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Immigrati, Svezia e Danimarca dopo Norvegia, Austria, Germania e Francia chiudono le frontiere
Pronta allo stop anche l'Italia al valico con Slovenia. La polizia scandinava ha già innalzato barriere

ROMA (Italy) - Uno dei capisaldi dell'Unione Europea, la libera circolazione delle persone all'interno delle sue frontiere, è a rischio. L'Europa ha alzato i ponti levatoi di fronte al flusso incontrollato dei migranti e dei richiedenti asilo e anche paesi più aperti all'accoglienza come Danimarca e Svezia hanno deciso di sospendere, sia pure temporaneamente, il trattato di Schengen che appunto quella libera circolazione assicura.

Un altro pezzo di Schenghen va in frantumi per lo tsunami di migranti che si e' riversato in Europa. La Svezia ha introdotto controlli sui viaggiatori provenienti dalla Danimarca e dopo la decisione di Stoccolma, e' arrivata quella di Copenaghen, che ha deciso di sospendere la libera circolazione dello spazio Schengen con controlli al confine con la Germania.


La libertà di movimento, uno dei risultati più grandi dell’Unione europea negli ultimi anni, è in pericolo a causa del flusso di profughi. In poche parole, ripristino dei controlli alle frontiere deciso oggi dai governi di Danimarca e Svezia. Stoccolma, che pure ha ricevuto nell'ultimo anno 160.000 richieste d'asilo accogliendo poi decine di migliaia di profughi, ha reintrodotto i controlli di documenti alla frontiera con la Danimarca - cosa che non succedeva da mezzo secolo- che a sua volta li aveva riavviati al suo confine con la Germania, e che li manterrà almeno fino al 14 gennaio. Un'Europa che si chiude, anche se proprio il trattato di Schengen prevede la reintroduzione dei controlli alle frontiere interne per motivi eccezionali e di durata temporanea: o per motivi di sicurezza o di ordine pubblico. La Svezia ha iniziato così a controllare i documenti dei viaggiatori provenienti dalla Danimarca provocando ritardi fino per treni e bus che attraversano il ponte Oresund, il più lungo d’Europa. La stessa Germania a settembre aveva riavviato i controlli alla frontiera con l'Austria a seguito dell'enorme flusso di rifugiati diretti verso il nord Europa entrando dalla Turchia e proseguendo lungo la cosiddetta "rotta dei Balcani". Lo stesso portavoce del ministero dell'Interno di Berlino ha spiegato che ogni giorno tra i 100 e i 300 richiedenti asilo lasciano la Germania per dirigersi in Danimarca

Il provvedimento con cui la Svezia, dopo oltre 50 anni, ripristina i controlli alla frontiera con la Danimarca durerà sei mesi, ma potrà essere protratto. L’obiettivo di Stoccolma è bloccare il flusso di migranti nel Paese dell’Unione Europea che, in rapporto alla popolazione, ha accolto più migranti: 150mila solo nel 2015. Una misura che avrà effetto anche sui pendolari, soprattutto sulle 8600 persone che ogni giorno attraversano il ponte di Oresund che collega i due Paesi. Immediata e analoga la misura della Danimarca. Poche ore dopo la decisione presa dal Parlamento svedese, Copenaghen notifica a Bruxelles l’introduzione dei controlli alle frontiere con la Germania. Proprio in Danimarca, dove lo scorso anno sono giunte 18 mila richieste di asilo, è in discussione una legge che potrebbe autorizzare i poliziotti a perquisire i migranti senza regolare permesso e confiscare loro beni e denaro come indennizzo per coprire le spese di accoglienza.


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