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Dopo gli interventi sindacali e del ministro Calenda, Almaviva blocca i trasferimenti da Milano
L'intervento del Segretario Nazionale Fistel Cisl Giorgio Serao al TG5 chiarisce i punti della vicenda

ROMA (Italy) - Niente trasferimento dei lavoratori Almaviva da Milano a Rende. Nel giro di 72 ore Almaviva prima comunica la sua intenzione di trasferire decine di dipendenti da Milano a Rende (Cosenza) e poi, dopo l'intervento del governo, fa marcia indietro. I lavoratori del call center di Milano che hanno ricevuto la comunicazione, datata 11 ottobre, sono 65 su un totale di 500. Il trasferimento dovrebber avvenire nelle prossime settimane. Decisivi per la soluzione della intricata vicenda, gli interventi sindacali che hanno messo in luce le diverse stranezze di trasferimenti definiti "licenziamenti mascherati". (Photo: il segretario Giorgio Serao al TG5)


Con una missiva, i lavoratori del call center di Almaviva Milano erano stati trasferiti nella struttura di Rende (Cosenza). La società lo aveva comunicato ai dipendenti con una lettera datata 11 ottobre. La comunicazione era stata ricevuta da 64 dei 500 dipendenti del call center di Milano: trasferimento previsto dal 12 al 3 novembre. I sindacati, anche attraverso la voce del Segretario Nazionale Fistel Cisl Giorgio Serao (profondo conoscitore delle vicissitudini Almaviva, ndr), hanno da subito ritenuto i trasferimenti come dei "licenziamenti mascherati ed una rappresaglia dell'azienda dopo la bocciatura di un accordo sulle condizioni di lavoro". Analisi su cui concorda ha concordato il ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha chiesto ai responsabili di sospendere i trasferimenti.

L'azienda ha fatto sapere in una nota di aver accolto "oggi con responsabilità l'appello del governo a sospendere le misure finora adottate, in attesa dell'incontro in sede ministeriale, previsto nei prossimi giorni, per la necessaria definizione di un intesa che garantisca l'indispensabile equilibrio del sito produttivo".

Il mancato rinnovo del contratto da parte del cliente, peraltro contrariamente a una consolidata prassi di rinnovo, basata sul confronto competitivo, sottolinea la società, "ha determinato per Milano una riduzione pari al 25% delle attività, generando una condizione di esubero del personale e di non equilibrio del centro produttivo. Una condizione che, in assenza di una nuova gara per l'assegnazione delle stesse attività da parte del committente, ha eluso l'applicazione delle clausole sociali a salvaguardia dell’occupazione, previste dalla legge".


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L'amara vicenda dei lavoratori "Almaviva" licenziati a Roma verso una possibile soluzione
Gli impegni del Governo e la positiva valutazione del Segretario Nazionale Fistel Cisl Giorgio Serao

ROMA (Italy) - "Il piano del governo per ricollocare i 1.666 lavoratori del call center Almaviva di Roma, licenziati al termine di una drammatica trattativa nei mesi scorsi, è un buon passo per la risoluzione del problema che la Fistel Cisl segue con assiduità sin dai primi giorni di crisi lavorativa" - questa la valutazione del Segretario Nazionale Giorgio Serao alla diffusione del programma governativo. L'esecutivo Gentiloni, infatti, metterà in campo circa 8 milioni di euro per cercare di ricollocare tutti i lavoratori. Dal 6 marzo prossimo per i 1666 lavoratori, potrebbe aprirsi una prospettiva di impiego. Dal 9 al 16 aprile, invece, inizieranno i colloqui individuali.


L'intervento è complesso e prevede tre diversi strumenti di incentivazione per una somma da investire su ogni lavoratore licenziato fino a 15mila euro: alle società che formeranno il lavoratore andranno fino a 2mila euro; alle società di collocamento ma solo nel caso di esito positivo del percorso, un assegno di ricollocazione fino a 5mila euro; e alle aziende che assumeranno lo stesso lavoratore, rigorosamente con contratto a tempo indeterminato, fino a 8mila euro. I disoccupati, invece, continueranno ad usufruire, per tutto il percorso di ricerca di lavoro, della Naspi.

