giorgio Esposito)


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