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La Giornata Mondiale dell'Alimentazione 2016 tra cambiamenti climatici e progetti umanitari
Al centro dell'evento la FAO e il WFP impegnati nel progetto "2030 obiettivo fame zero"

ROMA (Italy) - Le Nazioni Unite, anche attraverso FAO e WFP, si sono poste l'obiettivo di azzerare la fame entro il 2030 anche alla luce del peggioramento dei cambiamenti climatici. La Giornata Mondiale dell’Alimentazione (GMA) 2016 amplifica, quindi, i progetti di porre fine alla fame, assicurare la sicurezza alimentare e una migliore nutrizione, sostenere l'agricoltura sostenibile e promuovere azioni a tutti i livelli per combattere i cambiamenti climatici. Il tema del cambiamento climatico sarà discusso in occasione dell'apposita Conferenza delle Nazioni Unite, COP 22, che avrà luogo dal 7 al 18 novembre 2016 a Marrakech, in Marocco.


Al vertice delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile, tenutosi a New York nel settembre dell’anno scorso, 193 paesi si sono impegnati a porre fine alla povertà e alla fame, a proteggere il pianeta e garantire prosperità per tutti. Successivamente i paesi firmatari della Convenzione Onu sui cambiamenti climatici, si sono riuniti a New York per firmare l’Accordo di Parigi sul clima, che riconosce l’importanza della sicurezza alimentare. L’obiettivo comune è il raggiungimento di Fame Zero entro il 2030 - un obiettivo ambizioso, che non può essere raggiunto senza affrontare il cambiamento climatico.

Il tema "Il clima sta cambiando. Il cibo e l'agricoltura anche" evidenzia come l'alimentazione e l'agricoltura abbiano bisogno di adattarsi ai cambiamenti climatici in atto nel nostro pianeta, al fine di affrontare in modo sostenibile il problema della malnutrizione e, al tempo stesso, di ridurre il loro impatto sull’ambiente, ad esempio riducendo l’emissione dei gas serra o razionalizzando l’uso delle risorse idriche in agricoltura.

Sono 195 le nazioni impegnate a rispettare l’Accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e ciò dovrebbe favorire il raggiungimento degli obiettivi sostenibili di sviluppo. Il 2016, infatti, è un anno di azione che dovrà dare impulso per raggiungere l'ambizioso traguardo di eliminare la fame dal pianeta entro il 2030 (Fame Zero).

Gran parte dei 795 milioni di persone che soffrono di denutrizione cronica è formata da contadini, pescatori e pastori, i più colpiti dagli effetti provocati dall’aumento delle temperature e dalle calamità naturali legate al clima. Questi disastri sono sempre più frequenti e intensi. Il cambiamento climatico minaccia anche la stabilità dei prezzi dei prodotti alimentari. Gli esperti del settore avvertono che precipitazioni e temperature variabili, così come eventi meteorologici estremi, potrebbero tradursi in un calo produttivo delle principali colture (mais, grano, riso e soia) entro l’inizio del prossimo secolo. E che gli effetti di questo calo sui prezzi dei prodotti e sulla sicurezza alimentare potrebbero essere considerevoli.

Adattarsi ai cambiamenti climatici implica modificare il modo in cui il cibo viene prodotto e trasformato affinché il nostro pianeta rimanga sano e in grado di produrre il cibo di cui avremo bisogno in futuro, razionalizzandone il consumo e limitando le perdite e gli sprechi. Significa anche aiutare le popolazioni più povere e periferiche, che subiscono maggiormente gli effetti di tali cambiamenti, preparandole ad affrontare i sempre più frequenti disastri naturali, come la siccità o le inondazioni, per tornare in tempi brevi alla normalità, a fronte di eventi che non possono essere evitati. Occorre quindi adattare l'alimentazione e l'agricoltura in modo sostenibile. Come ben evidenzia l’Agenda 2030, la sostenibilità è fondamentale per assicurare un futuro al nostro pianeta che possa alimentare una popolazione crescente e fornire prospettive alle generazioni a venire.

E appare prestigioso - per tematica e relatori - l'evento organizzato dall'Istituto "Morvillo Falcone" di Brindisi che il prossimo 14 ottobre affronterà i progetti che le United Nations si sono prefissi di portare a termine in relazione all'obiettivo "zero hunger". La giornata vedrà la dirigente scolastica Rosanna Maci accogliere una serie di relazioni proposte da autorità del settore tra le quali Marta Laurienzo Manager della Base di Pronto Intervento Umanitario e Deputy Network Coordinator WFP-UNHRD. Visualizza evento... (More)

Visualizza gli speciali: Conferenza Onu sui cambiamenti climatici - Le Nazioni Unite e il territorio di Brindisi


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