Il masterplan arriva dall'azione congiunta del Ministero del Lavoro, Ministero dello sviluppo economico, della Regione Lazio e dell'Anpal, oggi al suo debutto sulle politiche attive, che monitoreranno l'intervento. In campo, in alternativa, anche incentivi per l'autoimpego, fino a 18mila euro a lavoratore, 15mila sul capitale e 3mila per il percorso di accompagnamento all'autoimprenditorialità, oltre a risorse per la ricollocazione degli over 60, fino a 10mila euro a testa per l'accompagno verso un lavoro di pubblica utilità.

Sarà il governo, ma solo in questo caso, a farsi carico del peso dell'assegno di ricollocazione, 8 milioni di euro appunto, anticipando le risorse che il fondo europeo Feg rimborserà in un secondo tempo. "Un fondo pienamente capiente per tutti", garantiscono a più riprese sia il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che il collega del Mise, Carlo Calenda che oggi hanno presentato l'iniziativa. Anche il presidente di Anpal, la nuova agenzia sulle politiche attive, guidata da Maurizio Del Conte, rassicura: "lo stanziamento complessivo coprirà tutto", dice. Le restanti risorse invece le impegnerà, sempre su fondi europei, la Regione Lazio. "Apriremo 5 sportelli dedicati ai lavoratori coinvolti nella vertenza Almaviva. Il meccanismo è complesso ma abbiamo messo in campo strumenti per non lasciare sole le persone", commenta il governatore, Nicola Zingaretti.

Dal 6 marzo prossimo dunque per i 1666 lavoratori che beneficeranno, per tutto il percorso di ricerca del lavoro, della Naspi, potrebbe aprirsi una prospettiva di impiego. L'accesso ai programmi disegnati dal governo sarà comunque del tutto volontario ma nel caso l'appuntamento è già stato fissato per il 6 marzo prossimo per una prima panoramica sulle possibilità di impiego e di impegno. Dal 9 al 16 aprile invece, secondo il ruolino di marcia messo a punto dal governo, inizieranno i colloqui individuali.

I lavoratori saranno poi formati e quindi indirizzati "in base alla domanda che emergerà dal territorio" verso impieghi in linea con la loro preparazione. La proposta di lavoro che gli sarà girata dovrà perciò essere "congrua" e in linea con le competenze e il salario dell'esperienza precedente. Se il lavoratore però rifiuterà l'occupazione propostagli perderà il diritto all'indennità di disoccupazione. Debuttano dunque con oggi le politiche attive, fiore all'occhiello del governo Renzi ma mai effettivamente decollate sopratutto dopo il no al referendum costituzionale che ne ha impedito l'accentramento nelle mani dell'esecutivo con cui affiancare agli ammortizzatori sociali interventi per il ripristino dell'occupabilità del lavoratore.

E' invece il ministro Calenda a ricordare l'impegno del governo sui call center a cominciare dagli interventi inseriti nella Legge di Stabilità. "Con le norme anti-dumping sul costo del lavoro, che abbiamo inserito, abbiamo elevato in un solo mese più o meno lo stesso numero di sanzioni che sono state comminate in tutto il 2016", dice ricordando anche la 'moral suasion' che l'esecutivo sta mettendo in campo nei confronti di tutte le aziende di call center perché le gare di appalto non si giochino sul costo del lavoro minimo ma su quello medio. Un pressing che ha avuto, fin'ora, 12 risposte positive. "L'obiettivo è arrivare a 15 committenti ma 12 sono già qualcosa", conclude Calenda.


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Almaviva, sciopero generale il 19 dicembre: i call center si fermeranno per l'intera giornata
L'azienda dichiara impossibile l'utilizzo della cassa integrazione per i 2.511 lavoratori a rischio di licenziamento

ROMA (Italy) - Sciopero per l'intera giornata di lunedì 19 dicembre in tutti i siti di Almaviva Contact in Italia. Lo sciopero è stato proclamato dalle Segreterie nazionali Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil e Ugl Telecomunicazioni. I sindacati spiegano in una nota che ieri ''si è tenuto presso il Mise l’ulteriore incontro tra Almaviva e Slc Cgil Fistel Cisl Uilcom Uil e le Rsu dei siti di Roma e Napoli sulla procedura di licenziamento collettivo di 2511 lavoratori delle sedi di Roma e Napoli. Forte la presa di posizione della Fistel Cisl che, attraverso le incisive affermazioni del segretario nazionale Giorgio Serao, pone l'accento sulla sorte delle 2.500 famiglie a rischio.


Nel corso dell’incontro il Ministero ha avanzato una disponibilità a ricercare soluzioni utili a favorire l’accesso alla Cigs, nonostante ciò l’Azienda ha espresso la propria indisponibilità all’utilizzo della Cigs e ribadito, al contempo, il taglio secco del salario contrattuale dei lavoratori su tutte le sedi di Almaviva in Italia come unica soluzione alternativa ai licenziamenti''. I sindacati ''apprezzano l’impegno del Ministero per la ricerca di una soluzione alla vertenza e giudicano altresì grave e scellerata la posizione dell’azienda che, se non rimossa, rischia di compromettere l’esito della vertenza. Le Segreterie Nazionali, in considerazione del grave quadro che emerge sul futuro produttivo ed occupazionale delle sedi di Roma e Napoli cui si aggiunge la decisione dell’azienda di procedere al trasferimento di alcune decine di lavoratori da Palermo a Rende, in concomitanza della ripresa del confronto presso il Mise, proclamano lo sciopero per l'intera giornata del 19 dicembre''.

Ecco le ragioni dello sciopero nelle affermazioni di Giorgio Serao, segretario nazionale della Fistel Cisl - La proposta messa sul tavolo dall’azienda per evitare le chiusure e i licenziamenti prevede “l’azzeramento degli scatti di anzianità per le sedi di Roma e Napoli e la riduzione del salario attraverso la perdita di un livello professionale. Ad esempio, chi è al quarto livello passerebbe al terzo con conseguenze economiche sulla retribuzione - spiega Serao - sottolineando che la procedura per gli esuberi scadrà il 18 dicembre - Si tratta di provvedimenti, a dir loro, temporanei, finché il quadro economico aziendale non si riprende”. (Foto: Giorgio Serao nell'audizione alla Commissione parlamentare della Camera dei Deputati)

In più la proposta di Almaviva prevede “esodi incentivati e partecipazione dei lavoratori al consiglio di sorveglianza”."Gli abbiano risposto che questi interventi sono impercorribili e contradittori – spiega il sindacalista, ricordando che il Governo ha inserito nella legge di Bilancio provvedimenti mirati a contrastare le delocalizzazioni e le gare al massimo ribasso - Abbassare il costo del lavoro significa dare ad Almaviva un gap competitivo in più rispetto ad altri operatori e in questo modo rischiamo di annullare i vantaggi che le norme previste dal governo possono portare al settore. Sappiamo che ci sono 2.500 famiglie dietro questa storia e dobbiamo provare a insistere fino all'ultimo giorno per trovare una soluzione”.


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Call center, allarme sindacati: "Se non cambiano norme a rischio 80mila lavoratori"
Disperazione alle stelle, i lavoratori occupano la sede Almaviva di Palermo. La solidarietà del Papa

ROMA (Italy) - Si terrà il prossimo 27 ottobre un nuovo incontro tra governo, parti sociali e Almaviva in relazione all'annunciata chiusura dei siti di Napoli e Roma e i conseguenti 2.511 licenziamenti annunciati dall'azienda. È quanto emerso al termine del tavolo negoziale al Mise. L'azienda ha confermato la richiesta di Cigs per i lavoratori dei due siti. Sulla vicenda del ricollocamento di circa 400 lavoratori da Palermo a Rende le parti si contrappongono. E ai lavoratori disperati di Almaviva giunge anche la solidarietà di Papa Francesco che invia un messaggio di vicinanza e preghiera.


Sale la tensione tra Almaviva e i suoi dipendenti dopo l'annuncio di un imminente licenziamento che coinvolgerà circa 3mila lavoratori e il trasferimento di altri 397 dipendenti dalla Sicilia alla Calabria. Ma tutto il settore dei call center in Italia è in crisi. Nuovo capitolo nella vicenda dei call center di Almaviva Contact. I lavoratori della sede di Palermo hanno occupato il call center di via Marcellini e i sindacati hanno proclamato due giornate di sciopero. Dopo l'annuncio della riorganizzazione aziendale e del licenziamento di circa 3mila lavoratori, sale ancora la tensione nello scontro in atto tra la società e i suoi dipendenti.

Il clima diventa incandescente in Almaviva Contact. Sale la tensione tra la società e i suoi dipendenti. I lavoratori palermitani hanno occupato la sede di via Marcellini e i sindacati hanno proclamato due giornate di sciopero. L'azienda nelle scorse ore aveva annunciato una imminente riorganizzazione della forza lavoro e il licenziamento di circa 3000 dipendenti tra Roma (1.666 persone) e Napoli (845 persone). Inoltre ha deciso il trasferimento aziendale di 397 operatori - come riporta La Repubblica - dalla Sicilia a Rende, in Calabria. Secondo i rappresentanti dei lavoratori si tratta di un licenziamento «mascherato» perché le condizioni economiche del trasferimento sono proibitive per i dipendenti.

I lavoratori occupano la sede di Palermo - Le notizie che giungono dalla sede di via Marcellini confermano che la situazione è oltre il livello di guardia. Almaviva Contact ha risposto all'occupazione del call center con una nota, definendo inammissibili le forme di protesta che si collocano fuori della legalità, come quella in corso a Palermo. E ha minacciato di prendere imminenti provvedimenti. Ma quello che si sta svolgendo nel capoluogo siciliano non è che l'ultimo capitolo della dolorosa vicenda di Almaviva, che solo la scorsa primavera vedeva coinvolti tremila lavoratori a rischio licenziamento. Un accordo con il governo e i sindacati sembrava allora aver risolto la situazione che, invece, si sta ripresentando a pochi mesi di distanza in tutta la sua drammaticità.

I dati ufficiali dell'Istat albanese confermano che nel 2015 il numero dei call center che lavorano per il mercato italiano è raddoppiato, dando vita a oltre 25 mila posti di lavoro. Almaviva Contact fa sapere che nel periodo successivo all'intesa del 31 maggio scorso le perdite medie mensili dei siti di Roma e Napoli sono state pari a 1,2 milioni di euro a fronte di ricavi mensili pari a 2,3 milioni di euro, nonostante l'utilizzo di ammortizzatori sociali. I sindacati rispondono che si tratta di una decisione in violazione dell'accordo della scorsa primavera.

Intanto, i primi 157 dipendenti della sede palermitana di Almaviva Contact dovranno prendere servizio in Calabria. Non sappiamo come si concluderà questa triste vicenda, ma di certo il settore dei call center è troppo spesso privo di ammortizzatori sociali e tutele per i lavoratori. Secondo i sindacati, senza interventi rapidi circa 80mila lavoratori di call center rischiano di perdere il posto. Si tratta di una vera e propria bomba sociale. Nel video gli interventi in Commissione parlamentare della Fistel Cisl.


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I lavoratori di Almaviva restano in bilico, nessun accordo nell'incontro con il Governo
Fumata nera, la società conferma la chiusura dei siti. I sindacati sul piede di guerra

ROMA (Italy) - Si è tenuto il previsto incontro al Mise tra i rappresentanti del Ministero, l'azienda Almaviva Contact e le OO.SS. nazionali e territoriali Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl Telecomunicazioni e le rispettive Rsu, e le Regioni interessate Lazio, Campania, Sicilia. Oggetto dell'incontro l'apertura della procedura di mobilità che coinvolge integralmente i siti di Roma e Napoli. La Fistel-Cisl ritiene che le responsabilità sulle gare al massimo ribasso siano di tutte le aziende e quindi anche di Almaviva. Il Viceministro sulla base di quanto asserito chiede ad Almaviva il ritiro della procedura di mobilità, con aggiornamento del tavolo al 27 ottobre 2016.


Il Dott. Antonelli (Almaviva Contact) afferma che i problemi aziendali e del settore sono noti da tempo. La crisi è dovuta alla riduzione dei volumi sia in ambito italiano che in ambito extraeuropeo; vi è stato per giunta una riduzione notevole del costo del lavoro e le gare pubbliche vengono sempre più effettuate con il criterio del massimo ribasso. L'azienda si trova in una situazione peggiore dal punto di vista economico ed inoltre per quanto riguarda i temi relativi alla delocalizzazione ed alle gare al massimo ribasso nulla è cambiato. Per quanto riguarda l'accordo sull'analisi del controllo individuale, l'azienda afferma che le OO.SS. si sono sottratte al confronto rendendosi inadempienti rispetto a quanto siglato il 31 maggio 2016. Non vi sono neppure novità relative al tavolo di settore che non è più stato convocato. Per la commessa Enel di Palermo la scadenza è prevista il 31 dicembre 2016, ed al momento Almaviva non è in grado di riallocare sullo stesso sito tutti i lavoratori/trici operanti su tale servizio (circa 150 lavoratori impattati).

La Fistel-Cisl ritiene che le responsabilità sulle gare al massimo ribasso siano di tutte le aziende e quindi anche di Almaviva.
Non si può utilizzare il sindacato ed i lavoratori per sgravarsi delle proprie responsabilità; il sindacato ha fatto accordi con tutte le aziende ed ha contribuito al mantenimento occupazionale attraverso grandi sacrifici. Sull'art. 4 controllo individuale la Fistel Cisl non vuole fare un accordo a scatola chiusa ma vuole confrontarsi in sede Asstel per trovare una quadra nell'ambito del settore per non consentire dumping tra le varie aziende. Oggi il problema è dei siti di Roma e Napoli, e coinvolge i trasferimenti dei lavoratori su Palermo mentre domani il tema occupazionale potrebbe riguardare tutta l'azienda.

La Regione Lazio ritiene che Almaviva abbia grandi responsabilità rispetto alla situazione descritta, e considera ingiuste le critiche rispetto al bando di gara Recup Lazio dove l'azienda non ha neppure preso parte. Infine ha chiesto all'azienda di ritirare le procedure di mobilità aperte il 5 ottobre 2016. In conclusione il Viceministro Teresa Bellanova invita a superare lo scarico di responsabilità e provare ad essere costruttivi per dare risposte e soluzioni ai problemi.

L'accordo del 31 maggio 2016 è stato sofferto e complicato con 6 mesi di contratto di solidarietà e scadenza al 30 novembre 2016 (entro i sei mesi era previsto il decalage della Cds). Oltre ai 6 mesi erano previsti 12 mesi di Cigs del settore (11 milioni di euro stanziati). Inoltre è necessario dare corso agli strumenti formativi. Per quanto riguarda il Governo sull'art. 24 bis è stato depositato un testo in Parlamento con le modifiche previste dal confronto con le parti sindacali e datoriali. È stato fatto un lavoro di pressione sulle aziende committenti, convocate lunedì prossimo al Mise per comprendere meglio le dinamiche di assegnazione delle commesse in questo settore.

Per il sito di Palermo Almaviva ha perso la commessa Enel che è stata assegnata ad un'altra azienda, pertanto il Governo intende far rispettare la clausola sociale attraverso il confronto tra le parti sociali. Per la situazione riguardante il sito di Palermo il Governo dà appuntamento alle parti per venerdì. Il Viceministro sulla base di quanto asserito chiede ad Almaviva il ritiro della procedura di mobilità, con aggiornamento del tavolo al 27 ottobre 2016. L'azienda ritiene in questo momento di non poter ritirare la procedura di mobilità aperta in data 5 ottobre 2016, in quanto le condizioni aziendali sono piuttosto gravi.


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L'autunno caldo delle vertenze lavorative, in testa i 2.511 licenziamenti di Almaviva
Domani la vertenza arriva al Ministero dell'Industria e in Parlamento
Le ragioni dei lavoratori nelle parole di Giorgio Serao della Segreteria Nazionale Fistel Cisl

ROMA (Italy) - Almaviva chiude a Roma e a Napoli e taglia 2511 posti di lavoro. E' quanto prevede il nuovo piano di riorganizzazione, con la chiusura dei siti produttivi di Roma e di Napoli ed una riduzione di personale pari a 1.666 persone nella sede di Roma e 845 persone a Napoli. La vertenza Almaviva Contact, che domani sarà al centro di un tavolo al Ministero dell'Industria e Sviluppo Economico cui prenderà parte il viceministro Teresa Bellanova, si presenta di difficile soluzione, con un operatore che aveva già annunciato (e poi ritirato a fine maggio) 3mila esuberi e che ora si prepara a chiudere i siti produttivi di Roma e Napoli.


Almaviva il 22 settembre scorso, in un incontro al Ministero dello Sviluppo economico, aveva già annunciato il deteriorarsi dei conti e il fatto che non fossero stati onorati gli impegni presi dalle stesse istituzioni, ad esempio, sullo stop alle gare al massimo ribasso: è questo infatti uno dei nodi strutturali più impegnativi per le aziende che perdono commesse e che hanno in Italia la propria forza lavoro.

Sotto accusa è stata di recente anche la Regione Lazio con la gara indetta per il servizio Recup, la prenotazione sanitaria telefonica: il prezzo a base d'asta al minuto, è stato denunciato, risultava inferiore al costo del lavoro previsto dal contratto nazionale. L'azienda nella sua ultima nota ha anche affermato di aver ricevuto "il rifiuto da parte delle Organizzazioni Sindacali di sottoscrivere lo specifico accordo sulla gestione di qualità e produttività individuale" che era presente negli impegni sottoscritti.

La riduzione di personale prevista da Amaviva è pari a 2.511 persone riferite alle sedi di Roma (1.666 persone) e Napoli (845 persone). Le perdite medie mensili dei due siti produttivi nel periodo successivo all’Accordo siglato lo scorso 31 maggio nonostante l’utilizzo di ammortizzatori sociali, sono pari a 1,2 milioni di euro su ricavi mensili pari a 2,3 milioni di euro, secondo quanto dichiarato il 5 ottobre scorso dalla società. La richiesta è non solo di convocare i vertici aziendali di Almaviva "per raggiungere un accordo di stabilizzazione della crisi occupazionale in corso", ma di mettere in campo "iniziative urgenti, anche di tipo normativo, per salvaguardare i livelli occupazionali e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori di Almaviva".

La settimana scorsa con un atto unilaterale Almaviva Contact ha comunicato alle Segreterie Nazionali delle Telecomunicazioni la chiusura dei siti produttivi di Napoli e Roma e il conseguente licenziamento di 2500 lavoratori. Almaviva ha consegnato alle RSU l'apertura delle procedure di legge previste dalla 223/91 afferente ai licenziamenti collettivi.

In una nota Giorgio Serao Seg. Naz. della Fistel Cisl dichiara che "i licenziamenti comunicati da Almaviva sono una violazione degli accordi sottoscritti al MISE il 30 maggio quando l'azienda aveva annunciato 3000 esuberi nei siti di Napoli, Roma e Palermo e rientrati con la mediazione del Governo e l'attivazione di ammortizzatori sociali per 18 mesi."

"Infatti, ad appena 4 mesi dagli accordi, Almaviva - denunciando perdite per 3 mln al mese, la diffusa pratica delle gare al massimo ribasso, il ricorso alle delocalizzazione per le attivita' di Customer Care e l'indisponibilita' del sindacato a sottoscrivere intese sui controlli individuali - ha ritenuto passare al licenziamento dei lavoratori. Almaviva - dichiara ancora Serao - e' stata incapace di avviare una riorganizzazione interna e un rilancio delle attivita' commerciali e tenta di scaricare sulle Istituzione e il sindacato la propria inefficienza. Il sindacato ha chiesto ed ottenuto un tavolo con il Governo per domani con la presenza del Viceministro allo Sviluppo Economico per ricercare una soluzione alla drammatica situazione sociale che vivono migliaia di famiglie in queste ore. E' necessario - prosegue Giorgio Serao - salvare l'occupazione dei siti di Napoli e Roma a prescindere dal destino di Almaviva e bisogna intervenire sulla committenza pubblica e privata per mantenere in queste realta' le attivita' del servizio ai clienti e sospendere le gare al massimo ribasso. Il settore dei Call Center - conclude poi il sindacalista - ha bisogno di una regolamentazione non piu' rinviabile a partire dall'approvazione dell'emendamento fermo al Senato per il contrasto alle delocalizzazioni, l'inserimento del settore nel bacino delle crisi complesse e ammortizzatori sociali per far ripartire il settore con gare che tengano conto dei minimi contrattuali del CCNL di riferimento". Domani sotto il Mise ci sara' un presidio di lavoratori in attesa degli sviluppi dell'incontro e il rappresentante sindacale Giorgio Serao lancia un messaggio preoccupante al Governo sulla tenuta dell'ordine pubblico in mancanza di soluzioni certe a tutela dell'occupazione.

La Raggi sindaco di Roma accusa "A causa degli esuberi annunciati dalla società Almaviva, oltre 2.500 lavoratori in tutta Italia rischiano di perdere il posto, di cui 1.666 solo a Roma. Siamo al fianco di questi nostri concittadini e dei loro colleghi, e invitiamo il Governo a impegnarsi per una soluzione da proporre alle parti coinvolte. Questo è il frutto della lunga stagione delle gare al massimo ribasso, che hanno penalizzato i lavoratori senza alcuna attenzione alla qualità dei servizi. È giunto quindi il momento di affrontare la questione della condizione degli operatori dei call center".


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Emirates migliore linea aerea del mondo. L'annuncio da Skytrax World Airline Awards 2016. Questa è la quarta volta che Emirates vince il miglior riconoscimento da quando i premi sono stati introdotti 15 anni fa; la compagnia ha vinto il primo riconoscimento Skytrax come Migliore compagnia al mondo nel 2001, ancora nel 2002 e nel 2013. In totale, Emirates ha vinto un totale di 20 premi Skytrax World Airline dal 2001. (Continua...)